Nido, Il

Dramma di buon intrattenimento ma prevedibile, che descrive nei dettagli la relazione tra un ricco e maturo vedovo (Alterio) e un’alienata tredicenne (Torrent). Incommensurabile il sostegno della puntigliosa sceneggiatura e della regia di ArminÄn.

Nightkill

Confuso dramma di suspense imperniato su un triangolo amoroso che finisce in un omicidio e in un gioco del gatto col topo tra una ricca vedova e un misterioso investigatore. Girato “on location” in Arizona da una compagnia tedesca.

Never Die Alone

Narrato da un cadavere freddato da un proiettile (ogni somiglianza con Viale del tramonto finisce qui), questo raffazzonato melodramma sul tema della droga, tratto da un romanzo di Donald Goines, traccia l’incerta ascesa e l’inequivocabile caduta dello spacciatore noto come King David (DMX), che — a loro insaputa — fa inalare sostanze davvero raccapriccianti alle sue ragazze. Arquette è l’aspirante giornalista che, imbattutosi nella storia di David, spera di rivenderla al celebre collega Bob Woodward. Moderatamente guardabile, considerata la sua pacchianeria: manca però della figura centrale di rilievo che crede di avere, nonché del carismatico protagonista di cui avrebbe bisogno. Super 35.

Notte sui tetti, Una

Non è certo Una notte all’opera, ma i fratelli Marx in tono minore sono comunque sempre meglio di niente. L’allestimento di un musical fa da sfondo per le gag di Harpo, col supporto di Chico e Groucho in poche scene scollegate. Marilyn Monroe ha una breve particina. Fra gli sceneggiatori Ben Hecht e Frank Tashlin.

Nemico pubblico

Storia dell’uomo le cui imprese criminali hanno affascinato una nazione assediata dalla crisi economica e pronta a celebrare una figura mitica che rapinava le banche che avevano impoverito gli americani, e che era più furbo e abile delle istituzioni che avevano fallito nel trovare un rimedio per quei tempi difficili; un gangster che è stato la causa della prima guerra nazionale al crimine, e che ha guidato una banda di esperti rapinatori armati in una serie di colpi sbalorditivi e di fughe improbabili, e i cui modi arditi e il cui carisma hanno estasiato non solo una donna speciale ma un’intera nazione: il leggendario fuorilegge dell’era della Grande Depressione John Dillinger.

Nicola e Alessandra

Durata-fiume (con contributo artistico, scenografia e costumi premiati con l’Oscar) per questa ben recitata cronaca sui sovrani russi e sulla rivoluzione che sconvolse le loro vite. Sicuro e solido ma alla fine tedioso, nonostante i cammei di Olivier e altri grandi attori. Panavision.

Non mangiate le margherite

Brillante pellicola basata sui racconti di Jean Kerr su un critico teatrale e la sua famiglia. Doris canta la canzone del titolo originale; i suoi bambini sono molto divertenti, così come la Brighton (nella parte della suocera), la Kelly (la governante) e specialmente la Paige nella parte di una star emotivamente instabile. In seguito una serie tv. CinemaScope.

Non è più tempo d’eroi

Nel novembre del 1942, un tenente della Marina americana, addetto alle comunicazioni, viene aggregato a un reparto britannico di stanza in un’isola delle Nuove Ebridi. Assieme a un commando di dodici uomini, l’ufficiale partecipa a una missione altamente pericolosa. Un film bellico efficace e polemico, in pratica una dura e violenta requisitoria contro la guerra. Grande regia di Aldrich, come al solito privo di frivoli, e ottimo il cast. (andrea tagliacozzo)

Notte senza fine

Macabro, intenso western noir che è una saga familiare d’amore, odio, vendetta e un’allusione all’incesto. Mitchum interpreta un orfano che è stato cresciuto da una donna (Anderson) e che si innamora della sorella adottiva (Wright), il tutto complicato dal fatto di averne ucciso il fratello colpevole di omicidio. Sbalorditiva la fotografia di James Wong Howe.

Nave senza nome, La

Buon film d’azione ambientato durante la seconda guerra mondiale: la vita a bordo di una portaerei della Marina nel Sud dell’oceano Pacifico, poco dopo gli avvenimenti di Pearl Harbor, con gli eventi che conducono fino alla battaglia del Midway, seguendo lo sviluppo della strategia militare americana. Ameche è particolarmente bravo nei panni del duro comandante della nave. Un uso eccellente viene fatto degli spezzoni di combattimenti reali.

Nico-Icon

Affascinante documentario su un soggetto irresistibile e (purtroppo) tragico: Christa PÌffgen, la bellissima e autodistruttiva modella e cantante nativa della Germania che si reinventò col nome di Nico, una delle “superstar” di Andy Warhol. Nico non concorreva certo per il titolo “madre dell’anno”: era una tossicomane che iniziò il figlio all’uso della droga! L’intervista a Warhol, insieme a un’altra realizzata con la stessa Nico due anni prima della sua morte nel 1988, figurano tra i momenti clou. Lou Reed, Jackson Browne e Paul Morrissey sono alcuni dei personaggi che compaiono in questa penetrante pellicola.

Non più signore

La Crawford sposa il playboy Montgomery e tenta di domarlo, facendolo ingelosire con le sue attenzioni nei confronti di Tone. Una commedia leggera come l’aria. Debutto cinematografico per Joan Burfield (meglio nota come Fontaine).

Natale in affitto, Un

Un uomo d’affari tutto preso di sé (Affleck) senza legami domestici d’improvviso desidera un Natale ideale in famiglia… così si compra dei parenti per le feste. Una orribile e pasticciata commedia triviale che dà solo ragione a Scrooge.

Nessuno mi crederà

Bel melodramma alla James Cain su un donnaiolo che rimane intrappolato da tre donne, con esiti tragici (e un meraviglioso finale a sorpresa). Young spicca nel suo ruolo fastidioso; la Johnson fa miracoli nelle scene in cui appare nei panni della moglie.

Night Song

Prolisso dramma sentimentale in cui una donna di mondo (Oberon) si innamora di un pianista cieco (Andrews). La Barrymore è molto brava in un insolito ruolo brillante di supporto. Artur Rubinstein e il maestro Eugéne Ormandy compaiono nella sequenza culminante del concerto, eseguendo il pezzo composto appositamente per il film da Leith Stevens.

Notte di Carnevale

Il debutto a Hollywood della Pons, star dell’opera, la impone sulla scena come cantante. ma la notorietà la porta ad avere guai matrimoniali con l’ambiziosissimo marito e compositore (Fonda). Occhio a Lucile Ball nei panni di una turista americana a Parigi.

Naked Ape, The

Ironica produzione Playboy, liberamente ispirata all’antropologia pop del best-seller di Desmond Morris. Ammiccanti barzellette sul sesso e un’animazione mediocre (di Charles Swenson) non aggiungono nulla a questo compendio a episodi di dieci milioni di anni di evoluzione umana. Musiche di Jimmy Webb.

Nel corso del tempo

Viaggio attraverso la sconosciuta provincia tedesca di un camionista e di un autostoppista alla ricerca di se stesso, sul finire degli anni Settanta. Ennesimo film on the road di Wenders dopo Alice nelle città e Falso movimento (con i quali forma una sorta d’ideale trilogia), il film è anche un sentito omaggio del regista al cinema d’altri tempi, con numerose citazioni e riflessioni sull’argomento. Girato in un rigoroso e splendido bianco e nero. (andrea tagliacozzo)

Nanuk l’eschimese

Questo antesignano della cinematografia documentaria, basato sulla vita quotidiana degli eschimesi, regge assai bene il trascorrere del tempo e rimane una saga avvincente e ben girata. La colonna sonora è stata aggiunta nel 1939. La realizzazione di questa pellicola viene rievocata in Kabloonak.

Nascosto nel buio

Dopo il suicidio della moglie, lo psicologo De Niro e la sua figlioletta (Fanning), traumatizzata dall’accaduto, si trasferiscono in campagna per ricominciare daccapo; ma l’amicizia della ragazza con un inquietante “amico immaginario” avrà conseguenze inattese. Thriller mancato con uno script pressoché inesistente, un andamento zoppicante e una performance men che ispirata di De Niro. Super 35.

Non dirle chi sono

Reduce da una malattia che lo ha fatto diventare calvo, il giovane Gus non ha il coraggio di avvicinare le ragazze. La sorella decide di aiutarlo, trasformandolo in un’altra persona. Lo spunto del film, per certi versi interessante, viene malamente sfruttato dall’inglese Malcolm Mowbray, alla sua terza regia dopo l’apprezzato Pranzo reale (realizzato in patria nell’85) e Il macellaio (girato negli Stati Uniti quattro anni più tardi).
(andrea tagliacozzo)

Nathalie…

Confuso resoconto dell’evoluzione del rapporto tra due donne: una ginecologa sposata e la prostituta da lei ingaggiata per sedurre il marito dongiovanni. Nemmeno le vivide descrizioni che la squillo fa dei loro incontri sessuali riescono ad accendere una scintilla in questo pretenzioso studio di caratteri. Widescreen.

Next One, The

Dullea, un visitatore dal futuro che ricorda Cristo, finisce spinto dal mare su un’isola greca, dove la vedova Barbeau — che vive col figlio — si innamora di lui. I risvolti fantascientifici hanno scarso rilievo. Girato nel 1981.

Non predicare… spara!

Western in chiave afroamericana, incentrato sulla figura di un predicatore maneggione bravo solo a parole. A essere interessanti sono soprattutto le caratterizzazioni. La musica è di Benny Carter. Debutto di Poitier nella regia.

Night at the Roxbury, A

I buffi “Butabi Brothers” del Saturday Night Live protagonisti (anziché critici) del loro primo film: una fiacca commedia sul tentativo di farsi strada a suon di astuzie e di inganni fino al palco più esclusivo della città. Altro che gli ultimi giorni della disco: cinque minuti di materiale vengono stirati fino a quasi un’ora e mezza. Le due star firmano anche la sceneggiatura. Chazz Palminteri compare in un cammeo. Gli appassionati di Grieco dovrebbero sapere che qui interpreta se stesso.

Non guardare indietro

Uno schietto documentario sul tour di Bob Dylan in Inghilterra nel 1965, arricchito dalla sua personalità vicina alla cultura beat e dai contributi della Baez e di Grossman (il manager di Dylan). Bob interpreta The Times They Are a Changing, Don’t Think Twice, It’s All Right, It’s All Over Now, Baby Blue e Subterranean Homesick Blues.

Nascondiglio del diavolo, Il –The Cave

Da qualche parte in Romania, un gruppo di speleologi professionisti rimane intrappolato sottoterra, spesso sottacqua, braccati da un’orda volante (e digitale) di mangiatori-di-persone. Questo prodotto ben confezionato cerca di tenere a galla una trama troppo prevedibile e dei personaggi perennemente battibeccanti, ma il risultato è un misto tra Lo squalo e Alien che lascia totalmente indifferenti. Super 35.

Nowhere in Africa

I componenti di una famiglia ebrea lasciano la Germania nel 1938 — appena in tempo — e si trasferiscono in Kenya, dove devono ricostruire da capo le proprie vite. Un dramma travolgente e sottilmente incisivo, che riesce a raccontare la vicenda da tre punti di vista distinti (il marito, la moglie e la figlia) mentre ciascuno stabilisce una relazione individuale con un nuovo e strano ambiente. La regista ha adattato il romanzo autobiografico di Stefanie Zweig, e presenta la storia con partecipazione e con un occhio di riguardo per i dettagli. Oscar come miglior film straniero. Arriscope.

Nessuno scrive al colonnello

Della cultura ispanica che si dice dominante nel prossimo millennio, Ripstein e i suoi film rappresentano la faccia oscura. Malinconica e abbandonata a se stessa. Non la «nueva Espana» che si scopre potente e vitale nel cuore della multinazionale statunitense, ma l’antica, desueta e sofferente, America latina. Non una terra di frontiera e di canzoni dove l’esotico imperversa, ma un centro imploso. Come una città-villaggio ora ricoperta dalla vegetazione dove un anziano lavoratore aspetta, giorno dopo giorno, una lettera dal Governo attestante i suoi servizi con un’adeguata ricompensa. Il racconto del regista messicano, tratto da Garcia Marques, tra colori saturi e scenografie tropicali descrive la storia di una sopravvivenza. Resistente, anche se destinato alla rovina, è il colonnello di Ripstein, costretto a vendere il suo gallo da combattimento, il simbolo del suo orgoglio, per sbarcare il lunario. Assediato da una nuova classe che di onore, dignità e cortesia non sa che farsene, il vecchio militare resiste. Come il suo protagonista, anche il film di Ripstein è un’opera di confine: arriva dopo il suo testo più dichiaratamente post-moderno (il pastiche grottesco dall’argomento religioso, Il vangelo delle meraviglie) e precede uno dei film in cui il concetto stesso di tragedia è stato portato alle sue più estreme conseguenze (Asì es la vida, una Medea ambientata nei bassifondi di Città del Messico e girata interamente in DV). Certamente Nessuno scrive al colonnello non è l’esempio più riuscito di uno stile personale e ben calibrato (e in più esce con colpevole ritardo), tuttavia film così dolorosi e sconsolati si fanno rari oggigiorno. E se il regista messicano qui non innova (nella trama e nello stile), riesce pur sempre a costruire ciò che al cinema è fondamentale: un’atmosfera. Verrebbe allora voglia di parlare di Nessuno scrive al colonnello attraverso la pioggia battente sulle larghe foglie. Parlare del verde e del fango che dominano sui personaggi…

(
carlo chatrian
)

Nicholas Nickleby

Questa storia a colori vivaci, tratta da Dickens, su un giovane che tenta di farcela dopo la morte del padre è buon intrattenimento vecchio stile, con Hunnam nei panni dell’accattivante eroe, l’intenso Bell in quelli del compagno fedele, Plummer in quelli di un cattivo senza rimorso (lo spietato zio di Nicholas) e i migliori caratteristi inglesi a coprire gli altri ruoli-chiave. Geniale il casting: l’americano Lane e Humphries nel ruolo di “Dame Edna” sono i generosi proprietari di una troupe teatrale itinerante. Super 35.

Night Flier, The

Un reporter di tabloid dal cuore di tenebra incontra un suo pari allorché si mette sulle tracce di un misterioso serial killer/sanguisuga che pilota un Cessna nero da una scena del crimine all’altra. Il tono di fondo genuinamente raccapricciante è sostenuto dal cattivo gustosamente spregevole interpretato da Ferrer. Il debutto alla regia di Pavia non è male fino all’ultimo terzo del film, che scade nel tipico festival del “gore”. Originariamente passato sulle tv via cavo, in seguito uscito nelle sale. Noto anche con il titolo Stephen King’s The Night Flier.

Napoléon

Difficile rendere a parole l’impatto di questa monumentale ed epica pellicola dell’epoca del muto. Dieudonné interpreta il celebre imperatore in maniera mirabile; le sequenze di spicco includono la battaglia a palle di neve, il Regno del Terrore e un abbagliante finale in Polyvision su tre schermi. Rimontato e accorciato più volte nel corso degli anni (spesso da Gance medesimo), infine meticolosamente ricomposto dallo storico Kevin Brownlow e rieditato nel 1981 con una funzionale colonna sonora di Carmine Coppola. Non certo il genere di film che si possa apprezzare appieno sul piccolo schermo.

Nome in codice: Nina

Un’orrenda, patinata Hollywoodizzazione di Nikita, in cui una criminale punk (Fonda) viene reclutata dal governo statunitense per compiere una sparatoria in un ristorante Chi Chi di Washington (senza alcuna copia del Washington Post in vista). Non troverete una sola genuina emozione fino a quando compare Mulroney; e anche dopo, non molte di più.

Nero bifamiliare

Marina (Claudia Gerini) e Vittorio (Luca Lionello) vogliono dare una svolta alla loro vita comprando una villetta in un elegante comprensorio. Marina è raggiante, le rose crescono nel giardino, la cameretta dei bambini è pronta, Vittorio vuole lasciare il lavoro di assicuratore per lanciarsi in una promettente attività multimediale. Qualcosa però minaccia il loro perfetto idillio: una misteriosa coppia di vicini di casa…

Naufragio

Il giovane Smestad si fa assumere come mozzo su una nave diretta ai mari del sud; poco prima che il pirata Byrne, imbarcato sulla nave, stia per prenderne il comando, un uragano lascia il ragazzo proprio sull’isola dove è nascosto il tesoro di Byrne. Godibile film di pirati con un avvincente finale che ricorda Mamma, ho perso l’aereo quando Smestad riempie l’isola di tranelli contro i pirati in arrivo. Distribuzione Disney. Panavision.

Notturno Bus

Leila e Franz sono due trentenni che non hanno ancora trovato la propria strada: lui è un perdigiorno con il vizio del gioco, lei vive di espedienti truffando i creduloni. Un giorno però, Leila truffa un uomo importante impossessandosi di un prezioso microchip.

Novocaine

Un dentista di successo che sta per sposare la sua igienista si sente fatalmente attratto da una nuova paziente, e commette un passo falso che presto si trasforma in un mare di guai. Questo mix di noir e commedia nera parte bene ma poi diventa percettibilmente sgradevole, nonostante alcune svolte intelligenti e buone interpretazioni. Kevin Bacon compare non accreditato.

Nel bel mezzo di un gelido inverno

Michael Maloney, Richard Briers, Mark Hadfield, Nicholas Farrell, Gerard Horan, John Sessions, Celia Imre, Hetta Charnley, Julia Sawalha, Joan Collins, Jennifer Saunders. Un attore disoccupato decide di allestire un’originale produzione di Amleto in un paesino remoto inglese con un compagnia di volontari. Commedia diseguale, prende forma nell’ultima parte del film quando il cast e la produzione dello spettacolo si combinano e i paralleli fra vite vissute e vite sul palcoscenico vengono rivelati. Un po’ troppo disinvolto ma piacevole. Sceneggiatura originale di Branagh, che ha cucito molte delle parti addosso a questi specifici attori. Titolo americano: A Midwinter’s Tale.

Notte da ricordare, Una

Tre donne dalla testa vuota inciampano in diversi incontri a sfondo sessuale durante un party per festeggiare la fine del college. A dir poco grottesco, in questi tempi di Aids, ma sarebbe stato penoso in ogni caso. La regista è la madre della protagonista, a sua volta cantante del gruppo rock delle Bangles.

Numero diciassette

Divertente commedia-thriller in cui il vagabondo Lion si imbatte in un covo di ladri di gioielli. L’emozionante sequenza dell’inseguimento coinvolge un treno e un autobus (anche se gli “effetti speciali” sono piuttosto evidenti). Sceneggiatura dello stesso Hitchcock.

Non dirmi addio

Una giovane donna, gravamente malata e prossima alla morte, non volendo lasciare solo il marito, decide di adottare una bambina. Un melodramma convenzionale, diretto con mestiere ma poca ispirazione da Walter Lang (solitamente più a suo agio con la commedia). Il film ebbe altre due versioni: la prima, nel ’58, per il cinema, con il titolo
Dono d’amore
; la seconda nell’84, per la televisione, con Jaclyn Smith nel ruolo della protagonista.
(andrea tagliacozzo)