Transcendence

Transcendence

mame cinema TRANSCENDENCE - JOHNNY DEPP STASERA IN TV scena
Una scena del film

Il protagonista di Transcendence (2014) è il dottor Will Caster (Johnny Depp), il più importante ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale che lavora per creare la singolarità tecnologica. Si tratta cioè di una macchina che possa combinare l’intelligenza collettiva di tutto quello che è conosciuto con l’intera gamma delle emozioni umane. Lo studioso, tuttavia, viene assassinato da terroristi anti-tecnologici. A volte, però, la morte è solo il principio. La moglie Evelyn (Rebecca Hall), infatti, carica il cervello del marito su un computer, in modo che Will possa in qualche modo rivivere.

Ma con una coscienza umana incorporata, il computer si trasforma presto in una macchina dalle molte e incredibili funzionalità. Troppe funzionalità. Evelyn si renderà conto che ha dato il via a qualcosa di straordinario, ma anche molto pericoloso. E dovrà scegliere se dire definitivamente addio al marito, fermando questo inquietante processo tecnologico, oppure assistere impotente ai nuovi eventi.

Curiosità

  • Le riprese si sono svolte tra Nuovo Messico e California.
  • Per il ruolo di Evelyn, inizialmente fu presa in considerazione l’attrice Kate Winslet, la quale rifiutò a causa di altri impegni. Si pensà dunque a Noomi Rapace, ma la scelta finale fu tra Rooney Mara, Rebecca Hall ed Emily Blunt. La Hall ottenne infine il ruolo nel marzo 2013.
  • Johnny Depp, invece, inizia a negoziare per partecipare al film nel 2012. Viene ingaggiato con un compenso di 20 milioni di dollari, oltre al 15% degli incassi mondiali della pellicola.
  • Per il ruolo di Max furono considerati gli attori Ewan McGregor e Tom Hardy, ma entrambi rifiutarono il progetto per conflitti di programmazione con altre pellicole e il ruolo è andato a Paul Bettany.
  • Prima di ufficializzare il nome di Kate Mara per il ruolo di Bree, fu provata anche l’attrice Alison Brie.
  • Morgan Freeman si unisce al cast nell’aprile del 2013.
  • Tra i tanti attori considerati per entrare nel cast in ruoli principali, ci sono anche James McAvoyTobey MaguireChristian Bale e Jude Law, tutti rimasti fuori dal progetto. Il regista ha anche offerto un ruolo comprimario a Christoph Waltz, che però non è entrato nel cast.

Il mostro del pianeta perduto

Sette sopravvissuti a un disastro atomico si ritrovano in una casa-rifugio. Si pone subito il problema dei rifornimenti e l’improvvisa comparsa di un mostro dagli artigli d’acciaio complica ulteriormente le cose. Girato con pochissimi mezzi, ma con grande abilità da Roger Corman, maestro del cinema a basso costo.

(andrea tagliacozzo)

L’uomo del giorno dopo

Lunga, noiosa e pretenziosa allegoria in cui un artista di strada in un futuro post-apocalittico si fa passare per un portalettere americano. In quel ruolo personifica la speranza per molte comunità isolate abbattute dalle crudeli tattiche di un demagogo (Patton, in un’interpretazione monocorde). Un ben intenzionato (ma completo) fiasco. Quello nell’inquadratura finale è il figlio di Costner; una delle sue figlie fa la parte di una portalettere, l’altra canta America the Beautiful. Mary Stuart Masterson compare non accreditata. Panavision.

Fantasmi da Marte di John Carpenter

In un futuro molto vicino Marte è stato colonizzato, ma gli omicidi di massa dilagano in alcuni insediamenti. La gente viene posseduta da vendicativi fantasmi marziani. Tutto è nelle mani di una poliziotta e di un criminale incallito pronti a combatterli. Ordinario, prevedibile e noioso. Senza molta fantasia, le persone possedute dai marziani hanno tutte un look punk/grunge. In sostanza non è altro che il remake di Distretto 13 — Le brigate della morte dello stesso Carpenter. Panavision.

Paycheck

Michael Jennings è uno sviluppatore di progetti ad alto contenuto tecnologico per aziende che lo ingaggiano a suon di dollari e poi cancellano la sua memoria per impedirgli di divulgarne i segreti. Ma dopo aver portato a termine un progetto durato tre anni, non riceve nessun assegno. In banca trova invece una scatola piena di oggetti apparentemente inutili. La cancellazione della sua memoria gli impedisce di comprendere il motivo per cui, gli dicono, ha volontariamente rinunciato al compenso. Con l’aiuto di Rachel, la donna con cui negli ultimi tre anni ha lavorato e vissuto un’intensa storia d’amore, tenterà di risolvere l’enigma e, soprattutto, di capire perché i suoi ex datori di lavoro stanno tentando di toglierlo di mezzo.
Liberamente ispirato all’omonimo racconto scritto da Philip K. Dick nel 1953, il nuovo film di John Woo è un incrocio fra un thriller e un film di fantascienza, descrizione di un mondo in cui tecnocrati senza troppi scrupoli fanno utilizzo di macchine in grado di togliere all’uomo alcune sue facoltà, come quella di ricordare, per poi «regalargliene» altre, come quella di prevedere il futuro. Il regista di Mission: Impossibile 2, colpito dalle questioni di ordine etico sollevate dal racconto di Dick, è riuscito a realizzare un film che pone allo spettatore gli stessi dilemmi, invitandolo a riflettere su ciò che deciderebbe di fare qualora si trovasse nei panni del protagonista. Ben Affleck e Uma Thurman se la cavano con mestiere, nulla più. È invece la sceneggiatura, opera di Dean Georgaris, la parte migliore di un film condito con scene d’azione e sparatorie tipiche delle pellicole dirette da Woo. Imperdibile per i fan di quest’ultimo, un po’ meno per i lettori di Dick e comunque mai noioso, Paycheck diverte senza entusiasmare, perdendo nettamente il confronto con Face Off, il miglior film «americano» del regista di Hong Kong. (maurizio zoja)

2012

Secoli fa i Maya hanno inciso sul loro calendario una precisa data sulla fine del mondo. Gli astrologi hanno analizzato questa profezia, i numerologi hanno trovato dei modelli che la annunciano, i geologi sostengono che è un evento atteso sulla Terra e anche gli scienziati governativi non possono negare il cataclisma di proporzioni cosmiche che attende il nostro pianeta nel 2012. Una profezia nata con i Maya e che ora è stata ben delineata, discussa, messa in evidenza ed esaminata. Arrivati al 2012, non potremo negare di essere stati avvertiti.

Soldier

Nel prossimo futuro, Russell, cresciuto per essere un soldato, viene dichiarato obsoleto, ritenuto morto e scaricato su un pianeta usato come immondezzaio. Diventa amico delle persone che erano finite lì per un incidente tempo prima; poi i suoi vecchi compagni di combattimento si fanno vivi per “ripulire” il pianeta. Russell è bravo, ma il film è ben poco originale, la “scienza” è ridicola e il risultato altamente prevedibile. Per favore torna, cavaliere della valle solitaria!

Corto circuito

Dopo essere stato colpito da un fulmine, un robot, prodotto da una fabbrica di armi, acquista una sensibilità quasi umana e si allontana dallo stabilimento. Una ragazza, imbattutasi casualmente nel robot, lo aiuta a sfuggire ai suoi proprietari. Una divertente favoletta realizzata con intelligenza, grande professionismo e un pizzico di furbizia dal regista de La febbre del sabato sera . Di due anni più tardi è il sequel Corto circuito 2 diretto da Kenneth Johnson. (andrea tagliacozzo)

District 9

Più di vent’anni fa, gli alieni hanno preso contatto con la Terra. Gli umani si aspettavano un attacco ostile o dei progressi enormi in campo tecnologico, ma nulla di questo è avvenuto, perché gli alieni erano dei profughi scappati dal loro pianeta natale. Queste creature sono state collocate in una patria provvisoria nel District 9 in Sudafrica, mentre le nazioni mondiali discutevano sul da farsi. Ora, la pazienza nei confronti della situazione aliena è terminata. Il controllo sugli alieni è stato affidato in gestione alla Multi-National United (MNU), una società privata che non ha alcun interesse verso il benessere degli alieni. Prodotto da Peter Jackson, un originale film di fantascienza distopica dagli scoperti sottotesti politici contro le discriminazioni. Scritto dall’esordiente regista, affianca a una prima parte straordinaria, in cui la storia viene raccontata in forma di mockumentary satirico, una seconda più scontata e spettacolare. Ottimi gli effetti speciali, ben bilanciati tra digitale e artigianato a medio costo. Già cult.

Starship Troopers – Fanteria dello spazio

Difficile stabilire se Starship Troopers-Fanteria dello spazio sia una parabola fantascientifica reazionaria ai limiti dell’apologia nazista, o al contrario un feroce attacco al sistema militare e ai suoi presupposti razzisti, maschilisti e violenti. Anzi, forse non è neppure importante, perché alla fine è proprio l’ambiguità dell’impianto ideologico che lo sorregge a costituire il pregio fondamentale del film, firmato da un Paul Verhoeven tornato ai livelli crudeli di Robocop. Tratto dall’omonimo romanzo di uno dei più grandi (e più reazionari) scrittori di fantascienza, Robert A. Heinlein, Starship Troopers delinea un quadro sconsolante di un futuro ipermilitarizzato, in cui la paranoica idiosincrasia americana verso il nemico – stile anni Cinquanta – si rivolge verso l’esterno e si esplica nella strenua difesa dall’offensiva di micidiali insetti giganti di provenienza extraterrestre. Orrorifico fino al midollo, privo di concessioni politicamente corrette e compiaciuto dell’etica guerresca, Starship Troopers tradisce appena le sue intenzioni parodistiche. Interessante l’uso straniante di un gruppo di attori antipatici e inespressivi come Casper Van Dien e Denise Richards, destinati successivamente a una modesta fama. Effetti speciali da paura. In tutti i sensi. (anton giulio mancino)

Stargate

Uno studioso di lingue antiche e geroglifici (Spader) viene reclutato per aiutare i militari a penetrare il mistero di una porta di pietra che, in realtà, conduce in un altro universo. Un’interessante odissea, realizzata con gran cura e ricca di effetti speciali, ma che perde la bussola drammaticamente. Davidson (quello di La moglie del soldato) appare nei panni di una sorta di incrocio tra una fata e Ming lo spietato. L’edizione speciale in video dura 128 minuti. Seguito da un film per la tv e una serie tv. Panavision.

Avatar

Jake Sully è un ex Marine costretto a vivere su una sedia a rotelle. Nonostante la disabilità fisica, nel cuore Jake è rimasto un combattente. Viene arruolato e, dopo un viaggio di alcuni anni luce, raggiunge l’avamposto degli umani su Pandora, dove un consorzio di aziende è impegnato nell’estrazione di un raro minerale, indispensabile per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Poiché l’atmosfera di Pandora è tossica, è stato sviluppato il Programma Avatar, che permette di collegare la coscienza umana a un avatar, cioè un corpo biologico guidato a distanza, in grado di sopravvivere all’atmosfera letale del pianeta. Questi avatar sono ibridi geneticamente modificati in cui il DNA umano è stato mescolato con quello della popolazione indigena di Pandora… i Na’vi.

Rinato nel corpo di un avatar, Jake può camminare di nuovo e dare inizio alla missione che gli è stata assegnata: infiltrarsi nel mondo dei Na?vi, che sono diventati un serio ostacolo per le attività estrattive del prezioso minerale. Ma una bellissima donna Na’vi, Neytiri, gli salva la vita e questo cambia tutto. Jake viene accolto nel suo Clan e impara ad essere uno di loro, dopo avere superato molte prove e vicissitudini.
Man mano che il rapporto tra Jake e la riluttante insegnante Neytiri si approfondisce, l’uomo impara a rispettare i Na’vi e il mondo in cui vivono e, alla fine, si schiera dalla loro parte. Presto Jake dovrà affrontare la prova finale, guidando i Na’vi in una battaglia epica che deciderà il destino di un mondo intero.

Dodici anni dopo ‘Titanic’, Cameron dirige un progetto ancora più ambizioso e costoso (500 milioni di dollari) efacendo un uso eccellente del 3D Delude, invece, la banalità della sceneggiatura che riduce tutto a un messaggio ecologico ingenuo e prevedibile, lontano mille miglia dalla profondità che la stessa Hollywood aveva saputo toccare. Successo planetario al botteghino (2 miliardi e 700 milioni di dollari) .Ben 9 nomination agli Oscar del 2009 ma ‘solo’ tre statuette (per Scenografia, Effetti speciali e Fotografia), con Cameron che viene battuto neri premi ‘pesanti’ dall’ex moglie Kathryn Bigelow con ‘The Hurt Locker’.

Splice

Clive (Adrien Brody) ed Elsa (Sarah Polley) sono due giovani e ambiziosi scienziati. Segretamente decidono di mescolare DNA umano e animale: il risultato è qualcosa di straordinario, un ibrido, una chimera chiamata DREN; dopo poco tempo quella che sembrava essere una scoperta in grado di rivoluzionare il mondo della scienza si rivelerà il più grande errore mai commesso.

Timeline

Il professor Edward Johnston (Billy Connelly), guida un giovane gruppo di archeologi, impegnati negli scavi attorno alle rovine di Castelgard, nel dipartimento francese della Dordogna, dove, nel 1357, al termine di un sanguinoso assedio, i francesi sconfissero gli inglesi nel corso della cosiddetta guerra dei cent’anni. Del gruppo fanno parte l’aitante assistente del professore, Andre Marek (Gerard Butler), la fascinosa studente Kate (Frances O’Connor) e il figlio del professore, Chris (Paul Walker), deciso a seguire le orme del padre più per amore di Kate che per reale interesse nell’archeologia. Il ritrovamento di un’antica pergamena risalente alla metà del XIV secolo, che riporta inspiegabilmente una richiesta di aiuto del professore, porta i giovani archeologi nel Nuovo Messico, dove ha sede la International Technology Corporation, misteriosa società presso la quale lo scienziato si era recato prima che le sue tracce si perdessero. Scopriranno che la ITC ha creato una macchina del tempo e che lo studioso, avendo preteso di tornare al tempo della battaglia, non ne ha fatto più ritorno. Detto fatto, i giovani decidono di tornare indietro nel tempo alla ricerca dello scomparso. Ma lo scaltro capo dell’ITC, Robert Doniger (David Thewlis) ha dimenticato di dire loro molte cose importanti…
Io ho conosciuto degli archeologi veri, una volta. Scavavano delle rovine etrusche, dalle parti dell’antichissima città di Roselle, nel cuore della Maremma toscana. Si facevano un mazzo così, sotto il sole a picco. Giovani erano giovani ma dire che fossero belli… E ti credo: caldo umido, tafani al posto delle mosche, niente acqua, magari due lire di dottorato. Magari neppure quelle… E più erano giovani, e più si facevano il mazzo. Perché gli archeologi di Hollywood sono tutti appassionati sognatori innamorati e tremendamente fighi? Mah, sia come sia, il regista-produttore Richard Donner (la quadrilogia di Arma letale, Ladyhawke, Superman come regista; X-Men come produttore) realizza un filmetto dalla partenza sciatta per non dire irritante che poi però prende il volo grazie alle scene d’azione e all’ambientazione medievale. Di gran moda da qualche tempo a questa parte, come tutto ciò che è rievocazione storica. Lo fa sul canovaccio di un signore che risponde al nome di Michael Crichton (pare si pronunci Cràiton, caso mai anche voi, come me, abbiate penosamente provato a pronunciarlo). Di mestiere Mr. Crichton scrive best seller, dai quali astuti produttori (il Donner, nello specifico) cavano film mediocri ma di sicuro successo al botteghino. Così è stato per Jurassic Park (trilogia), per Twister, per Congo e per la fortunata serie televisiva ER, quella dei dottori (pure loro appassionati sognatori innamorati e tremendamente fighi. Ma allora sei tu, Michael…).
L’ambientazione medievale è poco più di un pretesto per rispolverare il mito della macchina del tempo, del viaggiare attraverso i secoli come in un soffio di brezza, ritrovandosi muso a muso con la Storia. Peccato, perché invece Timeline avrebbe potuto essere un bel trampolino per tuffarsi con doppio carpiato nel mare della storiografia, nel gorgo delle contraddizioni-evoluzioni del linguaggio, del costume, della psiche. Avrebbe potuto soffermarsi sulle differenze-similitudini che ci legano-allontanano dai comuni avi europei. Avrebbe, appunto. Ma Timeline è un film di Hollywood, Stati Uniti d’America. Poche pippe, ladies and gentlemen, gli effetti speciali costano e bisogna pur campare! (enzo fragassi)

The one

Chiassoso e impacciato “action” d’arti marziali simile a un videogame. Jet Li fa la parte di un cattivo che imperversa ovunque in un universo parallelo, uccidendo i suoi alter ego e assorbendo la loro energia: il suo ultimo antagonista rimasto è un tranquillo avvocato di Los Angeles. Il momento clou della resa dei conti è fin troppo prevedibile. Super 35.

Independence Day

Spettacolare — e stupida — saga fantacientifica su truppe aliene che volano sulla Terra e progettano di attaccarla. Il presidente Usa (Pullman) cerca di capire qual è il modo migliore per combatterle, mentre la situazione cambia di ora in ora. Gli effetti speciali — importanti e premiati con l’Oscar — sono impressionanti, ma le storie dei protagonisti sono così stupide, la scrittura così zoppicante e qualche interpretazione così forzata che, a confronto, fanno sembrare brillanti alcuni stupidi film di fantascienza degli anni Cinquanta. Esiste anche una versione con 15 minuti in più. Super 35. Un Oscar agli Effetti Speciali e un’altra nomination.

Terrore nello spazio

Un “fantasy” d’atmosfera con una fotografia dal tono lugubre, incentratosu una navicella spaziale il cui equipaggio sta cercando alcuni commilitoni scomparsi su un pianeta nebbioso dove uno strano potere controlla la loro mente. Titoli americani: Planet of the Vampires e (in tv) The Demon Planet.

Robocop

In una Detroit del prossimo futuro, un agente di polizia viene barbaramente ucciso da una banda di criminali. Il suo corpo viene allora innestato nell’armatura di un imponente androide, dando vita a un infallibile robot-poliziotto. Violento e spettacolare, ma anche ricco d’ironia, il film segnò l’esordio negli Stati Uniti dal regista olandese Paul Verhoeven. Del film ne verranno realizzati due seguiti decisamente non all’altezza dell’originale. (andrea tagliacozzo)

Star Trek – La nemesi

Soddisfacente anche se poco originale episodio della serie con Riker e Troi che celebrano il loro matrimonio mentre l’equipaggio dell’Enterprise deve affronatre una duplice sfida: contrastare un cattivo che è un clone malvagio del capitano Picard ed esaminare un prototipo antagonista dell’androide Data. Divertente, anche se non viene mai il minimo dubbio su come andrà a finire; la prova autorevole di Stewart regge il film. Spiner è co-autore del soggetto, e canta qualche verso di Blue Skies. Whoopi Goldberg appare non accreditata.

Videodrome

La premessa della storia appare veramente intrigante: è la vicenda di un proprietario di una tv pirata via cavo (Woods in una forma smagliante) che viene come ipnotizzato da una bizzarra e non rintracciabile trasmissione dal potere allucinatorio. Sfortunatamente la storia procede lentamente perdendo sempre più colpi, merito anche degli effetti speciali sgradevoli di Rick Baker.

Matrix Revolutions

Nessuno si aspettava che la terza puntata di Lo squalo fosse magnifica, ma il fallimento dei fratelli Wachowski nel dare al loro marchio di fabbrica un senso qualsiasi è stata uno delle più grandi delusioni del 2003. Come le truppe di Santa Anna ad Alamo o blob in un quartiere qualsiasi, le cosiddette Macchine marciano verso l’avamposto di Zion, con Neo e gli esseri umani rimasti per fermarle. Pinkett Smith alla guida di un aereo truccato risulta più avvincente della storia d’amore fra Reeves e la Moss. Un mitico viaggio non avrebbe dovuto essere il sequel migliore nel curriculum di Reeves. Super 35.

Strange Days

Sgargiante ma disturbante miscela di azione futuribile e rilevanza sociale. Fiennes è uno spacciatore di registrazioni mentali di esperienze reali, di cui alcuni sono diventati dipendenti; poi incappa in una oscura cospirazione delittuosa che coinvolge i suoi clienti. Roboante e ambizioso, ma capace di catturare, a sprazzi, il brivido da assuefazione della realtà virtuale anche se la storia d’amore interrazziale tra Fiennes e la Bassett alla fine suona fasulla. Cosceneggiato da Jay Cocks e James Cameron. Super 35.

Predators

Un eterogeneo gruppo di umani, per lo più ex militari, killer mercenari, carcerati, viene rapito e portato in un pianeta alieno a fare da prede per delle creature mostruose… Riusciranno a sopravvivere?

Scritto da Alex Litvak e Michael Finch e prodotto da Robert Rodriguez, il quinto film della serie iniziata con Predator si pone in realtà sia come “reboot” (ovvero ripartenza aggiornata degli eventi) sia come possibile sequel del protoripo, ignorando gli eventi di Predator 2. E sembra riecheggiare Aliens – Scontro finale di James Cameron, anche per lo scontato tema del melting pot. Ma mancano efficacia visiva e sorprese e dopo mezz’ora arrancano acnhe gli spettatori meglio disposti. Modestissimi gli incassi.

Contact

Una donna ha dedicato tutta la sua vita a studiare le stelle, poiché convinta che ci possa essere qualche altra forma di vita; verrà ostacolata dal suo superiore alla National Science Foundation, e isolata finché non riceverà un messaggio dallo spazio. Sceneggiatura decisamente commovente che ci trasporta nell’ossessione della Foster e ci permette di condividere la sua odissea nello spazio sconosciuto. Questo film, appassionato e intelligente, suscita meraviglia e stupore, che compensano così la lunghezza eccessiva e un finale artificiale. La Foster è semplicemente sensazionale. Tratto da un romanzo di Carl Sagan. Panavision.

Avvenne domani

Storia divertente anche se piuttosto statica, che parla di un reporter a cavallo del secolo che ottiene informazioni riservate sui titoli di prima pagina del giorno successivo, il che porta a complicazioni impreviste. Tono basso, ma spesso affascinante. Ebbe due nomination agli Oscar (sonoro e miglior canzone).

Viaggio in fondo al mare

Film leggero, divertente e colorato sui conflitti che hanno luogo a bordo di un sottomarino, con Pidgeon nei panni di un ammiraglio prepotente che cerca di salvare la Terra dall’imminente “frittura” distruggendo una fascia radioattiva. Nessun pensiero profondo, solo intrattenimento. Più tardi ne fu tratto uno sceneggiato tv inedito in Italia. CinemaScope.

L’astronave degli esseri perduti

Nella Londra moderna, alcuni operai ritrovano un’astronave e i resti di un equipaggio alieno. Buon cast, ottima sceneggiatura piena di intrighi e molta suspense in un perfetto esempio di ciò che si può fare con un budget misero, anche se il soggetto potrebbe indisporre alcuni spettatori. Originariamente distribuito con il titolo di Quatermass and the Pit, e superiore ai precedenti film della serie di Quatermass. Conosciuto negli Stati Uniti come The Creeping Unknown e Enemy from Space. Seguito da Quatermass Conclusion: la Terra esplode.

Il pasto nudo

Al culmine della maturità creativa, oramai uscito dai limiti del genere horror, dopo due capolavori ambigui e teorici come La mosca e Inseparabili (a ripensarci, forse due tra i film americani più belli degli anni Ottanta), David Cronenberg si rivolge a un classico underground come Il pasto nudo , e nell’adattarlo rinuncia a ogni linearità narrativa e a ogni verosimiglianza. I fan di Cronenberg (tra cui chi scrive) preferiscono appunto quei film algidi e oscuri, oppure il delirio di Videodrome , e d’altra parte non c’è dubbio che il testo abbia messo in soggezione il regista (forse a torto, ché non è detto che ai posteri Burroughs debba risultare superiore a Cronenberg). Ma è certo uno dei suoi lavori più espliciti, coraggiosi e ambiziosi, vero pozzo di San Patrizio delle ossessioni di un autore e di un decennio di cinema, una manna per teorici e semiologi. E alcuni momenti onirici e molte trovate sono degne del Cronenberg migliore. (emiliano morreale)

Transformers – La vendetta del caduto

Sam Witwicky (Shia LaBeouf) si schiera nuovamente al fianco degli Autobot contro i loro nemici giurati, i Decepticon. La battaglia sembrava finita al termine del primo episodio ma Starscream, ritornato a Cybertron per prendere il comando dei Decepticon, decide di tornare sulla Terra per stabilire quale sarà il destino dell’universo.

Se nel prototipo Transformers fantascienza e commedia si mescolavano e la mano del produttore Spielberg era più facilmente avvertibile, la nuova puntata è priva dell’ironia necessaria a superare la sospensione dell’incredulità. E nella lunga battaglia finale che si estende all’intero globo domina anche un compiacimento iconosclasta che rasenta il luddismo culturale. Il regista, che in omaggio alla logica dei sequel blockbuster raddoppoia la dose di ogni ingrediente, sembra qui interessato solo all’azione, da spalmare sulla più eccessiva durata possibile, ma gli scontri tra robot sono più stordenti e più confusi, e l’occhio collassa.

The core

Alcuni strani eventi apparentemente isolati, preannunciano un disastro causato dal deterioramento del campo magnetico del pianeta. L’unica possibilità di salvezza risiede nelle mani di una spedizione al centro della Terra, composta da un gruppo assortito di scienziati. Film avvincente anche se un po’ antiquato, da matinée, con molte scene dagli incredibili effetti speciali; riesce a superare i limiti del genere con umorismo, personaggi ben tratteggiati e un cast di prim’ordine.

Alien Nation

In un futuro non troppo lontano, una razza di alieni dall’aspetto assurdo si sta lentamente (e non senza difficoltà) integrando nella società terrestre. Caan è un poliziotto di Los Angeles che accetta uno di loro come partner: i due dovranno dare la caccia all’alieno che ha ucciso il suo precedente compagno. Ottima idea che alla fine non paga, nonostante i tocchi di classe e le grandi performance di Caan e Patinkin. Ha generato una serie televisiva e ben tre film per la tv.

Sunshine

Nel 2057 il Sole, l’astro che riscalda la Terra e vi rende possibile la vita, minaccia di spegnersi per sempre, condannando l’umanità all’estinzione. Otto astronauti vengono lanciati nello spazio con uno strumento che potrebbe salvare la stella e dunque la Terra. Ma il viaggio è pieno di insidie e l’equipaggio perde il collegamento radio. Poi, una serie di accadimenti pone seriamente a rischio tutta la missione…

Small Soldiers

Un produttore di giocattoli troppo entusiasta mette dei microchip militari nei nuovi pupazzi da combattimento; si scatenerà l’inferno quando questi dichiareranno guerra ai giocattoli “nemici”. Una buona premessa indebolita da una sceneggiatura prevedibile. L’animazione al computer è straordinaria e il regista Dante ci mette un po’ di chicche per cinefili, usando membri del cast di Quella sporca dozzina e di This Is Spinal Tap per le voci, e la musica di La moglie di Frankenstein nei momenti chiave. Ultimo film di Hartman. Super 35.

Serenity

Nel fututro, l’equipaggio dell’ astronave Serenity accetta qualsiasi tipo di lavoro, anche se illegale. Il capitano Reynolds ha perso tutto dopo la guerra galattica e ora gli resta solo il suo lavoro. Quando sulla Serenity però vengono presi a bordo due fuggitivi, le cose si complicano. Un film basato sulla serie televisiva Firefly trasmessa dalla Fox.

Guida galattica per autostoppisti

Arthur Dent (Martin Freeman) sta per andare incontro a una giornata che non dimenticherà facilmente. Appena sveglio scopre infatti che una ruspa minaccia di distruggere la sua abitazione. Ed è solo l’inizio. Poco dopo verrà a sapere che un suo amico è in realtà niente meno che un alieno, venuto a prelevarlo prima dell’imminente distruzione del pianeta, incenerito per fare posto a una nuova autostrada galattica. Comincia così un viaggio totalmente surreale e comico nel quale però Arthur imparerà cose molto serie, come il significato più profondo della vita. Ma soprattutto l’indispensabilità della « Guida galattica per autostoppisti».

Matrix: Reloaded

Grande, roboante sequel, più diretto nel racconto dell’originale, con gli eroi che lottano contro il tempo per evitare che un predatorio esercito conquisti avamposto dell’umanità, Zion. Non dà la stessa sensazione d’innovazione stilistica del primo, ma la quantità d’azione e di effetti speciali compensano la cosa. Ironicamente, il pezzo forte di questa densa saga futuristica è un inseguimento d’auto sull’autostrada californiana! Seguito da: Matrix Revolutions. Super 35.

Barbarella

Tratto dai fumetti di Jean Claude Forest. Mentre è diretta verso Venere a bordo della sua nave spaziale, Barbarella riceve dal presidente della Terra l’incarico di rintracciare lo scienziato Durand Durand che, per mezzo di un potente raggio di sua invenzione, vuole dominare l’intero universo. Tipico prodotto della cultura pop degli anni Sessanta, colorato e ricco di fantasia, il film appare oggi un po’ ridicolo e datato, ma tutto sommato divertente. All’epoca del film, Jane Fonda era ancora la moglie di Roger Vadim (dal quale divorziò nel 1973). (andrea tagliacozzo)

Alien vs. Predator

Tentativo di attrarre i fan delle saghe di Alien e Predator con una trama che comprende una spedizione archeologica ai confini dell’universo conosciuto — un bizzarro mondo sotterraneo — e ovviamente i terribili mostri di Alien e Predator. Uno spreco di tempo. La versione “extended”, uscita solo in Dvd, è più lunga di ben un minuto! Titolo alternativo: AvP: Alien vs. Predator. 

Ultra Violet

In seguito a una serie di sperimentazioni genetiche sfuggite di mano, che miravano a creare una schiatta di soldati invincibili, l’umanità risulta decimata. Tra i sopravvissuti vi sono esseri dalle fattezze umane, ma dotati in incredibile velocità, resistenza alla fatica e al dolore e molto intelligenti. Il loro “lato debole” è rappresentato dal fatto che… per sopravvivere devono cibarsi di sangue, come i vampiri. Una di queste creature «ematofaghe», Violet Song (Milla Jovovich) è impegnata nella lotta contro il terribile dittatore Ferdinand Daxus (Nick Chinlund), che per mettere al sicuro il suo potere ha deciso di sterminare gli ematofagi. Violet scopre che la chiave di tutto è il piccolo Six, un bimbo che possiede l’antidoto alla mutazione genetica che crea i superuomini. Se Daxus riuscirà a impossessarsene, sarà la fine per Violet e gli altri

Demolition Man

L’ex poliziotto Stallone viene scongelato dopo 36 anni di ibernazione passati in carcere per un omicidio preterintenzionale, dopo che anche l’ossigenato Snipes (il suo nemico di sempre) è sfuggito all’ibernazione impostagli dal governo; la cosa divertente è che la “San Angeles” del 2032 è una società pacifista che rifiuta violenza e blasfemie (e nella quale gli unici ristoranti esistenti sono i Taco Bell). Sincopato e sorprendentemente divertente, la mattanza è appena più sofisticata di quanto visto con Sly in Tango.

Fase IV: distruzione Terra

Rinchiusi in un’attrezzatissima stazione scientifica dell’Arizona, due studiosi analizzano il comportamento di un’orda di formiche che ha disastrosamente invaso il paese. Mentre il prof. Ubbs cerca il modo di distruggerle, il giovane Lesko, individuata in loro una forma d’intelligenza, vorrebbe tentare di comunicare con gli insetti. Tratto dal libro di Barry Malzberg, un film di fantascienza girato quasi con lo stile del documentario. Il regista Saul Bass è noto soprattutto per aver realizzato i titoli di testa per alcuni classici di colleghi come Alfred Hitchcock (Psyco, La donna che visse due volte), Robert Wise (i titoli di testa e, soprattutto, di coda di West Side Story), Otto Preminger (L’uomo dal braccio d’oro, Anatomia di un omicidio) e Martin Scorsese (L’età dell’innocenza). (andrea tagliacozzo)

Star Trek – Il futuro ha inizio

L’incredibile avventura di Star Trek inizia con la storia del viaggio inaugurale di un giovane equipaggio a bordo della più sofisticata nave spaziale di tutti i tempi: la U.S.S. Enterprise. Nel corso di un viaggio ricco d’azione, comicità e pericoli cosmici, le nuove reclute dovranno trovare un modo per impedire a un essere malvagio di portare a termine la sua folle missione di vendetta che minaccia l’intera umanità.

Il destino della galassia è nelle mani di due accaniti rivali, provenienti da mondi assai diversi fra loro. Da un lato, James Tiberius Kirk (Chris Pine), un ribelle ragazzo dell’Iowa assetato di emozioni, un leader nato in cerca di una causa da difendere. Dall’altro, Spock (Zachary Quinto), originario del pianeta Vulcano in cui domina la ragione pura, ma che, a causa della sua duplice natura umana e aliena, non è insensibile nei confronti di quelle emozioni che i vulcaniani hanno da tempo cancellato dalla loro vita. Spock è uno studente ingegnoso e determinato e sarà il primo Vulcaniano ad essere ammesso a bordo dell’Accademia della Flotta Stellare.

Kirk e Spock non potrebbero essere più diversi fra loro. Ma mentre lottano per trovare la propria identità e il proprio posto nel mondo, diventano due cadetti modello e molto competitivi. Kirk, guidato da una bruciante passione e Spock, dominato invece da una logica rigorosa, saranno entrambi ammessi a bordo della più avanzata nave stellare mai creata prima, la U.S.S. Enterprise, e diventeranno due arditi e temerari avversari.

Avventure di un uomo invisibile

In una industria di ricerche chimiche avviene uno strano incidente. Il manager Nick Halloway, esposto casualmente a una misteriosa sostanza, diventa invisibile. David Jenkins, dirigente dell’FBI, vorrebbe catturare l’uomo del quale intende servirsi per scopi personali. Nick sfugge agli uomini di Jenkins e si nasconde nella villa di un amico. John Carpenter rilegge alla sua maniera un soggetto caro al Cinema di Fantascienza rispettando allo stesso tempo le leggi dell’intrattenimento impostegli dalla casa di distribuzione (la major Warner Bros.). Il risultato è un film personale, intelligente, spesso molto divertente (per merito anche del misuratissimo Chevy Chase), che comunque al botteghino non rese quanto sperato (14 milioni di dollari d’incasso contro i 40 complessivi del budget). (andrea tagliacozzo)

Godzilla

Godzilla

mame cinema GODZILLA - STASERA IN TV IL FAMOSO KOLOSSAL scena
Una scena del film

Remake dell’omonimo film giapponese del 1954, Godzilla è un kolossal fantascientifico ambientato nella Polinesia Francese. Lì, infatti, i francesi stanno effettuando test atomici. Gli unici abitanti di questi atolli, le iguane, vengono quindi esposti alle radiazioni e si trasformano in mostri giganteschi. Ma solo una di queste creature sopravvive: è Godzilla, che riesce ad arrivare fino a New York. Ovviamente, si scatena il panico e il terrore per le strade.

Che cosa succederà ai newyorkesi? Ci sarà qualcuno in grado di fermare questa terribile creatura? Oppure, saranno proprio gli umani a pagare le conseguenze dei loro pericolosi esperimenti? E, soprattutto, la creatura è unica o è forse in grado di riprodursi?

Curiosità

  • Il regista del film, Roland Emmerich, ha diretto anche il celebre Independence Day.
  • Prima della distribuzione di Independence Day, Emmerich e il produttore Dean Devlin accettarono l’incarico di produrre la pellicola, ma a condizione di farlo come volevano. Inizialmente, però, avevano entrambi rifiutato l’incarico.
  • Emmerich decise di reinventare il mostro protagonista, affermando che il disegno originale giapponese era privo di senso.
  • Godzilla del 1998 è il ventitreesimo film della serie, ma è stato il primo a essere prodotto interamente in uno studio cinematografico americano.
  • Furono progettati dei sequel, ma si preferì una serie di cartoni animati intitolata Godzilla: The Series.
  • Le scene ambientate a New York durarono 13 giorni, mentre quelle tropicali furono girate alle Hawaii.
  • Le riprese vennero accelerate per far coincidere l’uscita della pellicola con il Memorial Day.
  • Nonostante sia stato il nono film più redditizio in America, ha vinto due Golden Raspberry Awards del 1999 per il peggior remake/sequel e per la peggior attrice non protagonista.

Ai confini della realtà

Dan Aykroyd e Albert Brooks offrono un divertente prologo ad alcuni racconti bizzarri (in effetti, tre riprese dalla serie tv di culto creata da Rod Serling), ma nessuno di questi rende lo spettacolo indimenticabile… e per dirla tutta, nessuno migliora l’originale. Il migliore è quello finale, remake di Nightmare at 20,000 Feet, con Lithgow passeggero aereo terrorizzato, anche se pure questo è più esplicito (e quindi meno intrigante) della versione anni Sessanta.

1997 – Fuga da New York

Mediocre film di intrattenimento. Nell’anno 1997 Manhattan è una prigione di massima sicurezza, al cui interno un certo Iena Plissken (Russell) deve portare a termine una pericolosa missione di salvataggio. Ricorda vagamente Distretto 13 — Le brigate della morte dello stesso Carpenter, film minore ma migliore. Seguito da Fuga da Los Angeles. Panavision.

Arac Attack – Mostri a otto zampe

Chris McCormack torna nella cittadina natia dopo dieci anni di assenza. Ritrova Sam Parker, la donna che ha sempre amato, e la zia Gladys. Sam ha due figli: l’adolescente Ashley e il più piccolo Mike. È proprio quest’ultimo, appassionato di ragni, ad accorgersi che nella zona i suoi amati insetti stanno rapidamente aumentando di dimensioni fino a diventare dei mostri giganteschi, pronti a divorare ogni abitante della città. Arac Attack è una sorta di omaggio ai film di fantascienza degli anni Cinquanta, qualcosa di simile a quello che aveva già fatto nel ’90 Ron Underwood con i vermoni di Tremors. L’approccio alla materia è lo stesso: affettuoso, ironico, ma non per questo meno efficace sul piano della tensione. Ci mette circa quaranta minuti a carburare il film di Ellory Elkayem, ma una volta preso il via non si ferma più. I modelli sono i classici come Tarantola e Assalto alla Terra (dove a divorare gli uomini erano dei grossi formiconi), ma la seconda parte, quasi interamente ambientata in un centro commerciale, fa ovviamente pensare a Zombi (senza ovviamente gli spunti di critica sociale dello splendido film di Romero). Insomma, nonostante gli effetti raccapriccianti e la presenza di esseri tutt’altro che gradevoli come i ragni (già sfruttati a dovere nel 1990 da Frank Marshall in Aracnofobia), Arac Attack è un pop-corn movie veloce, ben fatto e assai divertente. (andrea tagliacozzo)