Mezzanotte nel giardino del bene e del male

Sinuoso adattamento del best seller di John Berendt su alcuni dei più eccentrici abitanti di Savannah, in Georgia. Cusack è un reporter newyorkese incaricato di seguire l’esclusiva festa di Natale di Spacey. Quando più tardi quella notte l’affabile nuovo vicco e bon vivant viene accusato di omicidio, Cusack decide di fermarsi a vedere quel che succede. Mai terribilmente avvincente, nonostante molte interpretazioni piacevoli e fatalmente troppo lungo.

2012

Secoli fa i Maya hanno inciso sul loro calendario una precisa data sulla fine del mondo. Gli astrologi hanno analizzato questa profezia, i numerologi hanno trovato dei modelli che la annunciano, i geologi sostengono che è un evento atteso sulla Terra e anche gli scienziati governativi non possono negare il cataclisma di proporzioni cosmiche che attende il nostro pianeta nel 2012. Una profezia nata con i Maya e che ora è stata ben delineata, discussa, messa in evidenza ed esaminata. Arrivati al 2012, non potremo negare di essere stati avvertiti.

Avik e Albertine

Fiaba affascinante, anche se non del tutto riuscita: negli anni Trenta, un ragazzino eschimese viene trascinato via dal natio Canada e portato nella “civiltà” da un realizzatore di mappe. Il resto della vita del ragazzo si dipana come uno strano sogno. Le immagini talvolta allucinatorie di Ward e l’atmosfera mistica ne fanno un film avvincente da guardare, anche quando il senso della storia vacilla. Pieno di interpretazioni straordinarie, incluso un cammeo dalla sempre magnifica Moreau. Super 35.

Grace is gone

Stanley Phillips è un padre di famiglia che lavora in un negozio di articoli per la casa. L’uomo vive nel rammarico di non poter servire il proprio Paese a causa di un indebolimento della vista che ne ha comportato l’esonero: la moglie, invece, è sergente dell’esercito e combatte in Iraq. Sebbene sia un padre amorevole e presente, Stanley non è in grado di essere molto affettuoso cosìcché le bambine sentono profondamente la mancanza della madre. Mentre sopporta il suo lavoro e si barcamena come genitore, Stanley viene colpito duramente quando arriva la notizia che la moglie Grace è rimasta uccisa al fronte. Impreparato lui stesso ad affrontare la tragedia, si trova completamente incapace di dirlo alle figlie.

Falso tracciato

Negli Usa non ci hanno sputato sopra, e hanno anzi ventilato dei paragoni con
M.A.S.H.
. Perché viene descritto un gruppo di controllori di volo che sono dei cretini totali, interessati solo a battere record, gonfiare i muscoli e cornificarsi a vicenda. Peccato solo non sia una satira, e non ci sia la minima ironia nella descrizione dei personaggi. Cusack è un bulletto che entra in crisi quando arriva un nuovo collega, Thornton: il quale non solo va in giro con una penna in testa perché è mezzo indiano, ma è anche molto più spericolato e ha una moglie (Angelina Jolie) molto più giovane e sexy. Siccome il budget è ridotto, non succede nessun disastro aereo. In compenso nell’ultima mezz’ora il film prende due svolte: prima New Age (con Thornton che, con un’esperienza estrema, riaggiusta i chakra di Cusack), e poi romantica (con Cusack che si fa passare alla radio la moglie che sta viaggiando in aereo, e le canta una canzone). Da non crederci. Soprattutto per i nomi coinvolti.
(alberto pezzotta)

Identità

Durante una notte buia e tempestosa un motel semiabbandonato fa il pieno di clienti. Le strade allagate e la scarsa visibilità obbligano gli automobilisti a interrompere i loro viaggi e il gestore riesce a incassare qualche soldo grazie alla presenza di una tranquilla famigliola, di un’ex diva con il suo autista, di una prostituta in fuga verso una nuova vita, di due novelli sposini e di un poliziotto che sta trasferendo un detenuto. Solo uno di loro vedrà la luce del sole.

Già regista di
Dolly’s Restaurant, Cop Land, Kate & Leopold
e del sopravvalutato
Ragazze interrotte,
James Mangold confeziona un thriller psicologico senza cali di tensione, basandosi su una sceneggiatura che ha nel finale il suo principale punto debole. Un difetto non da poco che tuttavia non riesce a rovinare del tutto un film che cita a piene mani i classici del genere, dai
Dieci piccoli indiani
di Agatha Christie (portati sullo schermo da René Clair nel 1945) a
Psycho
di Alfred Hitchcock (e non solo per l’ambientazione in un motel). Mentre si domanderanno chi è l’assassino, i cinefili si divertiranno un mondo a scovare le altre citazioni, spalmate dallo sceneggiatore Michael Cooney lungo tutta la pellicola. John Cusack convince in una parte drammatica dopo aver divertito in
Alta fedeltà
ma la rivelazione è la bellissima Amanda Peet, prostituta sognatrice dal buon cuore e dal turbolento passato. Ray Liotta se la cava nei panni di un poliziotto a dir poco stereotipato, mentre Rebecca De Mornay si concede una fugace apparizione nei panni di un’attrice dimenticata dal pubblico (una parte non molto diversa da quella che, suo malgrado, interpreta anche nella vita reale). Impossibile dire di più senza rovinare allo spettatore le sorprese disseminate ovunque dal regista. Ha detto bene la produttrice Cathy Konrad: «in questo film i personaggi sono la trama». Peccato per quel finale.
(maurizio zoja)

Anastasia

Anastasia

mame cinema ANASTASIA - STASERA IN TV L'ULTIMA DEI ROMANOV zar
Anastasia e suo padre, lo zar Nicola II

1916, San Pietroburgo. La dinastia dei Romanov regna sulla Russia, finché il malvagio Rasputin decide di vendicarsi contro la famiglia reale per essere stato mandato in esilio. Di conseguenza, con l’aiuto di oscuri incantesimi, scoppia la rivoluzione popolare che invade il Palazzo Reale, uccidendo lo zar, sua moglie e i loro figli. Solo l’imperatrice Maria e sua nipote Anastasia riescono a uscire dall’edificio, grazie all’aiuto di un giovane servitore di nome Dimitri. Ma, inseguendo un treno in corsa verso Parigi, la principessa inciampa e batte la testa, sotto lo sguardo disperato della nonna che è appena riuscita a salire su un vagone.

18 anni dopo, Anastasia è un orfana priva di memoria, fatta eccezione per alcuni ricordi frammentati di cui non sa dare spiegazione. A ritrovarla è proprio Dimitri, che spera di poter incassare la ricompensa promessa dall’ex imperatrice a chiunque le riporti la sua amata e perduta nipote. Ma Rasputin è ancora in agguato, deciso a spazzare via ogni discendente dei Romanov. Riuscirà la ragazza a ricongiungersi con l’unica sua parente rimasta in vita? E come si evolverà il suo rapporto con l’irriverente Dimitri?

Curiosità

mame cinema ANASTASIA - STASERA IN TV L'ULTIMA DEI ROMANOV dimitri
Anastasia e Dimitri
  • Ci sono stati molti e vari dibattiti sulla possibilità di inserire Anastasia tra le principesse Disney ufficiali, nonostante il cartone animato non sia stato prodotto dalla famosa azienda, bensì dalla Fox. Tuttavia, adesso la Disney ha acquistato i diritti della Fox e la principessa russa entrerà a far parte del gruppo di Cenerentola, Biancaneve, Ariel e tante altre.
  • Dimitri è doppiato da Rosario Fiorello, mentre Anastasia è doppiata da Tosca. Nella versione originale, invece, i personaggi sono doppiati rispettivamente da John Cusack e Meg Ryan.
  • Il cartone animato è stato il primo film della 20th Century Fox.
  • La vera figlia dello zar, Anastasija Nikolaevna Romanova, venne uccisa insieme alla sua famiglia dai bolscevichi. Lo sviluppo di teorie sulla sua sopravvivenza è dovuto al fatto che i resti della ragazza non furono mai ritrovati. Tuttavia, è improbabile che la principessa sia sopravvissuta.
  • Anche Rasputin è un personaggio realmente esistito: era un mistico russo molto vicino ai Romanov e, in particolare, molto influente sullo zar Nicola II. A differenza della rappresentazione nel cartone animato, Rasputin era il consigliere dello zar.

Rischiose abitudini

Roy Dillon è un giovane che vive di piccole truffe. Sua madre lavora per conto di uno scommettitore, al quale, poco alla volta, sottrae ingenti somme di denaro. Anche la sua amante è invischiata in attività disoneste. Tra le due donne, che si contendono l’affetto del giovane, nasce un’accesa rivalità. Il film, prodotto da Martin Scorsese, conferma le ottime doti dell’inglese Stephen Frears, elegantissimo nella messa in scena ed efficace nel dirigere l’ottimo terzetto d’interpreti. La Huston (bravissima e diabolicamente affascinante) e la Benning (attuale moglie di Warren Beatty) ebbero entrambe una poco fortunata nomination all’Oscar. Sceneggiatura di Donald Westlake, da un romanzo di Jim Thompson.
(andrea tagliacozzo)

The Ice Harvest

La vigilia di Natale, l’avvocato Charlie Arglist (John Cusack) si prepara a spiccare il volo da Wichita, nel Kansas, con un bel gruzzolo sottratto a un pezzo da novanta della malavita di Kansas City. Ma una serie di imprevisti mettono seriamente e rischio i su

City Hall

Il vicesindaco di New York (Cusack) si dedica anima e corpo al sindaco (Pacino), un ottimo politico sinceramente interessato al bene dei suoi cittadini. Quando una sparatoria che coinvolge un poliziotto, uno spacciatore e un bambino innocente si trasforma in uno scandalo, Cusack capirà che la strada per la verità è un campo minato. Questa vivace storia sui retroscena della politica urbana è decisamente attraente, ma poi diventa un melodramma con un finale difficile da mandare giù. Si tratta del frutto del lavoro di un vero vicesindaco, Ken Lipper, e di non meno di tre maestri sceneggiatori (Bo Goldman, Paul Schrader e Nicholas Pileggi)!

Con Air

Megafilm megastupido, ambientato a bordo di un aeroplano della polizia pieno di efferati criminali e di una manciata di prigionieri in libertà vigilata: tra questi ultimi c’è Cage, che era stato ingiustamente incarcerato. Una volta che l’aereo è decollato, i cattivi raggirano la sorveglianza e hanno la meglio. Alcuni buoni attori non possono fare di meglio con una sceneggiatura così insulsa, anche se zeppa di esplosioni e numeri acrobatici. Due nomination all’Oscar per il sonoro e la miglior canzone.

Stand By Me – Ricordo di un’estate

Da un racconto di Stephen King intitolato
The Body.
In una cittadina americana dell’Oregon, quattro adolescenti partono per un’escursione lungo i binari della ferrovia e s’inoltrano nel bosco alla ricerca del cadavere di un ragazzo scomparso da qualche giorno. Un sguardo affettuoso e intelligente sul mondo dell’adolescenza. Rob Reiner, già autore dell’ottimo
Sacco a pelo a tre piazze,
è abilissimo nel dirigere i suoi giovani attori. L’attore Richard Dreyfuss fa una breve apparizione nella parte del narratore (è uno dei ragazzi, ormai divenuto adulto e scrittore affermato).
(andrea tagliacozzo)

Alta fedeltà

Rob Gordon (John Cusack) è il proprietario del Championship Vinyl, negozio di dischi vecchio stile della periferia di Chicago, frequentato da pochi maniaci collezionisti di pop music. Anche Rob e i suoi due dipendenti (Todd Louiso e Jack Black) sono maniaci collezionisti. E talmente snob da insultare chi ha la sventura di entrare a chiedere un qualsiasi cd da classifica per il compleanno della figlia. Ma non sono le classifiche a irritare il terzetto, perché è l’estemporanea compilazione di top five su qualsiasi argomento il succo delle loro infinite e strampalate conversazioni. E allora, quando Laura (Iben Hjejle) pianta Rob, a quest’ultimo non resta che compilare la «top five delle migliori canzoni per dire alle persone che ti hanno scaricato che, anche se ti hanno spezzato il cuore, non riesci a dimenticarle» e progettare di rincontrare i cinque peggiori fallimenti della propria vita sentimentale. La ricognizione non fa che confermare i presupposti di partenza non producendo alcuna maturazione, anche se porta inaspettatamente alla temporanea riconciliazione con Laura. Tratto da un fortunato romanzo di Nick Hornby (edito in Italia da Guanda), il film ambisce allo spaccato generazionale, radiografando i maschi trentenni e la loro patetica ambizione di tenere sotto controllo l’ansia dell’imprevisto attraverso deliranti mappe del proprio mondo (dischi, telefilm, squadre di calcio – o di baseball – modelli di auto, etichette di birra o ragazze). Per risultare davvero efficace, però, il film avrebbe bisogno di una dose di impietosa precisione in più. Ma attribuire una caratterizzazione sgradevole al protagonista probabilmente non rientrava nelle intenzioni di Cusack, qui anche produttore. Le battute migliori sono tutte nel romanzo, e anche la regia di Stephen Frears non riesce a dare un senso compiuto al partito preso di far recitare sguardo in macchina tutti i monologhi di Gordon. La colonna sonora segue il criterio del famigerato
drop the needle
: niente di straordinario nel rapporto con le immagini, ma il cd è da consigliare per i lunghi viaggi in macchina.
(luca mosso)

L’ultimo contratto

Un killer professionista mescola affari e piacere quando va a una rimpatriata coi compagni di liceo di dieci anni prima mentre è in servizio… ma la ragazza che ha lasciato e tutti i suoi amici vogliono sapere perché e come è scomparso. Cusack ha partecipato alla stesura dello script e ha co-prodotto questa tagliente commedia nera, colma di dialoghi alla moda e molto sicura di sé. Ma la violenza all’apice del film lascia un cattivo sapore e indebolisce la commedia.

Sacco a pelo a tre piazze

Una commedia giovanilistica tutt’altro che banale diretta dal futuro regista di
Harry ti presento Sally
e
Storia di noi due
. In un corso di lingua inglese a New England, una matricola universitaria tenta di socializzare con una ragazza, ma scopre con delusione che questa è già impegnata. Tempo dopo, i due si ritrovano nella stessa auto di amici, diretti in California, dove lei è attesa dal fidanzato. Divertente, con intelligenza.
(andrea tagliacozzo)

Non per soldi… ma per amore

La giovane Diane (Skye), destinata dal padre a un roseo e ricco avvenire, s’innamora di Lloyd (Cusack), un ragazzo di modeste condizioni e poche pretese. La gioia della ragazza, che ha vinto una borsa di studio, si stempera quando scopre che il padre è nei guai con la legge. Il film, che segue certi canoni della commedia giovanilistica, è meno banale di quanto non possa sembrare al primo sguardo. Si tratta in effetti di una pellicola fresca e briosa, interpretata in modo eccellente dai due protagonisti, future colonne del cinema americano indipendente. Il regista Cameron Crowe in seguito si metterà in luce con Jerry Maguire e Quasi famosi (per il quale ha vinto l’Oscar come migliore sceneggiatura originale). La sorella di Lloyd è interpretata dalla vera sorella del protagonista, Joan Cusack. (andrea tagliacozzo)

Partnerperfetto.com

Sarah è una bella trentenne. Ma sta passando un momento difficile. Si è appena separata dal marito e non riesce a trovare un uomo interessante. Un giorno sua sorella Carol le suggerisce di inserire il proprio profilo nel database di un sito per appuntamenti, perfectmatch.com. Dopo una serie di appuntamenti bizzarri, Sarah incontra Jake e le cose finalmente prendono la giusta piega.

1408

Michael Enslin è uno scrittore di libri del brivido. Ha da poco portato a termine un sopraluogo in un albergo infestato dai fantasmi, ma nessuna traccia del sovrannaturale. Non che si aspettasse di trovarne: da anni infatti la sua visione del mondo si è fatta cupa e disillusa in seguito alla perdita di un affetto e l’alidilà esercita su di lui un fascino magnetico. Dopo la presentazione del suo ultimo libro, Mike riceve una misteriosa cartolina da New York in cui è raffiguarto il Dolphin Holtel: sul retoro la scritta “Non entrate nella 1408”. La prende come una sfida e allerta immediatamente il suo editore per assicurarsi una notte all’interno della stanza. Nonstante i primi rifiuti e i successivi inviti a rinunciare da parte della direzione dell’albergo, lo scittore riesce a farsi consegnare le chiavi della 1408. Chiusa la porta alle sue spalle, ha inizio l’incubo.

Quando l’amore è magia – Serendipity

Dopo un incontro casuale a New York Cusack e la Beckinsale passano una serata romantica, ma lei decide che sia il destino a scegliere se dovranno mai rivedersi. Alcuni anni dopo, alla vigilia del suo matrimonio, Cusack è determinato semplicemente a ritrovarla. Adorabile commedia romantica con due attraenti protagonisti e il meraviglioso supporto di Piven e Levy. Buck Henry appare non accreditato.

La giuria

La vedova di un uomo assassinato a colpi di pistola affida a un esperto avvocato la causa intentata nei confronti di una casa produttrice di armi, da essa ritenuta responsabile della morte del marito. Per meglio difendersi in tribunale, l’azienda ingaggia un consulente incaricato di studiare i singoli membri della giuria per cercare di influenzarli nel modo più efficace. Ma uno dei giurati è tutt’altro che disinteressato nei confronti dell’esito del processo…

Ennesimo legal-thriller tratto da un romanzo di John Grisham,
La giuria
è il quinto film di Gary Fleder, autore dell’ottimo esordio di
Cosa fare a Denver quando sei morto
e dei trascurabili
Il collezionista, Don’t Say A Word
e
Impostor.
Stavolta ai tradizionali protagonisti delle pellicole ambientate in tribunale (l’avvocato leale, il faccendiere e così via) si affiancano i giurati, coloro che dovranno decidere delle sorti del processo e, inevitabilmente, del finale del film. Anche se nel romanzo di Grisham si parlava di sigarette, il «cattivo» è stato trasformato dagli sceneggiatori in un’azienda produttrice di armi, forse perché una causa intentata contro un gigante del tabacco era già stata raccontata, e molto bene, da
The Insider
di Michael Mann. La sceneggiatura tiene a bada i colpi di scena in maniera efficace e gli attori, a partire da Dustin Hoffman (l’avvocato buono) e Gene Hackman (il consulente cattivo) svolgono il loro compito con mestiere. Purtroppo, come nel caso dei precedenti romanzi di Grisham portati sullo schermo, il film fa rimpiangere il libro e la sua maggiore accuratezza nel descrivere la psicologia dei personaggi. Un film da consigliare solo agli appassionati del genere.
(maurizio zoja)