Meteor

Una meteora di gigantesche proporzioni si dirige verso la Terra. L’imminente disastro potrebbe essere evitato con dei missili da 100 megatoni progettati dal dottor Paul Bradley. Per ordine del generale Adlon, però, le testate nucleari sono puntate contro l’Unione Sovietica. Bradley, contrariando l’ufficiale, invoca la collaborazione dei russi. Un prodotto di routine sulla scia dei soliti film catastrofici, con due protagonisti bravi ma sprecati nel contesto. Mediocri gli effetti speciali.
(andrea tagliacozzo)

Conta solo l’avvenire

Durante la prima guerra mondiale, un uomo, ridotto dalle ferite quasi a un relitto, lascia che si dia notizia della sua morte. Un valente chirurgo riesce a salvargli la vita, ma il reduce, tornato a casa dopo vent’anni del tutto trasformato nell’aspetto, scopre che la moglie si è risposata. Mediocre melodramma che si ricorda solo per le presenze di Orson Welles e di una piccolissima Natalie Wood, che all’epoca aveva solo otto anni.
(andrea tagliacozzo)

La grande corsa

Due acerrimi nemici, il giovane e aitante Leslie e il diabolico professor Fate, partecipano a una corsa automobilistica da New York a Parigi indetta da un quotidiano americano. A bordo dell’auto del giovanotto si aggrega l’intraprendente giornalista Maggie Dubois. Una commedia prolissa, ma estremamente divertente in cui Blake Edwards recupera gli stereotipi e le gag del cinema muto (con tanto di torte in faccia), ispirandosi nel tono surreale e catastrofico anche alle assurde trovate dei cartoni animati (i disastrosi esperimenti volanti di Jack Lemmon). Ad aumentare la godibilità dell’insieme ci pensano gli interpreti: un Tony Curtis affascinante, al massimo della forma; una Natalie Wood bellissima e autoironica; nonché uno scatenato Jack Lemmon, irresistibile nei suoi duetti con Peter Falk. Il segmento ambientato nello staterello europeo con il sosia di Jack Lemmon è ovviamente una parodia de
Il prigioniero di Zanda
.
(andrea tagliacozzo)

I giganti toccano il cielo

Al culmine di una breve ma brillante carriera, il colonnello Herlihy viene nominato comandante dell’aeroporto di Castle. Quest’ultimo è però malvisto da Chas Brennan, un sergente con vent’anni di onorato servizio alle spalle, anche per la tenera amicizia che lega la sua giovane figlia con l’ufficiale. Il buon cast non riesce a risollevare le sorti di questo prevedibile melodramma. Nel ’55, Gordon Douglas aveva diretto
Una tigre in cielo,
altra pellicola ambientata nel mondo dell’aviazione.
(andrea tagliacozzo)

Gioventù bruciata

Jim, giovane nevrotico con seri problemi familiari, prova un forte interesse per Judy, sua compagna di scuola. La giovane, inizialmente diffidente, finisce per ricambiare i suoi sentimenti. Il ragazzo di quest’ultima, a capo di una banda di teppisti, sfida Jim a una gara automobilistica estremamente pericolosa. Un film che sconvolse un’intera generazione (e non solo) identificatasi nel disperato (e forse inutile) tentativo di ribellione di James Dean e dei suoi compagni. Nicholas Ray riesce ad analizzare la travagliata psicologia dei giovani protagonisti senza cadere in stereotipi o banalità. Notevole anche la sua incredibile padronanza espressiva del mezzo cinematografico, poco apprezzabile nel formato Pan and Scan con cui il film viene spesso trasmesso in televisione.
(andrea tagliacozzo)

Lo strano mondo di Daisy Clover

Negli anni Trenta, l’adolescente Daisy Clover viene trasformata in una star del cinema dal cinico produttore Swan. Questi, per poter manipolare l’attrice a suo piacimento, fa internare la madre della ragazza in un manicomio. Quindi fa in modo che Daisy sposi un celebre attore con nascoste tendenze omosessuali. Una delle prove migliori della compianta Natalie Wood in un film ben diretto da Robert Mulligan ma purtroppo poco fortunato al botteghino.
(andrea tagliacozzo)

Un affare di cuore

Una donna sulla trentina, poliomelitica sin dall’età di nove anni, vive quasi come una reclusa, passando i giorni a comporre e registrare canzoni con l’aiuto di un amico. Ma un avvocato, incontrato casualmente, rimane affascinato dalla poverina e se ne innamora. Discreta pellicola sentimentale realizzata per la televisione. Buona l’interpretazione di Natalie Wood – che ritornò in televisione do po 18 anni – , all’epoca moglie (per la seconda volta) di Robert Wagner, l’altro protagonista.
(andrea tagliacozzo)

La donna che inventò lo strip-tease

Dalla commedia musicale di Arthur Laurents e J. Styne e dall’autobiografia di Gypsy Rose Lee, regina dello spogliarello americano negli anni Trenta, ben interpretata da una vivace Natalie Wood. Gypsy all’inizio è un ragazzina fresca e ingenua che entra timidamente nel mondo del vaudeville guardata a vista da una madre possessiva. Poi diventa famosa dando vita ai numeri più audaci mai visti in America. Degna di nota anche la prova di Rosalind Russell nei panni della madre della protagonista.
(andrea tagliacozzo)