Scandalo segreto

Fiacco esordio alla regia di Monica Vitti, autrice anche della sceneggiatura assieme a Roberto Russo e Gianfranco Clerici. Margherita, sposata a Paolo, riceve in regalo da un amico una telecamera che, installata in casa, diventa una fedele amica alla quale la donna fa le proprie confessioni. Ma è proprio la telecamera, lasciata casualmente accesa, a registrare il tradimento del marito. (andrea tagliacozzo)

Io e Caterina

Un facoltoso uomo d’affari acquista un robot femmina chiamato Caterina per provvedere a ogni lavoro domestico. L’operato di quest’ultima è talmente soddisfacente che l’uomo, con un colpo solo, si libera della moglie, dell’amante e della cameriera. Fino a che la macchina, fin troppo umana, s’innamora di lui. La sceneggiatura, scritta dall’attore romano assieme all’inseparabile Rodolfo Sonego, è già debole di per sé. Sordi provvede a peggiorare la situazione con una delle sue solite regie lente ed incolori.
(andrea tagliacozzo)

La parola di un fuorilegge è legge

Un uomo morente affida a un suo dipendente negro l’incarico di portare una grossa somma alla moglie che vive nel Messico. Sul denaro ha però posato gli occhi un cacciatore di taglie. Un dignitoso western-spaghetti, coprodotto dagli americani, ma diretto da un italiano, Antonio Margheriti (meglio noto con lo pseudonimo di Anthony M. Dawson), con alcune vecchie glorie hollywoodiane a far da contorno.
(andrea tagliacozzo)

Rag, Arturo De Fanti, bancario-precario

Trovandosi in difficoltà finanziarie, un bancario e sua moglie decidono di dividere il loro appartamento con i rispettivi amanti. La cosa, che all’inizio sembra funzionare, s’ingarbuglia quando i nuovi arrivati si tirano dietro anche i relativi consorti. Nel ’75, il binomio Salce-Villaggio aveva dato vita alla fortunata serie di Fantozzi. Questa prova dei due, invece, non può dirsi altrettanto felice e ispirata. Ma soprattutto – ed è questo il guaio per un film comico – non risulta quasi mai divertente.
(andrea tagliacozzo)

Il buco

Un gruppo di detenuti tenta un’evasione dal carcere, ma forse tra loro c’è una spia.  Ultimo film di uno dei grandi del realismo francese, è anche il suo film più rigoroso ed estremo. Superbo cantore della mala in Casco d’oro e Grisbi , Becker realizza con Il buco il proprio capolavoro. Siamo già in anni di nouvelles vagues, ma il film di Becker somiglia piuttosto a Un condannato a morte è fuggito di Bresson: meno metafisico e più morale, e più attento alla dimensione del gruppo e a temi tradizionalmente noir come il tradimento, il sacrificio, la libertà (alla base c’è un romanzo di José Giovanni, poi a sua volta regista di polar). Ma la messinscena giunge ben presto all’astrazione, la suspence diviene insostenibile grazie a pochi elementi ossessivi (il rumore attutito dei martelletti) e il finale è di una logica stringente e ineluttabile. (emiliano morreale)

L’armata Brancaleone

Nell’Italia del tardo Medioevo, il soldato di ventura Brancaleone si associa a un gruppo di briganti per raggiungere il feudo di Aurocastro che, in base a un documento rubato a un viaggiatore, dovrebbe diventare suo. Esilarante avventura picaresca, realizzata con intelligenza, brio e grande inventiva, sia per quanto riguarda le situazioni comiche che per i dialoghi, parlati in un italiano finto arcaico che mescola il latino con l’italiano dell’alto Lazio. Grande prova di Gassman che cinque anni dopo, sempre diretto da Monicelli, tornerà a interpretare lo stesso personaggio in
Brancaleone alle crociate
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(andrea tagliacozzo)

Intrighi al grand hotel

Trovandosi in gravi situazioni finanziarie, l’anziano signor Trent si trova costretto a vendere un vecchio e prestigioso hotel di sua proprietà. L’uomo incarica il suo vecchio e fedele direttore di scegliere tra tre possibili acquirenti: un ricco ma losco individuo, un onesto uomo d’affari e un agenzia immobiliare. Buon adattamento cinematografico di un romanzo di Arthur Hailey, con un Rod Taylor, nei panni del direttore dell’hotel, affabile e decisamente in parte. Circa quindici anni dopo questo film è diventato un serial televisivo con il titolo
Hotel.
(andrea tagliacozzo)