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La lista di Schindler

Dopo l’invasione nazista in Polonia, l’industriale tedesco spregiudicato Oskar Schindler riesce a impiegare i prigionieri ebrei come manodopera nella sua fabbrica di pentole. La guerra va avanti e dal ghetto di Varsavia gli ebrei vengono deportati nei campi di concentramento. Anche qui Schindler riesce a mantenere i suoi operai e a poco a poco si rende conto della tragedia che si sta compiendo sotto i suoi occhi. La guerra sta per finire, i nazisti capiscono che la stanno perdendo e così parte la tremenda «soluzione finale». Con scaltrezza e altruismo Schindler riuscirà a salvare ben 1100 persone. Sette Oscar per questo kolossal di Spielberg: film, regia, fotografia, musica, montaggio, sceneggiatura non originale e scenografia. Un film mastodontico, con una minuziosa ricostruzione, anche se per scelta Spielberg evita accuratamente di farci vedere l’orrore delle camere gas. Ritmo incalzante e stile perfetto per un film che, come da consuetudine del suo regista, non risparmia qualche scivolone nella retorica. Ma questo sa fare Spielberg e questo amano soprattutto gli americani. Il soggetto è tratto dal romanzo di Thomas Keneally,
Schindler’s Ark
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(andrea amato)

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