Vamos a Matar, Companeros!

Durante la rivoluzione messicana, un ambiguo e avido generale incarica un mercante d’armi svedese di liberare un professore, idealista e non violento, prigioniero degli americani. In realtà, il generale è interessato alla combinazione di una cassaforte di cui solo il professore è a conoscenza. Spettacolare western-spaghetti con sottotesto politico. Due anni più tardi Corbucci tornerà sull’argomento in chiave brillante con
Che c’entriamo noi con la rivoluzione?
.
(andrea tagliacozzo)

Il braccio violento della legge II

Dopo cinque anni, Gene Hackman torna nel ruolo che nel 1971 gli fece vincere un meritato Oscar. Inviato a Marsiglia sulle tracce di un potente boss del traffico internazionale della droga, il poliziotto americano Pop Doyle, noto per i suoi metodi sbrigativi, si trova, controvoglia, a collaborare con i colleghi francesi. Meno bello del precedente, il film offre comunque ad Hackman la possibilità di dare una ulteriore conferma del suo talento (notevole, in questo senso, la scena della crisi d’astinenza).
(andrea tagliacozzo)

Pasqualino Settebellezze

Il capolavoro dell’autrice e regista Wertmuller segue un modesto Casanova attraverso gli orrori della seconda guerra mondiale, dalle battaglie alla prigionia in un campo di concentramento, dove imparerà a sopravvivere — a qualunque costo. Giannini è superbo in questo straziante, indimenticabile film: ben 4 le nomination agli Oscar (Miglior Regia, Miglior Film Straniero, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Attore Protagonista).

Il fascino discreto della borghesia

Un gruppo di borghesi (due coppie, una ragazza e l’ambasciatore di una nazione latinoamericana) non riesce a ultimare un pranzo di società, e passa attraverso una serie di assurde vicissitudini. Di tanto in tanto, li ritroviamo a camminare per una strada di campagna. Nel pieno della sua seconda giovinezza (tra i sessanta e gli ottant’anni), Buñuel rimane il vecchio surrealista di sempre – anzi, forse il maggior artista surrealista di tutti i tempi – anche quando abbassa il tono del racconto e approda a un capolavoro di understatement. Una sceneggiatura piena di un continuo, quieto e devastante senso dell’umorismo; la sordina messa a tutti i movimenti; l’arma micidiale dell’ironia – una delle più terribili a disposizione del borghese, diceva Pasolini – rivolta contro la borghesia stessa. La rabbia ha fatto posto a un sentimento amarissimo e nichilista, che preserva il film dall’invecchiamento. Magistrali i momenti sadomaso, indimenticabile il prete giardiniere armato di fucile. Oscar per il miglior film straniero, ma ovviamente Buñuel non andò a ritirarlo. (emiliano morreale)

Il dittatore del Parador in arte Jack

Un non troppo fortunato attore americano, che si trova in un Paese del Sud America per girare un film, viene reclutato da uno spietato capo della polizia locale, ex ufficiale nazista, per impersonare la parte del defunto dittatore. L’attore, calandosi abilmente nel ruolo, riesce ad ingannare tutti, tranne l’amante del tiranno. Lo spunto del film è per certi versi troppo simile a Il prigioniero di Zenda, anche se la regia di Mazursky e l’interpretazione di Richard Dreyfuss riescono a sopperire alla mancanza di originalità e alle debolezze di una sceneggiatura non proprio perfetta.
(andrea tagliacozzo)

Caboblanco

Liberamente ispirato (anche se non ufficialmente) a
Casablanca
. Alla fine della seconda guerra mondiale, uno sparuto gruppo di uomini, tra i quali si nascondono (ma non troppo) alcuni ex nazisti, si disputa il prezioso carico che è affondato assieme al piroscafo Britannia. Entreranno a far parte del gioco anche il proprietario di un night-club, una misteriosa ragazza francese e il capo della polizia locale. Per quanto dignitoso nella realizzazione, il film non riesce a elevarsi oltre la soglia della mediocrità.
(andrea tagliacozzo)

Quell’oscuro oggetto del desiderio

L’ultimo film di Bunuel è anticonformista come ogni suo classico: Rey, ricco sadomasochista, si innamora perdutamente di una giovane donna, e lei è contentissima di farlo “soffrire”. Il colpo di genio più bizzarro di Bunuel è far interpretare la ragazza alternativamente dalla Bouquet e dalla Molina. Girato in Francia, con Rey originariamente doppiato da Michel Piccoli. Ispirato a un romanzo di Pierre Louïs, già adattato diverse volte per lo schermo, la più importante delle quali in Capriccio spagnolo di Josef von Sternberg (1935). Due nomination agli Oscar, per il Miglior Film Straniero e per la Miglior Sceneggiatura Non Originale.

Mezzo dollaro d’argento

In Messico, uno sceriffo di scorta a una diligenza, viene aiutato da un giovane pistolero, Johnny, a sostenere l’assalto di un bandito messicano. Il ragazzo, che sembra intenzionato a incontrare Ketchum, un noto fuorilegge, si stabilisce in una fattoria conquistando l’affetto della figlia del proprietario. Un mediocre western di serie B coprodotto dagli americani con la Spagna.
(andrea tagliacozzo)

Storia immortale

Intrigante vicenda (tratta da una storia di Isak Dinesen, ovvero Karen Blixen) su un mercante moralmente fallito (Welles), che vuole trasformare in realtà il mito secondo il quale un marinaio sedurrà la moglie di un uomo ricco. Una pellicola di ottima fattura, a tratti smagliante, originariamente realizzata per la televisione francese.

1492 – La conquista del Paradiso

L’esploratore Cristoforo Colombo è convinto di poter raggiungere la Cina viaggiando per mare verso occidente. Il progetto, respinto dai dotti dell’università di Salamanca, interessa all’armatore Martin Alonzo Pinzon, che si dichiara disposto, con l’appoggio della regina di Spagna, a finanziare la spedizione. Ambizioso, sfarzoso, ma irrimediabilmente vuoto e privo di momenti emozionanti, nonostante il gusto figurativo del regista e l’evidente impegno di Depardieu. Il film è stato realizzato contemporaneamente a
Cristoforo Colombo: la scoperta
, dedicato allo stesso argomento.
(andrea tagliacozzo)

Tristana

Una giovane donna (Deneuve) va a vivere con il suo tutore (Rey) dopo la morte della madre. Lui si innamora di lei, ma ha un rivale (Nero). Uno degli studi più sereni, seri eppure perversi di Bunuel sul cattolicesimo, la vecchiaia, il desiderio e la deformità. Girato splendidamente a Toledo. Distribuito in Europa in una versione di 105 minuti. Nomination agli Oscar come Miglior Film Straniero.