Zorba il greco

Versione riflessiva e gustosa del racconto di Nikos Kazantzakis. Quinn è entusiasmante nei panni del personaggio del titolo, un robusto contadino, mentre Bates è un intellettuale inglese suo compagno. La Kedrova vinse un Oscar per la sua interpretazione di una prostituta morente, al pari della fotografia (di Walter Lassally) e delle scenografie. Indimenticabile la colonna sonora di Mikis Theodorakis. Sceneggiato dal regista. In seguito diede origine a un musical di Broadway. Due premi in totale dall’Academy e altre quattro nomination.

Lawrence d’Arabia

Nel 1926, un tenente dell’esercito britannico arriva al Cairo per tenere sotto controllo la rivolta degli Arabi contro i Turchi. L’inglese si ritrova a guidare i ribelli attraverso il deserto del Nefud per un attacco di sorpresa alla base turca di Akaba. Epico e spettacolare, come molti dei più noti lavori di David Lean, ma tutt’altro che banale nella costruzione del personaggio, affascinante ma ambiguo. Merito anche della sceneggiatura di Robert Bolt e Michael Wilson, tratta in gran parte da I sette pilastri della saggezza, l’autobiografia dello stesso Lawrence. Vincitore di sette premi Oscar: miglior film, regia, montaggio, colonna sonora, fotografia, suono e scenografia.
(andrea tagliacozzo)

I cannoni di Navarone

In Grecia, durante la seconda guerra mondiale, a un commando alleato viene affidato il difficile compito di attaccare e distruggere una batteria di cannoni tedesca piazzata su un’isoletta, all’imbocco di uno stretto. Spettacolare film bellico tratto dall’omonimo romanzo di Alistair MacLean, ben costruito intorno a un cast d’eccezione. Grande successo di pubblico, tutto sommato ampiamente meritato. Premio Oscar 1961 per gli effetti speciali e due nominations per il film e per la sceneggiatura non originale (di Carl Foreman).
(andrea tagliacozzo)

Contro tutte le bandiere

Verso la fine del Seicento, in un’isola del Madagascar, alcuni pirati proclamano una repubblica indipendente. Il governo inglese, preoccupato, decide di correre ai ripari. L’ufficiale britannico Brian Hanke si finge disertore e, infiltratosi tra le fila dei corsari, riesce a sabotare le difese del porto principale. Un film di cappa e spada piuttosto mediocre, ma vivacizzato dalla presenza di Errol Flynn, in una delle ultime apparizioni decenti nel genere avventuroso.
(andrea tagliacozzo)

Gli eroi del Pacifico – La pattuglia invisibile

Nelle Filippine, le truppe americane sono costrette ad arrendersi ai giapponesi. Ma la coraggiosa resistenza della popolazione locale e gli interventi isolati di alcuni reparti statunitensi rendono ancora aperta la partita. John Wayne e il regista Edward Dmytryk danno lustro a un film di guerra non troppo originale, ma più che dignitoso. L’anno seguente, Dmytryk restò parzialmente in tema bellico con
Anime ferite
, dove affrontò il problema dei reduci dal secondo conflitto mondiale.
(andrea tagliacozzo)

La via dei giganti

Storia di risse alla DeMille ambientata durante la costruzione della prima ferrovia transcontinentale; McCrea (l’eroe), Donlevy (il cattivo) e Stanwyck (con un forte accento irlandese!) presa tra McCrea e il piacente piantagrane Preston. Scene d’azione, incluso uno spettacolare scontro tra treni, attacchi indiani e seguenti salvataggi a cavallo lungo la ferrovia sono d’obbligo.

Sangue e arena

Il regista (Mamoulian) e gli interpreti (Tyrone Power e Linda Darnell) de
Il segno di Zorro
tornano dopo un anno per una nuova versione di un famoso film del ’22 con Rodolfo Valentino. L’intrepido torero Juan, conquistato il successo sull’arena e divenuto ricco e famoso, s’innamora di un’affascinante avventuriera e lascia la moglie. Regia elegante, attori perfetti, con una straordinaria e bellissima Rita Hayworth. Nuovo remake nell’89 intitolato
Ossessione d’amore con Sharon Stone nella parte della protago
nista.
(andrea tagliacozzo)

Misery non deve morire

Uno scrittore, precipitato da una scarpata a bordo della sua auto, viene salvato da morte certa da un’infermiera. La donna, che si dichiara una sua grande fan e lo ospita nella sua villetta isolata tra le montagne, si rivela poi essere una psicopatica. Dopo
Stand By Me
(tratto da
The Body
), Rob Reiner porta sul grande schermo un altro racconto di Stephen King e fa nuovamente centro realizzando un thriller che inchioda alla poltrona lo spettatore. Merito della sua riuscita si deve anche alla straordinaria Kathy Bates, fino ad allora sconosciuta ai più, che vinse l’Oscar 1990 come migliore attrice protagonista.
(andrea tagliacozzo)

L’uomo venuto dal Kremlino (Nei panni di Pietro)

Il papa Quinn, un russo che ha passato vent’anni come prigioniero politico in Siberia, cerca di sventare il rischio di una guerra atomica e di eliminare la miseria nella Cina comunista per metà del film, mentre il corrispondente Janssen cerca di risolvere i suoi insignificanti problemi coniugali per il resto del tempo. Un buon cast sprecato in questo superficiale adattamento del best-seller di Morris L. West, fiaccamente diretto da Anderson.

Il profumo del mosto selvatico

Un giovane uomo appena tornato dalla seconda guerra mondiale, combattuta oltreoceano, aiuta una donna attraente fingendo di essere suo marito, in modo da appianare l’ira del padre di lei alla notizia che è incinta. Ovviamente, non si innamora di lei ma della sua famiglia, e della loro meravigliosa tenuta nella Napa Valley. Sfacciatamente romantico e all’antica, perfino sdolcinato, con le scene casalinghe che ricordano Come l’acqua per il cioccolato, dello stesso regista. Se vi va di investirci, funziona — perlomeno fino al finale. Ispirato a Quattro passi tra le nuvole (1942) di Alessandro Blasetti.

Gesù di Nazareth

Realizzato per la televisione italiana e distribuito anche in moltissimi paesi stranieri, il film narra vita, morte e resurrezione di Gesù, tratta dal Vangelo e da alcuni racconti apocrifi. Difeso strenuamente dalla Chiesa cattolica, acclamato da buona parte della critica nordamericana, la versione ridotta proposta nelle sale ricevette accoglienza negativa. La sceneggiatura è di Anthony Burgess che non apprezzò le scelte di regia compiute da Zeffirelli.

Gioco perverso

Il giovane Nicholas, londinese, giunge a Phraxos, un’isola dell’Egeo, per insegnare in una scuola del posto. L’inglese capita quasi per caso in una villa fatiscente dove fa la conoscenza di uno psichiatra di nome Lambros. Nicholas torna ripetutamente a trovare il misterioso individuo che, ogni volta, si presenta al giovanotto con una nuova identità. Film confuso e pretenzioso. Poco interessante, nonostante il cast.
(andrea tagliacozzo)

Revenge

L’americano Jay Cochran, recatosi in Messico per ritrovare un amico di vecchia data, il boss Tibey Mendez, s’innamora, ricambiato, della giovane moglie di questi, Miryea. La vendetta del messicano sarà spietata. Il film, contrariamente alle previsioni – la presenza del divo Kevin Costner e del regista di
Top Gun
lasciavano sperare in un grande successo – si rivelò molto fiacco al botteghino. Il carisma degli attori non basta per risollevare le sorti di un film nato con il piede sbagliato.
(andrea tagliacozzo)

Selvaggio è il vento

Nel Nevada, un ricco allevatore di origini italiane decide di sposare la sorella della defunta moglie. La donna, appena arrivata dall’Italia, trova difficoltà ad ambientarsi. Quindi, delusa dall’atteggiamento del marito, si lascia sedurre da un giovane dipendente. Ottima la Magnani, che ottenne la nomination all’Oscar (già vinto due anni prima con
La rosa tatuata
). Il film, eccessivamente costruito, non si può dire altrettanto riuscito.
(andrea tagliacozzo)

Ombre bianche

Dal romanzo «Top of the World» di Hans Ruesch, un’ambiziosa coproduzione italo-franco-inglese completamente girata tra i ghiacci del Polo. Inuk, un tranquillo esquimese, uccide un bianco che lo ha disonorato, rifiutando di andare con la moglie, che lui gli aveva offerto secondo un’antica usanza di ospitalità locale. Film minore di Nicholas Ray, malgrado l’eccellente interpretazione di Anthony Quinn nei panni del nativo esquimese. Straordinaria anche la fotografia.
(andrea tagliacozzo)

Cara mamma, mi sposo

A trentacinque anni, Danny Muldoon, corpulento poliziotto di Chicago, vive ancora con la madre Rose, una bisbetica signora irlandese. Quando il giovanotto decide di sposare l’italoamericana Theresa, estetista in una impresa di pompe funebri, la madre fa di tutto per dissuaderlo dai suoi propositi. I momenti migliori di questa deliziosa commedia sono le fantasie del protagonista che vedono la madre, interpretata da una formidabile Maureen O’Hara, in constante pericolo. Bravo anche John Candy. Apparizione a sorpresa per Macauly Culkin, lo scatenato ragazzino di Mamma ho perso l’aereo . (andrea tagliacozzo)

Il magnate greco

Pellicola ispirata alla vita di Aristotele Onassis. Partendo quasi dal nulla, Theo Thomasis riesce a diventare uno degli uomini più ricchi del mondo. Ad un ricevimento, l’uomo conosce il futuro presidente americano James Cassidy e la moglie di questi, Liz. Qualche anno più tardi, la donna, dopo la prematura scomparsa del marito, sposerà il miliardario. Interpreti e regista di consumato mestiere non riescono a salvare un film colmo di banalità (a partire dalla ridicola sceneggiatura di Morton S. Fine, Nico Mastorakis e Win Wells).
(andrea tagliacozzo)

La stirpe degli dei

Dopo aver portato a termine una delicata missione a Cuba, un agente francese della CIA apprende da un collega americano che nella sede di Parigi agisce un gruppo di traditori denominato Topaz. Dall’omonimo romanzo di Leon Uris, un film minore di Alfred Hitchcock, appesantito dall’ingarbugliata sceneggiatura di Samuel Taylor. Il regista girò altri due finali alternativi che poi decise di scartare (le scene in questione si possono trovare nella versione su laser disc distribuita negli Stati Uniti).
(andrea tagliacozzo)

La venticinquesima ora

Nel 1940, in Romania, un contadino viene deportato come ebreo perché il capo della polizia vuole rubargli la giovane sposa. Riesce a scappare a Budapest, ma, nuovamente arrestato dai nazisti, se la cava solo accettando di entrare nelle SS. Un film intrigante, ma non completamente riuscito, nonostante il notevole apporto degli interpreti. Le musiche sono di Georges Delerue, collaboratore abituale del regista Truffaut.
(andrea tagliacozzo)

La storia del generale Custer

Cadetto inquieto, Custer diventa generale per errore ma poi si rivela ottimo ufficiale: non scamperà però al massacro di Little Big Horn. Così limpidamente classico che oggi forse non sembra nemmeno bellissimo, legato com’è al fascino spaccone di Errol Flynn e ai dinieghi di Olivia de Havilland. Di Walsh ci sono molto più vicini l’avventura convulsa di Tamburi lontani , il noir di Notte senza fine o il meraviglioso romanticismo de Gli amanti della città sepolta . E poi, dopo Il piccolo grande uomo , come si fa a guardare il massacro di Little Big Horn dalla parte dei bianchi? Eppure il film ha una sua grazia, più aristocratico mélo che puro western, accompagnato dalle note di un Max Steiner reduce da Via col vento e in gran forma. Se incappate nella versione colorizzata non è un dramma: basta azzerare il colore del televisore. (emiliano morreale)

Ultima notte a Warlock

Gli abitanti di Warlock, per scongiurare le scorrerie di una banda di cowboy, ingaggiano il pistolero Clay Blaisdell e il suo amico Tom Morgan. I due riescono nel loro intento, ma danno il via a una spirale di violenza senza fine. Un piccolo classico del genere western, nobilitato dalla presenza di un trio di eccellenti protagonisti.
(andrea tagliacozzo)