Il cacciatore

Tre giovani amici della Pennsylvania partono per andare a combattere in Vietnam. Catturati dai Vietcong, solo due riescono a tornare a casa, mentre il terzo, disperso, si suppone imboscato a Saigon. Molto discusso alla sua uscita (venne addirittura accusato di razzismo), il film alterna momenti poetici (le sequenze di caccia) ad altri d’incredibile impatto spettacolare ed emotivo (i violenti segmenti del campo di prigionia sono a tratti quasi insostenibili). Michael Cimino, alla sua opera seconda, si affermò alla grande, per poi bruciare tutte le sue carte in seno a Hollywood con il fiasco del successivo I cancelli del cielo, western mastodontico, affascinante ma tremendamente dispendioso. Il film vinse quattro dei nove Oscar per cui era candidato: per il film, la regia, il suono e per il miglior attore non protagonista (Walken). (andrea tagliacozzo)

La conversazione

Un esperto di intercettazioni riceve da un uomo d’affari l’incarico di registrare la conversazione tra la moglie di questi e il suo presunto amante. L’uomo fa quanto richiestogli, ma, convinto che i due amanti si trovino in serio pericolo, evita di consegnare i nastri al cliente. Secondo molti, uno dei film fondamentali degli anni Settanta. Sicuramente il più complesso e intimista mai realizzato da Francis Coppola, un approfondito studio psicologico sulla paranoia e la solitudine che fornisce a Gene Hackman l’occasione di cimentarsi in un’interpretazione a dir poco magistrale. Vincitore della Palma d’Oro a Cannes. Tra gli interpreti compare un giovanissimo Harrison Ford. (andrea tagliacozzo)

Il padrino – Parte II

Alla morte di Don Vito, le redini dei Corleone passano nelle mani del figlio Michael. Questi si rende subito conto che la «famiglia», minacciata da una catena di tragici eventi, rischia un inesorabile declino. Il ricordo del padre è sempre presente: giunto negli Stati Uniti agli inizi del secolo, il giovane Don Vito riuscì a creare dal nulla un impero del crimine. Straordinario seguito de Il padrino, più complesso – specialmente dal punto di vista narrativo, strutturato com’è sulle storie parallele delle origini di Don Vito e delle imprese temporalmente successive di Michael – e per certi versi superiore al precedente episodio. Vincitore di sei premi Oscar, tra i quali quello per il film, la regia e l’attore non protagonista (Robert De Niro). (andrea tagliacozzo)