Moonlight & Valentino

Una giovane donna non riesce ad accettare il fatto di essere rimasta improvvisamente vedova, nonostante il supporto della sua migliore amica, della giovane sorella e della ex suocera che le stanno accanto. Insolito soggetto trattato con abilità e imprevedibilità, anche se alcuni potranno trovarlo troppo parlato e/o artefatto nella sua eccentricità. La Perkins regala una straordinaria interpretazione. Ellen Simon (figlia di Neil) ha qui adattato una sua opera teatrale, basata sulla sua stessa esperienza. Peter Coyote compare, non accreditato, come marito della Goldberg.

Triplo eco

Nel 1942, una donna, che vive in un’isolata cascina nella brughiera inglese, s’innamora di una giovane recluta, in forza a un non lontano distaccamento militare. Quando il giovane diserta, rifugiandosi in casa della donna, è costretto a indossare abiti femminili per non destare sospetti nel vicino villaggio. Un sergente, credendolo una donna, finisce in seguito per innamorarsi di lui. Esordio cinematografico di Michael Apted, al suo miglior film assieme al successivo Stardust . Eccellenti i protagonisti. Oliver Reed e Glenda Jackson avevano già lavorato insieme due anni prima in Donne in amore (e in quell’occasione la Jackson vinse l’Oscar). (andrea tagliacozzo)

Qualcosa di personale

Una giovane donna ambiziosa va a lavorare in una stazione televisiva di Miami con un veterano del giornalismo il quale deve formarla professionalmente e incitarla a diventare una perfetta reporter. Man mano che la loro relazione sboccia entrambi realizzano che per lei si avvicina il momento di andare avanti e aspirare a qualcosa di meglio per conseguire il successo nella televisione. Questa parafrasi di È nata una stella non ha nulla di eccezionale se non la Pfeiffer che alla fine dice “Qui è Mrs. Norman Maine”, eppure tutto funziona grazie al carisma degli interpreti. Sceneggiatura di Joan Didion e John Gregory Dunne. Una nomination agli Oscar per la miglior canzone.

Paradiso + Inferno

La giovane e bellissima Candy si innamora dell’aspirante poeta Danny, squattrinato e immaturo ma passionale e pieno di vita. I due decidono di sposarsi, nonostante il parere contrario della famiglia di lei e i problemi causati dal fatto che entrambi iniziano a fare uso di eroina. Nonostante la nascita di una bimba, l’amore per la droga fa precipitare la situazione e i due decidono di lasciarsi…

Sciarada

A Parigi, una ragazza americana apprende che il marito, dal quale stava per divorziare, è morto in circostanze misteriose. Uno sconosciuto aiuta la giovane a sfuggire ad alcuni brutti ceffi che cercano di recuperare un’ingente somma trafugata anni prima dal consorte. Un intricatissimo giallorosa, divertente, ironico, ma anche ricco di suspense, con un insolito Walter Matthau nella parte del cattivo. Straordinari anche gli altri due protagonisti, con un Cary Grant attempato ma in grande forma. Elegante la regia di Stanley Donen. (andrea tagliacozzo)

Step Up 2 – La strada per il successo

La difficile Andie è la nuova arrivata alla Maryland School of the Arts: è una ragazza emarginata, che tenta di integrarsi nell’elitaria scuola. Andie ha sempre avuto un sogno: ballare insieme ad un gruppo di ballerini di strada di Baltimora. Chase invece, è il ragazzo più affascinate e di maggior talento della scuola, una vera stella in ascesa. Vuole formare un gruppo di ballerini per poter partecipare al contest di ballo chiamato “The Streets”, il più importante di tutta Baltimora. Chase ed Andie decidono di unire le loro forze, ma il rapporto tra i due appare da subito alquanto burrascoso ed Andie non ha certo vita facile: la pressione su di lei, sia nella vita di tutti i giorni che sulla pista da ballo, è quasi insostenibile. Dovrà imparare a costruire un ponte tra amore e lealtà, libertà e opportunità, tra quello che lei realmente è e quello che crede di poter diventare.

Baciami, stupido!

Uno dei capolavori di Wilder, e probabilmente il film in cui ha davvero «passato il limite»: il limite della commedia «brillante», della ferocia controllata, del bon ton. Di certo una delle commedie più divertenti e dal ritmo più scatenato degli ultimi cinquant’anni, ma soprattutto una delle pellicole più tremende sull’America (e non solo), al livello del coevo Dottor Stranamore di Kubrick nel nichilismo e nella nera visione del sesso (infatti non ebbe alcun successo). La «sacra famiglia» americana si dissolve qui in una vicenda di lubitschiana immoralità, che vede un marito e una moglie letteralmente disposti a vendersi e a prostituirsi per conquistare un briciolo di celebrità. La perfezione sta nell’assenza di compiacimento, nella supremazia del gusto e della lucidità nonostante tutto. Indimenticabili Dean Martin, dall’autoironia tutta italiana, e la conturbante Kim Novak col diamante nell’ombelico. Curiosamente, il soggetto è tratto da un vecchio testo teatrale italiano (di Anna Bonacci). (emiliano morreale)

La lettera d’amore

Commedia romantica sottotono in un borgo di mare del New England. La libraia mamma single Capshaw trova una lettera d’amore che senza volerlo passa per la città. Divertente all’inizio, ma perde ritmo da metà in poi. La Capshow ha coprodotto. Le sue figlie Jessica Capshaw e Sasha Spielberg appaiano brevemente. Tratto da un romanzo di Cathleen Schine. Jack Black appare non accreditato.

Jack

Un bambino nato prematuro, ma completamente sviluppato, invecchia a un ritmo quattro volte più veloce del normale. A dieci anni, con le caratteristiche fisiche di un uomo di quaranta, lascia la casa dove aveva vissuto per andare a scuola ed entrare in contatto con altri ragazzi della sua età per la prima volta nella vita. Williams è la scelta perfetta per il ruolo di questo uomo-bambino, ma la sceneggiatura non porta da nessuna parte. Esageratamente lungo, troppo adulto per i bambini e troppo ridondante per gli adulti; destinato a non soddisfare nessuno.

Guardia del corpo

Una guardia del corpo viene assunta per proteggere una star della musica, ma finisce per innamorarsene. Artificiosa vetrina per due stelle di Hollywood, punta a compiacere il pubblico in ogni modo, a volte scivolando nel kitsch. Solido debutto cinematografico per la Houston, che canta I Will Always Love You meglio di Dolly Parton, interprete originale. La sceneggiatura di Lawrence Kasdan è stata scritta diversi anni prima della realizzazione del film, e il ruolo di bodyguard era stato pensato per Steve McQueen! A Hong Kong ne è stato prodotto un remake (The Defender) nel 1994, con Jet Li nei panni della guardia del corpo. Due nomination per le musiche.

Come un uragano

Adrienne (Diane Lane), una donna che si sta ancora riprendendo dal tradimento del marito e sta cercando di rifarsi una vita, ha appena saputo che lui vuole tornare a casa. Combattuta fra sentimenti contrastanti, accoglie con piacere la richiesta di una vecchia amica che la vuole ospite del suo albergo a Rodanthe per un fine settimana. Adrienne spera di trovare la tranquillità di cui ha bisogno per ripensare alla propria vita. La stagione è finita e l’albergo riapre solo per l’arrivo di Paul (Richard Gere), un medico che per tanto tempo ha sacrificato la famiglia per la carriera, e ora arriva a Rodanthe per adempiere a compito difficile e affrontare una crisi di coscienza.

Quando Brendan incontra Trudy

Affascinante sviolinata su una coppia di amanti disadattati: un timido insegnante e una donna emancipata che in realtà è una ladruncola. L’altro amore di Brendan è il cinema, che emerge in alcuni brillanti omaggi a Fino all’ultimo respiro, Sentieri selvaggi e Viale del tramonto. McDonald e la Montgomery sono due affascinanti, comici protagonisti. Scritto da Roddy Doyle.

Un amore perfetto

Squalificati per due anni dopo aver picchiato un arbitro con la bandierina del calcio d’angolo, Cè e Berni, ventenni romagnoli amici per la pelle, vedono sfumare il loro sogno di mantenersi facendo i calciatori. Il primo finisce dietro il banco della pensione gestita dai genitori, mentre per il secondo, studente di economia a tempo perso, è già pronto un posto da ragioniere nell’azienda di famiglia a Milano. A far traballare la solida amicizia arriva Laura, ex cubista conquistata da Cè a cui Berni non si rassegna a rinunciare. Fra momenti di romanticismo e scenate di gelosia, i tre organizzano il colpo che sistemerebbe per sempre le loro magre finanze: il furto e la successiva vendita a un gruppo di colombiani di una misteriosa valigetta il cui contenuto vale un milione di dollari. Alla vigilia del gran giorno, Cè viene però abbandonato da fidanzata e amico, scopertisi nel frattempo innamorati l’uno dell’altra. Il progetto viene portato comunque a termine ma l’idillio è finito: Berni e Laura partono per Milano, Cè resta sulla Riviera e continua a sognare un futuro diverso.
Prodotta da Lierka e Rita Rusic, l’opera prima di Valerio Andrei (nella foto una scena del film) punta tutto sul fascino dei due protagonisti: Cesare Cremonini dei Lunapop, fenomeni da classifica e idoli degli adolescenti, e Martina Stella, lanciata da Gabriele Muccino ne L’ultimo bacio e prossima protagonista di Amnesia , l’imminente film di Gabriele Salvatores. I due però si perdono in una sceneggiatura piena di luoghi comuni su cui si innestano dialoghi che difficilmente passeranno alla storia del cinema. «È un film d’amore che diventa un action movie », spiega il regista, ma il risultato finale è una pellicola destinata a non lasciare traccia. Cremonini si atteggia a playboy-filosofo ma come cantante è molto più convincente e il film finisce per sembrare una versione chilometrica degli spot pubblicitari che lo hanno visto protagonista. Insieme a lui naufraga Martina Stella, cui forse non rende giustizia un personaggio così poco caratterizzato da sembrare di puro contorno. Gli unici a salvarsi, almeno in parte, sono Denis Fasolo (Berni) e Carlo Simoni. Quest’ultimo è un giovanissimo nonno cui Cè, oltre al nome, deve la visione della vita incentrata su tre pilastri: «gnocca, lambrusco e libertà». C’è da scommettere che il giovanissimo pubblico cui questo film sembra destinato tornerà a casa piuttosto deluso. Le sorelle Rusic incrociano le dita: se Un amore perfetto dovesse fare flop al botteghino, il fallimento sarebbe totale. (maurizio zoja)

Il profumo del mosto selvatico

Un giovane uomo appena tornato dalla seconda guerra mondiale, combattuta oltreoceano, aiuta una donna attraente fingendo di essere suo marito, in modo da appianare l’ira del padre di lei alla notizia che è incinta. Ovviamente, non si innamora di lei ma della sua famiglia, e della loro meravigliosa tenuta nella Napa Valley. Sfacciatamente romantico e all’antica, perfino sdolcinato, con le scene casalinghe che ricordano Come l’acqua per il cioccolato, dello stesso regista. Se vi va di investirci, funziona — perlomeno fino al finale. Ispirato a Quattro passi tra le nuvole (1942) di Alessandro Blasetti.

Il cuore altrove

Bologna, anni Venti. Nello è un imbranato neoinsegnante, trasferito di fresco in città. È in cerca della donna della sua vita e, infatti, la trova: una bellissima ragazza non vedente. Si innamora follemente di lei e la asseconda in ogni capriccio, fino a perderla, rassegnandosi a trascorrere il resto della vita in solitudine. Un Avati in forma, che torna alla dimensione a lui più congeniale: il ritratto di personaggi di provincia. Godibile.

Gli orgogliosi

Una ragazza di buona famiglia (Morgan) e uno squattrinato dottore (Philipe) incrociano i loro tragitti a Vera cruz in Messico, in questo interessante racconto sull’amore, la religione, e gli effetti di una peste mortale sulla popolazione più povera. Di grande effetto e atmosfera; basato sul romanzo L’Amour redempteur di Jean-Paul Sartre (ambientato in Cina!).

Una coppia perfetta

Commedia romantica, bizzarra ma accattivante, su un improbabile incontro combinato (via computer) tra un rigido puritano (Dooley), succube di un padre opprimente, e una cantante (Heflin) la cui vita è legata al suo gruppo rock, che è come una famiglia. Divertenti le musiche dei Keepin’ ‘em Off the Streets, il gruppo di Neeley creato apposta per il film.

Autumn in New York

Will King è un noto ristoratore di New York che veleggia intorno ai cinquant’anni; ma la sua fama di tombeur de femmes offusca quella di chef e gourmet. Casualmente Will conosce la fragile Charlotte, e inevitabilmente se ne innamora. Lei però soffre di una rara forma di tumore e non ha più molto da vivere: per Will è giunto il momento di cambiare. Autumn in New York , pur non riuscendo a mantenere le sue promesse, non è un film detestabile come sarebbe lecito attendersi. Grazie al lavoro dell’operatore Changwei Gu (sua la luce, tra gli altri, di Addio mia concubina ), la regista Joan Chen riesce a filmare una New York umbratile e minimale. E se la scommessa di realizzare un mélo in minore è persa a causa della gestione poco accorta dei climax (soprattutto nel disastroso finale), resta impressa la vulnerabilità di un Gere finalmente non autopromozionale e la tenerezza severa di una sorprendente Winona Ryder. Di suo Joan Chen ci mette uno sguardo partecipe (anche se non sempre equilibrato), che rivela una grande attenzione ambientale. Peccato, perché il suo film avrebbe potuto essere una piccola sorpresa. (giona a. nazzaro)

5 appuntamenti per farla innamorare

Vi presento Genevieve (NIA VARDALOS). Adora il romanticismo, adora i fiori, adora il giorno di San Valentino. E tutto ciò si addice perfettamente alla proprietaria del delizioso negozio di fiori, “Roses for Romance”, nel cuore del mitico quartiere di Brooklyn, a NewYork. Il suo unico problema, é che detesta le relazioni stabili. Ferita troppe volte in passato, quando si tratta di affari di cuore Genevieve non permette mai a nessun uomo di entrare nella sua vita. Per lei frequentare uomini è un gioco, ed è molto brava in questo. Non viene mai scaricata e non viene mai ferita perché non dà neanche il tempo alle relazioni di prendere una brutta piega. Poi incontra Greg (JOHN CORBETT). Uomo attraente, divertente, umile. Da poco trasferitosi in città da Atlanta, Greg ha lasciato alle spalle una carriera di avvocato per aprire un nuovo ristorante, il “Get On Tapas.” E come mai questo scapolo ideale é ancora single? Perché, al contrario di Genevieve, Greg non gioca. Lui non riesce mai a capire le regole del corteggiare una donna, e non sa neppure essere romantico. Dopo il loro primo incontro, Genevieve spiega a Greg la sua teoria sulle relazioni: esci con una persona solo cinque volte e “quando si spegne il romanticismo, prosegui per la tua strada”…

Furia nel deserto

Un discreto dramma d’amore e mistero fra giocatori d’azzardo, con la Astor che ruba la scena nella parte di un personaggio bizzoso. Dal romanzo di Ramona Stewart, un noir dai toni mélo in ambienti western che si distingue dai prodotti hollywoodiani coevi, anche per la rappresentazione – ardita per quei tempi – di una coppia gay.

Hannah e le sue sorelle

La vicenda, ambientata a New York, ruota attorno alle sorelle Hannah, Holly e Lee. Il marito della prima, Elliott, s’innamora di Lee che, pur essendo già legata a un maturo pittore, ricambia i sentimenti del cognato. Vagamente ispirato alle Tre sorelle di Checov (che aveva già influenzato un altro film di Woody Allen, il drammatico Interiors ), un groviglio di situazioni, personaggi e sentimenti dipanato con grande sensibilità e sense of humour dal regista newyorchese. Dramma e commedia s’integrano senza sforzo in uno dei suoi film (giustamente) più celebrati. Allen tenterà di ripetersi, con esiti addirittura superiori, con Crimini e misfatti . Tre Oscar: a Michael Caine (attore non protagonista), a Diane Wiest (attrice non protagonista) e a Woody Allen (per la sceneggiatura). (andrea tagliacozzo)

Pigmalione

Un professore di fonetica scommette con un amico che in meno di sei mesi riuscirà a trasformare una giovane e rozza fioraia in una dama del bel mondo. Eccellente adattamento cinematografico della celebre commedia di George Bernard Shaw, diretto a quattro mani dal protagonista Leslie Howard e dal raffinato regista Anthony Asquith. Candidato a diversi Oscar, il film vinse abbastanza prevedibilmente i premi per l’adattamento e la migliore sceneggiatura non originale. Ventisei anni più tardi la stessa commedia divenne un musical di successo con il titolo My Fair Lady. (andrea tagliacozzo)

Iago

Il personaggio Shakesperiano di Iago (Nicolas Vaporidis) diventa il vero protagonista di una storia ambientata nella Facoltà di Architettura di Venezia ai nostri giorni. Iago è un laureando di grande talento ma di umili natali, circondato da ricchi blasonati, tra cui spicca Otello, figlio di un architetto di fama mondiale. Sarà proprio Otello, pesantemente raccomandato, a defraudare Iago dei propri meriti di studio e a occupare il suo posto di responsabile nel progetto di allestimento della Biennale. E sarà ancora Otello a portargli via l’oggetto del suo desiderio, Desdemona, (Laura Chiatti), di cui Iago è perdutamente innamorato da tempo, e che è la figlia del Rettore, (Gabriele Lavia). Nella convinzione che la vita sia una commedia di ingiustizie, e che solo chi agisce prima degli altri avrà modo di vincere, Iago scatenerà una lotta senza quartiere intessendo una rete di inganni e menzogne,per recuperare ciò che gli spetta di diritto e conquistare l’amore di Desdemona.

Quando l’amore è magia – Serendipity

Dopo un incontro casuale a New York Cusack e la Beckinsale passano una serata romantica, ma lei decide che sia il destino a scegliere se dovranno mai rivedersi. Alcuni anni dopo, alla vigilia del suo matrimonio, Cusack è determinato semplicemente a ritrovarla. Adorabile commedia romantica con due attraenti protagonisti e il meraviglioso supporto di Piven e Levy. Buck Henry appare non accreditato.

Loverboy

Storia di una donna il cui unico scopo nella vita è avere un figlio e nutre la sua ossessione soffocandolo di attenzioni e affetto nei modi più sbagliati possibili, mentre tutti intorno a lei sembrano non rendersene conto — o sono troppo scemi per farlo. Il regista Bacon trasforma il romanzo di Victoria Redel su una donna instabile in un film instabile, con sua moglie Sedgwick nel ruolo principale. Bacon s’impegna molto, ma non riesce a rendere interessante o credibile questo eccentrico racconto. Sosie e Travis Bacon, i figli di Kevin e Kyra, appaiono in piccoli ruoli.

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

Passioni, tradimenti, nevrosi e crisi esistenziali nella quarta pellicola “inglese” del regista (dopo Match Point, Scoop e Sogni e delitti) e forse la più affine alla sua produzione più nota e riuscita.
Allen racconta, come in passato, le vicende di diversi personaggi in preda all’ansia di dare un senso alla propria vita: Alfie, gentiluomo attempato che travolto dalla vicinanza della morte decide di vivere una seconda giovinezza lasciando la moglie Helena per Charmaine, squillo ventenne tutta palestra e poco cervello; nel frattempo Helena cerca risposte alle sue illusioni da una cartomante ciarlatana – da qui il titolo del film – e Sally, figlia di Alfie ed Helena, fa i conti con i problemi del suo matrimonio con Roy, scrittore in crisi dopo il primo successo letterario. Entrambi finiranno per cercare comprensione e amore al di fuori del matrimonio: Sally con il suo avvenente datore di lavoro, il gallerista Greg e Roy con l’esotica bellezza della finestra di fronte, la donna che veste solo di rosso, Dia. 
In pieno stile Allen, i personaggi discutono, bevono e prendono decisioni assolutamente avventate perché in fondo – come tiene a ricordarci costantemente il regista – non esiste alcun modo per controllare quello che il destino ci riserva. Piacevole, ma non memorabile. Timbrato il cartellino annuale Allen è da rimandare – non senza qualche sorriso – al prossimo anno con Midnight in Paris.

La linea francese

Il petto della Russell in 3-D è stato lo stratagemma per vendere questo fiacco musical. Tutto quello che rimane è la storia piatta di una ricca ragazza texana a Parigi che viene corteggiata da un parigino. Meno male che ci sono le spiritosaggini della McCarty. Se sbattete le palpebre, potreste non vedere Kim Novak che fa la modella.

Insonnia d’amore

Una donna che si è appena fidanzata sente in un programma alla radio un vedovo che parla della moglie scomparsa e vuole assolutamente incontrarlo, convinta che lui possa essere l’uomo del suo destino. Dolce commedia romantica, con due protagonisti perfetti, anche se le ripetute allusioni al vecchio strappalacrime Un amore splendido fanno venire il dubbio che l’unico modo per creare storie d’amore vecchia maniera in un film degli anni Novanta sia evocare un prodotto dell’epoca d’oro di Hollywood. Cosceneggiato dalla Ephron, due nomination agli Oscar.

La rosa purpurea del Cairo

Commedia fantastica dolceamara su una fanatica di cinema nell’era della Depressione il cui ultimo idolo entra nella sua vita uscendo direttamente dallo schermo! Le meravigliose interpretazioni della Farrow e di Daniels contribuiscono a bilanciare il freddo approccio cerebrale della sceneggiatura di Allen. Il suo tredicesimo lungometraggio è un omaggio al potere immaginifico del cinema, ma sotto corre una vena malinconica e quasi funerea, perché la realtà vince sempre e comunque. Il finale spezza il cuore.

Follia d’amore

La regia inventiva di Altman prova a infondere vita in quello che non è altro che teatro filmato, l’indagine di Shepard su due ex amanti che si ritrovano inestricabilmente legati. Il problema più grande è destare interesse per questi personaggi. Coerente con il resto dell’opera di Shepard: se siete suoi fan, potreste far salire la nostra valutazione.