Matilda 6 mitica

Matilda 6 mitica

mame cinema MATILDA 6 MITICA - STASERA IN TV trinciabue
La signorina Trinciabue

Diretto da Danny DeVito, Matilda 6 mitica (1996) ha come protagonista Matilda Wormwood (Mara Wilson), una bambina dotata di un’intelligenza straordinaria e di poteri telecinetici. Nonostante ciò, i suoi genitori la ignorano e il fratello maggiore è prepotente con lei. L’unica speranza della piccola è di ottenere maggiore considerazione una volta che avrà cominciato le scuole elementari.

Tuttavia, l’istituto a cui si iscrive Matilda è dominato dalla tirannica signorina Agatha Trinciabue (Pam Ferris). La donna usa perfino i bambini per allenarsi al lancio del martello. L’unica figura adulta con cui la protagonista stringe un rapporto di fiducia e affetto è la sua maestra, la signorina Jennifer Honey (Embeth Davidtz).

Matilda dovrà quindi scegliere: continuare a fare la brava bambina e farsi vessare, oppure sfruttare i propri poteri per seminare un po’ di giustizia?

Curiosità

  • Danny DeVito, oltre a essere il regista del film, è anche la voce narrante e interpreta il padre di Matilda, un avido truffatore. E, al tempo delle riprese, er sposato con la stessa donna che interpreta sua moglie anche nel film, Rhea Perlman, dalla quale ha divorziato nel 2012.
  • Il film è stato girato in California, in varie locations tra cui il 2186 East Crary Street di Altadena (la casa della signorina Trinciabue), il 15811 Youngwood Drive di Whittier (casa Wormwood) e il Mayfield Senior School di Pasadena per le scene iniziali dell’ospedale.
  • Il ritratto di Magnus appeso nella casa della Trinciabue è in realtà quello di Roald Dahl, l’autore del romanzo da cui è tratta la pellicola. Compare un altro libro di Dahl, The Witches, nella libreria di Matilda.
  • Sempre nella casa della Trinciabue, c’è un cartello che recita “Non uccidere”.
  • Inoltre, la bambola Liccy prende il nome dalla moglie di Dahl, Liccy Dahl.

Mary Queen of Scots

Mary Queen of Scots

mame cinema MARY QUEEN OF SCOTS - IL NUOVO FILM STORICO mary
Saoirse Ronan è Maria Stuarda

Diretto da Josie Rourke, Mary Queen of Scots è il nuovo film storico basato sulla storia della regina di Scozia Maria Stuarda, interpretata da Saoirse Ronan. La sceneggiatura è basata sulla biografia My Heart Is My Own: The Life of Mary Queen of Scots di John Guy. Il 21 aprile 2017 Margot Robbie è entrata a far parte del cast nel ruolo della grande regina Elisabetta I. Jack Lowden, invece, interpreta Lord Darnley, il secondo marito di Maria. Joe Alwyn sarà Robert Dudley, passato alla storia come amante di Elisabetta.

L’Universal Pictures avrà il controllo della distribuzione, mentre la Focus Features si occuperà dei diritti. Il team del film include Alexandra Byrne, Jenny Shircore e Chris Dickens, che si sono aggiudicati gli Academy Awards rispettivamente come costume designer, hair and make-up designer ed editor. Ci sarà anche il direttore della fotografia John Mathieson, vincitore dei premi BAFTA. Il rilascio, inoltre, è previsto per il 7 dicembre 2018 negli Stati Uniti e per il 18 gennaio 2019 nel Regno Unito.

Cugine, sorelle, rivali

Due figure iconiche, in lotta per la supremazia. Elisabetta I e Maria Stuarda sono cugine e tentano di essere persino sorelle, nella speranza di arrecare benefici ai rispettivi regni. Ma quando c’è di mezzo il potere, nemmeno i legami di sangue possono impedire la nascita di sospetti, inganni e tradimenti. Infatti, è necessario che una delle due sprofondi nell’ombra per permettere all’altra di splendere. Ed Elisabetta, una delle regine più straordinarie della storia, non ha intenzione di perdere questa sfida.

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Margot Robbie è Elisabetta I

Mary, a sua volta, reclama il trono della cugina, sulla base del diritto di sangue. A sostenerla, l’Europa cattolica, in opposizione al regno protestante di Elisabetta. Quest’ultima, in effetti, è considerata illegittima dalla Chiesa di Roma, in quanto è nata da un’unione mai riconosciuta lecita dal papato (quella tra il leggendario re Enrico VIII e l’intrigante Anna Bolena). Secondo le leggi della Chiesa cattolica e della monarchia rinascimentale, di conseguenza, Elisabetta è una figlia illegittima che non ha alcun diritto a sedere sul trono. Eppure, la maggior parte del suo popolo la ama e il suo regno sembra rafforzarsi, nonostante i dissidi religiosi e politici. Come può quindi Mary opporsi alla sua grande rivale?

Due figure leggendarie

Le figure di Elisabetta I e Maria Stuarda sono ormai leggenda. Numerosi film e serie tv si sono concentrate sulle loro vicende, sotto aspetti sempre diversi l’uno dall’altro. Proponiamo dunque di seguito una breve lista delle più note e recenti pellicole e serie basate sulle vite di queste due donne.

Elisabetta I
  • Elisabetta Regina (1971), miniserie televisiva.
  • Elizabeth (1998), film.
  • Elizabeth I (2005), miniserie televisiva.
  • The Virgin Queen (2006), miniserie televisiva.
  • Elizabeth: The Golden Age (2007), film.
  • The Tudors (2008), serie tv.
  • Reign (2013).
Maria Stuarda
  • Elisabetta Regina (1971), miniserie televisiva.
  • Maria Stuarda, regina di Scozia (1972), film.
  • Gunpowder, Treason & Plot (2004), miniserie televisiva.
  • Reign (2013), serie tv.

Mary Shelley

Mary Shelley

mame cinema ELLE FANNING È MARY SHELLEY NEL NUOVO BIOPIC elle
Elle Fanning in una scena del film

Il biopic Mary Shelley, diretto dalla regista saudita Haifaa Al-Mansour, ha rilasciato nei primi mesi del 2018 un trailer ufficiale. A interpretare la famosa autrice di Frankenstein è Elle Fanning, che ha raggiunto la popolarità con Maleficent accanto ad Angelina Jolie. La pellicola si basa sulla storia d’amore della scrittrice con il poeta romantico Percy Bysshe Shelley, interpretato da Douglas Booth. Una relazione che non fu solo passione, ma che permise alla donna di entrare nel circolo dei letterati dell’epoca. Non era facile per una ragazza, infatti, ambire al titolo di intellettuale. Eppure, Mary ce l’ha fatta, donando al mondo uno dei più grandi capolavori della storia della letteratura.

Nel cast c’è anche Maisie Williams, famosa in tutto il mondo per il suo ruolo di Arya Stark nella serie tv di successo Game of Thrones. Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 25 maggio 2018. In Italia, invece, è stato presentato al Torino Film Festival.

Una figura intrigante

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Mary e Percy in Mary Shelley

Nella prima parte della sua vita, Mary Wollstonecraft Godwin incarna la figura di Cenerentola per eccellenza. Rimasta orfana di madre, viene cresciuta dal padre, il quale però decide in seguito di risposarsi. La ragazza, purtroppo, sviluppa un rapporto difficile con la matrigna. Ma, un giorno, incontra il suo irriverente e anticonformista “principe azzurro”, il poeta Percy Bysshe Shelley. Il giovane ha infatti un atteggiamento ribelle nei confronti della società inglese del XIX secolo e, inoltre, è già sposato. Tuttavia, nulla può impedire che tra i due nascano sentimenti passionali, tanto da organizzare una fuga in Francia nel 1814.

Una volta morta la prima moglie di Percy, Mary diventa ufficialmente la nuova signora Shelley. Ma la felicità ha un brusco e tragico finale: Percy muore in un naufragio al largo di La Spezia. Rimasta vedova, Mary fa ritorno in Inghilterra, dove si adopera per portare avanti le sue idee femministe. Riesce persino a continuare a essere una scrittrice, frequentando altri intellettuali. Si spegne l’1 febbraio 1851 all’età di 53 anni, dopo aver trascorso gli ultimi anni in modo sereno con il figlio avuto da Shelley e la nuora.

Mad Max: Fury Road

Mad Max: Fury Road

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Charlize Theron interpreta Furiosa

Australia, epoca imprecisata. Di conseguenza, si intuisce che le vicende sono ambientate in un futuro distopico, in cui la civiltà umana è quasi completamente scomparsa. Questo è il mondo in cui vive Max Rockatansky (Tom Hardy), un solitario ex poliziotto che vive ancora nel ricordo della perdita della sua famiglia. Mentre si aggira per il deserto, i Figli della Guerra, un’armata di guerrieri, lo rapisce. Il loro capo è Immortan Joe (Hugh Keays-Byrne), colui che controlla la comunità di Fury Road grazie al possesso di riserve d’acqua. Da quel momento, la sua strada incrocia quella di Furiosa (Charlize Theron), un generale al servizio di Immortan Joe. Furiosa, tuttavia, decide di ribellarsi al suo signore e si unisce a Max nel tentativo di salvare i pochi esseri umani superstiti dalla tirannia.

Un grande successo

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Il crudele Immortan Joe

Il quarto capitolo della saga di Mad Max è del 2015, co-sceneggiato e co-prodotto da George Miller. Quest’ultimo ha spiegato che la pellicola non è un remake, ma una rivisitazione della saga. Sono passati ben trentatré anni dall’ultimo film della trilogia: infatti, Mad Max oltre la sfera del tuono è del 1985. Nel quarto film, il protagonista è Tom Hardy, affiancato da Charlize TheronHugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley e Nicholas Hoult.

La critica internazionale ha accolto favorevolmente il film. Dopo la proiezione al Festival di Cannes, il film ha ricevuto applausi e ovazioni da parte dei critici e dei giornalisti presenti. Quentin Tarantino lo ha persino eletto suo film preferito del 2015. «Ho ricevuto una copia di Mad Max (Fury Road) in 35mm e l’ho vista in casa mia, me l’hanno data per tutto il weekend e alla fine ho visto il film tre volte» ha dichiarato il grande regista.

Tra i riconoscimenti ottenuti: premio Oscar 2016 per il Miglior montaggio, Miglior sonoro, Migliori costumi, Miglior trucco e acconciatura, Miglior montaggio sonoro e Miglior scenografia.

 

Mad Jake

Pellicola macabra e splatter, ma con tocchi ironici; il protagonista è un maniaco religioso (Nelson) che fa a pezzi i malcapitati turisti che finiscono nelle sue grinfie. Sconsigliato ai deboli di stomaco: si narra che il pugile Evander Holyfield, produttore esecutivo del film, abbia sfidato alcuni suoi colleghi a vedere l’intero film senza distogliere lo sguardo… ma nessuno sia riuscito nell’impresa.

Michael Collins

La storia di forte connotazione politica del leader ribelle Collins (Neeson), che con fascino, fegato e fervore idealistico conduce la battaglia contro il dominio inglese negli anni Dieci e Venti. La prima metà, dinamica e intensa, lascia posto a una conclusione più sobria e inevitabile, nella quale Collins è costretto a divenire un diplomatico e uomo di compromesso, gettando le premesse della sua stessa fine. Neeson è eccellente e circondato da un cast di prima categoria in questo film in costume convincente, credibile e violento, con la bella fotografia di Chris Menges. Jordan è anche sceneggiatore.

Mame

Questo musical, disperatamente datato, preso dal successo di Broadway di Jerry Herman e ispirato a La signora mia zia imbarazzerà anche i fan della Ball. Con Fred and Ethel Mertz! Bea Arthur rifà il ruolo che sul palcoscenico le è valso il Tony. Ultimo film della Ball. Panavision.

Maverick

Aggiornamento svogliato della serie televisiva degli anni Sessanta ricordata con affetto che si avvalle fortemente del fascino individuale per portare avanti una storia che si trascina troppo lenta e troppo a lungo. Gibson è divertente nei panni dell’abile baro delle carte a caccia di piatti ricchi a poker e il cast è pieno di facce familiari dal mondo dei western televisivi d’annata e della musica country contemporanea. Cercate un paio di cammei delle star dei film precedenti del regista Donner. Garner, che recitò nella vecchia serie tv, qui fa un maresciallo. Sceneggiatura di William Goldman. Panavision.

Mysterious Skin

All’età di otto anni Brian ha subito un incidente del quale non ricorda nulla. Da quel giorno comincia ad avere incubi frequenti, a fare la pipì a letto e a perdere spesso sangue dal naso.  Negli anni si chiude in se stesso, coltivando soltanto un interesse profondo per gli alieni. Lo ritroveremo a diciotto anni, a caccia della verità su quell’evento traumatico e inafferrabile per la sua coscienza. Anche Neil all’inizio del film ha otto anni. Viene adescato dall’allenatore della squadra di baseball e ha una relazione con lui. Col passare del tempo diverrà uno sbandato e prenderà la via della prostituzione. Anch’egli, senza saperlo, si muove alla ricerca frenetica di qualcosa.
Araki prende per i capelli lo spettatore e lo trattiene davanti a un film potente, esponendo senza risparmio le crepe e i vuoti che si sono formati nella mente di due ragazzi vittime della pedofilia. Il regista non giudica, né sembra commuoversi, semplicemente racconta. Lo interessano le vite e, ancora di più, le coscienze svuotate dei due giovani: è il loro vissuto che assume la ribalta. Allo stesso tempo ad Araki interessa colpire lo spettatore, turbarlo. Così la cifra visiva sono le soggettive e i primi piani, che collocano sempre lo spettatore nelle posizioni più inquietanti della scena e coincidono di frequente con quelle dei due protagonisti. Nella stessa direzione va anche il montaggio. Del resto il conturbante e il morboso sono sempre stati elementi propri del regista. Ma qui Araki si ferma sempre sulla soglia: sesso esplicito non se ne vede. Eppure tutto ciò che lo circonda, i preparativi, i piccoli sconfinamenti sono ben più angoscianti. Il gusto per l’estetica c’è, ma non tracima e anzi assume quasi una funzione morale. Un racconto, senza sconti, di un dramma umano.
Neil e Brian sono due ragazzi profondamente diversi. Lo erano da prima del loro incontro con l’allenatore: quando arrivano nella squadra di baseball Neil si rivela il migliore, Brian il più scarso. Le loro traiettorie seguiranno poi percorsi distanti e diversi. Neil prostituirà il suo corpo in favore di vecchi signori danarosi. Quanto alla sua mente, è stata spenta anni prima dal rapporto con l’allenatore. Così, senza rimorsi, senza affetti, senza un sensibilità, Neil può dedicarsi a coltivare quell’immagine da giovane cinico ed estremo che gli procura un fascino presso gli altri. Ma degli altri e del vero se stesso non è in grado di accorgersi. Brian, invece, prende la strada del ragazzo complessato e ripiegato e su stesso. Senza amici, la sua unica grande passione sono gli ufo e gli alieni, dai quali crede di essere stato rapito una notte di tanti anni fa. Si stabilisce un parallelismo fra due enormità: quella emotiva della violenza subita che non si riesce a interiorizzare, messa a confronto – scambiata, se si vuole – con quella cognitiva dell’esistenza degli alieni. La violenza pedofila ha per la vittima lo stesso mistero e la stessa straordinarietà surreale dello sbarco degli alieni. Ed è a questi che crede di dare la caccia l’impacciato e sessuofobo Brian.
Ma le vite dei due ragazzi, suggerisce Araki, non sono così diverse nel profondo, accomunate come sono dal trauma. E del resto entrambi sono ragazzi soli, anaffettivi e alla ricerca disperata di qualcosa. Il film assume in qualche modo un percorso circolare che bisognerà immaginare disegnato da due semicerchi che procedono insieme dopo essere partiti dallo stesso punto iniziale. Le traiettorie dei due giovani divergono, ma solo per ricongiungersi alla fine del percorso, avendo tracciato il cerchio, ma trovandosi in un punto diverso e più alto di quello di partenza: il momento doloroso e «adulto» della consapevolezza, al quale approdano rincontrandosi fisicamente e spiritualmente.
Un Araki impegnato, dunque. Estetica al servizio (ma non al giogo) dell’etica. Realizzare un film sulla pedofilia è già una scelta rischiosa, infarcirlo di scene crude rischia di diventare una provocazione. Ma il regista ha la mano ferma: rappresenta l’orrore umano senza cavalcarlo. Racconta una tragedia attraverso le vibrazioni dei suoi personaggi, colpendo lo spettatore esattamente nella misura in cui vuole farlo, senza ondeggiamenti. A questo punto lo stile visivamente potente e la sceneggiatura forte divengono dei pregi. E la possibilità di entrare, con buona credibilità, nella mente di chi ha subito qualcosa di tanto sconvolgente, diviene l’opportunità di un’esperienza rara, coinvolgente e persino morale. (stefano plateo)

Modella, La

Film minore della Garbo su una bellissima parigina il cui passato le fa scegliere di lasciare Montgomery, nonostante lo ami ancora. Una versione moderna della Saffo di Alphonse Daudet.

MissTake

Il proprietrio di una splendida villa palladiana invita a cena un eterogeno gruppo di potenziali acquirenti: incuriositi dall’affare, nobilastri, volgari arricchiti e tutta una sequela di bizzarri personaggi, si presentano alla serata. Quando però uno dei commensali muore, il clima festoso del banchetto si trasforma.

Mia seconda vita, La

La Collins ripete i trionfi ottenuti a teatro a Londra e a Broadway nel ruolo di una donna vivace, di mezza età e sposata che ha l’impressione che la vita le sia passata a fianco — finché non ha l’occasione di fare un viaggio in Grecia, senza il marito. L’accattivante performance della Collins (in buona parte rivolta direttamente al pubblico) fa di questo film un must, riducendo al minimo i momenti di stasi dell’adattamento di Willy Russell della sua commedia. La stessa squadra realizzò Rita.

Mr. Brooks

Earl Brooks è un industriale di successo che è stato da poco nominato Uomo dell’anno dalla comunità in cui vive. E’ sposato con una donna affascinante e, insieme a lei, ha una figlia che studia all’università. Sembra non mancargli nulla per essere felice ma, dietro un’apparenza normale, Mr. Brooks nasconde un’inconfessabile verità: ama uccidere. Per lui è come una dipendenza, non riesce a farne a meno e, anche se tenta di controllare questo impulso omicida, l’indole violenta ha sempre il sopravvento sulla sua volontà. Un giorno però commette un errore e rischia di essere arrestato ma…

Missione 3D — Game Over

Juni (Sabara) viene reclutata dal presidente degli Sati Uniti per salvare la sorella dal mondo di realtà virtuale creato dal sinistro Giocattolaio (Stallone). Il terzo capitolo di Spy Kids è una storia confusa che è una esile, anche se godibile, scusa per far finire i ragazzini in un ambiente da videogioco. Stallone si diverte con le sue multiple identità e ci sono cammei di alcuni protagonisti dei precedenti episodi (George Clooney, Tony Shalhoub, Alan Cumming, Steve Buscemi, Danny Trejo, Bill Paxton) così come di Salma Hayek e Elijah Wood. Rodriguez ha scritto, montato, fotografato, co-prodotto, realizzato le musiche e le scenografie ed è stato supervisore agli effetti speciali.

Mezzanotte nel giardino del bene e del male

Sinuoso adattamento del best seller di John Berendt su alcuni dei più eccentrici abitanti di Savannah, in Georgia. Cusack è un reporter newyorkese incaricato di seguire l’esclusiva festa di Natale di Spacey. Quando più tardi quella notte l’affabile nuovo vicco e bon vivant viene accusato di omicidio, Cusack decide di fermarsi a vedere quel che succede. Mai terribilmente avvincente, nonostante molte interpretazioni piacevoli e fatalmente troppo lungo.

Mariti e mogli

Due coniugi sposati da molto tempo provocano scompiglio fra i loro migliori amici quando annunciano la propria separazione; nel frattempo, anche le altre coppie iniziano ad avere dei problemi. L’acuta, spiritosa e scaltra sceneggiatura di Allen è interpretata brillantemente (specialmente dalla Davis e da Pollack), nonostante lo scandalo da prima pagina di Woody e Mia al momento della distribuzione del film abbia reso difficile evitare il sarcasmo di fronte ad alcuni dialoghi. Un solo appunto negativo: il dilettantesco uso della camera a mano e del “jump cut”, che risulta fastidioso e distraente.

Mano sulla culla, La

Un ginecologo tenta di abusare di una delle sue pazienti, che lo denuncia. L’uomo, travolto dallo scandalo, si suicida. Mentre la vedova di questi è costretta ad abortire, la donna che ha causato con la sua denuncia il suicidio del dottore partorisce un bel bambino, la babysitter del quale sarà proprio la vedova decisa a vendicarsi. Un thriller di buona fattura, ricco di momenti di tensione, che purtroppo si perde in un finale scontato. Da notare, in un ruolo marginale, la bravissima Julianne Moore, all’epoca ancora sconosciuta.

Mystery of Edwin Drood, The

Sullivan, Valerie Hobson. L’apparentemente rispettabile maestro inglese di un coro Rains è in realtà colpevole di un orribile omicidio. Buon adattamento hollywoodiano del racconto incompiuto di Dickens, che ispirò anche un musical di Broadway negli anni Ottanta, Rifatto nel 1993.

Marinai del re

Solido film d’azione ambientato durante la seconda guerra mondiale, basato sul romanzo di C.S. Forester Brown on Resolution, con Hunter che appena si presenta l’opportunità accetta la sfida di attaccare gli assalitori tedeschi. Titolo britannico: Single Handed. Già portato sullo schermo nel 1935.

Mondo nuovo, Il

L’anziano Giacomo Casanova si unisce ai passeggeri di una carovana che da Parigi si dirige a Verdun. Sulla stessa strada, il Re di Francia e la Regina Maria Antonietta tentano la fuga verso l’Austria. Un film storico (molto curati i costumi di Gabriella Pescucci) che riflette i mali della società contemporanea.

Madame Sousatzka

Una maestra di piano di Londra, eccentrica e solitaria (la MacLaine, con chiassosi gioielli e un sacco di trucco), sprona i suoi allievi a coltivare il loro spirito artistico e a mettere passione nella loro musica. Incontra una persona come lei in un’alunno eccezionale, un ragazzino di origine indiana di 15 anni. Film ben fatto la cui riuscita è dovuta principalmente alle emozioni che vengono espresse, e al superbo cast (specialmente il giovane Chowdhry e la madre Azmi, una star di primo piano in India).

Mai avere paura

La vita della giovane ballerina interpretata dalla Forrest va in pezzi quando contrae la polio. Dramma sincero, sceneggiato dalla Lupino e da Collier Young (allora suo marito). Noto anche come The Young Lovers.

Mr. Crocodile Dundee II

Seguito del fortunatissimo Mr. Crocodile Dundee con una sola variazione rispetto al precedente: Peter Faiman, regista del primo episodio, ha passato la mano a John Cornell. Trasferitosi a New York per restare accanto a una bella e intraprendente reporter americana, l’australiano Mick Crocodile Dundee difende la ragazza da un boss boliviano dell’eroina che vorrebbe recuperare certe foto compromettenti. Palesemente meno brillante e più ripetitivo del primo episodio. Un terzo sequel intitolato Crocodile Dundee in LA è stato realizzato, con molta meno fortuna, nel 2001. (andrea tagliacozzo)

Man of Flowers, A

Kaye, scapolo appassionato di fiori con un’ossessione per la madre, paga la modella d’artista Best 100 dollari alla settimana per spogliarsi per lui a richiesta. Originale ma monotona combinazione di sobrietà e sciocchezze. Può catturare il vostro interesse se siete dell’umore adatto. Werner Herzog è il padre di Kaye nel flashback.

Morte in vacanza, La

Affascinante allegoria sulla Morte (March) che si reca nel mondo degli uomini per scoprire come funzioniamo e perché ci innamoriamo. Il testo teatrale di Alberto Casella è stato adattato da Maxwell Anderson, Gladys Lehman e Walter Ferris. Rifatto come tv movie nel 1971 (con Melvyn Douglas, Myrna Loy e Monte Markham) e poi con il titolo Vi presento Joe Black nel 1998.

Motel Hell

Quale sarà mai l’ingrediente segreto delle salsiccie affumicate che preparano Calhoun e la sua paffuta sorella nel loro motel desolato e anonimo? Bello vedere Rory e Wolfman recitare insieme, ma le scarse risate e un epilogo brioso non bastano a caratterizzare questa sanguinolenta storia dell’orrore.

Michael

Un paio di cinici reporter e un ciarlatano “esperto di angeli” scoprono che una vecchia signora suonata che sostiene di vivere con l’arcangelo Michele dice la verità. Michael, comunque, non si rivela un angelo normale. Film geniale e beffardo che non va mai nella direzione che vi aspettereste e ci mette il suo tempo ad arrivare dove vuole, ma il viaggio è affascinante e Travolta, nel ruolo del trasandato, assatanato Michael, è perfetto. Colonna sonora ideale di Randy Newman.

Major League – La squadra più scassata della Lega

A Cleveland, una ricca vedova eredita dal marito la squadra di baseball degli «Indians». La donna, che vorrebbe andarsene dalla città dell’Ohio, fa di tutto per farla arrivare all’ultimo posto in classifica, condizione richiesta dal regolamento per trasferire il team in un altro luogo. Ma non ha fatto i conti con l’orgoglio dei giocatori. Piacevole e interpretato da un buon cast, ma il film aggiunge poco o nulla alla già sterminata filmografia americana sul baseball. Cinque anni dopo lo stesso Ward ne girerà un sequel. (andrea tagliacozzo)

Madre dello sposo, La

Commedia eccellente e sottovalutata con allusioni ciniche al sogno americano. Il grande lavoratore Lund sposa la mondana Tierney e prova un grande disagio quando la madre sempliciotta (Ritter) viene in città ed è scambiata per una domestica. La Ritter è semplicemente superba. Scritto da Walter Reisch e Richard Breen, e prodotto da Charles Brackett.

Morire all’alba

Il giornalista Cagney viene incastrato e mandato in prigione, dove incontra il duro Raft. Buone interpretazioni da parte di tutti — Cagney regala dei passaggi fenomenali nei panni di un uomo disilluso che a causa della detenzione sfiora la pazzia — ma la seconda metà di film diventa incredibilmente irrealistica. Colonna sonora di Max Steiner.

Moby Dick, il mostro bianco

Barrymore è il vivido capitano Achab, ma il film sa più di Hollywood che di Melville. Un’inutile storia d’amore è stata aggiunta al soggetto originale, così come era successo nella precedente versione muta del film: Il mostro del mare. Rifatto nel 1956.

Miserabili, I

Straordinaria rivisitazione del tentacolare romanzo di Victor Hugo sullo sfondo del XX secolo, culminante in una vicenda ambientata in Francia durante la seconda guerra mondiale. Belmondo ha il ruolo di un uomo semplice che prende a prestito i tratti di Jean Valjean aiutando una famiglia ebrea a fuggire dai nazisti. L’adattamento moderno di Lelouch, in forma di parabola, enfatizza l’impatto che un uomo buono può avere sulle vite delle persone che lo circondano. Il risultato è davvero incantevole: una grande narrazione umanista. Marais (protagonista dei classici di Cocteau degli anni Quaranta) compare nei panni di monsignor Myriel, la Presle in quelli della madre superiora. La danzatrice e sua figlia sono interpretate dalla moglie (Martines) e dalla figlia di Lelouch. Super 35.

Mia amica Irma, La

Irma divide un appartamento al Greenwich Village di New York con una ambiziosa biondina. Quest’ultima, assunta come segretaria di un giovane milionario, fa di tutto per farsi sposare, mentre il fidanzato di Irma vorrebbe portare al successo due cantanti che per mantenersi lavorano come camerieri in un fast food. Film che sarebbe senza dubbio caduto nel dimenticatoio se non fosse per la presenza di Lewis e Martin, al loro debutto sul grande schermo.

Mystic River

Tre amici d’infanzia si ritrovano dopo l’assassinio della figlia di uno di loro. Uno dei tre è proprio il detective incaricato di scopire chi ha ucciso la ragazza. Dovrà confrontarsi con la difficile soluzione del caso e con il desiderio di giustizia di un padre disperato.
«La storia riguarda il modo in cui le vite di tutti i protagonisti vengano sconvolte dal crimine. Possiamo vedere l’impatto che ha avuto un atto violento molti anni dopo che è stato commesso. È un cerchio tragico, tutti e tre gli uomini hanno problemi irrisolti, tutti sono traumatizzati dal passato» Così Clint Eastwood presenta una brutta storia di violenza e omicidi, traumi infantili e stupri, tratta dal romanzo di Dennis Lehane. Tre ragazzini giocano insieme a palla nelle strade, poi succede qualcosa che sconvolge la vita ti tutti e i tre smettono di frequentarsi. Pensano che, con la distanza, i cattivi ricordi potrebbero rimanere lontani. Il più traumatizzato di loro lascia addirittura il quartiere. Non serve a nulla. Il passato torna violento come una frustata. Tornano a riunirsi da adulti, abbruttiti da quel ricordo distruttivo, legati da un filo comune: un orrendo assassinio. Jimmy (Sean Penn) è il padre della vittima, una ragazza diciannovenne trovata uccisa brutalmente nel parco. È vedovo, Jimmy, e ha riversato tutto l’amore che ha in corpo nella figlia. Poco fiducioso verso la giustizia, vuole punire personalmente chi ha commesso l’efferato delitto e pur di portare a termine il suo proposito è pronto a mettere in discussione tutto, la vita che si è ricostruito nella comunità dopo le precedenti grane avute con la legge, la libertà, l’incolumità fisica. Dave (Tim Robbins) è il principale sospettato dell’omicidio. È un uomo disturbato, che non ha superato un trauma infantile, un’esperienza terribile che ha cambiato l’intero corso della sua vita e quella dei suoi vecchi amici. Poi c’è il detective incaricato delle indagini (Kevin Bacon), che deve arrivare all’assassino assolutamente prima della furia vendicatrice di Jimmy. Il problema di Sean è la moglie, che l’ha lasciato, di cui è ancora innamorato. Il tutto avviene a Boston, alla vigilia del Columbus Day, in un quartiere operaio dove tutti si conoscono, dove la domenica si va devotamente alla messa, dove circolano brutti ceffi dal cognome inquietante tipo i fratelli Savage.
Eastwood, con quest’opera in concorso al Festival di Cannes, si sofferma più sulle vicende umane e sulle emozioni che attraversano i personaggi, che non sull’intreccio del crimine. Certo, lo spettatore è comunque intrigato a risolvere il «giallo»: vuole scoprire se Dave è realmente colpevole, se Jimmy troverà giusta vendetta o verrà fermato in tempo, e se Sean riuscirà a risolvere il suo rapporto con la moglie. Il quadro che ne esce è quello di una comunità bigotta, dove pare che tutti sappiano tutto, ma dove nessuno lo dà a vedere, dove i panni sporchi si lavano in famiglia. Per il Columbus Day tutto deve essere sistemato, affinché il quartiere possa festeggiare per le strade senza ulteriori traumi, perché ci si possa scambiare sorrisi ipocriti, falsi saluti di cortesia, nonostante siano accadute le cose più turpi. È l’America del benessere, con le sue contraddizioni e suoi scheletri nell’armadio, con una violenza che esce allo scoperto perché poco repressa o perché il sistema stesso è portatore di violenza. Nel film si preferisce assoggettarsi all’esempio violento piuttosto che aprirsi agli altri, ammettere le proprie debolezze, mettersi in discussione. Un messaggio abbastanza discutibile, che sembra assolvere il comportamento negativo dei protagonisti, come se la risposta violenta alla violenza rimanesse l’unica via di salvezza. Il merito principale della riuscita del film va attribuito alla scelta degli attori: uno Sean Penn in stato di grazia a fianco di due colleghi altrettanto bravi, Tim Robbins e Kevin Bacon. La colonna sonora composta dallo stesso Clint Eastwood è stata registrata dalla Boston Symphony Orchestra dal Coro del Festival di Tanglewood, diretti dallo stesso regista. Oscar 2004 a Sean Penn come miglior attore protagonista e a Tim Robbins come miglior attore non protagonista. (marcello moriondo)

Mademoiselle Fifi

Helen Freeman. Una lavandaia rivela maggiore integrità e più spirito patriottico dei suoi condiscendenti compagni, nel corso di un viaggio in carrozza pieno di avvenimenti, durante la guerra franco-prussiana. Diseguale produzione Val Lewton (con implicazioni allegoriche che rimandano alla seconda guerra mondiale), adattata da due racconti di Guy de Maupassant.

Ma che siamo tutti matti?

Questa originale commedia batte strade nuove nel raccontare gli scontri culturali in seno all’Africa. Fra i personaggi, un boscimano che entra per la prima volta in contatto con il mondo civilizzato, un’avvenente maestra a cui viene assegnata una cattedra in un villaggio sperduto e uno scienziato pasticcione, i cui catastrofici tentativi di accoglierla ricordano la commedia slapstick. Pur comparendo ingenuo a tratti, il film è assolutamente disarmante. Divenne un caso negli Stati Uniti nel 1984. Ulys, autore e produttore oltre che regista, interpreta il reverendo. Ne fu realizzato un sequel. Techniscope.

Maschere e pugnali

Durante la seconda guerra mondiale, uno scienziato americano arriva in Svizzera per spiare l’attività dei nazisti, già a buon punto con la preparazione della bomba atomica. Quindi si reca in Italia, accompagnato da un agente segreto, per entrare in contatto con un collega italiano costretto, suo malgrado, a mettersi al servizio dei tedeschi. Un Fritz Lang poco ispirato firma uno dei suoi film meno riusciti, appena nobilitato dalla presenza del divo Gary Cooper (anche lui, a dire il vero, un po’ sottotono).
(andrea tagliacozzo)

Minnie e Moskowitz

La storia di Moskowitz, uno strano tipo con la mania delle auto, e Minnie, una donna non più giovane legata a un uomo sposato. I due s’incontrano casualmente e s’innamorano. Una insolita commedia, girata da Cassavetes con il solito stile asciutto, essenziale, con gli interpreti (tra i quali la moglie del regista, la bravissima Gena Rowlands) liberi d’improvvisare a soggetto. Il film è uscito in Italia solo sei anni dopo la sua realizzazione. (andrea tagliacozzo)

Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica

Un operaio metalmeccanico cassaintegrato, simpatizzante di Rifondazione comunista (Solenghi) e una fanatica leghista (Pivetti) si accapigliano e si scontrano ma finiscono per piacersi: sullo sfondo l’Italia delle elezioni dell’aprile 1994. Se Solenghi e la Pivetti non convincono e non riescono neppure lontanamente a ricreare la coppia storica wertmulleriana Giannini-Melato, Gnocchi dà buona prova di sé. Deludente.

Matewan

Dramma avvincente e compassionevole sui problemi lavorativi nel cuore del paese delle miniere di carbone, Matewan, nella West Virginia degli anni Venti. Come al solito, il regista e sceneggiatore Sayles (che appare brevemente nel ruolo di un predicatore) fa che ogni nota suoni autentica in questo accurata ricostruzione d’epoca. Ha persino coscritto alcune canti di lavoro falsi! Bella la fotografia di Haskell Wexler.

Ma guarda un po’ ‘sti americani

Seguito di
National Lampoon’s Vacation,
grande successo commerciale negli Stati Uniti. La famiglia Griswald (padre, madre e due figli), partecipando a uno stupidissimo gioco a premi, vince un viaggio di quindici giorni in Europa. A zonzo per il Vecchio Continente, i quattro ne combineranno di tutti i colori. Inferiore al precedente, ma non del tutto privo di momenti divertenti, anche grazie alle verve di Chevy Chase.
(andrea tagliacozzo)

Mistero del falco, Il

Eccezionale film che migliora a ogni visione. Bogart è l’eroe dei romanzi di Dashiell Hammett Sam Spade, Astor il suo cliente, Lorre lo sfuggente gangster Joel Cairo. Esordio alla regia di Huston (che è anche sceneggiatore) che non lascia un attimo di tregua. Cammeo del padre di Huston (Walter) nel ruolo del capitano Jacobi. Esiste anche una versione colorizzata al computer.