Il mostro del pianeta perduto

Sette sopravvissuti a un disastro atomico si ritrovano in una casa-rifugio. Si pone subito il problema dei rifornimenti e l’improvvisa comparsa di un mostro dagli artigli d’acciaio complica ulteriormente le cose. Girato con pochissimi mezzi, ma con grande abilità da Roger Corman, maestro del cinema a basso costo.

(andrea tagliacozzo)

Il seme della follia

Dalla sua cella imbottita, un disperato Neill racconta a Warner la sua storia: assunto per ritrovare lo scrittore di horror Prochnow, che è scomparso, si è ritrovato in una cittadina del New England. Ma poi la gente, i luoghi e persino la realtà hanno cominciato a subire orribili trasformazioni. I primi due terzi del film sono tra le cose migliori di Carpenter, e Neill è straordinario; ma l’ultimo terzo diventa inutilmente oscuro, e il finale è pretenzioso ma deludente. Tratto, seppur non dichiaratamente, da H.P. Lovecraft. Panavision.

The Ring

TRAMA

Una giovane ragazza muore in circostanze misteriose dopo aver visto una strana videocassetta. Il nastro maledetto finisce nelle mani della giornalista Rachel che, dopo aver visionato il video, è vittima di strani e incomprensibili avvenimenti. La leggenda metropolitana è più vera di quel che sembra, Da questo momento ha solo sette giorni per risolvere l’enigma e salvarsi la vita.

mame cinema THE RING - STASERA IN TV L'HORROR DI VERBINSKI Aidan
THE RING: AIDAN (DAVID DORFMAN) HA APPENA VISIONATO IL VIDEO MALEDETTO.

Nel lontano 2002 The Ring ha fatto conoscere a noi occidentali il J-Horror ossia il cinema d’orrore prodotto in  Giappone (e per trazione in tutto il sol levante). Con se ha portato tutta una serie di cliché: fantasmi, maledizioni legate ad oggetti e ragazze dai lunghissimi capelli corvini dai movimenti scattosi e contorsionistici. Il film diretto da Gore Verbinski è infatti il remake del giapponese Ringu di Hideo Nakata del 1998. Ed è forse uno di quei pochi casi in cui il remake è addirittura meglio dell’originale.

Una pellicola che si apre come un teen movie ma che in realtà nasconde una storia morbosa e inquietante riuscendo in pieno nel suo intento principale: spaventare lo spettatore. Una meravigliosa fotografia sui toni del blu e del grigio unita ad una regia ispirata e dai tempi esatti, fanno di The Ring un piccolo cult contemporaneo del genere ghost stories. Molto convincente Naomi Watts nei panni di Rachel e David Dorfman in quelli del piccolo Aidan. Una mensione particolare va alla protagonista dell’intera pellicola, ossia, la videocassetta: una sequela di immagini partorite dal peggiore degli incubi. Assolutamente da brividi!

CURIOSITÀ SU THE RING

Per il ruolo di Rachel vennero vagliati diversi nomi prima di arrivare a Naomi Watts:  Liv Tyler, Nicole Kidman, Jennifer Connelly, Gwyneth Paltrow, Kate Beckinsale. Nel 2005 la Connely sarà la protagonista di un altro remake di un J-Horror, ossia, Dark Water.

La versione DVD di The Ring contiene alcune scene inedite e un’opzione segreta che permette di visionare il video della videocassetta in maniera completa.

Nell’inquietante videotape è possibile sentire la voce di una bambina che canta. Si tratta di una canzone composta da Hans Zimmer appositamente per il film intitolata Samara Song.

Quindi questa sera preparatevi a una bella dose di paura e non perdetevi The Ring di Gore Verbinski alle 21:15 su SPIKE.

28 giorni dopo

Un gruppo di animalisti si introduce in un centro di ricerca di medicina genetica nella campagna inglese per liberare alcuni esemplari di scimmie, sottoposte a iniezioni sperimentali di attualità televisiva e mediatica e contagiate da un virus sconosciuto. 28 giorni dopo, in un ospedale deserto, un ragazzo si risveglia dal coma dopo un incidente stradale e si ritrova in una Londra apparentemente disabitata. Si renderà presto conto di non essere rimasto completamente solo. Avrà infatti modo di entrare in contatto con alcuni uomini che di umano non hanno più nulla e verrà salvato da due ragazzi in tenuta da combattimento urbano che gli spiegheranno cosa è successo in quei 28 giorni di assenza…
Il nuovo film di Danny Boyle contiene più di un rimando al filone «politico» dell’horror americano di trenta anni fa, in particolare alla trilogia dei morti viventi del professionista del genere George A. Romero. Del modello si replica non solo e non tanto l’abusatissima struttura narrativa dell’assedio ma anche l’utilizzo di un cast di attori poco noti. 28 giorni dopo è un film da palinsesto notturno, fatto di semplici meccanismi tipici dell’horror d’annata e di semplice paura, con schemi e strutture più televisivi che cinematografici. Da un punto di vista prettamente sociologico l’osservazione dei mutamenti sociali è molto meno importante che nei modelli di riferimento; l’aspetto che maggiormente spicca è quello che rappresenta il cosiddetto «deserto del reale», qui reso da un verosimile e angoscioso «vuoto» urbano, ottenuto girando a Londra nei fine settimana e nelle prime ore del mattino. Ma il «deserto del reale» rappresenta in qualche modo anche il valore della libertà, libertà di muoversi verso tutti i luoghi e nessun luogo. Il momento ludico e giocoso in cui i neo-sopravvissuti saccheggiano i supermercati deserti e colmi di merce abbandonata (la telecamera si sofferma sulla frutta ormai in decomposizione e sulle scatole colorate del cibo) nel quadro globalmente apocalittico del testo, spicca ironicamente come a deridere certe teorie sui comportamenti deliranti del neo-consumatore, nomade e shopping-addicted. Alcune immagini hanno infine un loro valore ontologico, nonché ironico e indipendente rispetto al contesto terrificante in cui si viene proiettati: le luci natalizie e intermittenti appese a un balcone nella città desertificata, il tradizionale taxi londinese che passa attraverso la tela di un quadro quasi impressionista accompagnato da una colonna sonora più che rassicurante e gli impeccabili paesaggi della campagna anglosassone. Come a dire che si è alla fine di un incubo reso reale dall’umorismo sotterraneo di cui è nutrito. Boyle che, comunque lascia aperta una porta, sembra volerci dare il benvenuto nel deserto del reale o nello spazio torbido dello schermo, a noi la scelta. (emilia de bartolomeis)

Barbara, il mostro di Londra

Interessante variante della classica storia di Jekyll e Hyde, che vede il dottore buono scoprire che la sua parte malvagia si esplica nella forma di una donna bella ma pericolosa. Nessuna suspense, ma ci si diverte; notevole la somiglianza fra Bates e la Beswick. La versione americana dura 94 minuti.

The Call – Non rispondere

Un gruppo di amiche, studentesse universitarie, a Tokyo, un giorno cominciano a ricevere dai loro cellulari, prima una strana suoneria, poi un urlo disumano, infine un messaggio postdatato che indica alla proprietaria del telefono l’ora della sua morte. In poco tempo, tre ragazze muoiono nei modi più terrificanti e attorcigliati. La terza, inoltre, in maniera clamorosamente mediatica: durante una ripresa televisiva, quando un esorcista cerca inutilmente di liberarla dal supposto malocchio.

È impossibile proseguire oltre, in una vicenda in cui tutto succede e niente è chiaro: né chi sia a uccidere dall’oltretomba, né perché, né chi siano le poverette malcapitate tutte graziose e tutte uguali (oppure a noi occidentali così sembrano). Di fatto, il regista, che cerca di sostituire tutta la cianfrusaglia generica degli horror classici, aggiornandola alle ossessioni contemporanee, fa del cellullare lo metafora dell’ultima chiamata: è il display che ti annuncia
l’ora tua fatale.
Naturalmente, come in tutti i film che si rispettino, c’è la ragazza, ultima predestinata e il giovanotto che la protegge, che si amano e che alla fine riusciranno a risolvere il rebus.

Loro lo risolvono, ma non noi, che non riusciamo a capire assolutamente un tubo, neppure chi cavolo sia la bambina infernale, oltreché asmatica, tramite cui accadano simile efferatezze e perché tre povere diavole innocenti vengano così massacrate. Quale è il legame e il senso? Bisognerebbe poi chiedere al regista,
Takashi Miike
– già nominato dal
Time Magazine
tra i dieci migliori registi del momento (e non ci resta che sperare che il momento passi presto) – perché considerare l’asma una malattia diabolica e gli asmatici degli indemoniati. Alla fine, il
Takashi Miike
e il suo sceneggiatore devono aver capito di avere imbastito un guazzabuglio assolutamente incomprensibile e idiota, oltre che noioso, perché non riescono a comunicare il minimo soprassalto di paura, ed ecco che moltiplicano le urla esagitate e le figurazioni fantasmatiche: apparizioni di donne bruciate che si squamano, mani repellenti che agguantano, bocche sanguinolenti che sputano caramelle di ribes… Allora ripiegano sull’arma dell’ironia: nelle ultime scene non si deve capire dove finirà quel coltello che la protagonista ha in mano, mentre bacia il suo ragazzo, già coltellizzato prima, e sorride. Il tutto, poi, girato con sequenze così lunghe e protratte da far sembrare quelle di Angelopoulos uno spot. Da un po’ di tempo, registi incapaci di sorreggere un film per intero, dentro il genere prefisso o i generi prefissi e commisti, credono di risolverlo abilmente con la chiave dell’ambiguità, della citazione, dell’ammicco e dell’ironia. Troppo comodo.

(piero gelli)

Linea mortale

Cinque studenti in medicina decidono di tentare un ardito esperimento. Portandosi a turno in uno stato di morte temporanea, riescono scoprire cosa ci cela oltre la vita. La prova, benché riuscita, contribuisce a risvegliare nei cinque giovani i fantasmi del passato, i sensi di colpa che, in forma diversa per ognuno di loro, si materializzano nella vita reale. Il soggetto è intrigante, l’esecuzione decisamente meno, nonostante il buon cast. Ma in seguito Joel Schumacher – in precedenza autore dell’interessante horror
Ragazzi perduti
– farà anche di peggio. La Roberts tornerà a lavorare con il regista in
Scelta d’amore
.
(andrea tagliacozzo)

Il cartaio

Un misterioso assassino lancia una sfida alla Polizia di Roma. Risparmierà le sue potenziali vittime solo se troverà qualcuno in grado di batterlo in una partita di videopoker da giocare in Rete. Vinte le prime due partite, il killer uccide due giovani donne. Scovato un giovane campione di videopoker in una sala giochi della periferia, la Polizia crede di avere trovato l’arma per fermare l’assassino ma anche il ragazzo viene ucciso. Come faceva il giocatore di poker a sapere della sua esistenza? E soprattutto: chi fermerà la catena di omicidi?
Ancora un giallo, dopo il mediocre Nonhosonno, per l’autore di Profondo rosso. Il cartaio, spiega il regista, è un film sul male, qualcosa che non conosce mai crisi. E sulla tecnologia e il suo potere di farsi strumento del male. Purtroppo le intenzioni di Argento naufragano a causa della fragilità della sceneggiatura, scritta assieme a Franco Ferrini, a dialoghi assai poco curati e a tanti, troppi particolari che lasciano lo spettatore quantomeno perplesso. Perché il poliziotto irlandese non ha nemmeno una lieve inflessione anglosassone nel suo accento? Come è possibile che la Polizia permetta che a giocare a poker con l’assassino sia un’ispettrice che potrebbe non essersi mai seduta in vita sua al tavolo verde? Neanche Claudio Simonetti, autore di memorabili musiche per i film del regista romano, sembra particolarmente ispirato. Si salvano soltanto i suggestivi scorci di una Roma periferica e quasi mai mostrata al cinema e un Silvio Muccino a suo agio in un ruolo drammatico per lui inedito. Stefania Rocca e Liam Cunningham interpretano con mestiere il ruolo dei protagonisti ma Il cartaio rappresenta un altro passo falso nella filmografia dell’autore. (maurizio zoja)

Benedizione mortale

Seguendo l’assassino del marito, una vedova e due sue amiche vengono terrorizzate da una setta violenta che si è stabilita nelle vicinanze ed è guidata dal padre (Borgnine) del defunto. A metà fra horror e thriller, di ambientazione rurale, include alcune scene potenti ma diventa confuso e persino stupido, in particolare nel finale.

Frankenstein di Mary Shelley

Versione “fedele” ma ampiamente deludente della saga di Frankenstein. Più energico del necessario, con la macchina da presa che non sta mai ferma. Branagh ci permette di capire la personalità del dottor Frankenstein, ma la storia deraglia una volta che la creatura viene lasciata libera. Ulteriormente appesantito dalla cornice narrativa con il capitano di mare Quinn. Il mostro di De Niro rimane molto… deniresco, e fa sentire la nostalgia di Karloff (e perfino di Peter Boyle).

Bersagli

Un attore di pellicole del terrore vorrebbe ritirarsi dalle scene perché si accorge che i suoi film non possono competere con gli orrori della vita di tutti i giorni. Nel frattempo un uomo apparentemente rispettabile perde la testa e si trasforma in un maniaco omicida. Eccellente esordio dietro alla macchina da presa di Peter Bogdanovich, regista cresciuto nella factory di Roger Corman (che produce il film con un budget piuttosto esiguo). Intelligente e (inevitabilmente) cinefilo. (andrea tagliacozzo)

Vampires

Su ordine del Vaticano, Woods e la sua squadra uccidono fastidiosi vampiri nel New Mexico, mentre il capo di questi ultimi (Griffith) cerca di mettere le mani sul talismano che permetterà a lui e alla sua razza di vivere anche alla luce del giorno. Come molti dei film di Carpenter ha un buon inizio ma si affloscia alla fine. Basato sul romanzo di John Steakley Vampire$. Con un sequel: Il cacciatore delle tenebre. Panavision.

The Calling – La chiamata

Kristie St. Clair è madre di un bambino particolarmente dotato, forse troppo… E infatti, dopo tumultuosi eventi, scoprirà di aver messo al mondo il figlio di Satana. The Calling è il classico film studiato a tavolino. Messo in mano a un «regista» scaltro, con molta esperienza nel mondo della pubblicità e della fiction televisiva, sfrutta furbescamente l’onda lunga del successo delle pellicole imparentate con l’esoterico, il messianico, il diabolico, Ma siamo ben lontani, nonostante lo sforzo, tanto dallo humour nero di The Kingdom di von Trier – richiamato dalla stessa locandina – quanto dai fuochi fanta-horror-sociologici del grande Romero. Richard Caesar tratta la materia cinematografica come uno spot pubblicitario in salsa videoclip, rendendo ancora più fastidioso e irritante un film che inquieta più per le sorti di chi l’ha fatto che per quelle di chi abita il mondo dell’Anticristo. Cioè il nostro. (dario zonta)

Freaked – Sgorbi

Dopo essere stato trasformato in un mutante, una giovane star tv finisce in un lager per mutanti gestito da un mad doctor (Quaid). Satira della tv e dello star-system di plastica (con la Shields che, come al solito, si offre al dileggio in un cameo), e insieme omaggio ai Freaks di Tod Browning, con tanto di rivolta finale. Tutto frullato nella superficialità sciocca di un horror per teen-ager, infarcito di effetti speciali plasticosi peraltro molto succulenti. Uno dei quei film che nascono come cult progettati a tavolino e che non lo diventano. Premio a chi riconosce Keanu Reeves sotto il trucco dell’uomo-cane. Musicofili all’erta: la canzone dei titoli di testa è di Henry Rollins, quella dei titoli di coda (sempre che non siano tranciati dalla pubblicità) la prima collaborazione tra Bill Laswell e George Clinton. (alberto pezzotta)

Catacombs – Il mondo dei morti

Victoria, una timida ragazza americana soggetta ad attacchi d’ansia, si reca a Parigi per trovare la sorella Carolyn, che studia alla Sorbona. Carolyn ha scoperto, assieme ai suoi amici, delle catacombe nelle quali si divertono a organizzare dei rave party. Pur controvoglia, Victoria partecipa a una di queste feste, ma al sopraggiungere della polizia fugge e si perde nelle catacombe. Uscirne viva sarà tutt’altro che facile.

Nave fantasma – Ghost Ship

Una squadra di salvataggio avvista alla deriva nelle vicinanze una nave di linea da tempo dispersa e pensa a un colpo di fortuna. Una volta a bordo, affronterà un ambiente decisamente sinistro oltre a un allarmante tasso di mortalità. Monotono e prevedibile viaggio dell’orrore, con un abuso di spargimenti di sangue.

4bia

4BIA è un horror composto da 4 storie dirette dai quattro registi di maggior talento della Thailandia. Nel primo episodio, Happiness, la solitudine può davvero portare una persona a commettere azioni stupide. La protagonista è una donna disoccupata, dal cuore spezzato ed in cerca di compagnia. Così quando riceve un sms anonimo da un possibile corteggiatore non ci pensa due volte, perché in fondo la vita non può andare peggio di così. Incontrerà però qualcosa che la farà pentire per il resto della sua esistenza…

In the Middle é il secondo episodio: quattro amici vanno in campeggio nel mezzo della giungla per condividere storie di fantasmi lungo la strada. Più tardi nella notte si trovano a discutere su chi deve dormire al centro nella tenda, preoccupati che un fantasma possa tormentare il malcapitato. Uno dei ragazzi stupidamente giura: “Se io muoio, tornerò a perseguitare chi dorme nel mezzo per primo”. Il ragazzo annega 20 ore più tardi. La notte prima del loro viaggio di ritorno, i tre restanti hanno difficoltà ad addormentarsi e nessuno di loro osa dormire al centro della tenda. Prima dell’arrivo dell’alba sono perciò sorpresi da un suono di passi che va verso di loro!

Che tipo di cose orribili possono accadere ad un gruppo di giovani che si imbattono in un manoscritto maledetto? E’ quello che succede ai protagonisti del terzo episodio: Tit for Tat. Una banda di adolescenti avventati si mette nei guai con conseguente espulsione dalla scuola. Quando capiscono che quelle carte sono maledette, è ormai …troppo tardi!

Nel quarto ed ultimo episodio, Last Fright, Pim è un assistente di volo assegnato a volare da solo su un volo charter con la Principessa di Wanistahl. Ciò che doveva essere un volo ordinario si trasforma in qualcosa di più turbolento quando la principessa muore a causa di una reazione allergica a qualcosa che ha mangiato. La casa reale Wanistahl chiede che il suo corpo venga immediatamente rispedito per la cremazione reale. La compagnia aerea rimette così Pim in servizio su quello che è noto nel settore come un volo rapido. Pim non si rende di aver firmato la sua morte quando qualcuno decide di vendicarsi mettendo una maledizione su ciò che appare come un semplice pezzo di carta. Con il tempo realizza di dover sopportare il volo solo con il cadavere della principessa. Ma è davvero solo?

Red eye

Lisa preferisce non prendere l’aereo. Ma quando deve tornare dal funerale della nonna, si vede costretta a salire su di un volo di linea da Dallas a Miami per essere in tempo al lavoro. A bordo dell’aereo, la giovane scopre che il suo vicino di posto è un killer che deve uccidere un uomo presente tra i passeggeri. Sotto la minaccia della morte del padre, Lisa dovrà collaborare con il criminale. Un thriller diretto dal genio dell’horror Wes Craven.

Resident Evil: Afterlife

In un mondo distrutto da un virus letale che trasforma le sue vittime in zombie, Alice (Milla Jovovich) continua il suo viaggio alla ricerca dei sopravvissuti al fine di condurli alla salvezza. La sua battaglia mortale contro la Umbrella Corporation raggiunge nuovi livelli, ma Alice riceve l’inaspettato aiuto di un vecchio amico che, promettendo loro un rifugio sicuro, li conduce a Los Angeles. Al loro arrivo Alice e i suoi compagni di viaggio trovano la città completamente invasa dagli zombie e rischiano di cadere in una trappola mortale.

Le figlie di Dracula

Dopo la morte dei genitori, le gemelle Frieda e Maria si trasferiscono, presso gli zii, in una cittadina della Germania dominata dal castello di un giovane conte e dalla sua dissoluta confraternita. Incuriosita, Frieda fa in modo d’incontrare il conte che la inizia al vampirismo. Divertente produzione della Hammer, il film ispirò alla rivista «Playboy» l’uso delle playmate gemelle. Troppo spesso impiegato in produzioni di serie B, Peter Cushing tornò alla ribalta nel ’77 interpretando il bieco generale di
Guerre Stellari.
(andrea tagliacozzo)

Resident Evil

Cruento horror high-tech appena coerente su alcuni commando che penetrano nell’Alveare, un laboratorio di ricerca sotterraneo top-secret. La loro missione: sconfiggere un supercomputer impazzito e un virus mutante che ha trasformato i dipendenti del laboratorio in zombie carnivori. Questo film di puro intrattenimento ricorda una sfilza di altri film horror, da Alien a Zombi. Basato su un popolare videogame. 

Halloween 6 – La maledizione di Michael Myers

Braccata dal killer mascherato, la nipote di Michael Myers se la fila attraverso le catacombe con il suo bambino neonato. Deluso, l’omicida se la prende con una famigliola che ha l’unica colpa di aver occupato la “fu” casa Myers. Il solito massacro riservato ai soli iniziati. L’unica novità consiste nel legame fra Michael e gli antichi druidi (!).

Dovevi essere morta

L’adolescente Paul, genio dell’elettronica, s’innamora di una ragazza, Samantha, costretta a vivere con un padre alcolizzato e violento. Quando Samantha viene accidentalmente uccisa da un gesto sconsiderato del genitore, Paul tenta di riportarla in vita innestando nel cervello della giovane un micro-circuito. Film atipico di Wes Craven dove il sentimentale fa più volte capolino nell’orrorifico. Non del tutto riuscito, ma il tentativo è sicuramente interessante. (andrea tagliacozzo)

The Shock Labyrinth: Extreme 3D

Ken, un uomo molto riservato, torna nella sua città natale dalla quale si era allontanato quando era più giovane. Qui viene accolto da Motoki, suo amico d’infanzia ora fidanzato con Rin, ragazza cieca altra sua vecchia compagna.

I tre ragazzi formavano tempo fa un quartetto insieme alla giovane Yuki, tornata lo stesso giorno di Ken. La ragazza però, diversamente da Ken, non é tornata da una frenetica metropoli, ma è scomparsa dieci anni prima. L’ultima volta è stata in un parco divertimenti dell’orrore e ora la sua ricomparsa improvvisa nel soggiorno di Rin mette in moto una serie di eventi terrificanti…

Dracula di Bram Stoker

Uno dei migliori lavori recenti di Coppola, regista che da una ventina d’anni è in crisi economica e soprattutto creativa. Ormai divenuto retorico narratore di fiabe, si rivolge qui a uno dei miti più «neri» della letteratura e del cinema, realizzando un film fascinoso e roboante. Certo, il lato metacinematografico è fin troppo esibito, con l’equazione vampirismo-cinema alla quale, per sicurezza, si aggiunge la metafora di riserva vampirismo-Aids. Pur discontinuo e progettato a tavolino, Dracula esibisce però un kitsch tutt’altro che incongruo, che quando riesce a trasformarsi in immagine e in racconto regala alcuni passaggi notevoli. L’inseguimento finale è un delizioso Méliès western, ma tutto il film è disseminato di soluzioni efficaci e di sincera e megalomane passione per il cinema. Quasi invisibile una strombazzata partecipazione di Monica Bellucci. (emiliano morreale)

Cronos

Un mite e anziano antiquario aziona accidentalmente un marchingegno che gli garantisce l’immortalità, ma a un alto prezzo: trasforma coloro che utilizzano il meccanismo in vampiri (atipici). Il miliardario Brook manderà l’ironico nipote Perlman a cercare di ottenere l’amuleto. Un film avvincente e fantasioso, che utilizza ingegno, paura, tragedia e suspense in dosi uguali, aggiungendo molte caratteristiche stravaganti ai personaggi.

Piranha 3D

Lake Victoria, Arizona. Ogni anno la popolazione di questa tranquilla località passa da 5mila a 50mila abitanti durante le “vacanze di primavera”: una settimana di sole, mare e baldoria per gli studenti americani. Ma quest’anno i vecchi abitanti del luogo non dovranno fare i conti solo con le sbronze e gli schiamazzi dei vacanzieri…

Halloween – The Beginning

Halloween-The Beginning si concentra sui primi anni del giovane Michael Myers e sugli eventi che hanno portato a quella fatidica notte di Halloween in cui scatena la sua furia omicida nella tranquilla cittadina di Haddonfield, nell’Illinois. Dopo quella notte brutale, Michael inizia il suo periodo di carcerazione di 17 anni presso l’ospedale psichiatrico di massima sicurezza Smith’s Grove Sanitarium, luogo in cui è seguito da un noto studioso, il dott. Samuel Loomis, l’unico che può veramente comprendere la sua natura malefica. Diciassette anni dopo, Michael inizia a seguire una liceale, Laurie Strode, e le sue amiche, Annie e Lynda. Quando il dott. Quando Loomis, famoso grazie al suo libro su Michael, viene a sapere della sua fuga, si offre di aiutare lo sceriffo Brackett di Haddonfield per trovare Michael e porre fino al suo regno di terrore.

Splatter – Gli strizzacervelli

Povero piccolo Balme: non solo è schiavizzato da una madre dispotica, ma quando il morso di un topo-scimmia di Skull Island trasforma la genitrice in un famelico zombi, il ragazzo deve anche prendersi cura di lei e di tutti gli altri “morti viventi” che rapidamente proliferano. Sorprendente, vigorosa e inventiva, questa commedia macabra è — auspicabilmente — il culmine del suo genere. Attenzione: la versione originale è rigorosamente per stomaci forti, con un alto grado di tolleranza per violenza estrema e atrocità. Uscito negli Stati Uniti con il titolo Dead Alive. Distribuito anche in edizione censurata; quella homevideo, con alcuni tagli, dura 85 minuti.

Smile

Sette ragazzi organizzano una vacanza all’insegna del relax e del contatto con la natura in Marocco. Decisi ad immortalare ogni momento del loro viaggio vengono in possesso di una strana macchinetta fotografica: da quel momento, la divertente avventura fra amici diventa un incubo. Una forza oscura e maledetta li insegue nel bosco in cui hanno deciso di fermarsi e sembra non voler lasciare loro via di scampo. Ben presto i protagonisti diventano preda di una presenza assetata di sangue e di vendetta, avvolti in un mistero dal quale forse non riusciranno a tornare vivi…

La moglie di Frankenstein

. Heggie, Dwyght Frye, John Carradine. Sequel visivamente sfarzoso di Frankenstein, possiede una ricca vena di umorismo caustico che serpeggia fra un brivido e l’altro. Un impareggiabile Thesiger è il dottore pazzo che costringe Frankenstein ad aiutarlo nella creazione di una compagna per il mostro. La Lanchester interpreta sia “la moglie” sia la Mary Shelley dello spassoso prologo. La parentesi bucolica con l’eremita cieco e la rissosa creazione finale sono fra le scene culminanti di questo autentico classico. Sceneggiatura di John L. Baderston e William Hurlbut. Magnifica colonna sonora di Franz Waxman, riciclata dai molti successivi epigoni. Seguito da Il figlio di Frankenstein. Rivisitato nel 1985 col titolo di La sposa promessa.

La spina del diavolo

Nella Spagna del 1939, in piena guerra civile, il piccolo Carlos (Tielve), orfano di madre, perde anche il padre, ucciso in combattimento, e viene affidato alle cure di un commilitone di quest’ultimo. Dal canto suo, l’uomo non vuole certo averlo tra i piedi; quindi lo affida a un orfanotrofio situato in una provincia desolata, retto da un’anziana professoressa (Paredes) senza una gamba e pure comunista, che nasconde un tesoro di lingotti d’oro. Carlos dovrà adattarsi alla vita di comunità: sostenuto dal dottor Casares (Luppi) e da alcuni dei suoi nuovi compagni – principalmente il diffidente Jaime (Garçes) – troverà un pericoloso nemico nel malvagio Jacinto (Noriega), il più grande dei ragazzi ospitati dall’istituto. La situazione si farà esplosiva in seguito alle strane apparizioni del fantasma di Santi, un bambino scomparso dall’orfanotrofio in circostanze misteriose.

La mosca 2

Indegno seguito de La mosca, il film del 1986 che il regista David Cronenberg aveva tratto da un classico della fantascienza anni ’50, L’esperimento del dottor K. L’intelligentissimo figlio dell’ormai defunto dottor Brundle, Martin, è adottato da un bieco miliardario che vorrebbe, per scopi puramente lucrosi, fargli ripetere gli esperimenti del padre. (andrea tagliacozzo)

Inferno

La giovane newyorchese Rose Elliot scopre che nel palazzo in cui abita si cela mater Tenebrarum, una delle tre streghe di cui aveva scritto l’alchimista Varelli, ma la scoperta le costa la vita. Suo fratello Mark cerca di far luce sul mistero… Argento parte dal Suspiria de profundis di Thomas De Quincey (1845) per celebtrare un letterale trionfo della morte. Per i fan è l’apice del suo gusto barocco e visionario, per gli altri l’inizio di una fase calante, dove l’intrecci si riduce a una serie di elaborati ammazzamenti. Mario Bava cura gli effetti speciali in uno dei suoi ultimi lavori per il cinema. Seconda parte di una ideale trilogia che comprende Suspiria (1977) e La terza madre (2007).

I vampiri di Praga

Racconto delizioso e intrigante su alcuni vampiri che terrorizzano un paesino europeo. L’ispettore Atwill e l’esperto di vampiri Barrymore indagano. Ben realizzato, con un finale incredibile. Remake del film muto Il fantasma del castello dello stesso Browning.

Halloween 2

Il film riparte esattamente da dove l’episodio precedente si era concluso. È di nuovo Halloween, e Michael Myers fa ritorno nella soporifera cittadina di Haddonfield, Illinois, per occuparsi di alcune questioni di famiglia rimaste irrisolte. Scatenando una scia di terrore, Myers non si fermerà davanti a niente per celare i segreti del suo oscuro passato. Ma la città ha un nuovo improbabile eroe, se i suoi abitanti riusciranno a sopravvivere abbastanza a lungo da fermare ciò che non può essere fermato.

Dracula

Un classico dell’horror, con il vampiro della Transilvania che pone sotto il proprio malvagio incantesimo un gruppo di perplessi londinesi. Il ruolo più celebre di Lugosi, che realizza la sua interpretazione “definitiva” del Conte, lo stesso vale per Frye, che interpreta lo stralunato Renfield, e per Van Sloan nei panni dell’imperturbabile professor Van Helsing. Rieditato in homevideo con una nuova colonna sonora di Philip Glass. Con un sequel: La figlia di Dracula.

Freddy Vs. Jason

Freddy Krueger è finito all’inferno, letteralmente. Sono trascorsi dieci anni da quando l’assassino degli incubi uccideva i ragazzi di Elm Street ma ora nessuno si ricorda più di lui, annullando di fatto ogni suo potere sulla realtà. Decide allora di riportare in vita Jason Voorhees, il serial killer di Crystal Lake, per seminare nuovamente il terrore. Un gruppo di ragazzi, dopo aver assistito all’efferato delitto di due amici ad opera dello stesso Jason, comincia a fare strani e inquietanti sogni. A poco a poco il passato riemerge, nonostante gli adulti della cittadina, memori del passato, abbiano somministrato alle potenziali vittime un farmaco inibitore dell’attività cerebrale. Lori, Will, Kia e l’imbranato Linderman ingaggiano una lotta all’ultimo respiro con Freddy e Jason. L’unica possibilità di sopravvivenza è quella di far scontrare i due assassini in un duello all’ultimo sangue. Chi dei due vincerà?
Freddy Krueger contro Jason Voorhees. Nightmare contro Venerdì 13. Diretto da Ronny Yu, Freddy vs Jason è l’occasione che gli amanti del genere aspettavano. I personaggi culto di due amatissime saghe horror compaiono finalmente nella stessa pellicola. Freddy risveglia Jason e insieme compiono i più efferati delitti, sino a quando subentra uno stravagante conflitto di interessi. Jason uccide troppo e Krueger si vede letteralmente portare via le vittime prescelte. L’effetto, a tratti comico, non è proprio quello di terrorizzare lo spettatore. Siamo molto vicini all’ironia e al sarcasmo tipici del maestro Wes Craven, che a scene ricche di suspance alterna sequenze splatter fino all’inverosimile. Il sangue abbonda, le battute al vetriolo di Freddy non mancano e il timido e impacciato Jason, nascosto dietro la leggendaria maschera da hockey, sembra un ingenuo e goffo fantasma. Paura sì ma anche tanto divertimento. Robert Englund, alla sua settima volta nei panni di Freddy Krueger offre come sempre una buona interpretazione, Monica Keena invece è la giovane e coraggiosa Lori, affiancata da un buon cast in cui spicca Kelly Rowland, direttamente dal trio musicale delle Destiny’s Child. Nulla a che vedere, comunque, con gli originali degli anni Ottanta: con Freddy vs Jason si torna adolescenti ma ci si spaventa davvero poco. (emilia de bartolomeis)

Cimitero vivente

La famiglia di un giovane dottore si trasferisce in una villa isolata che si trova nei pressi di un antico cimitero indiano. Il medico ha l’infelice idea di seppelirvi l’amatissimo gatto della figlia che, la notte seguente, risorge trasformato in uno zombie. Dignitoso horror che avrebbe dovuto essere diretto da George A. Romero. Lo scrittore Stephen King, autore del romanzo da cui è tratto il film, compare in un piccolissimo ruolo.
(andrea tagliacozzo)

Cube Zero

In un tecnologico cubo governativo a più piani, alcuni criminali prigionieri cercano di scappare evitando le trappole mortali. Il terzo capitolo della serie dovrebbe essere un prequel alle vicende di Cube – Il cubo e Hypercube: Cubo 2, ma dal film non si capisce. Solito giochino a scatole cinesi, stavolta con più gore che in precedenza. Da noi direttamente in dvd.

Haunting – Presenze

Un parapsicologo (Neeson) attira con l’inganno tre persone in una magione maledetta. Un thriller noiosissimo, che dispone di tutti gli effetti speciali possibili ma difetta totalmente di coerenza, logica e brivido. La performance della Taylor, nei panni di una solitaria che sente un’affinità con la casa, è l’unico elemento accettabile di questo bidone, che ha pochissimo in comune con il vecchio Gli invasati del 1963 o con il romanzo di Shirley Jackson cui dovrebbe ispirarsi. Panavision.

Demoni 2 – L’incubo ritorna

Il sequel è migliore dell’episodio originale, ma deve molto a La notte dei morti viventi e a Il demone sotto la pelle. Il contagio demoniaco si diffonde tra gli inquilini di un condominio moderno: questi ultimi si trasformano in mostri dotati di zanne e artigli e attaccano gli altri umani. Come il predecessore è diventato un piccolo cult fra gli amanti dello splatter.

REC

Angela è un’emergente giornalista televisiva che per una notte è chiamata a seguire l’operato dei pompieri della città, nella speranza che un incendio le possa garantire una grande storia da raccontare. Quando alla centrale arriva la chiamata di un’anziana signora intrappolata nella sua casa, sembra presentarsi l’occasione giusta. Arrivati sul posto, i vicini raccontano terrorizzati di urla spaventose provenienti dall’appartamento della signora…