Kill Bill: Vol. 2

Dopo aver ucciso le sue ex colleghe, la Sposa prosegue nella sua vendetta nei confronti di chi ha massacrato suo marito e i suoi amici nel giorno del suo matrimonio. All’appello mancano ancora Budd, Elle Driver e lo stesso Bill, un tempo amante della donna.

Dopo l’azione, il sangue e gli interminabili combattimenti del

Vol.1,
la seconda parte del quarto film di Quentin Tarantino abbandona le analogie con il cinema di Hong Kong per assomigliare, parole dello stesso regista, a uno spaghetti western. Ma «dietro ogni mia inquadratura c’è un film di Mario Bava», aggiunge, sottolineando l’omaggio della sua opera a uno dei maestri italiani del cinema di genere. Il «secondo volume» dà allo spettatore tutte le risposte alle domande nate dalla visione del «volume uno», affidandole a personaggi a tutto tondo come lo straordinario Bill di David Carradine, il fallito Budd di Michael Madsen e, ovviamente, la Sposa di Uma Thurman. Ciò che maggiormente colpisce sono le differenze stilistiche tra le due parti, originariamente concepite come un unico film poi diviso in due parti dalla Miramax a causa della sua eccessiva lunghezza. Tanto la prima era dominata da effetti speciali e coreografici combattimenti quanto la seconda si basa sui rapporti fra i suoi personaggi, in particolare sulla relazione vittima-carnefice che lega Bill e la Sposa. Tanto il primo volume era sembrato un’incredibile pezzo di bravura del regista quanto il secondo lascia spazio agli attori e alle loro intense interpretazioni. Sembra, insomma, di assistere a un altro film, di cui però è fortemente sconsigliata la visione a chi non abbia già assistito al suo predecessore.
(maurizio zoja)