Spider-Man

«Un grande potere comporta grandi responsabilità», questo il consiglio di zio Ben a Peter Parker, un ragazzo orfano del Queens di New York, timido, impacciato, secchione e un po’ sfigato. Peter un giorno viene morso da un ragno mutato geneticamente e dal quel momento la sua vita cambia, acquista super poteri e un sesto senso fuori dal comune. Un giorno lo zio Ben viene ucciso e Peter decide così di mettere i suoi poteri al servizio della giustizia, considerando anche la comparsa del pericoloso Green Goblin, un «cattivo» che spaventa la città. In occasione del quarantesimo anniversario dalla sua prima apparizione in fumetto, l’Uomo Ragno approda sul grande schermo, frantumando negli Usa tutti i record di incassi degli ultimi anni: da
Titanic
a
Harry Potter.
Stan Lee, padre del fumetto Marvel, ha aspettato 40 anni, ma alla fine il suo sogno si è realizzato e
Spider-Man
è diventato un film, un gran bel film. Gli appassionati del comix americano non potranno bocciare la pellicola di Sam Raimi che, nella sceneggiatura e nella psicologia dei personaggi, ricalca fedelmente l’originale cartaceo. Il rischio di proporre il solito polpettone infarcito di effetti speciali era dietro l’angolo, ma si è riusciti a evitarlo, producendo un film che non stufa, ma appassiona. Il finale lascia presagire l’arrivo di un sequel e infatti è così, anzi, si parla già del terzo episodio. E un’altra saga è iniziata.
(andrea amato)