Ho vinto la lotteria di Capodanno

Smessi momentaneamente i panni del ragionier Ugo Fantozzi, Paolo Villaggio indossa quelli di Ciottoli, uno sfigatissimo cronista di un quotidiano romano. Il pover’uomo, pieno di debiti, vessato dal direttore e dai colleghi, mentre sta maldestramente tentando il suicidio, apprende d’essere il vincitore della Lotteria di Capodanno. Il film segna un piccolo (ma proprio piccolo) passo in avanti rispetto agli ultimi film della serie
Fantozzi
, con qualche gag decisamente divertente, anche se il personaggio interpretato di Villaggio è lo stesso di sempre.
(andrea tagliacozzo)

Sogni mostruosamente proibiti

Il complessato Paolo lavora in una casa editrice di fumetti. Per sfuggire alla deludente realtà di tutti i giorni, ha creato nella sua fantasia la bellissima Dalia, con la quale immagina di essere coinvolto in mille avventure. Mentre si trova in un supermarket, il timido impiegato si ritrova, come per miracolo, davanti alla donna dei suoi sogni. Fin dal titolo, il film si rifà abbastanza spudoratamente a
Sogni proibiti
, il classico degli anni Quaranta con l’indimenticabile Danny Kaye. Inutile dire che con le sue gag stantie e un Villaggio sempre più ripetitivo il confronto con l’originale è praticamente improponibile.
(andrea tagliacozzo)

Scuola di ladri

Dalmazio, Egisto e Amalio, che pur non essendo cugini non si sono mai conosciuti, vengono riuniti da un misterioso zio, un tempo famoso lestofante, il quale, tramite i nipoti, vorrebbe continuare la sua disonesta attività. A questo scopo, impartisce loro un corso accelerato di truffa, furto e rapina. Ottavo film di Neri Parenti con Paolo Villaggio, del tutto simile agli altri sette, ma decisamente peggiore rispetto a quelli della serie
Fantozzi
.
(andrea tagliacozzo)

Natale a Miami

Giorgio, abbandonato e tradito da sua moglie Daniela, parte con l’amico Mario alla volta di Miami in Florida. Dopo poco scopre che è proprio l’amico ad essere l’amante della moglie. Per vendicarsi cede alle lusinghe di Stella, la giovane figlia di Mario, da sempre invaghita di lui.

I pompieri

Alcuni giovani di leva e qualche elemento più attempato formano la squadra numero 17 del corpo dei Vigili del fuoco di Roma. Sono in cinque, imbranatissimi, e, per la disperazione del loro comandante, durante le esercitazioni ne combinano di tutti i colori. Un’accozzaglia di vecchi e nuovi comici costituiscono, invece, il cast di questo filmetto senza pretese. Mediocre, come al solito, la regia di Neri Parenti.
(andrea tagliacozzo)

Superfantozzi

Quinta puntata della serie, che vede l’ormai universale e inossidabile maschera di Fantozzi andare su e giù per i secoli, dal paradiso Terrestre al più lontano e fantascientifico futuro, in diciotto episodi. Ricco di gag, ma solo poche sono realmente divertenti. Tra gli sceneggiatori, oltre ai «veterani» Villaggio, Benvenuti e De Bernardi, si sono aggiunti Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi subisce ancora

Quarto episodio della serie, il secondo diretto da Neri Parenti. La vita del ragionier Fantozzi è sempre più grigia e umiliante: dopo aver coperto i colleghi assenteisti al lavoro ed essere sopravvissuto a una disastrosa riunione di condominio, il nostro eroe scopre che Mariangela, la sua bruttissima figlia, è incinta. Di un mostro. Il film lascia poco spazio all’originalità: si tratta dei soliti lazzi, delle solite gag, dei già noti personaggi che se da un lato accontentano i fan, dall’altro lasciando indifferenti tutti gli altri. Una curiosità: la gag dell’aereo antincendio che pesca Fantozzi in mare e lo getta sulle fiamme di una foresta e straordinariamente simile a una delle sequenze iniziali di
Magnolia
, realizzato sedici anni più tardi da Paul Thomas Anderson.
(andrea tagliacozzo)

Paparazzi

Una banda di paparazzi si scatena a caccia di vip durante l’estate. Il film, in sé, è poco più di uno spreco di pellicola, ma – da un punto di vista sociologico – ha un valore documentaristico (decisamente involontario) come specchio dello scintillante jet set creatosi intorno alla tv degli anni Novanta: un campionario di divi, showgirl e vallette sgambettanti, tutti pronti a farsi fotografare e ad apparire a ogni costo. Una prova attoriale e registica ai limiti della sciatteria estrema, ma un ritratto (trash) della società italiana dell’epoca.

Le comiche

Nel tentativo di sfuggire a una locomotiva, due strambi individui, personaggi di un film comico, escono dallo schermo ritrovandosi nel mondo reale. Provano a cimentarsi in diversi lavori, ma finiscono puntualmente per combinare un sacco di guai. Il film, realizzato dal team dei vari
Fantozzi
, si rifà allo stile delle vecchie comiche del cinema muto. Il risultato, però, è solo parzialmente – per non dire quasi mai – divertente, nonostante gli sforzi dei due protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi alla riscossa

Ottavo film della serie (il quinto diretto da Neri Parenti). Fantozzi, da tempo in pensione, vuole dimostrare ai suoi ex datori di lavoro, che non lo hanno mai stimato, il proprio valore. Ma, per una ragione o per l’altra, ogni iniziativa intrapresa dal povero ragioniere finisce per risolversi in un inevitabile fallimento. Dopo la prova dignitosa di
Fantozzi va in pensione
, Villaggio e Parenti tornano alla solita routine. Le trovate comiche, sempre più ripetitive di pellicola in pellicola, raramente colgono il segno.
(andrea tagliacozzo)

Fantozzi contro tutti

Terza puntata della serie, diretta da Paolo Villaggio in collaborazione con Neri Parenti (che sarà il regista dei successivi quattro episodi). Nella società dove da anni lavora senza sosta il ragionier Ugo Fantozzi, viene nominato Direttore Totale un maniaco dello sport. Questi obbliga tutti i dipendenti, nessuno escluso, a partecipare a una massacrante corsa ciclistica. Diretto alla meno peggio e slegato nella narrazione, ma ricco di gag divertenti. (andrea tagliacozzo)

Fracchia contro Dracula

Per evitare il licenziamento, l’agente immobiliare Giandomenico Fracchia decide di portare a termine la vendita di un antico castello in Transilvania. Ma il povero impiegato ignora che il proprietario del maniero è niente meno che Dracula il vampiro. Un film senza capo né coda cucito su misura per le doti comiche di Paolo Villaggio. Gag risapute, ma qualche spunto divertente non manca. Neri Parenti ha iniziato a collaborare con Villaggio nel 1980 in
Fantozzi contro tutti
.
(andrea tagliacozzo)

Natale in crociera

Il Natale si avvicina e Paolo (Christian De Sica), un affermato professionista, ha progettato di spedire la moglie Francesca (Nancy Brilli) e il figlio in vacanza sulla neve per potersi dedicare completamente alla sua amante Magda (Aida Yespica). Le cose si complicano quando suo cognato Felice (Alessandro Siani) tenta il suicidio dopo una delusione amorosa. Paolo però vede proprio nelle sofferenze del cognato la soluzione ai suoi problemi così si offre di accompagnarlo in vacanza per distrarlo dalle pene amorose: in realtà il suo progetto è di abbandonarlo al suo destino e spassarsela con l’amante, alla quale prospetta a sua volta una splendida crociera ai Caraibi, scordandosi di menzionare la presenza del cognato.

Fratelli d’Italia

Il filo conduttore del film, diviso in tre episodi, è un’automobile a noleggio utilizzata nell’arco di tre giorni da altrettanti clienti: da un commesso romano che, spacciandosi per il figlio di un noto industriale, trascorre un week-end in compagnia di numerosi vip; da un giovane impiegato che vorrebbe portarsi a letto la moglie del principale; da un ragioniere, milanese e milanista, che, incautamente, dà un passaggio a due scalmanati tifosi romanisti. L’unico spunto realmente divertente (si fa per dire…) viene da quest’ultimo episodio, con un Massimo Boldi impegnato in un’improbabile imitazione del dialetto romanesco.
(andrea tagliacozzo)

Missione eroica – I pompieri 2

Una squadra di pompieri, formata da cinque imbranatissimi elementi, combina l’ennesimo pasticcio. I responsabili della caserma decidono di ricorrere ai ripari. I cinque vengono quindi affidati ad un istruttore fatto arrivare apposta dall’America. Questi si dimostra non meno folle dei suoi nuovi allievi. Regia migliore e più curata rispetto all’episodio precedente diretto da Neri Parenti, ma le trovate comiche sono comunque risapute e poco divertenti. (andrea tagliacozzo)

Fantozzi va in pensione

Settima puntata delle avventure del ragioniere più famoso d’Italia, ma con una punta di malinconia in più rispetto alle precedenti. Per Fantozzi, dopo anni di umiliazioni e duro lavoro, arriva l’ora di andare in pensione. L’evento si rivela fatalmente tragico: la noia prende presto il sopravvento. La regia, al solito, è piuttosto sciatta. Anche le trovate comiche si fanno ripetitive e spesso mancano il bersaglio. Ma per chi sa accontentarsi e per gli irriducibili fan dell’indomito ragionier Ugo il divertimento non manca.
(andrea tagliacozzo)

Natale in India

Il plurindagato faccendiere romano Fabio Detassis cerca in tutti i modi di liberarsi dalla marcatura di Enrico Paci, l’integerrimo magistrato incaricato di indagare sulle sua malefatte. Partito per una vacanza in India in compagnia della moglie e del figlio, vi incontra proprio il rivale, salutista e appassionato di yoga, anch’egli in compagnia del figlio. Raggiunto dal suo avvocato con fidanzata al seguito, incontra sulla sua strada anche due saltimbanchi e un rapper accompagnato dal suo manager. E un dubbio lo assale: come mai suo figlio è onesto e gentile mentre il figlio del magistrato è un pigro mascalzone? La sua memoria torna allora a sedici anni prima, allorché la clinica in cui nacque suo figlio fu colpita da un improvviso black out…

Che bello sarebbe stato, almeno quest’anno, ridere di gusto delle battute di Christian De Sica e vedere la strepitosa mimica di Boldi caratterizzare una macchietta diversa dal solito. O appassionarsi, almeno un po’, alla storia raccontata da Neri Parenti. Niente di tutto questo. Nonostante il grande successo di pubblico fatto registrare durante il primo weekend di programmazione, l’immancabile film-panettone del trio Boldi-De Sica-Parenti si regge su spunti a dir poco esili, scaturiti dalla scarsa vena dello stesso regista e dei cosceneggiatori Fausto Brizzi, Lorenzo De Luca e Marco Martani. Si ride a denti stretti, ma solo a tratti, grazie a battute di una banalità sconcertante che fortunatamente si succedono a buon ritmo, permettendo a un lazzo di De Sica di far dimenticare il precedente frizzo di Boldi (e viceversa). Ma i due campioni del botteghino non sono i peggiori fra i membri del cast assemblato da Parenti. I Fichi d’India ripetono se stessi fino alla nausea, tanto che persino i loro personaggi si chiamano Max e Bruno, proprio come chi li interpreta. Enzo Salvi è un rapper tanto fastidioso quanto scontato nella sua caratterizzazione, così come l’avvocato napoletano interpretato da Biagio Izzo. Forse tra vent’anni diventerà un film di culto, come sembra stia accadendo al suo «antenato»
Vacanze di Natale.
Oggi
Natale in India
è solo un brutto film.
(maurizio zoja)

Pappa e ciccia

Il film è diviso in due episodi: nel primo, Lino Banfi è un meridionale emigrato in Svizzera che, sebbene abbia trovato solo un modesto lavoro da imbianchino, ai parenti rimasti in Italia fa credere di essere diventato miliardario speculando in Borsa; nel secondo, Paolo Villaggio è un impiegato che si concede un’allucinante e disastrosa vacanza in Kenya. Tutto suona già scontato e solo raramente qualche gag riesce a strappare una risata.
(andrea tagliacozzo)

Natale in Sudafrica

Carlo (CHRISTIAN DE SICA) è in vacanza in Sudafrica con l’amata Susanna (BARBARA TABITA), la sua seconda moglie. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando, per uno strano scherzo del destino, incontra il fratello minore Giorgio (MAX TORTORA) in compagnia della moglie Marta (SERENZA AUTIERI). Tra i due non corre buon sangue: in passato sono stati soci in affari ma Giorgio ha truffato il fratello portandogli via il patrimonio e la moglie. Carlo però ha saputo risalire la china e, grazie anche all’amore di Susanna e all’incontro con un nuovo giovane socio, è riuscito a dimenticare la sua ex e a ritornare ricco come prima, anzi molto di più. La cosa sorprende Giorgio e ancora di più Marta che si convince di avere scelto il fratello sbagliato. Giorgio al contrario di Carlo è, infatti, riuscito a dilapidare il patrimonio che aveva scippato al fratello. Tuttavia un’amara sorpresa attende Carlo che, al suo rientro in albergo, scopre di essere stato ancora una volta pugnalato alle spalle e lasciato in bolletta dal nuovo socio. Senza più un soldo per pagare il conto del lussuoso albergo, lui e Susanna sono costretti a fuggire di nascosto dall’hotel e a trasferirsi in una bettola. Ma sia Carlo che Giorgio sono intenzionati a recuperare le fortune perdute ed entrambi iniziano ad escogitare una serie di stratagemmi per cercare di truffarsi a vicenda. Galeotto sarà un viaggio attraverso la Savana…

Massimo Rischio (Massimo Ghini) è un noto chirurgo ed è amico di vecchia data di Ligabue, detto Bue, (Giorgio Panariello), un ricco macellaio toscano. I due decidono di regalarsi per Natale una vacanza-safari nella Savana per partecipare alla leggendaria caccia grossa insieme ai loro rispettivi figli: Laura (Laura Esquivel) e Vitellozzo (Alessandro Cacelli), da sempre fidanzatini. Intanto in un bioparco italiano la bellissima Angela (Belen Rodriguez), una giovane entomologa italo-argentina, riceve un’inaspettata notizia: è stata trovata traccia nella Savana del mitico Lepidotterus Ceruleus Paradisiacus, meraviglioso insetto a cui Angela ha dedicato anni di ricerca. Senza perder tempo, la bella studiosa parte alla volta del Sudafrica. Durante il volo si imbatte in Massimo e Ligabue, ma l’incontro non è dei migliori. Arrivata a destinazione, la ragazza scopre con disappunto di alloggiare nel loro stesso albergo. Dopo una cena, durante la quale Massimo e Ligabue tentano maldestramente di corteggiarla, Angela decide di fare buon viso a cattivo gioco e di sfruttare i due amici per farsi aiutare nella ricerca del rarissimo insetto. Mentre Massimo e Ligabue si contendono le attenzioni della bella entomologa, Laura si trova a dover scegliere fra il proprio fidanzato Vitellozzo e lo spasimante Mauro (Brenno Placido), che l’ha raggiunta a sorpresa nel luogo di vacanza…

Casa mia, casa mia…

Il milanese Mario Bartoloni, dipendente di una grande gioielleria, viene trasferito a Roma. Il cambio di casa che ha effettuato con un collega, però, si rivela una fregatura: l’appartamento dove dovrebbe andare a vivere è sotto sfratto. A Mario non resta che trovare un’altra sistemazione. Renato Pozzetto, reduce dall’ottima prova di
Da grande
, è più misurato del solito. Altrettanto non si può dire del regista Neri Parenti, che tornerà a dirigere Pozzetto nei due episodi de
Le comiche
.
(andrea tagliacozzo)

Scuola di ladri – Parte seconda

Seguito di
Scuola di ladri
, realizzato l’anno prima dallo stesso team. I cugini Dalmazio ed Egisto si incontrano casualmente in una lussuosa villa che entrambi intendevano svaligiare. Miracolosamente scampati alla cattura della polizia, i due, rendendosi conto di aver bisogno di una più curata organizzazione per riuscire nelle loro imprese, chiedono aiuto allo zio che già una volta li aveva beffati. Già il primo film non brillava per qualità. Questo sequel è ovviamente peggiore.
(andrea tagliacozzo)

Natale a Beverly Hills

Nuovo capitolo del Natale di Neri Parenti: due episodi ambientati sulle spiagge di Beverly Hills.
Cristina (Sabrina Ferilli) incontra per un caso fortuito a Los Angeles, diciassette anni dopo, Carlo (Christian De Sica), il mascalzone che l’aveva abbandonata incinta di sette mesi e che oggi, cinquantenne, vive ancora come un gigolo insieme a una donna molto più vecchia di lui.
Serena (Michelle Hunziker) e Marcello (Alessandro Gassman) sono in procinto di sposarsi ed entrambi organizzano una festa per dire addio alla loro vita da single. Ma durante il party Serena s’imbatte in Rocco, vecchio compagno di liceo di Marcello. Tra i due non succede nulla, ma Serena, in preda a un’amnesia da dopo sbornia, è convinta di avere tradito il futuro marito…

Bodyguards-Guardie del corpo

Tre guardie del corpo devono badare a una showgirl, un altro al cane di Anna Falchi, il terzo a Luca Laurenti… Una breve premessa. Non si può giudicare un film o un filone in base agli incassi (vecchio discorso liquidato da una battuta di
Cuore
: «Mangiate merda. Cento miliardi di mosche non possono sbagliare»). Però, di fronte alla commedia becera, di cassetta, dei vari Vanzina, Oldoini, Neri Parenti, sarebbe anche scorretto rigettare tutto con sdegno, facendo finta che ogni Natale milioni di spettatori spediscano al cinema la loro controfigura deleteria e che qualsiasi cosa compaia in questi film sia necessariamente schifosa.

Questo per dire che sì,
Bodyguards
è un film di lazzi piuttosto meschini, di tipi che si compiacciono della propria idiozia e di spezzoni di calendari con belle figliole nude-look. Una formula collaudata, di per sé poco interessante. Tuttavia, stavolta, ci sono almeno 20 minuti di grande cinema che ci sentiremmo di consigliare a chiunque. Parliamo della parte di film in cui Boldi finisce per badare il cane di Anna Falchi dentro lo zoo in cui stanno scattando le foto per il prossimo calendario della ragazza. Con modestia ed efficacia, Boldi sottopone il suo personaggio alla parata animalesca con cui si sono cimentati prima o poi tutti i grandi del passato e del presente, dai Marx (
Animal Crackers
) a Jim Carrey, passando per il geniale belga Alfred Machin che, ai tempi del muto, fece della animal comedy un vero e proprio marchio di fabbrica.

Neri Parenti, tutt’altro che stupido, sa che quella è la parte buona del film, e attribuisce ai suoi personaggi nomi in tema (Leone, Pecora, Marmotta sono i cognomi dei tre carabinieri…), suggerendo una similitudine lusinghiera per i suoi attori. Il resto è tette, camei televisivi, battutacce dialettali. Ma se 20 minuti di cinema, coi tempi che corrono, vi sembran pochi…
(giacomo manzoli)

Natale a New York

Un giovane chirurgo (De Luigi), si reca a New York in viaggio di nozze. Il suo chirurgo, lo spietato professor Benci (Bisio), lo obbliga a portare un dono al figlio, studente con il cugino in una università della Grande Mela. I due, a differenza di quanto lascino credere alle rispettive famiglie, sono perfetti fannulloni. Ma anche il primario, che li raggiunge inaspettatamente, rivela una doppia personalità. Intanto, Lillo (De Sica), un ex cantante di piano bar, si invaghisce della bella Barbara (Ferilli), essendone ricambiato. Entrambi sono però sposati con coniugi facoltosi, e un loro tradimento li priverebbe di qualunque eredità. Per evitare che ciò accada, Lillo fa di tutto per far sì che Claudio (Ghini), il marito di Barbara, apra gli occhi sull’infedeltà della moglie…

Dopo la “scissione” della coppia d’oro dei film natalizi, con De Sica rimasto fedele a Neri Parenti e Massimo Boldi accasatosi alla corte dei Vanzina, l’immancabile «cinepanettone» sullo sfondo della rutilante metropoli a