Wind – Più forte del vento

Gradevole anche se eccessivamente stereotipata storia di una gara agonistica di vela: un gruppo di giovani è deciso a costruire la propria imbarcazione e riportare l’America’s Cup dall’Australia negli Stati Uniti. La trama va in secondo piano durante le sequenze in mare, con la fotografia mozzafiato di John Toll.

Sette anni in Tibet

La lunga ma avvincente storia dell’alpinista e avventuriero austriaco Heinrich Harrer, il cui tentativo di scalare una strabiliante vetta dell’Himalaya nel 1939 viene interrotto dalla seconda guerra mondiale, e le cui successive avventure lo portano in Tibet e nella città santa di Lhasa, normalmente chiusa agli stranieri. Lì incontra e fa amicizia con il quattordicenne Dalai Lama. Pitt è eccellente nel ruolo di Harrer, un personaggio dal carattere difficile, egoista e arrogante, finché non impara l’umiltà in Tibet. Le riprese sono magnifiche. Panavision.

Dragonball Evolution

Goku è un giovane guerriero e dopo la morte del nonno gli viene affidata la missione di ritrovare il maestro di arti marziali Roshi. Tutto questo per recuperare le sette sfere magiche del drago prima che finiscano tra le mani delle persone sbagliate.

La battaglia dei tre regni

Nel 208 dopo Cristo, durante la Dinastia Han, malgrado la presenza dell’Imperatore Han Xiandi, la Cina è suddivisa in molti stati in guerra fra loro. L’ambizioso Primo Ministro Cao Cao, manovrando l’Imperatore come un pupazzo, dichiara guerra a Xu, un regno dell’ovest dominato da Liu Bei, zio dell’Imperatore stesso. L’intenzione di Cao Cao è di eliminare tutti i regni esistenti ed insediarsi come unico imperatore di una Cina unificata. Liu Bei spedisce il suo consigliere militare Zhuge Liang, in qualità di inviato, al Regno Wu, nel sud, nel tentativo di convincere il suo regnante, Sun Quan ad unire le forze. Là Zhunge conosce il Vicerè di Wu, Zhou Yu e i due diventano amici in questa non facile alleanza. Infuriato dall’apprendere che i due reami si sono alleati, Cao Cao invia un esercito di ottocentomila soldati e duemila navi a sud, nella speranza di prendere due piccioni con una fava. L’esercito di Cao Cao si accampa nella Foresta Crow, sulla sponda opposta di Red Cliff (Le Scogliere Rosse), sul Fiume Yangtze, dove gli alleati hanno stabilito la loro base. Gli alleati sembrano spacciati con i viveri che scarseggiano e in enorme inferiorità numerica rispetto all’esercito di Cao Cao. Zhou Yu e Zhuge Liang devono ricorrere alla loro intelligenza e alla loro esperienza militare per capovolgere l’esito delle battaglie. I numerosi scontri di armi e di astuzia, sia su terraferma che in acqua, culminano nella più famosa battaglia della storia cinese: duemila navi vengono incendiate e la storia della Cina viene cambiata per sempre. La battaglia è quella di Red Cliff.

Mr. Crocodile Dundee II

Seguito del fortunatissimo Mr. Crocodile Dundee con una sola variazione rispetto al precedente: Peter Faiman, regista del primo episodio, ha passato la mano a John Cornell. Trasferitosi a New York per restare accanto a una bella e intraprendente reporter americana, l’australiano Mick Crocodile Dundee difende la ragazza da un boss boliviano dell’eroina che vorrebbe recuperare certe foto compromettenti. Palesemente meno brillante e più ripetitivo del primo episodio. Un terzo sequel intitolato Crocodile Dundee in LA è stato realizzato, con molta meno fortuna, nel 2001. (andrea tagliacozzo)

Irma Vep

Appassionata e penetrante satira del cinema e del disordine che circonda il processo della creazione cinematografica. Un’attrice hongkonghese di film d’azione (Cheung, nella parte di sé stessa) arriva a Parigi per lavorare in un remake della serie Les Vampires (1915-16) di Louis Feuillade. Comunque, l’ispirazione per il suo personaggio non è tanto Feuillade quanto la Catwoman di Michelle Pfeiffer di Batman — Il ritorno. Zeppo di riferimenti cinematografici e di critica mordente della cinematografia contemporanea. Per inciso, il titolo è l’anagramma di “Vampire”.

Fratello, dove sei?

Nel Mississippi degli anni Trenta, tre detenuti evasi condividono una serie di avventure e inavvertitamente diventano un’attrazione canora interpretando vecchi classici musicali. Adattamento deliziosamente eccentrico dell’Odissea di Omero, pieno di idee ingegnose, musica irresistibile e dialoghi taglienti. Sceneggiatura di Ethan e Joel Coen; il titolo deriva da I dimenticati di Preston Sturges. Innovativo l’uso del colore del direttore della fotografia Roger Deakins. Super 35. Due nomination agli Oscar.

Le avventure di Robinson

A causa dei contrasti avuti con il re d’Inghilterra, l’ormai vecchio Daniel Defoe, autore del famoso Robinson Crusoe, non può pubblicare il suo libro ed è costretto a vivere in miseria. Suo figlio Tom, per saldare un debito, gli sottrae il manoscritto originale con l’intenzione di rivenderlo. Da un libro di Friedrich Forster, una commediola in chiave di favola parzialmente ravvivata dalla luminosa presenza di Romy Schneider. Il regista del film è noto soprattutto per una versione de Il barone di Munchausen girata nel ’43. (andrea tagliacozzo)

Black Stallion

Opera prima del regista Carroll Ballard, prodotta da Francis Ford Coppola. Durante un viaggio a bordo di transatlantico, un ragazzo di undici anni socializza con uno splendido stallone nero. Una terribile burrasca sulle coste del Nord Africa provoca l’inabissamento della nave e il ragazzo, sul punto di affogare, viene miracolosamente tratto in salvo dal cavallo. Tratto da un classico di Walter Farley, un film spettacolare e commovente, splendidamente fotografato da Caleb Deschanel. Del film ne verrà realizzato un seguito nel 1983 (Il ritorno di Black Stallion di Robert Dalva) e una serie televisiva. (andrea tagliacozzo)

California Skate

Un sedicenne irrequieto e perdigiorno, amante dello skateboard, sospetta che il fratello, apparentemente morto suicida, sia stato in realtà assassinato. Snobbato dalla polizia, il ragazzo indaga per suo conto. A metà tra il film giovanilistico e l’action-movie, ma poco riuscito su entrambi i fronti. (andrea tagliacozzo)

Land Of The Lost

Il Dr. Rick Marshall (Will Ferrell) è uno scienziato specializzato in “archeologia quantistica”: l’apice della sua carriera arriva con la scoperta di un acceleratore di cationi in grado di aprire dei passaggi spazio temporali verso altre dimensioni. Schernito dalla comunità scientifica per i dubbi risultati delle sue ricerche, lo studioso è sostenuto da una giovane dottoranda di Cambridge, Holly Cantrell che lo convince a sperimentare la sua “macchina del tempo”. Nel corso di un esperimento di “routine” Rick e Holly si ritrovano catapultati in un mondo parallelo in cui dinosauri, alieni e primati lottano per la sopravvivenza.

Avik e Albertine

Fiaba affascinante, anche se non del tutto riuscita: negli anni Trenta, un ragazzino eschimese viene trascinato via dal natio Canada e portato nella “civiltà” da un realizzatore di mappe. Il resto della vita del ragazzo si dipana come uno strano sogno. Le immagini talvolta allucinatorie di Ward e l’atmosfera mistica ne fanno un film avvincente da guardare, anche quando il senso della storia vacilla. Pieno di interpretazioni straordinarie, incluso un cammeo dalla sempre magnifica Moreau. Super 35.

Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la pietra filosofale

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Harry, Ron e Hermione

Il primo degli otto film della saga di Harry Potter, cioè Harry Potter e la pietra filosofale, risale al 2001 ed è stato diretto da Chris Columbus. La pellicola è tratta dall’omonimo libro di J.K. Rowling, la scrittrice britannica che ha ideato l’intera serie.

Harry Potter (Daniel Radcliffe) è un orfano inglese che vive con gli zii e il cugino, i quali lo trattano come un insopportabile peso. Il giorno del suo undicesimo compleanno, uno stormo di gufi assedia la casa in cui vive: ogni uccello tenta di consegnargli una lettera. Presto, quindi, Harry scopre che si tratta dell’ammissione alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. La sua iniziale incredulità si trasformerà presto in meraviglia nello scoprire un mondo fatto di cose che prima riteneva impossibili. Ma non ci saranno solo lieti eventi ad attenderlo: il suo doloroso passato tornerà, mettendolo di fronte al suo vero e unico nemico, colui che ha ucciso i suoi genitori, Voldemort (Ralph Fiennes). Ad aiutarlo, due nuovi e coraggiosi amici: Ron Weasley (Rupert Grint) e Hermione Granger (Emma Watson).

Una saga intramontabile

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Il libro Harry Potter e la pietra filosofale

La casa editrice Bloomsbury è stata l’unica a credere nel progetto di J.K. Rowling, pubblicando Harry Potter e la pietra filosofale nel 1997. Il successo che ne derivò fu incredibile, soprattutto quando ne fu tratta la trasposizione cinematografica. Quelli che oggi hanno tra i venti e i trent’anni di età all’epoca erano bambini che impazzirono per le avventure di Harry Potter, un loro coetaneo che scopriva l’esistenza di incantesimi e creature magiche. Costumi di Carnevale, giocattoli, videogames, giochi di società e innumerevoli altri gadget hanno spopolato in tutto il mondo.

Ancora oggi, gli otto film della serie vengono trasmessi periodicamente in tv. Nessuno, infatti, riesce a stancarsi di seguire le vicende del giovane mago e dei suoi amici. E non si tratta di affetto solo per il protagonista: quasi tutti gli altri personaggi della saga sono diventati vere e proprie icone. Hermione Granger, per esempio: la “secchiona” bella, coraggiosa e leale. Oppure Ron Weasley, impacciato ma intrepido quando serve. E che dire di Severus Piton (Alan Rickman), che nel capitolo finale rivela la sua vera storia? Molto amato anche il personaggio di Minerva McGranitt, interpretato da Maggie Smith: la professoressa severa ma materna, che non esita a combattere per salvare il mondo della magia dalle forze oscure. Persino l’antagonista, Voldemort, è un profilo mainstream che piace a tutti.

Avatar

Jake Sully è un ex Marine costretto a vivere su una sedia a rotelle. Nonostante la disabilità fisica, nel cuore Jake è rimasto un combattente. Viene arruolato e, dopo un viaggio di alcuni anni luce, raggiunge l’avamposto degli umani su Pandora, dove un consorzio di aziende è impegnato nell’estrazione di un raro minerale, indispensabile per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Poiché l’atmosfera di Pandora è tossica, è stato sviluppato il Programma Avatar, che permette di collegare la coscienza umana a un avatar, cioè un corpo biologico guidato a distanza, in grado di sopravvivere all’atmosfera letale del pianeta. Questi avatar sono ibridi geneticamente modificati in cui il DNA umano è stato mescolato con quello della popolazione indigena di Pandora… i Na’vi.

Rinato nel corpo di un avatar, Jake può camminare di nuovo e dare inizio alla missione che gli è stata assegnata: infiltrarsi nel mondo dei Na?vi, che sono diventati un serio ostacolo per le attività estrattive del prezioso minerale. Ma una bellissima donna Na’vi, Neytiri, gli salva la vita e questo cambia tutto. Jake viene accolto nel suo Clan e impara ad essere uno di loro, dopo avere superato molte prove e vicissitudini.
Man mano che il rapporto tra Jake e la riluttante insegnante Neytiri si approfondisce, l’uomo impara a rispettare i Na’vi e il mondo in cui vivono e, alla fine, si schiera dalla loro parte. Presto Jake dovrà affrontare la prova finale, guidando i Na’vi in una battaglia epica che deciderà il destino di un mondo intero.

Dodici anni dopo ‘Titanic’, Cameron dirige un progetto ancora più ambizioso e costoso (500 milioni di dollari) efacendo un uso eccellente del 3D Delude, invece, la banalità della sceneggiatura che riduce tutto a un messaggio ecologico ingenuo e prevedibile, lontano mille miglia dalla profondità che la stessa Hollywood aveva saputo toccare. Successo planetario al botteghino (2 miliardi e 700 milioni di dollari) .Ben 9 nomination agli Oscar del 2009 ma ‘solo’ tre statuette (per Scenografia, Effetti speciali e Fotografia), con Cameron che viene battuto neri premi ‘pesanti’ dall’ex moglie Kathryn Bigelow con ‘The Hurt Locker’.

Solomon Kane

Solomon Kane e la sua banda di saccheggiatori si stanno aprendo una sanguinosa strada attraverso le orde di difensori di un’esotica città del nord Africa. Ma quando Kane decide di attaccare un misterioso castello e di saccheggiarne le ricchezze, la sua missione prende una piega nefasta. Uno ad uno gli uomini di Kane vengono uccisi da creature demoniache fino a che non rimane lui solo a combattere con il Mietitore del Diavolo – mandato dagli abissi dell’Inferno per prendere possesso della sua anima corrotta e senza speranza. Pur riuscendo finalmente a sfuggirgli, Kane è costretto a redimersi rinunciando alla violenza e dedicandosi interamente ad una vita di pace e purezza.

Il film non si scosta da dozzine di altri prodotti del medesimo genere e Purefoy non ha il carisma per rendere memorabile l’eroe. Particina per Max von Sydow.

 

I Goonies

Divertente pellicola per ragazzi, diretta con mano anonima ma sicura dal regista di Superman e Arma letale , Richard Donner. In una soffitta, un ragazzo trova la mappa di un tesoro sepolto anni prima dal mitico pirata Willy l’Orbo. Seguendo le indicazioni della carta, il giovane, assieme ad alcuni intraprendenti amici, si mette alla caccia del bottino. Tratto da un soggetto di Steven Spielberg, il film è stato scritto da Chris Columbus, più tardi regista di Mamma ho perso l’aereo e Mrs. Doubtfire . (andrea tagliacozzo)

La corona di ferro

Nell’immaginario regno di Kindaor, Sedemondo uccide re Licinio, suo fratello, e ne usurpa il trono. Vorrebbe far seguire la stessa sorte ad Arminio, figlio del monarca spodestato, che abbandona nella foresta alla mercé dei leoni. Ma il ragazzo riesce a scampare alla morte. Quarto capitolo della fertile collaborazione tra Alessandro Blasetti e Gino Cervi. Raffinata la regia di Blasetti, capace di realizzare un film di pura fantasia, quasi una favola, ma con frequenti allusioni al clima politico dell’epoca. (andrea tagliacozzo)

L’ultimo samurai

Nathan Algren è ormai un fenomeno da baraccone. Reduce dalla guerra contro gli indiani del generale Custer, va nelle piazze, ubriaco, a dimostrare come si usano i fucili e raccontare di quella guerra. Ma lo richiamano per andare in Giappone ad addestrare i giapponesi all’uso delle armi. L’imperatore, giovane e debole, è stretto tra gli interessi economici di una nuova e spregiudicata classe dirigente e i vecchi samurai. Andrà e cadrà subito prigioniero dopo una battaglia contro gli antichi guerrieri che lui non aveva voluto. Nathan resterà, dall’autunno delle foglie rosse alla primavera fiorita, prigioniero tra le montagne nel villaggio di Katsumoto, ultimo erede di una dinastia di guerrieri, i Samurai. Sarà curato dalla donna, Taka, cui ha ucciso il marito in battaglia, con i figli bambini di quell’uomo e tra i guerrieri che ha combattuto. Ma quegli uomini, che vivono per antichi e gloriosi valori, conquistano piano piano Nathan. Che imparerà a combattere con la spada e con la furbizia e quando dovrà scegliere con chi stare, quando le truppe dell’imperatore saranno pronte per la guerra, non avrà esitazioni. A rischio della vita.
Edward Zwick, autore di Vento di passioni e di Shakespeare in Love, dipinge un grande affresco sul mondo d’onore dei samurai giapponesi. Tema che, ha confessato, lo ha appassionato da sempre, in particolare da quando vide per la prima volta I sette samurai di Kurosawa. Qui, in un magnifico filmone ottocentesco, vengono rievocati quei guerrieri che avevano come principi inflessibili l’onore, la lealtà, la tenacia, il coraggio, il sacrificio, ma anche la poesia e l’arte… E il protagonista è un Tom Cruise in gran forma. Un bellissimo spettacolo, insomma. Un film epico. Con battaglie interiori che si riflettono nelle guerre tra i due diversissimi eserciti. Con spettacolari paesaggi (il film è stato girato prima in Giappone nella piccola città di Himeji poi nella provincia di Taranaki, in Nuova Zelanda, ma anche negli studi di Los Angeles), splendidi costumi (ricostruiti con certosina perfezione) e armi perfette, eccellente fotografia per una storia avvincente e una strepitosa ricostruzione della battaglia finale tra giapponesi americanizzati e samurai (con 600 comparse da una parte e 75 dall’altra). Un po’ Balla coi lupi (che rimane comunque superiore), un po’ kolossal americano in costume, con l’aggiunta di tanta retorica. Quella descritta è un’epoca di transizione: dal Giappone valoroso delle spade e dell’onore all’era industriale dei cannoni, dall’isolamento più o meno felice all’apertura al nuovo mondo. È il passato che si contrappone al futuro. L’onore al business. Il mondo arcaico alle premesse della globalizzazione. Cruise, anche produttore del film, si è «allenato» otto mesi prima di cominciare a girare: ha consultato molti testi sui samurai, ha studiato la lingua giapponese e ha imparato il Kendo, il combattimento con la spada, e altre arti marziali giapponesi (e il suo maestro è lo stesso che ha istruito Russel Crowe per Il gladiatore e Mel Gibson per Braveheart). «Non solo dovevo andare a cavallo – ha dichiarato Cruise – ma anche combattere mentre ero in sella…». Un impegno, peraltro consueto per Tom Cruise, che lo mette in lizza per l’Oscar visto che l’interprete di Eyes Wide Shut ha collezionato molte nomination ma mai una statuetta dell’Academy. Per L’ultimo samurai, comunque, si è già aggiudicato la nomination come miglior attore protagonista per i Golden Globe (altre due per la regia e per Ken Watanabe come miglior attore non protagonista). Perfetto anche il resto del cast con Watanabe, nella parte del capo dei samurai, e la bella Koyuki nella parte di Taka, una delle attrici giapponesi di maggior successo oggi. Simpatico e azzeccato Timothy Spall nel ruolo di Simon Graham, il fotografo inglese. Tra le curiosità: la produzione si è servita di una troupe di professionisti giapponesi di alto livello specializzati proprio in pellicole sui samurai. Per la battaglia finale è stata addirittura spianata una collinetta per ampliare il campo. Ottanta persone si sono occupate per 14 mesi della confezione del guardaroba per un totale di 2000 costumi. L’ideogramma (mai tradotto) che il figlio di Taka consegna come regalo a Nathan significa «bushido», ovvero «la via del guerriero». (d.c.i)

Bagliori ad Oriente

Film d’avventura discreto e politicamente fazioso su un contrabbandiere d’armi (Ladd) alle prese con le tensioni sociali e la rivolta nell’India rurale. La Kerr e Boyer elevano questa routine, rispettivamente nel ruolo di una ricercata donna cieca che si innamora di Ladd e di un ufficiale governativo tenacemente pacifista.

Excalibur

Nascita, infanzia e vocazione di Artù, fino alla formazione dei Cavalieri della Tavola Rotonda, alla lotta contro gli incantesimi di Morgana e all’amore di Ginevra e Lancillotto. Su suggestioni New Age-Tolkien-metacinema (il Drago che è la Natura, Merlino-regista) e sempre a un passo dal kitsch (i Carmina Burana , Wagner…), Boorman – che nel 1972 aveva diretto Deliverance/Un tranquillo week-end di paura – ritrova nella leggenda alcuni dei suoi temi prediletti e si dimostra perfettamente a suo agio nel creare una visione particolarmente ambigua del Male e della Natura. Ne è venuto fuori un grande e rutilante spettacolo (del resto bisognava sostenere il confronto con il trionfante Spielberg, ma anche con Apocalypse Now ), pur se la limpidezza del connubio tra fiaba, allegoria e visione ne risulta intasata. Un film di crisi, sospeso e senza equilibrio tra Inghilterra, Irlanda e Hollywood, con momenti abbaglianti e un’atmosfera barbarica e artificiosa che oggi appare piuttosto datata. (emiliano morreale)

Gli Argonauti

Il re della Tessaglia, sapendo che il destino lo vuole ucciso dal fido Giasone, invia questi nella Colchide alla ricerca del Vello d’Oro, mentre intanto ordina al figlio Acasto di ostacolare la nave Argo per ritardarne la spedizione. Un piccolo classico del cinema fantasy e d’avventura, reso assolutamente memorabile dagli ottimi gli effetti speciali di Ray Harryhausen (premiato con un prestigioso Oscar alla carriera nel ’92). (andrea tagliacozzo)

Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma

I destini di Will Turner, di Elizabeth Swann e di capitan Jack Sparrow si incrociano ancora nel secondo episodio della saga dei Pirati dei Caraibi. Neutralizzata la Maledizione della prima luna, Jack dovrà lottare contro Davy Jones, capitano dell’Olandese Volante, al quale ha venduto l’anima in cambio del comando della Perla Nera molti anno addietro. Per scampare alla dannazione eterna, il pirata dovrà impossessarsi di uno scrigno contenente il cuore di Jones. Will ed Elizabeth saranno costretti a interrompere le loro nozze e partire per una nuova avventura al fianco di Jack: lotteranno contro una ciurma di uomini-pesce e contro uno spietato mostro degli abissi e Will, finalmente, potrà incontrare suo padre Bill, ormai schiavo dell’aldilà sulla nave di Davy Jones. 

Bozambo

In Nigeria, alcuni avventurieri spargono la notizia della morte dell’ispettore della polizia coloniale. Un capo tribù ne approfitta per vendicarsi degli occupanti inglesi, contrastato solo da un altro coraggioso capo. Film d’avventura di vecchio stampo, irrimediabilmente datato ma ancora divertente. Il personaggio del commissario coloniale Sanders, tratto da alcuni racconti di Edgar Wallace, tornerà in altri due film degli anni Sessanta:
La costa dei barbari
e
Tamburi sul grande fiume
.
(andrea tagliacozzo)

GoldenEye

Il debutto di Brosnan nei panni di 007 è un roboante action d’avventura nella miglior tradizione dei film di James Bond con acrobazie sbalorditive, donne sexy e intrighi internazionali. (E ci sono anche commenti politicamente corretti sul sessismo e/o anacronismo di Bond) Il nodo cruciale del soggetto riguarda un sabotaggio interno in territorio russo e i tentativi di Bond di scoprire chi c’è dietro e come fermarli prima che possano usare le armi rubate contro il mondo libero. La cantante nel nightclub russo è Minnie Driver. Nominato a due BAFTA Awards. Panavision.

Karate Kid II

Dopo aver appreso l’arte del karate dall’anziano Miyagi – come descritto nel precedente Per vincere domani , girato nell’84 dallo stesso regista e con gli stessi interpreti – Daniel accompagna il maestro giapponese nel Paese del Sol Levante. Miyagi ritrova Sato, un vecchio compagno d’infanzia con il quale ha un conto in sospeso. Se il primo film, furbo ma ben congegnato, poteva dirsi riuscito, altrettanto non può dirsi di questo seguito, stanco e a corto d’idee. Ma il peggio deve ancora venire: il film avrà infatti l’onore di altri 2 sequel ( Karate Kid III – La sfida finale dell’89 e Karate Kid 4 del ’94, interpretato da Hilary Swank invece che dall’ormai stagionato Macchio). (andrea tagliacozzo)

Adèle e l’enigma del faraone

1912. L’intrepida e giovane giornalista Adèle Blanc-Sec è pronta a qualunque cosa pur di raggiungere i suoi obiettivi, e arriverà fino in Egitto per affrontare mummie di ogni forma e dimensione! Ma nel frattempo Parigi è in preda al panico più totale: un uovo di pterodattilo di 136 milioni di anni fa conservato in una teca del museo di storia naturale si è improvvisamente e misteriosamente schiuso liberando un uccello che terrorizza i cieli della città.

L’amore e il sangue

Chiassosa avventura ambientata nel XVI secolo: la Leigh è la promessa sposa del giovane principe Burlinson, ma cade nelle grinfie di Hauer e della sua variopinta banda di guerrieri. Grandi dosi di amore e sangue (appunto…), ma è tutto piuttosto sgradevole e disgustoso. Verhoeven (al suo primo impegno americano) in quanto ad audacia non è secondo a nessuno. Conosciuto anche con il titolo The Rose and the Sword. Technovision.

Spiderwick – Le cronache

La famiglia Grace (madre e i tre figli, due gemelli e la sorella maggiore) si trasferisce da New York in una vecchia e cadente casa avuta in eredità da un misterioso pro-zio. Dopo una serie di strani eventi che la famiglia non riesce a spiegarsi, Jared, uno dei gemelli, si ritrova in un fantastico e misterioso mondo popolato da bizzarre creature e…

Il sentiero della gloria

Biografia romanzata del campione del mondo dei pesi massimi James Corbett. Ammesso in un circolo aristocratico con l’aiuto della giovane figlia di un senatore, l’aitante Jim rivoluziona la tecnica del pugilato, ancora agli albori, elevandolo a sport di rango. Con il successo sul ring, il giovanotto riesce a conquistare anche il cuore della ragazza. Il regista Walsh conduce la storia con piglio insolitamente ironico e leggero, mentre l’atletico Errol Flynn è praticamente perfetto nel ruolo. (andrea tagliacozzo)

La via dei giganti

Storia di risse alla DeMille ambientata durante la costruzione della prima ferrovia transcontinentale; McCrea (l’eroe), Donlevy (il cattivo) e Stanwyck (con un forte accento irlandese!) presa tra McCrea e il piacente piantagrane Preston. Scene d’azione, incluso uno spettacolare scontro tra treni, attacchi indiani e seguenti salvataggi a cavallo lungo la ferrovia sono d’obbligo.

Superman – Il film

Versione multimiliardaria del popolare personaggio dei fumetti creato nel ’33 da Jerry Siegel, primo episodio di una lunghissima serie. Superman, spedito sulla Terra ancora in fasce dal pianeta Krypton, viene accolto e cresciuto da una famiglia di contadini, i coniugi Kent. Diventato adulto, il giovane, dotato di poteri sovrumani che si guarda bene dal rivelare, arriva a New York dove si fa assumere come giornalista nel prestigioso Daily Planet. Forse eccessivo nella sua durata e diretto con poca fantasia da Richard Donner (in seguito regista della serie Arma letale ), ma tutto sommato divertente, con un Christopher Reeve perfettamente a suo agio nella calzamaglia rossa e blu del protagonista. Budget colossale (35 milioni di dollari, 3 dei quali finiti nelle tasche di Marlon Brando per la sua fugace apparizione) ma incassi altrettanto stratosferici. (andrea tagliacozzo)

Aiuto vampiro

Dopo aver assistito allo spettacolo di un misterioso circo itinerante insieme al suo migliore amico, Darren, fa la conoscenza di uno dei membri dello show, il quale si rivela essere un vampiro. L’uomo morde Darren, trasformandolo in un suo simile e costringendolo così ad unirsi alla compagnia, proprio mentre si sta scatenando una sanguinosa guerra tra vampiri…

Il grande Joe

Divertente versione aggiornata del film del 1949 di Schoedsack: la Theron è allevata nella giungla a fianco di un gorilla gigante. Per proteggere Joe dai bracconieri, acconsente a portarlo nell’habitat animale di Los Angeles, ma nessuno capisce il ragazzone come lei. Per di più, un cattivo vuole prenderlo, con l’inevitabile perdita di controllo. Buon divertimento, fatto seriamente. Terry Moore (star del film del 1949) e Ray Harryhausen (che contribuì all’animazione dell’originale Joe) hanno un cammeo insieme, così come Dina Merrill, il cui marito produsse il film. Joe è stato creato da Rick Baker. Una nomination agli Oscar per gli effetti speciali.

Predators

Un eterogeneo gruppo di umani, per lo più ex militari, killer mercenari, carcerati, viene rapito e portato in un pianeta alieno a fare da prede per delle creature mostruose… Riusciranno a sopravvivere?

Scritto da Alex Litvak e Michael Finch e prodotto da Robert Rodriguez, il quinto film della serie iniziata con Predator si pone in realtà sia come “reboot” (ovvero ripartenza aggiornata degli eventi) sia come possibile sequel del protoripo, ignorando gli eventi di Predator 2. E sembra riecheggiare Aliens – Scontro finale di James Cameron, anche per lo scontato tema del melting pot. Ma mancano efficacia visiva e sorprese e dopo mezz’ora arrancano acnhe gli spettatori meglio disposti. Modestissimi gli incassi.

Grey Owl – Gufo Grigio

Difficile accettare Brosnan nel ruolo del protagonista, un rinomato pellerossa nordamericano conservatore la cui vera identità venne scoperta da un reporter nel 1936; il resto della storia viene svelato in flashback. Racconto sincero ma inefficace di una storia interessante che negli Stati Uniti è finito direttamente in homevideo. 

Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Il maghetto Harry Potter è cresciuto e si appresta a frequentare il quinto anno a Hogwarts. Dovrà vedersela anche con l’avversione dei compagni e degli insegnanti che non credono al suo incontro con Lord Voldemort, avvenuto durante il torneo Tre Maghi. Harry deciderà così di creare un gruppo di studio alternativo per imparare, con i suoi compagni più fedeli, tutti gli incantesimi di difesa contro le arti oscure, che la nuova insegnante Dolores Umbridge sembra considerare pura teoria.

I nuovi eroi

I soldati Luc Devreux e Andrew Scott appartengono a un corpo speciale formato da alcuni militari defunti riportati in vita con uno speciale procedimento scientifico. Sono perfette macchine da guerra, senza emozioni e ricordi, incapaci di provare dolore. Ma qualcosa non funziona come previsto e la memoria torna a riaffiorare nei due soldati tra i quali, durante la guerra del Vietnam, non correva buon sangue. Intanto, la giornalista televisiva Veronica Roberts viene a conoscenza del progetto, fino ad allora tenuto rigorosamente top-secret. Primo film americano di Roland Emmerich e, paradossalmente, il suo migliore, nonostante la palese mediocrità (se non altro si respira aria di ruspante serie B, al contrario di quanto accade in Independence Day e Godzilla ). Il combattimento finale tra Lungren e Van Damme, comunque, è avvincente. Nel 1999 ne verrà realizzato un seguito intitolato Universal Soldier . (andrea tagliacozzo)