Il cacciatore

Tre giovani amici della Pennsylvania partono per andare a combattere in Vietnam. Catturati dai Vietcong, solo due riescono a tornare a casa, mentre il terzo, disperso, si suppone imboscato a Saigon. Molto discusso alla sua uscita (venne addirittura accusato di razzismo), il film alterna momenti poetici (le sequenze di caccia) ad altri d’incredibile impatto spettacolare ed emotivo (i violenti segmenti del campo di prigionia sono a tratti quasi insostenibili). Michael Cimino, alla sua opera seconda, si affermò alla grande, per poi bruciare tutte le sue carte in seno a Hollywood con il fiasco del successivo I cancelli del cielo, western mastodontico, affascinante ma tremendamente dispendioso. Il film vinse quattro dei nove Oscar per cui era candidato: per il film, la regia, il suono e per il miglior attore non protagonista (Walken). (andrea tagliacozzo)