Ex Machina

Ex Machina

mame cinema EX MACHINA - STASERA IN TV IL FILM DI ALEX GARLAND trio
I protagonisti di Ex Machina

Un giovane programmatore, Caleb Smith (Domhnall Gleeson) trascorre una settimana nella casa di Nathan Bateman (Oscar Isaac), che è l’amministratore delegato della BlueBook, la società per cui lavora Caleb. Tuttavia, Bateman non abita in una normale casa, bensì in una sorta di enorme laboratorio scientifico. Lì, infatti, conduce i propri esperimenti tecnologici. In particolare, il suo più ambizioso progetto è Ava (Alicia Vikander), un robot molto sofisticato. Caleb è stato quindi scelto per dimostrare se Ava ha un’intelligenza e una coscienza proprie, esattamente come le hanno gli esseri umani. Ma a questo punto emerge il tema principale di Ex Machina (2015): in cosa consiste di preciso il confine tra intelligenza artificiale e umanità?

Curiosità

mame cinema EX MACHINA - STASERA IN TV IL FILM DI ALEX GARLAND scena
Alicia Vikander in una scena del film
  • Il regista del film è Alex Garland.
  • I protagonisti del film, cioè Alicia Vikander e Domhnall Gleeson, hanno già lavorato insieme in Anna Karenina (2012) di Joe Wright. Infatti, hanno interpretato rispettivamente Kitty e Kostantin Levin.
  • L’anteprima italiana di Ex Machina è avvenuta al Teatro Petruzzelli di Bari il 23 marzo 2015, in occasione quindi del Bari International Film Festival.
  • Alicia Vikander è stata candidata ai Golden Globe del 2016 come miglior attrice non protagonista per il suo ruolo in questa pellicola.
  • Ex Machina ha vinto il premio Oscar 2016 per i Migliori effetti speciali ed è stato candidato anche per la miglior sceneggiatura originale.
  • Inoltre, la pellicola ha vinto i British Independent Film Awards del 2015 nelle categorie Miglior film, Miglior regista, Miglior sceneggiatura e Miglior contributo tecnico.
  • Il budget del film è stato di circa 15 milioni di dollari.
  • Inizialmente, il ruolo di Ava era stato assegnato all’attrice Felicity Jones, successivamente sostituita da Alicia Vikander.

Everest

Everest

mame cinema EVEREST - STASERA IN TV LA TRAGICA SPEDIZIONE jake
Jake Gyllenhaal in una scena del film

Il film Everest racconta la storia della disastrosa spedizione sul monte Everest del 1996. Un gruppo guidato da Rob Hall (Jason Clarke) si accinge a scalare il monte più alto del mondo, insieme a un altro gruppo turistico capeggiato da Scott Fisher (Jake Gyllenhaal). Ma non sono certo gli unici: anche altri scalatori vogliono compiere la stessa impresa. La presenza di tante persone, dunque, rende il tentativo difficile per tutti. Per semplificare la cosa, Rob e Scott decidono di collaborare e fissano la data della partenza per il 10 maggio 1996. Tuttavia, i ritardi dovuti a vari imprevisti e un’improvvisa bufera di neve renderanno la scalata un vero e proprio incubo.

Curiosità

  • La spedizione è raccontata nel saggio Aria sottile (1997) di Jon Krakauer, interpretato nel film da Michael Kelly. L’autore infatti visse l’esperienza in prima persona.
  • Nel cast, tra gli altri attori, anche Keira Knightley (Pirati dei Caraibi, Love Actually, Espiazione, A dangerous method, Anna Karenina, Collateral Beauty, Begin Again – Tutto può cambiare).
  • Il budget del film è stato di circa 65 milioni di dollari.
  • Le riprese, in più, sono state effettuate in Nepal, in Alto Adige, a Roma e nel Regno Unito.
  • Inoltre, la pellicola ha aperto da fuori concorso la 72° edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
  • Il film ha anche ottenuto due candidature: una per i Satellite Awards e una per gli Screen Actors Guild Awards.

Ex Drummer

Tre musicisti disabili e drogati cercano un batterista per la loro rock band, per partecipare al più grande raduno di musica fiammingo, un evento in cui i gruppi si confontano senza esclusione di colpi. Dries, famoso scrittore, sembra l’uomo giusto, ma per entrare nella band deve inventarsi un’invalidità: finge così di non saper suonare la batteria. Dries si fa coinvolgere dallo strano fascino dei musicisti, ma col tempo finisce per essere lui a manipolarli, provocando tra loro un feroce odio reciproco. Anche se, come spesso accade, non tutto è come sembra.

Experiment, The — Cercasi cavie umane

Convincente pellicola su venti uomini che accettano di partecipare a un esperimento di psicologia comportamentale nel quale fingeranno di stare in prigione per due settimane, alcuni come carcerati, altri come guardie. Manco a dirlo, andrà tutto storto. Una storia perfetta in tempi di Survivor e di Grande Fratello, sebbene ispirata a un fatto reale degli anni Settanta. Noto anche come The Experiment.

En compagnie d’Antonin Artaud

Pellicola lenta, ambientata nel 1946, sulla singolare amicizia nata tra Jacques Prevel (Barbé), uno smanioso giovane poeta senza un soldo e Artaud (Frey), il brillante, ma angosciato, introverso e tossicodipendente scrittore/attore/intellettuale, dopo le dimissioni di quest’ultimo da un ospedale psichiatrico. Un’esperienza davvero deprimente, di sicuro interesse per gli ammiratori di Artaud. Girato in bianco e nero. Nel 1993, Mordillat aveva co-diretto il documentario The True Story of Artaud the Momo.

Easiest Way, The

La Bennett ascende dalla miseria nera a una vita di lussi dopo essere diventata amante del magnate della pubblicità Menjou, ma si trova lacerata quando si innamora del giornalista Montgomery. Adattamento al ribasso della nota pièce teatrale sulle donne e i soldi: comincia alla grande, per poi accartocciarsi sul solito melodramma da triangolo amoroso per soddisfare lo Hays Office. Gable ha una parte piccola ma significativa, nel suo primo lavoro da stipendiato della Mgm.

Elizabeth of Ladymead

Coinvolgente film a metà fra dramma e commedia in quattro episodi, firmata dalla coppia Wilcox-Neagle, marito e moglie. La seconda è affascinante nei panni di una castellana inglese che accoglie a casa quattro mariti da quattro differenti guerre in giro per la Gran Bretagna. Un importante trampolino per la protagonista, non ebbe grande successo quando uscì, mentre oggi risulta intrigante per come racconta la posizione della donna nella società inglese. Alcune versioni durano 90 minuti.

Elmer the Great

Brown dà il meglio di sé nei panni del giocatore di baseball che dà il titolo al film, uno spaccone che riesce ad entrare nella Major League con i Chicago Cubs. Basato su una commedia di Ring Lardner e George M. Cohan, è il secondo film della trilogia di Brown sul baseball, seguito da Alibi Ike. Originariamente prodotto come Fast Company; poi rimaneggiato come The Cowboy Quarterback.

Electra Glide

Un violento film incentrato su Blake, un poliziotto di pattuglia in autostrada che cerca di compensare col cervello ciò che gli manca in altezza. Spettacolari le sequenze d’azione e buona caratterizzazione dei personaggi. Con un’occhiata rapida, potreste intravedere Nick Nolte nei panni di un hippie in una comune. Panavision.

E Johnny prese il fucile

Morbosa versione cinematografica del romanzo di Trumbo su un caso disperato della prima guerra mondiale; ha l’apertura e il climax che sono davvero commoventi, ma tutto il resto nel mezzo è prolisso, pretenzioso o dilettantistico.

Ehi, ci stai?

Un giovane donnaiolo incontra la sua controparte quando si innamora della figlia di un giocatore d’azzardo ubriacone indebitato col boss. Mediocri storie di malviventi alla Toback, integrate in una convenzionale cornice romantica. Banale, cupo e monotono fino all’apatia.

Estranea fra noi, Una

La poliziotta newyorkese Griffith va a vivere nella comunità chassidica di religiosi ebraici per scoprire chi, all’interno, ne ha ucciso un membro. Intrigante all’inizio, ma la storia si va a impantanare e non trova più la strada giusta, soprattutto nello stiracchiato finale. La Griffith è sorprendentemente credibile nei panni di una donna-poliziotto.

Escape 2000

Sgradevole copia di La pericolosa partita, ambientato in una società futura in cui si dà la caccia ai criminali rinchiusi in un ambiente controllato. Titolo originale: Turkey Shoot. Esageratamente violento. Diffidare della versione alternativa da 80 minuti. Panavision.

È fuggita una stella

Insipido racconto con una giovane star del cinema (Powell, al suo debutto) che si ribella, fugge e si unisce al Ccc (Civilian Conservation Corps), a raccogliere pomodori e a mescolarsi con ragazzi “normali”. Duro da sopportare, se non fosse per qualche numero musicale e la presenza di Fields e della sua legnosa nemesi di sempre, McCarthy.

Edipo Re

Questa trasposizione cinematografica dell’opera di Sofocle è adatta agli studenti che il giorno dopo dovranno farci sopra un compito, gli altri la apprezzeranno assai meno. Statico, nonostante il cast.

Erik il vichingo

Terry Jones, ex componente del gruppo comico inglese dei Monty Python, rilegge alla sua maniera ironica e grottesca la leggenda del guerriero vichingo Erik il rosso. Stanco di compiere azioni riprovevoli, Erik decide di porre fine all’era di Ragnarik – dove gli uomini combattono e uccidono – per iniziarne una nuova di pace e prosperità. Ma qualcuno non è d’accordo. Nonostante il bravo Tim Robbins e la presenza di John Cleese (anche questi ex Monty Python), il film riesce a divertire solo a tratti.
(andrea tagliacozzo)

El Cjorro

Remake del film argentino L’ultima carica del 1946: Taylor è un ruvido capitano dell’esercito che combatte il fuorilegge Randell, la cui banda è composta da disertori. Onesta pellicola d’azione. Superpanorama 70.

ESP – Fenomeni paranormali

Lance Preston assieme alla troupe televisiva di ESP Fenomeni Paranormali, uno show televisivo che si occupa di dare la caccia ai fantasmi, stanno girando un episodio della serie all’interno dell’Ospedale Psichiatrico abbandonato di Collingwood, dove da anni vengono segnalati alcuni fenomeni inspiegabili.

Nel nome della buona televisione, la troupe decide volontariamente di chiudersi per l’intera notte dentro all’edificio per poter eseguire delle indagini sul paranormale e catturare il tutto per mezzo delle loro telecamere.

Ma ben presto i membri della troupe si rendono conto che l’edificio è ben più che semplicemente ‘abitato dai fantasmi’ – esso è vivo – e non ha alcuna intenzione di lasciarli andar via. E così si ritrovano persi in un intricato labirinto di atri e corridoi sterminati, dove vengono continuamente terrorizzati dai fantasmi degli ex-pazienti dell’ospedale.

Ben presto iniziano a mettere in discussione la loro stessa sanità mentale, e via via scivolano sempre di più nel baratro della follia.

Alla fine, scopriranno la verità che si cela dietro all’oscuro passato dell’ospedale … dove gireranno quello che si rivelerà essere l’ultimo e definitivo episodio del loro tv show.

Ecco la felicità

Un banchiere distribuisce il suo denaro per rendere felice il prossimo, ma i suoi futuri eredi, preoccupati, lo fanno internare in un manicomio. Riuscito ad evadere, il presunto matto deruba la propria banca e riprende la sua attività filantropica. Una divertente commedia dai toni favolistici interpretata da un ottimo Michel Simon. Dialoghi di Jean Cocteau.
(andrea tagliacozzo)

Empire

Uno spacciatore del South Bronx (Leguizamo) è il migliore tra la sua cerchia, ma è fuori dal giro non appena rimane coinvolto in un piano con un mago della finanza di Wall Street (Sarsgaard). Premesse intriganti, ma la trama ha alcune mancanze e gli stereotipi spagnoli risultano a volte addirittura imbarazzanti. La Rossellini compare nelle insolite vesti di una signora della droga colombiana. Super 35.

Entrapment

L’agente assicurativa americana Zeta-Jones convince il suo capo a lasciarla adescare l’imprendibile ladro d’opere d’arte Connery: nasce così una gigante caccia al ladro che si svolge tra Londra e Kuala Lumpur. Le due star si guardano sempre con piacere e la pellicola è ricca di scene d’azione da ginnasti, ma il tutto risulta piuttosto piatto. Connery ha collaborato nella produzione esecutiva. Panavision.

Eyes of Hell

Uno “shocker” a basso costo con sequenze in 3-D, imperniato su un’antica maschera azteca che provoca allucinazioni e la conseguente morte di chi la indossa. Le parti in 3-D sono state assemblate dal rinomato maestro del montaggio Slavko Vorkapich. Uscito inizialmente come The Mask.

Erano tutti miei figli

Tratto dall’avvincente dramma di Arthur Miller: alla fine della seconda guerra mondiale, un soldato (Lancaster) di ritorno dal fronte scopre che suo padre (Robinson), imprenditore, ha venduto prodotti difettosi all’aeronautica militare, con tragici risultati. Ben interpretato, ma verboso e troppo incline alla predica.

Enrico V

Helier, Ernest Thesiger, Max Adrian, George Cole, Felix Aylmer, Robert Helpmann, Freda Jackson, Jimmy Hanley, John Laurie. L’eccellente adattamento cinematografico firmato da Olivier a partire dal dramma di Shakespeare è un film tutto da gustare, realizzato con grande ricchezza coloristica e incorniciato dall’ingegnosa presentazione di una tipica performance cinquecentesca del Globe Theater. La pellicola è valsa all’attore-regista un Oscar speciale “per quanto ha fatto in qualità di attore, produttore e regista nella trasposizione dell’Enrico V sul grande schermo”.

El Verdugo

Saga western un po’ troppo stagionata: lo sceriffo Brown insegue Reynolds, che sta scappando in Messico con una spedizione di armi da fuoco, ma poi incontra la leader guerrigliera Welch e se ne innamora. Reynolds ruba con facilità la scena.

Emil and the Detectives

Ampollosa versione dysneyana del libro per bambini di Erich Kastner. Racconta le vicende di un ragazzino che viene derubato e che decide di inchiodare il ladro con l’aiuto di alcuni giovani amici investigatori. Prodotto in Germania, dove il soggetto era già stato portato sullo schermo nel 1931.

Era mio padre

Siamo nell’Illinois nel 1931, la zona è controllata dal gangster irlandese John Rooney (Paul Newman) e dai suoi luogotenenti: il figlio Connor (Daniel Craig) e da Michael Sullivan (Tom Hanks), killer spietato e padre irreprensibile. Condor è geloso di Sullivan e così cerca di incastrarlo. Nell’agguato muoiono la moglie e uno dei figli di Sullivan, il quale, braccato, cerca di vendicarsi. Inizia così il viaggio tra Chicago e Perdition di Michael Sullivan e del figlio sopravvissuto di dodici anni. Padre e figlio, nella tragedia, si uniscono molto e imparano a conoscersi. Michael non vuole che il figlio segua le orme del padre, ma nello stato di emergenza in cui è non può fare a meno di coinvolgerlo in rapine e omicidi. L’onore tra uomini, l’amore famigliare e la paura sono i temi principali di
Era mio padre,
pellicola lanciata in pompa magna (probabile candidata all’Oscar), ma che risulta un po’ freddina nella sua perfezione. In alcuni momenti la sceneggiatura si spreca in banalità e luoghi comuni disarmanti. Ottima invece la realizzazione, dalle scenografie alla fotografia, dal montaggio alla recitazione. D’altra parte con due mostri sacri come Paul Newman e Tom Hanks non ci si poteva certo aspettare qualcosa di diverso. Certamente non da bocciare, ma neanche da promuovere a pieni voti.
(andrea amato)

Ed

Un nervoso lanciatore, nonché promessa delle serie minori del baseball, diventa compagno di stanza del nuovo terza base della squadra: un grosso scimpanzé. Nessuna ispirazione per questo film che lancia la star della serie Friends LeBlanc (oltre a costituire l’esordio hollywoodiano per il celebrato regista di documentari Couturié). Fallimentare come film d’intrattenimento per la famiglia, anche se a qualche bambino potrebbe piacere.

Elles

Ann (Juliette Binoche), giornalista affermata di un periodico femminile, vive con la sua famiglia in una bella casa parigina. Lavorando ad un’ inchiesta sulla prostituzione tra le giovani studentesse, incontra Alicja (Joanna Kulig) e Charlotte (Anaïs Demoustier). Le ragazze sono in realtà molto orgogliose di praticare questo “mestiere” e felici dell’indipendenza economica che ne ricavano. Gli incontri tra Ann e le due prostitute sono profondi e destabilizzanti tanto da indurla a mettere in discussione profondamente le sue certezze a
interrogarsi sulle sue più intime convizioni riguardanti la famiglia, il sesso e il denaro.

End of the Road

Keach e Jones offrono un’interpretazione pungente in un convincente adattamento cinematografico del bizzarro romanzo di John Barth, in cui un volubile insegnante di college inizia una relazione con la moglie di un professore. Tristan è superbo nel suo ruolo cruciale e complesso. Sceneggiatura di Dennis McGuire, Terry Southern e del regista.

Excalibur

Nascita, infanzia e vocazione di Artù, fino alla formazione dei Cavalieri della Tavola Rotonda, alla lotta contro gli incantesimi di Morgana e all’amore di Ginevra e Lancillotto. Su suggestioni New Age-Tolkien-metacinema (il Drago che è la Natura, Merlino-regista) e sempre a un passo dal kitsch (i Carmina Burana , Wagner…), Boorman – che nel 1972 aveva diretto Deliverance/Un tranquillo week-end di paura – ritrova nella leggenda alcuni dei suoi temi prediletti e si dimostra perfettamente a suo agio nel creare una visione particolarmente ambigua del Male e della Natura. Ne è venuto fuori un grande e rutilante spettacolo (del resto bisognava sostenere il confronto con il trionfante Spielberg, ma anche con Apocalypse Now ), pur se la limpidezza del connubio tra fiaba, allegoria e visione ne risulta intasata. Un film di crisi, sospeso e senza equilibrio tra Inghilterra, Irlanda e Hollywood, con momenti abbaglianti e un’atmosfera barbarica e artificiosa che oggi appare piuttosto datata. (emiliano morreale)

Entertaining Angels: The Dorothy Day Story

Biografia dettagliata di Dorothy Day (Kelly), leggendaria attivista cattolica, ambientata tra gli anni Venti e Trenta. La pellicola pone l’accento sullo sviluppo spirituale della protagonista, da giornalista e suffragetta nel Greenwich Village fino alla conversione alla chiesa cattolica romana e alla sua devozione per i poveri. Deludentemente superficiale.

Esecuzione al tramonto

Un cast intrigante sprecato in questa trita vicenda: lo sceriffo Agar è costretto a combattere i suoi concittadini per mantenere l’ordine e la legalità. Breve apparizione di Clint Eastwood nella parte di un aiutante al ranch.

Ecce Bombo

Lo studente universitario Michele alle prese con i difficili rapporti con la famiglia, gli amici e le ragazze. Nel suo primo film professionale, Moretti prende in giro se stesso e la sua generazione (quella dei giovani di sinistra di fine anni Settanta) ora con affetto ora con crudeltà, con risultati comici a tratti straordinari. Alcune frasi del film (“vedo gente, faccio cose”, “mi si nota di più se…”) sono entrate nel linguaggio comune.

Electric Dreams

Un soggetto classico, ma raccontato con lo stile dei videoclip, su un ragazzo “vecchio stile” che incontra una ragazza: l’intreccio si allarga poi a un triangolo, in cui il terzo incomodo e geloso è un computer. Una buona idea, che però si fa sempre più stupida con il passare dei minuti. Una nomination ai BAFTA Awards.

Edge of the World, The

La vita e la morte di una sperduta isola delle Shetland quando vengono evacuati i suoi cittadini. Un dramma avvincente, girato sull’isola di Foula, nel mare del Nord. Powell interpreta l’uomo sullo yacht nella scena d’apertura. Powell stesso con i superstiti del cast e della troupe sono tornati sul posto dopo quarant’anni per girare il documentario Return to the Edge of the World.

Elemento del crimine, L’

Siamo nel futuro e la Terra, in seguito a un olocausto, è minacciata dal dissesto ecologico: il malandato poliziotto Elphick si sottopone all’ipnosi per investigare al meglio su una serie di orribili omicidi in cui alcuni ragazze sono state fra l’altro mutilate. Un thriller surreale e che dà da pensare, pieno di citazioni da opere del passato: da Hitchcock, dai film noir, da Blade Runner. Notevole esordio per von Trier, anche sceneggiatore. Girato in Inghilterra.

Eva, la Venere selvaggia

Il mercenario Harris è sulle tracce dello scienziato folle Lawrence, che sta trafficando con cervelli di gorilla facendoli agire come robot. Non poteva essere peggiore: non va neanche bene per ridere. Conosciuto anche come Kong Island.

Efficiency Expert, The

Una piacevole farsa che segue l’evoluzione di Hopkins, un determinato consulente aziendale il cui comportamento è pressoché impermeabile dai variegati, divertenti e inefficienti lavoratori di una piccola fabbrica. Hopkins offre una performance comica notevole.

Eyes of Tammy Faye, The

Voce narrante originale di RuPaul Charles. Documentario su Tammy Faye Bakker-Messner, ex moglie del popolare televangelista Jim Bakker, e sul suo declino. Un’interessante cronaca dei ministri della televisione accecati dal desiderio di denaro, nonché un divertente ritratto dell’ex “first lady” del movimento.