Le verità nascoste

Una donna, reduce da un incidente, vede fantasmi in casa: crede che il suo vicino di casa sia un assassino… Semplice quanto perfetto esercizio di stile costruito sul concetto di suspence, Le verità nascoste di Robert Zemeckis è un implacabile tour de force emotivo. Dietro questa storia di tradimenti inconfessati e omicidi, percorsa e interpretata correttamente da Harrison Ford (qui nella atipica parte del villain, pur sempre dal cuore tenero) e Michelle Pfeiffer, si alimenta un film dalle ricercate atmosfere hitchcockiane, ben esemplificate già dalla colonna sonora in stile Bernard Herrmann realizzata da Alan Silvestri. Ci chiediamo: che cosa cercava Robert Zemeckis, mentre costruiva la struttura di questo film, mentre lo realizzava? La risposta è semplice, forse scontata: il cinema. Ecco una sua dichiarazione: «Cinema e suspence sono fatti l’uno per l’altro. Cioè, ci sono certamente dei libri e degli spettatori teatrali davvero ricchi di suspence, ma penso che niente sia in grado di manipolare il tempo, spazio e tecniche di racconto quanto un film. Ho sempre desiderato mettermi alla prova nella regia di qualcosa di davvero terrificante e misterioso». Una casa di campagna, la cui tonalità di illuminazione varia a seconda della luce che la avvolge, una scena coniugale, alcuni oggetti, una stanza da bagno di un biancore che sfocia nel diafano, alcuni specchi, una collana, una chiave, una treccia di capelli biondi bastano per alimentare il percorso nel terrore macchinato da Zemeckis. Film di fantasmi, rumori, false piste e presenze auratiche (bellissima la sequenza della seduta spiritica), Le verità nascoste ci appare come un film blindato nella sua forma simile a un cristallo, anzi un diamante, difficile da scalfire. Film di pura forma, certo. Ma che affronta a testa alta le critiche di artificiosità, gratuità, che certamente lo toccheranno. Variazioni hitchcockiane: la coppia, e i complessi di colpa… con tutto quello che ne consegue: vertigini, figure circolari, o al limite spiraliformi. Zemeckis chiede un po’ di comprensione. Come nonno Hitch, vuole solo regalarci un pezzo di torta. Ma di altissima qualità. (rinaldo censi)