Karate Kidd III – La sfida finale

John G. Avildsen, regista del primo Rocky , ripropone per la terza volta l’accoppiata Macchio-Mortita, rispettivamente nei panni del giovanissimo campione e dell’anziano maestro. A fronteggiarli è un antico nemico: il paranoico allenatore che anni addietro (ovvero nel primo episodio) aveva cercato di far perdere il campionato al ragazzo utilizzando mille scorrettezze. Un film praticamente inutile, che aggiunge poco nulla a una serie che già al secondo episodio mostrava segni di stanchezza. ( andrea tagliacozzo )

Spawn

Il sicario del governo White viene ucciso dal cattivo capo Sheen e va all’inferno, dove un demone lo fornisce di grandi poteri e lo rimanda sulla terra. Nonostante gli sforzi del clown infernale Leguizamo, diventerà un eroe. Uno stile visivo barocco è la qualità migliore del film, ma questo non basta a compensare i molti difetti, fra cui una trama noiosa, banale e illogica. Bella la mantella, comunque. Dal fumetto di Todd McFarlane. Il “director’s cut”, vietato ai minori, ha oltre un minuto di scene in più.

Il papavero è anche un fiore

Da un soggetto di Ian Fleming (il «papà» di 007). L’assemblea delle Nazioni Unite, preoccupata per il proliferare dell’uso degli stupefacenti in tutto il mondo, decide di impegnare un ingente spiegamento di forze per stroncarne il commercio clandestino. Un cast di tutto rispetto e una regia di mestiere, ma il film non riesce ad andare oltre alla mediocrità. (andrea tagliacozzo)

Un’avventura di Salvator Rosa

Il protagonista della vicenda è un pittore dalla doppia personalità che, sotto le spoglie dello spadaccino Formica, si batte per il popolo oppresso dal viceré di Napoli e dal conte Lamberto. Grande senso del ritmo e dello spettacolo da parte di Alessandro Blasetti che al suo apogeo di regista firma uno dei suoi film migliori. Tra gli interpreti, Osvaldo Valenti, in quegli anni spesso relegato in parti da «cattivo», e lo straordinario Gino Cervi, protagonista di molti altri film del regista. (andrea tagliacozzo)

The Abyss

Spettacolare avventura sotto i mari: una squadra di tecnici di un’azienda petrolifera viene coinvolta nel rischioso tentativo di recuperare un sottomarino affondato. Più interessante per le immagini sottomarine che per i contenuti fantascientifici; a volte un po’ eccessivo, ma comunque affascinante e originale. Grande colonna sonora di Alan Silvestri. Oscar per gli effetti speciali e altre tre nomination. Esiste anche una “special edition” più lunga di circa 27 minuti, con una serie di scene tagliate che rendevano troppo ovvio il finale pur approfondendo alcuni personaggi e amplificando i colpi di scena della trama. Super 35. 

Nome in codice: Broken Arrow

Un action movie straordinariamente stupido su un pilota della Air Force, addetto alla sicurezza nazionale, e dotato di un equipaggiamento super tecnologico, che decide di far precipitare un aereo americano in mezzo allo Utah, custodendone l’armamento nucleare per il riscatto. Ma non ha tenuto conto del giovane co-pilota (Slater) e di un ranger (Mathis) che si è unito a quello nel tentativo di ostacolarlo. Carico degli effetti speciali che ci si aspetterebbe in un film d’azione di Woo, ma il cattivo sopra le righe di Travolta è monotono, e la continuità dell’azione, oltre che la sua credibilità, inesistente. Doveva proprio essere così insulso?

Vampiro a Brooklyn

Al fine di perpetuare la sua razza, l’elegante vampiro caraibico Murphy deve persuadere la poliziotta brooklynese Bassett che è la sua anima gemella. Eccentrico film, con le classiche battute di Murphy in versione profondamente diabolica; d’altro canto non è abbastanza pauroso da essere considerato un horror… e per giunta è troppo lungo.

La maschera di Zorro

Uno Zorro anziano passa il mantello di pubblico tutore a un uomo più giovane, riluttante in principio ma poi contento della segreta identità di cappa e spada. Squisito, avvincente, con grandi duelli e azione a cavallo, ma con troppo di tutto, quasi che gli autori vogliano sfiancare il pubblico. Banderas è uno Zorro perfetto, Hopkins sorprendentemente affascinante, la Zeta-Jones un’eroina bella e sensuale. Due nomination agli Oscar. Con un sequel: The Legend of Zorro. Panavision.

I giganti del mare

Penultimo film di Gary Cooper, certamente non uno dei suoi migliori. I proprietari della Mary Deare, un’imbarcazione da carico, decidono di provocarne il naufragio per riscuotere il premio dell’assicurazione. A rischio della propria vita, il capitano riesce faticosamente a salvare la nave, anche se in seguito gli viene ingiustamente addebitata la colpa del disastro. Il ritmo del racconto è decisamente troppo lento per far risultare la pellicola avvincente. (andrea tagliacozzo)

Dick Tracy

Vivace e raffinato adattamento del classico fumetto di Chester Gould, con Beatty che impersona l’eroe tutto naso e mascella. La storia è proprio esile, ma dentro c’è talmente tanto da vedere che non ci si bada: una galassia di personaggi famosi interpretano i grotteschi cattivi disegnati da Gould, gli incredibili costumi e la direzione artistica — che vinsero l’Oscar — e Madonna che canta le nuove canzoni di Stephen Sondheim (una pecca? Troppo poche). Una di queste, Sooner or Later (I Always Get My Man), si aggiudicò a sua volta l’Oscar. Da applauso la divertente interpretazione di Big Boy Caprice regalata da Pacino. Super 35.

Duma

Questo bel film racconta di un ragazzo sudafricano che alleva un cucciolo di ghepardo rimasto orfano. Il giovane sarà alla fine costretto ad affrontare l’inevitabile ritorno dell’animale alla vita selvaggia. Le cure quotidiane del ragazzo verso Duma diventano un viaggio di crescita e scoperta di sé, con un alleato adulto molto particolare al suo fianco. Dal regista di Black Stallion, un ottimo intrattenimento per tutta la famiglia tratto da una storia vera e dal libro a essa ispirato.

Mongol

Racconto della vita di Gengis Khan in cui siripercorrono i drammatici e tormentati primi anni del sovrano nato nel 1162 col nome di Temugin – dalla sua difficile infanzia, fino alla battaglia che segnerà il suo destino – facendone un ritratto complesso che lo dipinge non più come uno spietato sovrano, ma come un nobile condottiero impavido e visionario.

Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna

Nel Mar dei Caraibi del Diciassettesimo secolo, il bucaniere Jack Sparrow, in procinto di essere giustiziato, viene liberato dalla prigione e suo malgrado coinvolto in una lotta senza tregua contro l’astuto capitano Barbossa. Quest’ultimo ruba la sua nave (la Black Pearl), assalta e saccheggia la città di Port Royal e rapisce Elisabeth Swann, la bella figlia del governatore. Will Turner, amico di infanzia della ragazza e segretamente innamorato di lei, decide di allearsi con Jack per tentare di salvarla. A bordo della nave più veloce del regno, l’Interceptor, i due si mettono alla caccia del pirata e della sua losca ciurma. Ma Will e Jack non sanno che Barbossa e il suo equipaggio sono vittime di una maledizione che li condanna a vivere come non-morti e a trasformarsi in scheletri quando splende la luna piena.
Tornano sul grande schermo i pirati. L’ultimo analogo tentativo era stato l’infelice Pirati di Roman Polanski uscito nel 1986, un film di qualità che il pubblico non aveva apprezzato. Hollywood ora ci prova con questo La maledizione della prima luna diretto da Gore Verbinski, già regista di The Ring e The Mexican, che si rivela un film gradevole e scorrevolissimo nelle oltre due ore di arrembaggi, inseguimenti e colpi di scena. Puro intrattenimento, la giusta dose di ironia e un cast eccezionale. Nulla di realmente nuovo nella direzione di Verbinski, che si avvale di un ritmo serrato, di un utilizzo vorticoso dell’obiettivo e di una colonna sonora adeguata (anche se a tratti troppo invadente), il tutto condito da convincenti effetti speciali. L’inserimento dell’elemento soprannaturale porta comunque una leggera ventata di novità in un genere tanto abusato, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta. Il merito della riuscita del film è soprattutto di Johnny Depp, pirata glam e vagamente dandy, ispirato, si dice, all’inconfondibile stile di Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones. Spiritoso e sarcastico, con la bottiglia di rum sempre a portata di mano, Depp/Sparrow entra in scena e la movimenta, diventando suo malgrado il personaggio attorno a cui ruota l’interesse dello spettatore. Ma anche l’ingenuo Orlando Bloom, nella parte dell’innamorato un po’ imbranato e spinto da sincera passione, convince e tiene testa all’incontenibile simpatia di Depp. Nella parte della bella da salvare, secondo i cliché del genere, un’attrice giovane e provocante quanto basta, Keira Knightley, già vista nel divertente Sognando Beckham. A completare il cast, Geoffrey Rush nei panni del pirata Barbossa, cui conferisce la tipicità del cattivo della situazione ma senza prendersi troppo sul serio (ricordando il Walter Matthau di polanskiana memoria). L’irresistibile confronto finale tra il bucaniere Depp e il pirata Rush rimane il momento culminante di un film godibile e adatto agli spettatori di tutte le età. (emilia de bartolomeis)

La maschera di ferro

La maschera di ferro

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Leonardo DiCaprio in una scena del film

Liberamente ispirato al romanzo Il visconte di Bragelonne (1848) di Alexandre Dumas, La maschera di ferro è un film del 1998 ambientato nella Francia del XVII secolo. Il re Luigi XIV (Leonardo DiCaprio) non si cura delle sofferenze del suo popolo e solo D’Artagnan (Gabriel Byrne) è rimasto al suo servizio. Gli altri tre moschettieri si sono infatti ritirati da tempo. In questo clima di tensione, inoltre, aleggia un mistero. Un prigioniero sconosciuto pare sia nascosto nelle prigioni reali: il suo volto è celato da una maschera di ferro. Chi è questo individuo? Si tratta di un amico o di un nemico del re? E, soprattutto, avrà una qualche influenza sul regno?

Una reinterpretazione della storia, una versione inquietante degli eventi; così si potrebbe forse definire La maschera di ferro. Tuttavia, quale che sia l’opinione sulla trama in sé, un attore versatile come Leonardo DiCaprio non può non coinvolgere gli spettatori nelle vicende narrate.

Curiosità

  • Il film è stato girato interamente in Francia: Lione, Le Mans, Vaux-le-Vicomte, Fontainbleau, Taureau, La Ferté-Alais e Pierrefonds.
  • Il regista è Randall Wallace.
  • Aramis, Athos e Porthos sono interpretati rispettivamente da Jeremy Irons, John Malkovich e Gerard Depardieu.
  • Inoltre, la regina Anna è interpretata da Anne Parillaud.
  • La figura di Luigi XIV è stata oggetto di molte rappresentazioni artistiche, televisive e cinematografiche. Infatti, il famoso Re Sole è il protagonista della serie tv Versailles, attualmente disponibile su Netflix.
  • Randall Wallace non è solo il regista del film, ne è anche lo sceneggiatore.
  • Leonardo DiCaprio si aggiudicò i Razzie Awards del 1998 nella categoria Peggior coppia.
  • La colonna sonora del film è stata composta da Nick Glennie-Smith.

Popeye – Braccio di ferro

Il beneamato marinaio (Williams, nel suo primo ruolo da protagonista) abborda una nave che affonda in questo film incredibilmente noioso. Un cast risoluto fa il possibile con la sceneggiatura di Jules Feiffer che non diverte, con la disordinata messa in scena di Altman, e alcune presunte canzoni di Harry Nilsson. Piuttosto cercate in tv un vecchio cartone di Max Fleischer.

Le avventure di Sherlock Holmes

Ardua prova per il grande investigatore: questa volta il temibile professor Moriarty (Zucco) vuole rubare addirittura i gioielli della corona inglese. Seconda e ultima pellicola della serie targata Fox-Rathbone-Bruce, che ha preceduto quella — ben più moderna — prodotta dalla Universal.

La primula rossa

Durante la rivoluzione francese, alcuni aristocratici riescono a sfuggire alla ghigliottina grazie all’intervento di un misterioso individuo, la Primula Rossa. L’ambasciatore francese a Londra, messo involontariamente sull’avviso da Lady Blakeney, sospetta che si tratti del marito della donna, Sir Percy. Un appassionante film d’avventura prodotto da Alexander Korda. Ironica e vivace l’interpretazione di Leslie Howard che l’anno seguente vestirà i panni di Romeo nel Giulietta e Romeo di George Cukor. (andrea tagliacozzo)

Decisione critica

La situazione: terroristi arabi hanno il controllo di un 747. La soluzione: infiltrare un gruppo speciale per sventare l’azione mentre l’aereo è in volo. Le difficoltà: il gruppo deve affidarsi all’inesperto Russell, inoltre a bordo c’è una bomba al gas nervino che potrebbe radere al suolo Washington D.C. Un thriller intenso e originale che, fino al finale incerto, si difende dignitosamente. Debutto alla regia per Baird, che avrebbe potuto stringere un po’ di più la storia. Panavision.

La guerra del fuoco

Una pacifica tribù vissuta 80.000 anni fa viene attaccata dalle scimmie e dai lupi e il loro fuoco, essenziale per la sopravvivenza, viene spento. Loro non sanno come accendere il fuoco, per cui tre di loro si incamminano per trovarne ancora. Non epico come intendeva essere, ma comunque divertente, teso, toccante — e affascinante. I linguaggi speciali sono stati escogitati da Anthony Burgess, e il linguaggio del corpo e i gesti concertati da Desmond Morris; il trucco ha vinto un Oscar. Girato in Kenya, Scozia, Islanda e Canada. 

Moonacre – I segreti dell’ultima luna

Maria Merryweather (Dakota Blue Richards) ha tredici anni, è rimasta orfana quindi viene mandata a vivere con suo zio, Sir Benjamin (Ioan Gruffudd), che vive presso la misteriosa Moonacre Manor. Una volta giunta a Moonacre, Maria scopre l’esistenza di un’antica maledizione risalente a molti secoli prima. Per spezzare la maledizione e salvare Moonacre Valley dalla distruzione, Maria deve riuscire a trovare le magiche perle di luna prima del sorgere della prossima luna piena.

The rock

Storia d’azione e suspense esagerata, roboante e spesso stupida su un generale dei Marines scontento che occupa Alcatraz, minacciando di cancellare San Francisco dalla faccia della terra con un gas velenoso di ultima generazione. Al che intervengono un biochimico dell’Fbi (Cage) e un agente britannico a lungo incarcerato (Connery) — l’unico uomo che sia mai riuscito a evadere da Alcatraz — per guidare una squadra di salvataggio sull’isola. Un sacco di movimentate scene d’azione e distruzione, e altrettante forzature e buchi nella storia. David Marshall Grant compare non accreditato. Una nomination agli Oscar.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

In “Harry Potter e il Principe Mezzosangue” Voldemort allunga la sua ombra minacciosa sia sul mondo dei Babbani che su quello dei maghi e Hogwarts non è più un posto sicuro e accogliente come in passato. Harry sospetta che i pericoli minaccino anche la scuola, ma Silente concentra la sua attenzione nel prepararlo alla battaglia finale, che sa essere inevitabile. I due insieme cercano di penetrare nelle difese di Voldemort ed allora Silente chiama il vecchio amico e collega Horace Lumacorno, le cui competenze considera fondamentali. Nel frattempo gli studenti subiscono gli attacchi di un avversario molto particolare: gli ormoni adolescenziali. Harry è sempre più attratto da Ginny, così come Dean Thomas. Mentre Lavanda Brown ha deciso che Ron è il tipo giusto per lei, Hermione soffre di gelosia, ma fa di tutto per non farlo vedere. Ma uno studente rimane in disparte, deciso a lasciare il suo segno, anche se cupo. L’amore è nell’aria, ma la tragedia è imminente e forse Hogwarts non sarà più la stessa.

Gorilla nella nebbia

Basato sulla vita di Diane Fossey. Negli anni Sessanta, in Congo, la giovane Diane studia il comportomento dei gorilla. La sua attività trova però ostacoli non indifferenti: la donna deve vedersela con una tribù locale e con un cinico commerciante di animali. Nel frattempo, s’innamora del fotografo Bob Campbell. Il film riuscito solo in parte, superficiale nell’affrontare la figura della Fossey, ma indubbiamente valido sul piano puramente spettacolare. Straordinaria, comunque, l’interpretazione di Sigourney Weaver, candidata senza fortuna all’Oscar 1988 (la statuetta poi andò a Jodie Foster, protagonista di Sotto accusa ). (andrea tagliacozzo)

U.S. Marshals – Caccia senza tregua

Il testardo capo del dipartimento di polizia (Jones) del Fuggitivo e il suo team tornano all’azione quando un sospetto criminale fugge dopo che l’aereo che trasportava lui e altri prigionieri si schianta al suolo. Le indagini sono aiutate/ostacolate dall’agente federale Downey. Thriller mozzafiato incespica un po’ verso la fine tanto che non è chiaro come termini realmente. Comunque gradevole.

Free Willy – Un amico da salvare

Un riottoso dodicenne che deve rimuovere la vernice dalle pareti di un acquario diventa amico di un’orca e aiuta ad addestrarla, ma il cetaceo finirà sfruttato dal viscido proprietario. Molto pubblicizzato, il film ottenne il suo successo ed è perfetto per i bambini; decisamente bravo il giovane Richter. Michael Jackson canta Will You Be There sui titoli di coda. Seguito da due film e da una serie tv a cartoni animati. Panavision.

L’incredibile volo

Eccellente film per famiglie su una ragazza che va a vivere in Canada con il padre separato dopo la morte della mamma e trova la felicità solo quando adotta uno stormo di piccole oche. Padre e figlia allora si imbarcano nell’impresa di insegnare agli uccelli a migrare! Una storia credibile e coinvolgente (ispirata da avvenimenti reali), ravvivata dall’ottima prova della Paquin e di Daniels. Fotografia di Caleb Deschanel, che aveva già collaborato con il regista Ballard in Black Stallion.

Assassinio sull’Eiger

Si rifà a James Bond questo insuccesso che arriva spesso alla comicità involontaria: i climax di tensione associati alle scalate della montagna non salvano il film da tutte le sue pecche e da una durata irragionevole. Jack Cassidy, nei panni di una spia omosessuale e traditrice, è l’unico personaggio originale del film. Tratto da un romanzo di Trevanian. Panavision.

10000 a.c.

Dodicimila anni fa la Terra era un luogo diverso da oggi abitato da grandi mammiferi: l’uomo doveva cavarsela come poteva elaborando i primi manufatti e organizzandosi in primitive forme di socialità. In questo scenario si inserisce la storia di un giovane che lotta per liberare la propria amata dalle grinfie di uno spietato condottiero.

Harry Potter e la camera dei segreti

Harry Potter è di nuovo a casa dai perfidi zii, dove si presenta un petulante elfo domestico, Dobby, che, oltre a far volare addosso a un’ospite dello zio una torta, fa di tutto per convincere Harry a non tornare alla scuola di Hogwarts. Terribili pericoli lo attendono. Non ci riuscirà, ovviamente. Complici gli amichetti che arrivano a prenderlo su un’auto volante, il maghetto torna nella scuola di magia. E incappa in un’altra avventura. Questa volta il mistero ruota attorno a una camera segreta, custodita da un

Harry Potter e la camera dei segreti

mame cinema HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI - STASERA scena
Harry e Ron a bordo della macchina volante

Diretto da Chris Columbus, Harry Potter e la camera dei segreti (2002) è il secondo capitolo della saga del giovane mago inglese, Harry Potter (Daniel Radcliffe). Questa volta, Harry riceve una strana visita nella casa di Privet Drive, dove vive con i suoi zii. Si tratta dell’elfo domestico Dobby, il quale intima al dodicenne di non tornare a Hogwarts, perché altrimenti potrebbe rischiare la vita. Harry non gli crede e Dobby, pur di impedirgli di tornare nella scuola di magia e stregoneria, fa in modo che lo zio Vernon (Richard Griffiths) lo punisca, segregandolo nella sua cameretta.

Ma, al contrario di quello che crede Harry, gli amici non l’hanno certo abbandonato. Dobby, infatti, gli aveva sequestrato tutte le lettere inviategli da Ron (Rupert Grint) e Hermione (Emma Watson) nel corso dell’estate. Non ricevendo quindi alcuna risposta da Harry, Ron e i suoi fratelli gemelli Fred e George (James Andrew Eric e Oliver Martyn John Phelps) guidano la loro macchina volante fino alla finestra di Harry, rimuovendo le sbarre che lo imprigionano e portandolo nella loro casa.

mame cinema HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI - STASERA camera
Harry e Ginny (Bonnie Wright) nella Camera dei Segreti

Quando però arriva il momento di partire per Hogwarts, il passaggio magico che porta al binario 9 ¾ non fa passare Harry e Ron. E, quando riescono ad arrivare a Hogwarts con la macchina volante, i guai sono solo all’inizio. Compaiono scritte fatte con il sangue, le quali annunciano che la Camera dei Segreti è stata aperta e che tutti i nemici dell’erede di Salazar Serpeverde verranno uccisi. Attraverso il diario di Tom Riddle, Harry dovrà sconfiggere lo spirito di Lord Voldemort e salvare i suoi compagni di scuola, nonostante la maggior parte di essi crede che sia Harry l’erede.

Curiosità

  • La sceneggiatura è nuovamentre scritta da Steven Kloves, sotto la supervisione dell’autrice del romanzo J. K. Rowling.
  • Come nel primo capitolo, il regista è Chris Columbus, il quale passerà il testimone ad Alfonso Cuarón nel terzo film della saga.
  • Anche il secondo film della saga di J. K. Rowling riesce a ottenere un ottimo incasso internazionale: 878.979.634 $. Negli USA la pellicola ha incassato 261.988.482 $, mentre in Italia circa 20.899.026 €. Gli incassi però non hanno battuto quelli del primo capitolo.
  • Il film, pur essendo un tassello di una saga fantasy e un blockbuster, ha ricevuto un’ottima critica dal critico Morando Morandini. Nel suo dizionario dei film, Morandini assegna alla pellicola ben 4 stelle su 5. Lo definisce “un film più gotico, cupo e fosco, che miscela con abilità ammirevole azione, approfondimento dei personaggi, ottimo disegno di quelli nuovi e situazioni paurose di quel genere di paura che i ragazzini adorano.
  • L’autrice della saga di Harry Potter, J.K. Rowling, appare in un ruolo cameo all’inizio del film: è la strega vestita di nero che avvicina Harry sulla Knockturn Alley, dopo il disastroso viaggio con la polvere magica. Questo è stato l’ultimo film di Richard Harris, il preside di Hogwart, professor Silente, scomparso nell’ottobre 2002, quando era già pronto a iniziare a girare il terzo episodio di Harry Potter.

Due nel mirino

Inseguito da alcuni trafficanti di droga, contro i quali ha testimoniato diversi anni prima in tribunale, Rick è costretto a cambiare continuamente identità. Nonostante i mille accorgimenti, i criminali riescono ugualmente a scovarlo. Nel frattempo, l’uomo s’imbatte casualmente in Marianne, l’ex fidanzata. Tutto già visto in questa commedia d’azione, ma la confezione è impeccabile, il ritmo sostenuto e i momenti divertenti non mancano. Affiatato ed azzeccato il duo d’interpreti: atletico e ironico Gibson, brillante e stralunata la Hawn. (andrea tagliacozzo)

Doc Savage, l’uomo di bronzo

Il film d’esordio per l’eroe pulp di Kenneth Robeson fu venduto (e guardato) come una pacchianata: invece è una schietta avventura in costume che è semplicemente uscita nel periodo sbagliato. La storia vede Doc (Ely) recarsi in Sud America con i suoi “Fabulous Five” per indagare sulla morte del padre, contrastato dal malvagio Captain Seas (Wexler). Divertente per i bambini e per gli appassionati, con una bella colonna sonora costruita sulle marce di John Phillip Sousa. Ultimo film per il produttore George Pal.

Elliott, il drago invisibile

Goffo musical Disney su un ragazzino rimasto orfano e il suo unico amico, un protettivo drago. Il tenero “mostro” animato quasi compensa le fastidiose insulsaggini degli attori veri. Un altro tentativo di ricatturare la magia di Mary Poppins, al quale però non si avvicina neppure. Alcune copie durano 121 minuti; la riedizione del 1985 è stata ulteriormente tagliata a 104 minuti. Due nomination agli Oscar.

All’inseguimento della pietra verde

Divertente pellicola d’avventura sulla falsariga de I predatori dell’arca perduta . Una bella scrittrice si ritrova coinvolta con un avventuriero nella caccia ad una mitica e preziosa pietra verde tra i mille pericoli della giungla colombiana. Robert Zemeckis, degno allievo di Spielberg, evita le trappole del derivativo e del già visto puntando su una serie quasi ininterrotta di trovate, sul ritmo sostenuto del montaggio e delle sequenze d’azione, nonché sull’ironia e la simpatia degli interpreti, praticamente perfetti nei ruoli ideati dalla sceneggiatrice Diane Thomas (e, non accreditato, Lem Dobbs). Lo stesso terzetto d’interpreti tornerà l’anno nel meno riuscito Il gioiello del Nilo. (andrea tagliacozzo)

Al di là dei sogni

Sgradevole e astruso film su un uomo che perde i suoi figli in un incidente d’auto, poi muore e cerca di raggiungere la sua amata e addolorata moglie rimasta in vita. Nonostante le credenziali (è basato su un romanzo di Richard Matheson, vanta un buon regista e un buon cast), questo film non è in grado di evocare nessuna emozione tangibile. Semplicemente non funziona. I suoi (troppo) elaborati effetti speciali vinsero un Oscar. Super 35.

Il giro del mondo in ottanta giorni

Uno dei film più premiati della storia degli Oscar che purtroppo, con il trascorrere del tempo, ha perso gran parte del suo fascino. Nonostante ciò, questo adattamento (scritto da Mike Todd) del classico di Jules Verne offre grande divertimento, e soprattutto oltre 40 cammei, che faranno la gioia degli appassionati. Fra gli altri premi tributati dall’Academy, quello alla colonna sonora di Victor Young, alla sceneggiatura (James Poe, John Farrow, S.J. Perelman), alla fotografia (Lionel Lindon), e al montaggio (Gene Ruggiero, Paul Weatherwax). Remake nel 2004, più una miniserie televisiva nel 1989. 

Il Golem

Raggelante storia sul soprannaturale, visivamente abbagliante, basata su un celebre racconto popolare ebraico del XVI secolo. Rodolfo d’Asburgo ha esiliato gli Ebrei, dando loro la colpa di una pestilenza; un rabbino fa apparire un golem (un mostro d’argilla, interpretato da Wegener) in modo da convincere il re ad abrogare l’editto. Questo classico del cinema espressionista tedesco è anche un precursore di Frankenstein, sia per il modo in cui il golem viene portato in vita, sia per la sua attrazione per un bambino. I set sono stati progettati dal famoso architetto Hans Poelzig. Il soggetto è stato portato sullo schermo molte volte; Wegener è stato anche co-regista delle versioni del 1914 e 1917, e Julien Duvivier l’ha girato nel 1938 con Harry Baur. Noto anche negli Stati Uniti col titolo The Golem: How He Came into the World.

Due fratelli

Due cuccioli di tigre asiatica sono separati l’uno dall’altro: il destino li porterà su strade imprevedibili e li metterà in contatto con esseri umani sia gentili che crudeli. Le sequenze con gli animali occupano molto più spazio della storia, in questo film familiare strano e disfunzionale, che mette in conflitto la purezza della giungla con le difficoltà della vita “civilizzata”. Momenti di magistrale bellezza sono controbilanciati da altri di farsa grossolana come gli animali in stile Disney o i personaggi abbozzati con approssimazione e mal definiti. 

Tomb Raider II – La culla della vita

Nell’isola di Santorini, in Grecia, Lara Croft scopre un tempio risalente all’epoca di Alessandro il Grande, completamente sommerso dal mare. All’interno delle rovine trova un codice per raggiungere il vaso di Pandora, che contiene il potere per il controllo del destino del mondo. Del vaso vuole impossessarsi anche Chen Lo, un malvagio cinese che lavora per il vecchio scienziato milionario Jonathan Reiss. Quando torna in Inghilterra, a Lara viene chiesto di recuperare il vaso di Pandora e di salvare il mondo dalla rovina. Affiancata nell’impresa dall’ex fidanzato Terry Sheridan, l’affascinante archeologa tenta di recuperare il prezioso oggetto, nascosto alle pendici del monte Kilimanjaro.
Sono trascorsi due anni dall’uscita nelle sale di Lara Croft: Tomb Raider, primo episodio della saga mutuata dall’omonimo videogame. La culla della vita, il secondo episodio, non porta con sé nulla di nuovo. La regia è stata affidata a Jan De Bont, che ha deciso di strafare. Molti, e a tratti superflui, gli effetti speciali presenti nel film, nel corso del quale un sonoro invadente stordisce lo spettatore, proiettato dalla vecchia Inghilterra ai paesaggi esotici dell’estremo Oriente in un’avventura che in ben pochi momenti riesce a coinvolgere fino in fondo. I personaggi, nel primo episodio ben caratterizzati dall’allora regista Simon West, non sembrano presentare la stessa carica ironica, rendendo i poco scorrevoli. L’atletica e superdotata Angelina Jolie si muove tra percorsi obbligati che sembrano studiati a tavolino ma non convince del tutto, riuscendo a far sorridere solo quando si barcamena tra terribili creature dalle dentature affilate e nemici invincibili, nei lunghi e spettacolari combattimenti che costellano la pellicola. Ma Lara Croft non ha davvero nulla a che vedere con lo spielberghiano Indiana Jones: il sentimento e il proverbiale sarcasmo dell’archeologo più famoso del grande schermo sono assenti. Quando le luci si riaccendono una domanda sorge spontanea: vale davvero la pena portare la Playstation al cinema? (emilia de bartolomeis)

Orizzonte perduto

Tratto da un classico soggetto di James Hilton: cinque persone si ritrovano in una strana regione del Tibet dove regnano salute, pace e longevità. Un’esperienza cinematografica rara, con un finale indimenticabile. Sceneggiatura di Robert Riskin. Dopo esser stato mostrato in copie tagliate e ristampate per anni, questo classico è stato restaurato nella sua lunghezza originale, anche se molte scene rimangono perdute e sono sostituite da immagini fisse con soltanto il dialogo. Rifatto con musica nel 1973. Oscar alla Migliore Scenografia e Montaggio.

Super Mario Brothers

Davvero super! Questo esagerato bidone pieno di effetti speciali racconta la contorta storia dei ragazzi di Brooklyn del titolo (Hoskins e Leguizamo), fratelli idraulici che si battono contro il malvagio Koopa (Hopper), un dinosauro mezzo umano che vuole rapire Daisy (Mathis), una principessa che possiede un frammento di un meteorite magico. Un film fiacco molto meno bello del videogioco che lo ha ispirato.

Robin Hood e i compagni della foresta

Le gesta del celebre arciere di Sherwood realizzate con un notevole impegno produttivo dalla Disney. Approfittando dell’assenza del fratello Riccardo Cuor di Leone, partito per le crociate, il bieco Giovanni usurpa il trono d’Inghilterra. Contro il tiranno si levano però le spade di Robin Hood e dei suoi amici. Il film perde il confronto con il classico interpretato nel 1946 da Errol Flynn, ma è comunque divertente e ben fatto. Due anni più tardi, Richard Todd interpreterà il ruolo di un altro leggendario fuorilegge in Rob Roy, il bandito di Scozia (anche in questo caso per la Disney). (andrea tagliacozzo)

Himalaya – L’infanzia di un capo

Se il fascino dei paesaggi fosse un criterio di valutazione sufficiente per un film, allora Himalaya-L’infanzia di un capo del francese Eric Valli sarebbe un capolavoro. Purtroppo, a fronte di un’impaginazione visiva magnifica, quello di Himalaya non è esattamente un viaggio di formazione fluido e avvincente. Perché è troppo lento, troppo compiaciuto della bellezza dello spettacolo naturale, troppo convenzionale nella costruzione narrativa. Il cammino della speranza su cui si regge quasi tutta la vicenda è quello che devono affrontare gli umili abitanti di uno sperduto villaggio tibetano del Dolpo, sul versante nord-orientale dell’Himalaya, divisi tra il rispetto nei confronti del vecchio Lama e l’intraprendenza del giovane capo Karma, che non crede alla compenetrazione tra il destino umano e il decreto divino. Alcune sequenze, come quella del superamento di un ponte traballante a precipizio su un lago, lasciano il segno e si seguono con il fiato sospeso. Ma tutto il resto è prevedibile; e soprattutto i dialoghi, didascalici e stereotipati, riducono la credibilità dell’insieme a una esercitazione esteticamente più vicina alla promozione turistica che alla parabola epica, antropologica e arcaica. (anton giulio mancino)

Il ladro di Bagdad

Notevole fantasy sul ragazzo indigeno Sabu che sfida il malvagio stregone Veidt in un racconto da Mille e una notte. Incredibili la fotografia (premiata con l’Oscar) di Georges Perinal e Osmond Borradaile, gli effetti speciali e la scenografia. Ingram offre un’ottima prova nei panni del genio; vivace la colonna sonora. Una statuetta anche a scenografia ed effetti speciali.

007 – Il mondo non basta

Bello anche se come al solito troppo lungo, questo film che vede 007 vendicare l’assassinio di un industriale grande amico di M. Brosnan è ok, così come le sequenze d’azione: ma M (Dench) è descritta come una folle e la Richards è totalmente fuori luogo nei panni di un fisico nucleare (in pantaloni corti!), con dialoghi ridicoli in abbondanza. Carlyle è perfetto come cattivo, in un ruolo sotto le righe; la Marceau è deliziosa nella parte di Elektra. Ultimo film per Llewelyn come Q.