L’inferno sommerso

Il capitano Mike Turner raggiunge il relitto semiaffondato e capovolto del Poseidon, una nave da crociera naufragata per oscuri motivi la notte di capodanno. All’interno dello scafo, Turner trova alcuni superstiti miracolosamente scampati al naufragio. Il regista Irwin Allen ripete la formula che ha decretato la fortuna di alcuni suoi film precedenti come L’inferno di cristallo e Swarm : un cast ricco di stelle unito ad eventi catastrofici. Il risultato, però, è decisamente mediocre. (andrea tagliacozzo)

Non è più tempo d’eroi

Nel novembre del 1942, un tenente della Marina americana, addetto alle comunicazioni, viene aggregato a un reparto britannico di stanza in un’isola delle Nuove Ebridi. Assieme a un commando di dodici uomini, l’ufficiale partecipa a una missione altamente pericolosa. Un film bellico efficace e polemico, in pratica una dura e violenta requisitoria contro la guerra. Grande regia di Aldrich, come al solito privo di frivoli, e ottimo il cast. (andrea tagliacozzo)

Senza indizio

Il primo ministro inglese, per sventare l’ennesimo complotto criminale del professor Moriarty, si rivolge al celebre investigatore di Baker Street. Ma Holmes è solo un’invenzione del dottor Watson, che corre ai ripari ingaggiando un attore ubriacone per impersonarne la parte. Divertente demitizzazione del personaggio di Sherlock Holmes, con una gigionesca interpretazione di Michael Caine, ben spalleggiato da un altrettanto convincente Ben Kingsley. (andrea tagliacozzo)

Batman Begins

Il giovane Bruce Wayne (Christian Bale), dopo aver assistito all’assassinio dei genitori, inizia a viaggiare per il mondo alla ricerca di un modo per sconfiggere ogni tipo di ingiustizia e di sopruso. Tornato a Gotham City, si trasformerà in Batman, l’eroe mascherato in lotta contro il male. Il film di Christopher Nolan ripercorre le origini della leggenda dell’uomo-pipistrello.

Shiner – Diamante

Billy Simpson è un organizzatore di incontri di pugilato, la maggior parte dei quali illegali e non autorizzati. Ha sempre vissuto ai margini del mondo della boxe britannica, guardato con sospetto dai suoi colleghi più rispettabili e circondato da guardie del corpo incaricate di proteggerlo dai molti che gli vogliono male. La sua grande occasione sta comunque per arrivare: il figlio, pugile giovanissimo ma talentuoso, sta per combattere il match più importante della sua finora breve carriera. Billy, che sul suo Wonder Boy ha scommesso un’ingente cifra, è anche l’organizzatore della serata. Il ragazzo però non si dimostra all’altezza dell’avversario e finisce ben presto al tappeto. Il sogno di Billy svanisce, mentre attorno a lui prende vita una tragedia che coinvolgerà amici, nemici e familiari dell’uomo.
Trentuno anni dopo Carter, il sessantasettenne Michael Caine torna nel mondo della malavita con un personaggio a tutto tondo nella cui storia alcuni critici britannici hanno letto una rivisitazione in chiave moderna, e decisamente poco regale, della vicende di Re Lear. Duro, sboccato e molto poco diplomatico, Billy Simpson vuole riprendersi in una sola notte tutto ciò che la vita gli ha sinora negato: successo, denaro, potere e la stima incondizionata dei suoi avversari. Caine giganteggia per tutta la durata della pellicola, girata in una Londra assai poco affascinante in cui si trova a meraviglia anche perché, ha raccontato, se la vita fosse stata meno generosa, lui stesso sarebbe potuto diventare un gangster. «Alcuni personaggi del film – ha spiegato – erano miei vicini di casa e il mio personaggio è un gangster di mia conoscenza». Il regista John Irvin (Hamburger Hill, Robin Hood – La leggenda) rinuncia a rendere attraenti la violenza e la crudeltà di un uomo privo di scrupoli, spingendo piuttosto lo spettatore alla compassione nei confronti di un personaggio che non esita a puntare la pistola al ventre della moglie incinta di un guardaspalle da cui pensa di essere stato tradito, salvo poi scusarsi con la donna una volta capito di aver indirizzato male i suoi sospetti.
Ritmo, colpi di scena e poche, ma efficaci, battute di spirito sono i pregi principali di un film cui nemmeno un finale piuttosto debole impedisce di raggiungere un’ampia sufficienza. Buona la sceneggiatura dell’esordiente Scott Cherry e menzione speciale, fra i coprotagonisti, per Frank Harper, già visto in Nel nome del padre e Lock and Stock e qui alle prese con il personaggio di un pugile fallito legato al suo datore di lavoro più dei suoi stessi familiari. (maurizio zoja)

The Prestige

Influenzata da esotismi coloniali e stimolata dai nuovi ritrovati della tecnica, nella Londra che sta per salutare il XIX e gettarsi nel XX secolo, due prestigiatori e illusionisti si contendono i favori del pubblico. Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden (Christian Bale) si conoscono fin dall’infanzia, quando entrambi scoprirono la passione per la magia. Col passare degli anni, tuttavia, quella che sembrava un innocente passatempo si è trasformato in un’aspra rivalità, diretta a primeggiare nei favori degli spettatori. Robert e Alfred fanno continuamente a gara per inventare il trucco più stupefacente, non esitando nel mettere a repentaglio la vita propria e altrui. Fanno parte del cast anche Michael Caine, Scarlett Johansson e il divo del pop Dav

Ashanti

Il dottor David Linderby e la bella moglie Anansa, nera della tribù Ashanti, prestano assistenza sanitaria in alcune zona dell’Africa centrale. Quando la donna viene rapita da uno schiavista, che intende venderla a un principe arabo, il medico si mette disperatamente alla sua ricerca. Le uniche cose interessanti del film, diretto con mestiere ma con poca fantasia dal veterano Richard Fleischer, consistono nel prestigioso cast e negli splendidi paesaggi africani.
(andrea tagliacozzo)