Howl – L’urlo

Nella San Francisco del 1957, un capolavoro di letteratura americana fu portato sul banco degli imputati. Howl è il film che descrive questo momento fondamentale della contro-cultura americana. La storia è raccontata principalmente su tre piani di lettura: il processo, la riabilitazione del giovane Allen Ginsberg (James Franco), e il poema stesso, animato da alcuni graphic novelists, e dal collaboratore di Ginsberg, Eric Drooker con il suo immaginario beat. Il genere stesso del film ricorda la sconvolgente originalità del poema. Il racconto del processo rappresenta la trama narrativa del film, riecheggiando temi ancora in voga oggi: la definizione di osceno, i limiti della libertà di espressione e la stessa natura dell’arte. L’avvocato della difesa è Jake Ehrlich (John Hamm), l’avvocato liberale delle star. Il pubblico ministero invece, Ralph Mcintosh (David Strathairn), cerca di provare che l’opera è oscena, tentando allo stesso modo di interpretarla. I testimoni dell’accusa sono un’insegnante d’inglese (Mary-Louise Parker), che reputa il poema osceno, e un professore (Jeff Daniels) che ha un’idea precisa su ciò che è, o che non è, scritto bene. Dalla parte della difesa ci sono 50 intellettuali, che ricordano i meriti culturali e artistici del poema. Il giudice che presiede l’udienza è Clayton Horn (Bob Balaban), che decreta una sentenza sorprendentemente appassionata. In un’immaginifica intervista scandita da flashback, Ginsberg medita sul suo processo creativo e sulle difficoltà che ha dovuto affrontare. Il poema stesso vive di una vibrante animazione – un viaggio fantastico nella mente dell’artista.

The Company

Ry è la prima ballerina della Joffrey Ballet Company di Chicago. Di giorno condivide con i suoi compagni allenamenti, fatica, speranze e soddisfazioni. Di sera invece lavora come cameriera in un locale tutt’altro che raffinato. Alla vigilia della tanto attesa prima, un infortunio la costringerà a rinunciare allo spettacolo, che avrà successo nonostante la sua assenza.
Scritto da Barbara Turner assieme alla protagonista Neve Campbell, in passato ballerina e tornata ad allenarsi duramente per l’occasione, il nuovo film di Robert Altman è ambientato in un mondo, quello della danza, di cui la maggior parte del pubblico cinematografico sa poco o nulla. Forse per questo motivo, la pellicola del regista di America oggi ha un taglio quasi documentaristico, come se Altman volesse guidare lo spettatore durante l’osservazione di ambienti e personaggi, non rinunciando a mostrarsi egli stesso stupito e ammirato per ciò che vede. La ricerca del realismo è confermata dalle modalità con cui il film è stato realizzato: per due anni le sceneggiatrici hanno seguito i veri ballerini del Joffrey Ballet, mentre la Campbell si allenava come se anche lei avesse dovuto partecipare ai loro spettacoli. Altman, dal canto suo, che nulla sapeva del mondo del balletto, ha in seguito espresso la sua ammirazione e il suo stupore definendo i danzatori «belli, vulnerabili, espressivi, artisti che fanno l’impossibile». Proprio come i protagonisti di un film eccessivamente didascalico ma efficace nel mostrare l’umanità e la fragilità di chi dedica tutta la propria vita all’arte della danza, sottoponendo il proprio corpo e la propria psiche a disciplina e sacrifici. (maurizio zoja)

127 Ore

Aron Ralston (James Franco) è l’escursionista che rimane bloccato per giorni in uno stretto canyon nello Utah, con un braccio schiacciato da un masso distaccatosi dalla roccia: in quel terribile momento Aron ricorda gli amici, le amanti, la famiglia e le due escursioniste (Amber Tamblyn e Kate Mara) incontrate poco prima.
Trascorreranno cinque giornate in cui l’uomo combatte contro gli elementi e i suoi stessi demoni fino a scoprire di avere il coraggio e la volontà di liberarsi a qualunque costo, scendere lungo una parete di 20 metri e camminare per oltre 12 chilometri, prima di essere finalmente tratto in salvo.

Come un uragano

Adrienne (Diane Lane), una donna che si sta ancora riprendendo dal tradimento del marito e sta cercando di rifarsi una vita, ha appena saputo che lui vuole tornare a casa. Combattuta fra sentimenti contrastanti, accoglie con piacere la richiesta di una vecchia amica che la vuole ospite del suo albergo a Rodanthe per un fine settimana. Adrienne spera di trovare la tranquillità di cui ha bisogno per ripensare alla propria vita. La stagione è finita e l’albergo riapre solo per l’arrivo di Paul (Richard Gere), un medico che per tanto tempo ha sacrificato la famiglia per la carriera, e ora arriva a Rodanthe per adempiere a compito difficile e affrontare una crisi di coscienza.

L’alba del pianeta delle scimmie

Durante degli audaci esperimenti legati alla ricerca sull’Alzheimer, un giovane scienziato di San Francisco, conduce le operazioni su un giovane esemplare di scimmia, Cesar, che piano piano, sviluppa delle sorprendenti capacità intellettive, tanto da renderlo così sveglio da capitanare la rivolta delle scimmie contro gli uomini. Lo scontro fra le due razze sarà durissimo ed il giovane scienziato si troverà in una scomoda posizione…

Spider-Man 3

Peter Parker ha trovato l’amore e la propria dimensione di eroe dotato di super poteri al servizio della più che mai splendida New York. Ha regolato i conti con i nemici che minacciavano la città e tutto sembra perfetto, ma una meteora precipita durante una romantica notte stellata preannunciando una minaccia e la carriera di attrice della dolce Mary Jane non brilla a Broadway. Nel frattempo un malvivente evaso dal carcere è vittima di un esperimento scientifico e si trasforma nel tremendo Uomo Sabbia. L’amico/nemico Harry Osborn non si dà pace per la morte del padre e ne raccoglie l’eredità nelle vesti del Nuovo Goblin, nel proposito di vendicarsi di Spider-Man. Inoltre un intraprendente e spregiudicato
free-lance
cerca di sottrarre il posto di fotografo del povero Peter al
Daily Bugle,
diventando Venom, la sua nemesi e il suo nemico più terribile.

La recensione

L’attesa è terminata e finalmente il terzo episodio cinematografico di Spider-Man arriva nelle sale con i consueti numeri da record: anni di lavorazione, migliaia di persone coinvolte, budget elevatis

Sonny

Appena uscito dall’esercito e in cerca di lavoro, Sonny (Franco) non ha molta voglia di tornare agli affari di famiglia di mamma Blethyn: lo sviluppo di un nuovo bordello a New Orleans. Ma anche se gli piace la nuova “impiegata” Suvari, il suo talento naturale di stallone è troppo forte per essere ignorato… soprattutto quando così tante porte gli vengono chiuse in faccia. Sovreccitato ma avvincente racconto gotico del sud che offre a Stanton il suo ruolo migliore da anni, un misterioso e malinconico amico indolente, e alla Vaccaro una variante del suo ruolo in Un uomo da marciapiede. Cage appare semi-mascherato in una delle ultime scene al bar. Il film è il primo lungometraggio diretto dall’attore.

Colpevole di omicidio

Storia cupa e già vista di uno sbirro newyorkese che ritorna nel luogo in cui è nato, la località costiera di Long Beach (a Long Island), ormai abbandonata, dove suo figlio, che da tempo si è allontanato da lui, potrebbe aver commesso un omicidio. Tenta di tracciare una saga tragica di padri, figli e opportunità perdute, ma troppo spesso suona falso. Ispirato a una vicenda realmente accaduta. Super 35.

Annapolis

Nato in una famiglia piccolo borghese, Jake (James Franco) guarda alla prestigiosa Accademia navale di Annapolis come a un miraggio: se riuscirà a esservi ammesso, guadagnerà la considerazione dei suoi genitori e il rispetto sociale cui aspira. Ma il primo impatto con le rigide regole e i pregiudizi di censo che regolano la vita dell’istituzione militare è molto duro. Jake rischia di essere messo alla porta: la sua unica possibilità è quella di battere sul ring il tenente Cole (Tyrese Gibson), campione di boxe dell’Acc

Spider-Man

«Un grande potere comporta grandi responsabilità», questo il consiglio di zio Ben a Peter Parker, un ragazzo orfano del Queens di New York, timido, impacciato, secchione e un po’ sfigato. Peter un giorno viene morso da un ragno mutato geneticamente e dal quel momento la sua vita cambia, acquista super poteri e un sesto senso fuori dal comune. Un giorno lo zio Ben viene ucciso e Peter decide così di mettere i suoi poteri al servizio della giustizia, considerando anche la comparsa del pericoloso Green Goblin, un «cattivo» che spaventa la città. In occasione del quarantesimo anniversario dalla sua prima apparizione in fumetto, l’Uomo Ragno approda sul grande schermo, frantumando negli Usa tutti i record di incassi degli ultimi anni: da
Titanic
a
Harry Potter.
Stan Lee, padre del fumetto Marvel, ha aspettato 40 anni, ma alla fine il suo sogno si è realizzato e
Spider-Man
è diventato un film, un gran bel film. Gli appassionati del comix americano non potranno bocciare la pellicola di Sam Raimi che, nella sceneggiatura e nella psicologia dei personaggi, ricalca fedelmente l’originale cartaceo. Il rischio di proporre il solito polpettone infarcito di effetti speciali era dietro l’angolo, ma si è riusciti a evitarlo, producendo un film che non stufa, ma appassiona. Il finale lascia presagire l’arrivo di un sequel e infatti è così, anzi, si parla già del terzo episodio. E un’altra saga è iniziata.
(andrea amato)

Giovani aquile – Flyboys

1916, dopo due anni di Prima Guerra Mondiale, gli eserciti di Francia e Inghilterra sono impantanati in una guerra di trincea contro la Germania. Al momento, gli Stati Uniti rimangono neutrali, ma alcuni americani decidono di andare in Europa per schierarsi con gli Alleati. Addirittura, un manipolo di questi volontari forma una squadriglia aerea per fronteggiare la temibile aviazione tedesca.

Colpevole d’omicidio

Vincent LaMarca (Robert De Niro) è un rispettato detective di Manhattan, con alle spalle un passato un po’ agitato. Vincent è figlio di un infanticida condannato a morte negli anni Cinquanta e padre di un tossicodipendente accusato di omicidio. Vincent vive separato dalla moglie e ha una relazione con la sua vicina di casa, che però non lo consoce affatto. I giudizi della gente l’hanno sempre spinto a lavorare al massimo, per diventare uno dei migliori poliziotti della città e per potere camminare a testa alta. Questo però è andato a discapito del suo rapporto coniugale e, soprattutto, del rapporto con il figlio. Ora scopre di essere anche nonno e forse c’è l’occasione per fare la scelta migliore e provare a riparare gli errori fatti.
Colpevole d’omicidio,
titolo italiano che non rispecchia per nulla la versione originale
(City by the Sea),
è basato sull’articolo di Mike McAlary,
Mark of a Murder,
pubblicato su
Esquire.
Possibile che il gene omicida si trasmetta di padre in figlio o di generazione in generazione? Ovviamente no, ma alcune coincidenze della vita possono portare a questa conclusione e il peso del passato, poi, incide enormemente sulle scelte del presente. Dopo una sequela di flop totali, De Niro ritorna sul grande schermo con un film almeno sufficiente. Non certo un capolavoro, ma si lascia guardare. Qualche luogo comune buttato qua e la fa storcere il naso, ma nel complesso il ritmo e la scrittura non sono male.
(andrea amato)