Highlander II – Il ritorno

Nel 2024, l’immortale Connor si scontra con alcuni biechi affaristi che, a scopo di lucro, vorrebbero mantenere lo scudo spaziale. Questo, costruito per proteggere la Terra dalla radiazioni solari, è divenuto ormai inutile dopo il ritorno alla normalità dello strato di ozono. Grande spreco di effetti speciali per una storia poco avvincente e alquanto confusa. Se il primo film era un po’ scemo ma godibile, questo seguito è invece davvero irritante.
(andrea tagliacozzo)

Mai dire mai

Connery torna a indossare i panni di James Bond a dodici anni di distanza da
Una cascata di diamanti
in un rifacimento di
Thunderball
. Inviato in una clinica per ritrovare la forma perduta, James Bond scopre che l’organizzazione criminale della «Spectre» vuole impadronirsi di due missili nucleari. L’agente 007 prende contatto con il ricco e misterioso Largo, presumibilmente a capo dell’intera operazione. Il film è lungo e noiosetto, senza contare che Connery, invecchiato e munito un vistoso parrucchino, è ormai fuori ruolo.
(andrea tagliacozzo)

Agente 007, Thunderball – Operazione tuono

La «Spectre», potente organizzazione criminale che ha ramificazioni in ogni parte del mondo, ricatta le Nazioni Unite minacciando di far esplodere due ordigni nucleari. L’agente 007 è l’uomo incaricato di impedire l’attuazione del diabolico piano. Qualche lungaggine di troppo, specie nel finale subacqueo, non intaccano più di tanto la quarta avventura di James Bond. Nel 1983 verrà realizzato un remake del film intitolato Mai dire mai, interpretato dallo stesso Connery. Oscar per gli effetti speciali. (andrea tagliacozzo)

Meteor

Una meteora di gigantesche proporzioni si dirige verso la Terra. L’imminente disastro potrebbe essere evitato con dei missili da 100 megatoni progettati dal dottor Paul Bradley. Per ordine del generale Adlon, però, le testate nucleari sono puntate contro l’Unione Sovietica. Bradley, contrariando l’ufficiale, invoca la collaborazione dei russi. Un prodotto di routine sulla scia dei soliti film catastrofici, con due protagonisti bravi ma sprecati nel contesto. Mediocri gli effetti speciali.
(andrea tagliacozzo)

Entrapment

L’agente assicurativa americana Zeta-Jones convince il suo capo a lasciarla adescare l’imprendibile ladro d’opere d’arte Connery: nasce così una gigante caccia al ladro che si svolge tra Londra e Kuala Lumpur. Le due star si guardano sempre con piacere e la pellicola è ricca di scene d’azione da ginnasti, ma il tutto risulta piuttosto piatto. Connery ha collaborato nella produzione esecutiva. Panavision.

Highlander – L’ultimo immortale

Nel 1536, un cavaliere scozzese rimane colpito mortalmente nello scontro con il capo di un clan rivale. Guarito miracolosamente dalle ferite, viene tacciato di stregoneria e scacciato dagli abitanti del villaggio. Qualche anno più tardi, il giovane apprende da un nobile spagnolo d’essere immortale. Tecnicamente interessante, il film è svilito da una sceneggiatura mediocre e dagli interpreti che, a parte l’inossidabile Connery, sono piuttosto statici. L’energica colonna sonora è composta dal gruppo rock dei Queen. Del film verranno realizzati due seguiti quasi inguardabili.
(andrea tagliacozzo)

The Untouchables – Gli intoccabili

Una pellicola ad alta energia e di forte impatto: questo aggiornamento — firmato da David Mamet — della ben nota serie televisiva narra dei modi (spesso violenti) attraverso i quali l’onesto ma ingenuo agente federale Elliot Ness tenta di sgominare sia la corruzione all’interno della polizia, sia la malavita nella Chicago del proibizionismo. Regia fluida, a tratti persino “fiammeggiante”, e potenti interpretazioni di Connery (nel ruolo — che gli è valso l’Oscar — di un vecchio poliziotto di strada) e di De Niro nei panni di un gigantesco Al Capone. I travolgenti scontri a fuoco, alcuni dei quali citano una celeberrima sequenza de La corazzata PotÍmkin, vi terranno incollati alla poltrona! Fotografia di Stephen H. Burum, ricca partitura musicale di Ennio Morricone. Panavision.

Agente 007 – Una cascata di diamanti

Settimo film della serie. Indagando su un misterioso traffico di diamanti, l’agente 007 scopre un’ ingente quantità di preziosi rubati, usata per la costruzione di un satellite destinato a distruggere l’armamento nucleare delle grandi potenze. Sean Connery torna temporaneamente nei panni di James Bond, dopo il fallimento (almeno secondo il botteghino) di George Lazenby in
Al servizio segreto di sua maestà
. Per l’attore si tratta decisamente di un buon ritorno, anche se Connery, oltre ai soliti marchingegni, cominciava ad aver bisogno del parrucchino.
(andrea tagliacozzo)

L’uomo che volle farsi re

In India, Daniel e Peachy, ex sergenti dell’esercito inglese, si avventurano tra le montagne del Kafiristan in cerca di fortuna. Dopo aver assoggettato le popolazioni locali, i due vorrebbero fuggire con un ingente bottino, ma Daniel, scambiato dagli indigeni per un essere divino e quindi destinato a portare la corona, cambia improvvisamente idea e decide di restare. Tratto dall’omonimo racconto di Rudyard Kipling, uno straordinario film d’avventura interpretato da due attori altrettanto eccezionali: carismatico Connery, più ironico e gigione Caine. E’ comunque la regia di John Huston, incredibilmente incisiva sul piano narrativo e spettacolare, a fare la differenza. Il sottotesto politico, evidente ma non prevaricante, aggiunge qualcosa in più a una pellicola già di per sé unica nel suo genere.
(andrea tagliacozzo)

Alla ricerca dello stregone

Grossolana, mal fatta trasposizione cinematografica del romanzo di William Boyd su un diplomatico inglese (Friels) poco volenteroso — e molto spesso insopportabile — in una nuova nazione africana; la sceneggiatura realizza poco più di un ritratto dei neri secondo stereotipi sciocchi e poco credibili. Connery è dolorosamente sprecato nel ruolo di un comprensivo dottore. Boyd è autore dello script e co-produttore insieme a Beresford.

Cinque giorni, un’estate

Da un racconto di Kay Boyle. Negli anni Trenta, Douglas, medico scozzese di mezza età, si reca in vacanza in Svizzera, sulle montagne del Bernina, assieme alla giovane nipote Kate, che in albergo spaccia per sua moglie. Durante il soggiorno, tra la ragazza e la guida alpina Johann nasce una reciprica simpatia. Lavoro minore del veterano Fred Zinneman (al suo ultimo film), decisamente privo di ritmo. Risulta comunque interessante sia per la presenza di Sean Connery che per gli splendidi e ben fotografati paesaggi montani. (andrea tagliacozzo)

Atmosfera zero

Sulla terza luna di Giove, in una confortevole stazione spaziale, alcuni operai, dipendenti di una potente società che estrae ossido di titanio dalle miniere locali, cadono in preda a eccessi di follia. Il capo della polizia, che vorrebbe indagare, trova la ferma opposizione del direttore generale della compagnia. Una curiosa commistione tra poliziesco e fantascienza, in alcune sequenze anche piuttosto avvincente. Nell’88, Hyams tornerà a dirigere Connery in
Presidio
.
(andrea tagliacozzo)

Marnie

Marnie è una cleptomane, segnata da un trauma infantile che la riduce a creatura algida, terrorizzata dal colore rosso e dai temporali, ma con una passione per i cavalli. Il ricco uomo d’affari Mark, uno dei datori di lavoro truffati dalla donna, la ricatta e ottiene il matrimonio. Mark aiuterà Marnie a scoprire le ragioni delle proprie fobie, sepolte nel suo passato di bambina e in quello di sua madre.
Gli ultimi film della carriera di Hitchcock sono caratterizzati dalla perversione dei rapporti coniugali: necrofilia in
Vertigo
, schizofrenia in
Il ladro
, complesso di Edipo in
Intrigo internazionale
,
Psycho
e
Gli uccelli
… Ma poche pellicole sono risultate così appesantite dal gravame dei rapporti sul set e dalla smania libidinosa del grande regista quanto
Marnie
.
Hitchcock, vistosamente attratto da Tippi Hedren, si era creato un alter ego virile e violento come Sean Connery. Lei però, a due terzi delle riprese e dopo essere stata simbolicamente perseguitata dagli uccelli nell’opera precedente, decise di mandare il «Ciccione» a quel paese. Ne uscì un film malato e perturbante: la Hedren non fece più nulla di significativo, e forse neppure Hitchcock. Diversamente andò al protagonista maschile: ma, appunto, d’altro si tratta.
(francesco pitassio)

Il vento e il leone

Agli inizi del secolo, a Tangeri, uno sceicco rapisce una vedova americana pretendendo dal governo degli Stati Uniti l’eliminazione del sultano del Marocco, che con la sua politica favorisce l’espansionismo coloniale francese e tedesco. Film infarcito degli elementi epici ed eroici da sempre cari al regista e sceneggiatore John Milius. Quest’ultimo rivitalizza lo spirito delle vecchie pellicole d’avventura con un soffio di sensibilità modernità e un grande senso dello spettacolo. Sean Connery tornerà a vestire panni arabi nel 1976 in
Il prossimo uomo
di Richard Sarafian.
(andrea tagliacozzo)

Indiana Jones e l’ultima crociata

Episodio conclusivo (almeno per ora) della serie Indiana Jones . Questa volta il celebre archeologo e avventuriero è sulle tracce del leggendario Santo Graal del quale anche i nazisti vorrebbero entrare in possesso. A spalleggiarlo c’è nientemeno che Henry Jones, suo padre. Discontinuo (complice la non perfetta sceneggiatura di Jeffrey Boam) ma a tratti esilarante, soprattutto grazie alla vena di follia che pervade l’intero film e ai duetti tra Harrison Ford e l’autoironico Sean Connery nel ruolo del genitore del protagonista (e i riferimenti a 007, più o meno velati, si sprecano). Da notare che la differenza d’età tra i due attori, in realtà, non è poi così grande: appena dodici anni. (andrea tagliacozzo)

Agente 007 – Missione Goldfinger

Terza avventura della serie per James Bond, l’ultima che mantenga ancora una qualche aderenza ai romanzi di Fleming. Il criminale Goldfinger vuole rendere radioattivo tutto l’oro di Fort Knox, ma non ha fatto i conti con il celebre agente segreto. Uno dei migliori film della serie, divertente e ben girato, con uno Sean Connery ormai completamente a suo agio nel ruolo dell’agente 007. Ricco di suspense il finale ambientato a Fort Knox.
(andrea tagliacozzo)

A 007, dalla Russia con amore

In Turchia, James Bond deve recuperare un prezioso decifratore universale caduto nelle mani dei servizi segreti sovietici. L’apparecchio interessa anche alla Spectre, una pericolosa organizzazione criminale. Secondo film della serie, uno dei più avvincenti nonostante il ritmo non sia poi così elevato. Terence Young aveva già diretto il precedente episodio, Licenza di uccidere . (andrea tagliacozzo)

Scoprendo Forrester

Jamal è un vero genius americano: campioncino di basket (e per questo ricercato da una prestigiosa high school) e promettente letterato in erba. Ma se per il pallone basta il playground sotto casa, il suo talento più autentico e segreto ha bisogno di qualcuno che lo coltivi. L’incontro fatale avviene con una personificazione del mito letterario statunitense: l’appartato e misterioso William Forrester, un po’ Salinger e un po’ Pynchon, che si incarica di impartire le indispensabili lezioni di arte-vita-arte al ragazzo traendone contemporaneamente preziosa energia vitale. C’è proprio tutto: dalla spettacolarizzazione di una professione che, come tante altre, è 95 per cento traspirazione agli stereotipi romantici del letterato, fino alle più viete sciocchezze sulla scrittura. Cos’è allora che ci impedisce di liquidare a cuor leggero questo Scoprendo Forrester ? Non la statura del suo autore, da sempre stretto fra opere d’avanguardia e film alimentari (e che comunque anche in quest’ultimo campo ha fatto decisamente di meglio: Da morire, per esempio), ma piuttosto l’importanza della domanda fondamentale del film: come impedire la devastazione del talento? Si tratta di uno degli imperativi fondamentali per gli educatori che si vogliano sottrarre all’implacabile meccanismo omologatore della scuola. Il film ha il coraggio di porlo al centro della scena con la dovuta franchezza, anche se poi tradisce le aspettative svuotando il rapporto educativo della sua più autentica componente: la passione. Probabilmente limitato nelle sue scelte da imperativi di correttezza politica e dallo statuto machista del divo Connery (anche produttore), Van Sant espunge ogni ambiguità omoerotica dal rapporto fra Jamal e Forrester, finendo per fare afflosciare il film in un mare di parole. E pensare che certi sensualissimi piani del ragazzo facevano decisamente ben sperare… Un’occasione mancata. (luca mosso)

La leggenda degli uomini straordinari

Londra, 1899. Il mondo sembra essere in serio pericolo a causa di un pazzo criminale la cui identità è ignota a tutti. Con una serie di rappresaglie e attentati nelle principali capitali europee, l’uomo scatena la sfrenata corsa agli armamenti da parte di tutti i governi europei. M, misterioso personaggio al servizio di Sua Maestà la Regina, convoca una squadra di uomini straordinari, chiamati a salvare il mondo in nove ore. Il leggendario cacciatore Allan Quatermain, il pirata Capitano Nemo a bordo del suo futuristico Nautilus, la vampira Mina Harker, l’uomo invisibile Rodney Skinner, l’agente dei Servizi Segreti americani Tom Sawyer, Dorian Gray e il Dottor Jekyll/Mister Hyde formano l’invincibile team. Ma la stravagante squadra di eroi scoprirà presto che ciò che doveva essere una missione di pace, si trasformerà in realtà in un diabolico tranello.

Ex creatore di effetti speciali, Stephen Norrington conferma la sua passione per le pellicole d’intrattenimento. E con Connery e compagni il divertimento è assicurato. A questo «fumettone» ambientato a cavallo tra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo non manca nulla. Non manca il cattivo per antonomasia, perfido e misterioso come da copione. Non manca l’eroe disincantato e ironico che ha visto in faccia la morte e sa cavarsela in ogni situazione. Non mancano neanche la bella di turno (in questo caso un’affascinante vampira) e il giovanotto coraggioso e inesperto. A completare il paesaggio ecco diversi personaggi mutuati dal romanzo: il Capitano Nemo a bordo del Nautilus in versione moderna, il Dottor Jekyll e il suo doppio Mister Hyde, l’immortale e bellissimo Dorian Gray. Battaglie, scontri, storie d’amore ed effetti speciali in quantità caratterizzano un film che viaggia tra fantasy, horror e avventura. Sean Connery, dall’alto dei suoi settantatré anni, interpreta un personaggio che sembra ritagliato apposta per lui. In sole venti settimane di riprese, Norrington è riuscito a costruire un buon prodotto, garantendo la giusta dose di intrattenimento e ironia. Si tratta di una favola moderna, realizzata secondo tutti i cliché del genere e adatta non solo ai più piccini ma anche a un pubblico adulto. Nonostante l’inevitabile confusione che in alcuni momenti frastorna lo spettatore (forse la carne al fuoco è troppa),
La leggenda degli uomini straordinari
rimane una pellicola da consigliare, soprattutto a chi non ha dimenticato i miti dell’infanzia.
(emilia de bartolomeis)

The rock

Storia d’azione e suspense esagerata, roboante e spesso stupida su un generale dei Marines scontento che occupa Alcatraz, minacciando di cancellare San Francisco dalla faccia della terra con un gas velenoso di ultima generazione. Al che intervengono un biochimico dell’Fbi (Cage) e un agente britannico a lungo incarcerato (Connery) — l’unico uomo che sia mai riuscito a evadere da Alcatraz — per guidare una squadra di salvataggio sull’isola. Un sacco di movimentate scene d’azione e distruzione, e altrettante forzature e buchi nella storia. David Marshall Grant compare non accreditato. Una nomination agli Oscar.

Zardoz

Bizzarro racconto fantascientifico, ambientato nel 2293, incentrato su un’implosione tecnologica in una società dominata da una casta di intellettuali eternamente giovani. Straordinario sul piano visivo, è divenuto di culto ma probabilmente lascerà insoddisfatti parecchi spettatori. Panavision.

Obiettivo mortale

Satira esplicita, bizzarra e disinibita sulla nostra società dominata dalla televisione, incentrata sulla connessione tra un famoso giornalista (Connery) e un gruppo di terroristi, e sui possibili legami di quest’ultimo con il governo americano. Una sceneggiatura approssimativa riesce a centrare pochi obiettivi, ma trae vantaggio dal ritmo mozzafiato della regia.

Mato Grosso

L’industria farmaceutica che finanzia nella foresta amazzonica le ricerche del dottor Robert Campbell invia sul luogo una giovane dottoressa del proprio staff per verificare i progressi dello scienziato. La donna apprende così che il collega ha scoperto un medicinale in grado di guarire il tumore, anche se, malgrado diversi tentativi, non riesce a ripeterne la formula. Prova parzialmente deludente del regista di
Trappola di cristallo
, John McTiernan, salvata solo in parte dalla solida performance di Sean Connery.
(andrea tagliacozzo)

Il presidio – Scena di un crimine

Il giovane ispettore di Polizia Jay Austin indaga sulla morte di una poliziotta, uccisa in circostanze misteriose nel presidio militare di San Francisco. Le operazioni del poliziotto sono inizialmente ostacolate dal Colonnello Alan Caldwell. Poliziesco con poco mordente, parzialmente riscattato dalla presenza di Connery e da un paio di sequenze spettacolari. La fotografia del film è curata dallo stesso regista, Peter Hyams.
(andrea tagliacozzo)

La casa Russia

Il best-seller di John Le Carré adattato per il grande schermo dal commediografo e sceneggiatore Tom Stoppard. Un maturo editore inglese, costretto a diventare una spia per conto dei servizi segreti britannici e americani, va a Mosca per contattare la giovane Katya Orlova. La donna, che funge da tramite per un intellettuale in possesso di alcune preziose informazioni, rimane sentimentalmente coinvolta con l’editore. Ritmo lento e poca suspense per un atipico film di spionaggio in cui l’elemento più importante sembra essere la delicata storia d’amore tra i due i protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Caccia a Ottobre Rosso

Ramius, comandante del sommergibile sovietico
Ottobre rosso
, decide, in accordo con i suoi ufficiali, di consegnarsi alle autorità statunitensi. Mentre la flotta russa gli dà la caccia per fermarlo, gli americani temono un attacco a sorpresa. Ma un agente della CIA, Jack Ryan, è convinto che il comandante Ramius sia in buona fede. Dal best-seller di Tom Clancy, una pellicola di notevole impatto spettacolare, anche se leggermente inferiore al precedente film di McTiernan,
Trappola di cristallo
.
(andrea tagliacozzo)

Agente 007 – Si vive solo due volte

Dato per morto durante una missione, James Bond torna invece vivo e vegeto, giusto in tempo per impedire che la “Spectre”, con le sue sordide manovre, provochi una terza guerra mondiale. Pur non essendo uno dei migliori della serie, rimane un film spettacolare e di grande intrattenimento. Nel ’71, Sean Connery tornerà ad indossare i panni dell’agente 007 in
Agente 007 Una cascata di diamanti
, dopo che i produttori avevano provato (inutilmente) a sostituirlo con l’austrialiano George Lazenby.
(andrea tagliacozzo)

Agente 007 – Licenza di uccidere

Agente 007 – Licenza di uccidere

mame cinema AGENTE 007- LICENZA DI UCCIDERE. STASERA IN TV scena
«Bond, James Bond»

Diretto da Terence YoungAgente 007 – Licenza di uccidere ha come protagonista l’affascinante e scaltro agente dei servizi segreti britannici James Bond (Sean Connery). Quando un suo collega viene ucciso in Giamaica, Bond si reca sul posto. Qui ha a che fare con diversi personaggi sospetti, tra i quali si nascono gli assassini del defunto agente segreto. Ma in Giamaica James Bond non troverà solo complotti e agguati: incontrerà anche la splendida Honey Ryder (Ursula Andress), una cercatrice di conchiglie.

Tra i due nasce presto una speciale intesa, ma entrambi vengono coinvolti nel crimine che Bond tenta di combattere. E, per salvarsi, dovranno lottare.

Curiosità

mame cinema AGENTE 007- LICENZA DI UCCIDERE. STASERA IN TV bikini
Il bikini bianco di Ursula Andress
  • Ispirato all’omonimo romanzo di Ian Fleming pubblicato nel 1958, il film è stato adattato per il grande schermo da Richard Maibaum, Johanna Harwood e Berkeley Mather, e prodotto da Harry Saltzman e Albert R. Broccoli.
  • Agente 007 – Licenza di uccidere venne realizzato a basso costo, ma si rivelò un grande successo commerciale.
  • Il titolo originale del film è Dr. No.
  • Per aumentare la fama dei romanzi di Fleming, che non avevano ottenuto una larga popolarità nel corso degli anni, i due produttori decisero di cercare un attore noto. Cary Grant fu la prima scelta di Broccoli e Saltzman, ma il contratto con lui prevedeva che sarebbe stato interprete di un film soltanto. Fu quindi lo stesso Grant ad abbandonare il progetto.
  • Fra gli altri attori proposti ci furono anche Patrick McGoohan, che sarebbe divenuto protagonista della serie televisiva Il prigionieroJames Mason e David Niven, quest’ultimo una proposta di Fleming, e che avrebbe poi interpretato il film parodia James Bond 007 – Casino Royale nel 1967.
  • Seconda proposta di Fleming era Roger Moore, che all’epoca era l’interprete della serie Il Santo, mentre il regista Young preferiva Richard Johnson. Alla fine, tuttavia, i produttori decisero di puntare su Sean Connery, a quel tempo praticamente sconosciuto.
  • Ursula Andress ha disegnato il bikini bianco che indossa nel film, un costume messo poi all’asta da Christie’s nel 2001 e venduto al prezzo di 60.000 euro.

Il primo cavaliere

Incantevole saga avventurosa, travolgente e romantica, incentrata sul triangolo amoroso fra re Artù (Connery), lady Ginevra (Ormond) e uno spirito inquieto ed errante, che vive di espedienti, di nome Lancillotto (Gere). Alcune asprezze narrative (e la scelta di un Lancillotto americano che parla con accento moderno) sono compensate dall’intelligenza complessiva della sceneggiatura di William Nicholson, dalle stupefacenti scenografie di John Box, dalla maestosa colonna sonora di Jerry Goldsmith e dalle splendide prove della Ormond e di Connery. Camelot non è mai stata così magica.

Il nome della rosa

Un film quantomeno insolito, basato sul best-seller di Umberto Eco, che pone un monaco stile Sherlock Holmes (Connery) nel bel mezzo di una misteriosa abbazia italiana durante l’Inquisizione del XIII secolo. Troppo provocatorio per poterlo liquidare, troppo baracconesco per poterlo godere interamente, tenuto a galla in buona misura dalla carismatica performance di Connery.

Cuba

A Cuba, nel 1959, il generale Bello assolda, per conto del governo di Batista, il maggiore inglese Robert Dapes. Il compito dell’ufficiale è quello di aiutare le truppe governative a sgominare i ribelli di Fidel Castro. All’Havana, Robert incontra l’ex amante Alexandra, divenuta la moglie del ricco Juan de Pulido. Meno originale e vivace di altri film dello stesso Richard Lester (che, pur essendo americano, fu uno dei registi di punta del cinema inglese degli anni Sessanta), ma comunque dignitoso e ben interpretato.
(andrea tagliacozzo)

Quell’ultimo ponte

Versione insipida e iperprodotta dell’ottimo libro di Cornelius Ryan, incentrata sui disastrosi bombardamenti degli alleati dietro le linee tedesche in Olanda nel 1944. Esistono copie da 158 minuti. Vincitore di  3 BAFTA Film Award.

Sono affari di famiglia

Adam, ragazzo abile e spregiudicato, dà un grande dispiacere al padre, l’onesto Vito, decidendo di lasciare l’università. Come se non bastasse, propone al nonno Jessie, vecchio furfante, un colpo da compiersi ai danni di un laboratorio scientifico. Una commedia multigenerazionale piuttosto deludente, anche in considerazione dei prestigiosi nomi impiegati nell’operazione. Discreta la prova di Matthew Broderick, per nulla intimidito dal carisma dei suoi ben più illustri colleghi.
(andrea tagliacozzo)