Broken Flowers

Single convinto appena scaricato dalla sua ultima ragazza, Don (Bill Murray) riceve una misteriosa lettera rosa. Il mittente, anonimo, è una sua ex. La donna gli rivela l’esistenza di un figlio di 19 anni, da poco partito alla ricerca del padre mai conosciuto. Spinto dal suo vicino di casa, Don parte per un viaggio attraverso il Paese, intrapreso allo scopo di incontrare quattro sue ex-fiamme (Frances Conroy, Jessica Lange, Sharon Stone e Tilda Swinton), ognuna delle quali potrebbe essere la madre del figlio mai conosciuto.
Già interprete di un riuscito episodio dell’altrimenti deludente Coffee & Cigarettes, Bill Murray torna a lavorare con Jim Jarmusch nel nuovo film del regista statunitense, Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes. Il protagonista di Lost In Translation , qui più intenso e stralunato che mai, regge da solo l’intera pellicola in una sorta di one man show nel quale entrano ed escono i divertenti personaggi di contorno, alcuni dei quali interpretati da comprimari di lusso come Jessica Lange e Sharon Stone. Jarmusch racconta la solitudine di un uomo cinico e tenero, cui Murray conferisce espressioni efficacissime. Quel che manca è una sceneggiatura convincente: a volte si ha la sensazione che Jarmusch abbia preferito affidarsi a un ottimo attore e al proprio indubbio mestiere, rinunciando a raccontare una storia, evocando più che narrando. Dedicato a Jean Eustache, regista francese morto suicida nel 1981 la cui foto campeggia tuttora sul tavolo da lavoro di Jarmusch. Gran Premio della Giuria e nomination alla Palma d’Oro a Cannes. (maurizio zoja)