Il cacciatore

Tre giovani amici della Pennsylvania partono per andare a combattere in Vietnam. Catturati dai Vietcong, solo due riescono a tornare a casa, mentre il terzo, disperso, si suppone imboscato a Saigon. Molto discusso alla sua uscita (venne addirittura accusato di razzismo), il film alterna momenti poetici (le sequenze di caccia) ad altri d’incredibile impatto spettacolare ed emotivo (i violenti segmenti del campo di prigionia sono a tratti quasi insostenibili). Michael Cimino, alla sua opera seconda, si affermò alla grande, per poi bruciare tutte le sue carte in seno a Hollywood con il fiasco del successivo I cancelli del cielo, western mastodontico, affascinante ma tremendamente dispendioso. Il film vinse quattro dei nove Oscar per cui era candidato: per il film, la regia, il suono e per il miglior attore non protagonista (Walken). (andrea tagliacozzo)

Salvador

Nel 1980, il giornalista americano Richard Boyle, in crisi con la famiglia e con il lavoro, decide di andare in Salvador, dove crede di trovare vita facile. Ma le cose stanno diversamente: sul posto incalza la guerriglia e la guardia nazionale di estrema destra semina morte e violenza. Teso, vigoroso e concitato, uno dei migliori film di Oliver Stone prima che questi intraprendesse una rapida e preoccupante involuzione, stilistica e di contenuti. Candidato senza fortuna all’Oscar per la sceneggiatura (firmata dallo stesso regista assieme a Richard Boyle) e per il miglior interpretazione maschile (un ottimo James Woods). Stone si rifece vincendo il premio per la miglior regia con l’altro suo film in concorso,
Platoon
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(andrea tagliacozzo)

Hair

Il giovane Claude, arrivato a New York per arruolarsi nei marines in partenza per il Vietnam, incontra un gruppo di simpatici hippie che cercano di distoglierlo dal suo proposito. Una discreta versione cinematografica della nota commedia musicale di Galt MacDermot, che rese in parte giustizia alle splendide canzoni, anche se arrivò con un po’ troppo ritardo sul grande schermo.
(andrea tagliacozzo)

Il campo di cipolle

Storia (vera) strappacuore su uno sbirro che collassa dopo aver assistito all’omicidio del suo collega di pattuglia ed essersi dato alla fuga. Joseph Wambaugh adatta il proprio romanzo senza alcuna interferenza da parte degli studios. Un film ben recitato e appassionato, che però non raggiunge mai davvero picchi elevati.

Cattive compagnie

Due giovani criminali, diversi come il giorno e la notte, si aprono la via verso il West durante la guerra civile: piacevole e divertente, soprattutto grazie alla eccezionale fotografia di Gordon Willis e ai pezzi di pianoforte scritti da Harvey Schmidt per la colonna sonora. Sceneggiatura dello stesso Benton (debuttante) e di David Newman.

Caribe

In un Paese del Centro America, Whitehale, ex componente della CIA, dirige un florido traffico d’armi. Sulle sue tracce è lanciato Jeff Richardson, agente del servizio segreto britannico. Questi riesce ad assicurarsi la forzata collaborazione di una cliente del criminale, alla quale promette la libertà ad operazione compiuta. Un film di spionaggio a dir poco tedioso, riscattato, ma solo in minima parte, dalla buona fotografia.
(andrea tagliacozzo)