Qualcosa di personale

Una giovane donna ambiziosa va a lavorare in una stazione televisiva di Miami con un veterano del giornalismo il quale deve formarla professionalmente e incitarla a diventare una perfetta reporter. Man mano che la loro relazione sboccia entrambi realizzano che per lei si avvicina il momento di andare avanti e aspirare a qualcosa di meglio per conseguire il successo nella televisione. Questa parafrasi di È nata una stella non ha nulla di eccezionale se non la Pfeiffer che alla fine dice “Qui è Mrs. Norman Maine”, eppure tutto funziona grazie al carisma degli interpreti. Sceneggiatura di Joan Didion e John Gregory Dunne. Una nomination agli Oscar per la miglior canzone.

Stardust

Stardust

mame cinema STARDUST - STASERA IN TV LA FAVOLA PER TUTTA LA FAMIGLIA scena
Una scena del film

Diretto da Matthew Vaughn, Stardust (2007) è ambientato in un universo immaginario, in cui il mondo umano confina con il regno magico di Stormhold. Il giovane Dunstan Thorn (Ben Barnes) riesce a entrare nel territorio di Stormhold e lì conosce la giovane principessa Una (Kate Magowan), che viene tenuta prigioniera da una strega. Tra i due è subito amore e, nove mesi dopo, a Dunstan viene consegnato un bambino, che viene chiamato Tristan.

Anni dopo, Tristan (Charlie Cox) è perdutamente innamorato di una ragazza del suo villaggio, Victoria (Sienna Miller), la quale però non lo ricambia. Anzi, essendo ansiosa di liberarsi di lui, gli dice che acconsentirà a sposarlo se lui le porterà della polvere di stella. Tristan parte dunque alla ricerca di questa polvere, dopo aver assistito insieme a Victoria alla vista di una stella cadente. E, sorprendentemente, incontra proprio quella stella, che sulla terra assume la forma di una ragazza di nome Yvaine (Claire Danes). Ma il cuore di una stella garantisce la giovinezza eterna e tre streghe vanno a caccia di Yvaine. Nel frattempo, il re di Stormhold muore e i suoi figli lottano tra di loro per ottenere il trono.

Chi porterà alla fine la corona di Stormhold? E riusciranno Tristan e Yvaine a non cadere preda delle terribili streghe? Ma soprattutto: Tristan tornerà al suo villaggio tentando di conquistare l’arrogante Victoria o sceglierà un’altra strada?

Curiosità

  • Il film è liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman. Lo scrittore, rendendosi conto che una trasposizione cinematografica sarebbe stata adatta agli adulti anziché ai bambini, ha dato quindi il beneplacito a Vaughn e Jane Goldman di accorciare la vicenda e di aggiungere tocchi di humor alla sceneggiatura.
  • Gli incassi sono stati complessivamente di 135.6 milioni di dollari a fronte di un budget di 88.5 milioni.
  • Accolto positivamente dalla critica, il film ha ricevuto il premio Hugo per la miglior rappresentazione drammatica, forma lunga nel 2008.
  • Nel marzo 2006, sono entrati nel cast Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Claire Danes, Charlie Cox e Sienna Miller. Vaughn ha scelto personalmente Danes, Cox e Pfeiffer, mentre le sue due scelte per il ruolo di Capitan Shakespeare erano De Niro e Jack Nicholson. Stephen Fry era entrato in trattative per il medesimo ruolo, ma Vaughn ha scelto De Niro al suo posto.
  • La lavorazione del film è cominciata ad aprile del 2006 ai Pinewood Studios di Londra. Le riprese si sono svolte anche a Wester Ross, in Scozia, all’Isola di Skye, ed in Islanda.
  • La colonna sonora del film è composta da Ilan Eshkeri. È stata pubblicata l’11 novembre 2007 da Decca Records.

Paura d’amare

Johnny è appena uscito di prigione. Riesce a trovare un lavoro di cuoco nella tavola calda dove lavora la cameriera Frankie. Tra quest’ultima, ancora giovane ma già delusa dagli uomini e dalla vita, e il nuovo arrivato nasce, anche se tra piccole difficoltà e ritrosie, una tenera storia d’amore. Le straordinarie interpretazioni di Pacino e, in particolare, della Pfeiffer elevano il film ben al di sopra degli standard del regista Garry Marshall (quello di
Pretty Woman
). Ottima anche la sceneggiatura di Terrence McNelly.
(andrea tagliacozzo)

Una vedova allegra, ma non troppo

Un killer della mafia viene ucciso dal proprio boss che l’ha colto in flagrante con la sua amante. La moglie del primo, rimasta vedova, decide di trasferirsi con il figlio a New York, ignara d’essere costantemente controllata da due agenti dell’FBI. Una curiosa commedia che, dopo un inizio stentato, prende rapidamente quota anche grazie all’apporto degli interpreti, tutti in grande forma, tra i quali lo stralunato e divertentissimo Matthew Modine, nei panni di uno dei poliziotti, e la bellissima Michelle Pfeiffer. Bravi anche Dean Stockwell (candidato all’Oscar) e Mercedes Ruehl, i quali non di rado rubano la scena ai due protagonisti. Ottima la regia di Jonathan Demme che, come al solito, fa un buon uso della nutrita colonna sonora. (andrea tagliacozzo)

Ricominciare ad amarsi ancora

Harry e Sue, coniugi di mezza età, sono in crisi. Il loro matrimonio sembra arrivato al capolinea. Lui torna a fare visita al vecchio quartiere del Bronx, dove ha passato gli anni di gioventù. I ricordi cominciano a riaffiorare: si rivede giovane e senza un soldo fidanzato alla ricca Sue contro il volere dei genitori di lei. Il film, inutile e artificioso, si ricorda soprattutto per l’esordio della ventiduenne Michelle Pfeiffer.
(andrea tagliacozzo)

La casa Russia

Il best-seller di John Le Carré adattato per il grande schermo dal commediografo e sceneggiatore Tom Stoppard. Un maturo editore inglese, costretto a diventare una spia per conto dei servizi segreti britannici e americani, va a Mosca per contattare la giovane Katya Orlova. La donna, che funge da tramite per un intellettuale in possesso di alcune preziose informazioni, rimane sentimentalmente coinvolta con l’editore. Ritmo lento e poca suspense per un atipico film di spionaggio in cui l’elemento più importante sembra essere la delicata storia d’amore tra i due i protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

I favolosi baker

A Seattle, i fratelli Frank e Jack Baker, pianisti jazz, si esibiscono in diversi locali della città con alterna fortuna. Per risollevare le sorti del duo, decidono di ingaggiare un’avvenente cantante, Susie Diamond. Le cose cominciano a girare per il verso giusto, anche se una storia d’amore nata tra Jack e Susie fa sorgere dei malumori tra i due fratelli. Ottimamente interpretata dai due Bridges, fratelli anche nella vita, e dalla sensualissima Pfeiffer, una commedia dolceamara intrigante e ben girata, ma non sempre all’altezza delle sue ambizioni. Prodotto, tra gli altri, da Sydney Pollack.
(andrea tagliacozzo)

Hairspray

Remake di Grasso è bello di John Waters. Ambientato nel 1962 a Baltimora, Hairspray racconta la corsa al successo della giovane Tracy Turnblad, un’esuberante adolescente dalle curve morbide che sogna di ballare al Corny Collins Show, programma televisivo dedicato alla musica e ai teenager.

L’età dell’innocenza

Da un piccolo classico della letteratura americana, un’opera che poteva sembrare una deviazione dai temi canonici dell’autore; ci si accorge però subito che è un film tutto di Scorsese, una eziologia del suo mondo, un film «antropologico» quanto
Toro scatenato
o
Quei bravi ragazzi
. La dinamica del clan è sempre la stessa, e il confronto con i modelli alti del cinema americano pure. Il sabotaggio del romanzo storico è sottilissimo, a partire dagli straordinari titoli di testa (dei grandi Saul e Elaine Bass) per arrivare alle improvvise increspature dello stile, che hanno insegnato molto alla Campion di
Ritratto di signora
. E poi era dai tempi di
Alice non abita più qui
che Scorsese (il più grande indagatore esistente del maschilismo italoamericano) non costruiva un ritratto femminile così partecipe e inquieto. Un film migliore del miglior Visconti, fratello del miglior Scorsese, cattivo, malinconico e geniale.
(emiliano morreale)

Le relazioni pericolose

La perfida marchesa di Montreuil usa l’ex amante, il non meno diabolico Visconte di Valmont, abile seduttore, per compiere vendette personali. La giovanissima Cecile e la sensibile Madame de Tourvel vengono irretite dal fascino del gentiluomo. Elegante versione dell’omonimo romanzo di Chordelos de Laclos (tratta dal lavoro teatrale di Christopher Hampton), sufficientemente raffinata e frizzante per accontentare sia la grande platea che i palati più difficili. Cast d’interpreti quasi perfetto in cui spiccano, in ruoli di contorno, due future star: Keanu Reeves e Uma Thurman. Il film uscì contemporaneamente a un’altra pellicola basata sullo stesso soggetto,
Valmont
di Milos Forman. Tre Oscar: a Glenn Close, migliore attrice, alle scene e ai costumi.
(andrea tagliacozzo)

Tutto in una notte

Un ingegnere, afflitto da una fastidiosa insonnia, scopre che la moglie lo tradisce. Durante un viaggio notturno a bordo della sua auto, l’uomo aiuta una ragazza a sfuggire da quattro pericolosi killer. Episodio apparentemente minore della filmografia di John Landis – decisamente lontano da capolavori come
The Blues Brothers
e
Un lupo mannaro americano a Londra
– anche se l’inimitabile stile del regista è ancora ben riconoscibile. Come in molti altri lavori di Landis, amici e colleghi del regista appaiono a sorpresa in piccoli ruoli cameo (tra questi si riconoscono David Bowie e Roger Vadim). Lo stesso Landis compare nei panni di uno dei killer iraniani (è quello imbranatissimo che in un inseguimento si tira la porta in faccia).
(andrea tagliacozzo)

Ladyhawke

Nel Duecento, in un borgo francese, un malvagio vescovo per gelosia ha trasformato due innamorati in animali: lui diventa un lupo di notte, quando lei è una bella fanciulla; lei è un falco di giorno, quando lui è un prode cavaliere. Probabilmente il miglior lavoro di un cineasta discontinuo e spesso impersonale come Richard Donner (Arma letale ). Merito soprattutto dell’ottima sceneggiatura di Edward Khmara e degli interpreti. Girato interamente in Italia, il film si avvale dell’ottima fotografia di Vittorio Storaro. (andrea tagliacozzo)

Le verità nascoste

Una donna, reduce da un incidente, vede fantasmi in casa: crede che il suo vicino di casa sia un assassino… Semplice quanto perfetto esercizio di stile costruito sul concetto di suspence, Le verità nascoste di Robert Zemeckis è un implacabile tour de force emotivo. Dietro questa storia di tradimenti inconfessati e omicidi, percorsa e interpretata correttamente da Harrison Ford (qui nella atipica parte del villain, pur sempre dal cuore tenero) e Michelle Pfeiffer, si alimenta un film dalle ricercate atmosfere hitchcockiane, ben esemplificate già dalla colonna sonora in stile Bernard Herrmann realizzata da Alan Silvestri. Ci chiediamo: che cosa cercava Robert Zemeckis, mentre costruiva la struttura di questo film, mentre lo realizzava? La risposta è semplice, forse scontata: il cinema. Ecco una sua dichiarazione: «Cinema e suspence sono fatti l’uno per l’altro. Cioè, ci sono certamente dei libri e degli spettatori teatrali davvero ricchi di suspence, ma penso che niente sia in grado di manipolare il tempo, spazio e tecniche di racconto quanto un film. Ho sempre desiderato mettermi alla prova nella regia di qualcosa di davvero terrificante e misterioso». Una casa di campagna, la cui tonalità di illuminazione varia a seconda della luce che la avvolge, una scena coniugale, alcuni oggetti, una stanza da bagno di un biancore che sfocia nel diafano, alcuni specchi, una collana, una chiave, una treccia di capelli biondi bastano per alimentare il percorso nel terrore macchinato da Zemeckis. Film di fantasmi, rumori, false piste e presenze auratiche (bellissima la sequenza della seduta spiritica), Le verità nascoste ci appare come un film blindato nella sua forma simile a un cristallo, anzi un diamante, difficile da scalfire. Film di pura forma, certo. Ma che affronta a testa alta le critiche di artificiosità, gratuità, che certamente lo toccheranno. Variazioni hitchcockiane: la coppia, e i complessi di colpa… con tutto quello che ne consegue: vertigini, figure circolari, o al limite spiraliformi. Zemeckis chiede un po’ di comprensione. Come nonno Hitch, vuole solo regalarci un pezzo di torta. Ma di altissima qualità. (rinaldo censi)

Scarface

Il cubano Tony Montana, sbarcato negli Stati Uniti assieme ad altri profughi, si fa rapidamente strada nell’ambiente criminale americano: prima come guardiaspalle di un boss della droga e poi, eliminato quest’ultimo, in proprio. La sua personalità psicotica finisce per provocarne il declino. Maestoso, debordante e violentissimo rifacimento del classico di Howard Hawks, diretto da un De Palma più barocco e delirante che mai. Il regista dilata i tempi della narrazione e accentua il rapporto incestuoso tra il protagonista e la sorella (interpretata da Mary Elizabeth Mastrantonio), già presente nell’originale ma ovviamente mitigato da Hawks per esigenze di censura. Straordinario Al Pacino, che sembra a tratti completamente in simbiosi con il suo personaggio. Sceneggiato da Oliver Stone (che aveva vinto l’Oscar con il copione di Fuga di mezzanotte). (andrea tagliacozzo)

Le streghe di Eastwick

Uno sconosciuto arriva ad Eastwick, un paesino della provincia del New England, insediandosi in una faraonica villa. L’uomo altri non è che il Demonio, giunto in paese per sedurre le giovani Alexandra, Jane e Sukie ed avere un figlio da ciascuna di loro. Una debordante favola horror diretta dall’abile George Miller che conferma le doti già intraviste nella serie
Mad Max
: un’accentuata propensione allo spettacolo e un uso disinvolto della macchina da presa. Jack Nicholson, memore della diabolica interpretazione di
Shining
, gigioneggia come non mai.
(andrea tagliacozzo)

Chéri

Ambientato nel sontuoso mondo delle cocotte d’alto bordo della Parigi Pre-Prima Guerra Mondiale, Chéri racconta la storia della relazione d’amore tra la bellissima e raffinata cortigiana Léa de Lonval (Michelle Pfeiffer) e Chéri (Rupert Friend), il figlio della sua vecchia collega e rivale Madame Peloux (Kathy Bates).

Léa introduce il viziato e inesperto ragazzo all’arte dell’amore ma, dopo sei anni, la madre, Madame Peloux, pianifica segretamente il matrimonio di Chéri con Edmée (Felicity Jones) la figlia di un’altra ricca cortigiana, Marie-Laure (Iben Hjejle). Con l’avvicinarsi della inevitabile separazione, Léa e Chéri cercano di affrontare la difficile situazione nel migliore dei modi. Tuttavia, più il tempo passa e maggiore è la consapevolezza che il loro amore ha delle radici profonde tali da fargli comprendere quanto l’uno sia importante per l’altro.