Batman

Versione ultramiliardaria (sia per costi che per incassi) delle avventure del celebre personaggio dei fumetti creato da Bob Kane. A Gotham City, il miliardario Bruce Wayne, sotto le inquietanti e mascherate spoglie di Batman (l’uomo pipistrello), si erge a paladino della giustizia combattendo contro ogni genere di criminali. Il più pericoloso di questi è l’ironico ma diabolico Joker. L’impianto visivo orchestrato da Burton (e dallo scenografo Anton Furst, premiato con l’Oscar) è a dir poco affascinante, ma il film risulta piuttosto statico (quasi un pachiderma incapace di sollevarsi), ravvivato di tanto in tanto dai guizzi dell’istrionico Jack Nicholson. Tim Burton si farà ampiamente perdonare con il sequel, lo splendido
Batman, il ritorno
. Da dimenticare, invece, gli episodi successivi diretti da Joel Schumacher.
(andrea tagliacozzo)

Ed Wood

Vera storia di Ed Wood jr., «il peggior regista di tutti i tempi», eterosessuale con la passione del travestitismo. Wood mette su una compagnia di collaboratori sfigatissimi e coinvolge il vecchio Bela Lugosi, divo dell’horror ormai distrutto dalla droga, per realizzare
Plan 9 from Outer Space
. Uno dei migliori film sul cinema degli ultimi decenni. L’«adolescente» Burton ci regala un (auto)ritratto adulto e quasi esorcistico, un canto d’amore al cinema e a tutti i loser, i freak e i non riconciliati. Magicamente, Burton evita ogni effetto-nostalgia e ogni sarcasmo snobistico. Wood/Depp è fratello degli adolescenti dark e dei ragazzi-ostrica, e Ed Wood è per Burton quello che
La camera verde
è stato per Truffaut (altro regista-fanciullo): un impietoso confronto con la propria necrofilia-cinefilia. Geniale, e lucidissimo, il confronto finale di Wood con Orson Welles. Per capire quale possa essere un atteggiamento «giusto» verso il mass-cult infimo, e come quietamente se ne possa cogliere la poesia, rimane indimenticabile il monologo di Martin Landau (un Bela Lugosi straordinario), specie in versione originale.
(emiliano morreale)

La Sposa Cadavere

Photogallery

Il giovane Victor, dalla voce e dalle sembianze di
Johnny Depp,
è in procinto di sposarsi e sta cercando di imparare a memoria il rito nuziale.
Mentre sta declamando la promessa, infila l’anello in un ramo che sembra un dito, richiamando dall’Oltretomba la Sposa Cadavere, una ragazza assassinata proprio il giorno del suo matrimonio. L’incredulo Victor si ritrova così sposato a un fantasma-zombie, dalla voce e dalle sembianze di
Helena Bonham Carter,
che lo trascina in un «Aldilà» colorato, vivace, travolgente.

Realizzato come il precedente
Nightmare Before Christmas
in
stop motion,
l’attesissimo nuovo film di
Tim Burton
è un musical macabro dove teschi, vermi, ragnatele e scheletri «canini» offrono un ritratto quasi festoso della vita
post mortem,
rappresentando un mondo sotterraneo divertente e privo della rigidità che caratterizza l’epoca vittoriana (e non solo) in cui è ambientata la storia.

Ispirato a una fiaba tradizionale russa, la
Sposa Cadavere
vanta un doppiaggio d’eccezione: oltre a Depp e alla Bonham Carter (moglie di Tim Burton), anche Emily Watson, Albert Finney, Christopher Lee prestano la voce agli indimenticabili personaggi creati da Tim Burton.

Dieci anni di lavorazione per quello che può considerarsi, a tutti gli effetti, il secondo episodio di una saga dedicata ad Halloween e iniziata nel 1993 con le avventure di Jack Skeleton proprio in
Nightmare Before Christmas.
Tim Burton non smette di incantare sognatori di tutte le età con il suo humor nero, la sua poesia gotica, le sue fiabe sempre in bilico tra nostalgia e futuro. Semplicemente geniale.
(sara dania)

9

Un gruppo di bambole di pezza vive in un mondo parallelo al nostro, costantemente minacciato da delle macchine mostruose che vanno a caccia delle loro anime.
Presto incontreranno “9”, un altra bambola come loro, che dimostrerà le qualità di leader e spronerà il gruppo a darsi da fare per sconfiggere questa terribile minaccia.

Il mistero di Sleepy Hollow

Il mistero di Sleepy Hollow

mame cinema IL MISTERO DI SLEEPY HOLLOW - STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto dal famoso regista Tim Burton, Il mistero di Sleepy Hollow (1999) è ambientato nel 1799. Il giovane agente di polizia Ichabod Crane (Johhny Depp) viene inviato da New York a un piccolo villaggio di Campagna, Sleepy Hollow. Lì, infatti, sono state uccise tre persone e le loro teste sono scomparse. Lì Ichabod conosce la graziosa Katrina Van Tassel (Christina Ricci), che lo aiuterà nelle indagini. Le autorità del villaggio, inoltre, raccontano all’investigatore la storia del Cavaliere Senza Testa, un mercenario dell’Assia diventato famoso per la sua abilità nel decapitare i nemici. Una volta catturato, anche al Cavaliere è stata mozzata la testa e il suo corpo è stato sepolto nei boschi del villaggio.

Adesso, però, sembra che il Cavaliere sia risorto, tornando a seminare il terrore e a spargere sangue. Ma perché uccide? Che senso hanno questi omicidi? Quali sono i veri scopi dell’assassino? E, soprattutto, esiste un modo per fermarlo?

Curiosità

  • Come nel caso di Edward mani di forbice, Depp fu la prima scelta di Burton per la parte, benché fosse chiesto al regista di esaminare altre opzioni prima di ingaggiarlo. Fu offerto Brad Pitt per il ruolo, mentre Liam Neeson e Daniel Day-Lewis furono presi in considerazione. Burton fu alla fine capace di persuadere lo studio per Depp. Voleva inoltre ingaggiare Christina Ricci per il ruolo di Katrina, perché gli ricordava una romanzesca figlia di Peter Lorre e Bette Davis.
  • Nel ruolo del Cavaliere senza testa Burton scelse Christopher Walken, che già aveva diretto in Batman – Il ritorno. Inoltre, Burton volle nel cast anche Michael Gough che aveva precedentemente lavorato con lui in Batman e in Batman – Il ritorno. Durante il casting di Il Mistero di Sleepy Hollow, Gough era deciso ad andare in pensione, ma Burton lo persuase di unirsi al cast.
  • Christopher LeeMartin Landau (precedentemente vincitore di un Premio Oscar nel film di Tim Burton Ed Wood) e la poi fidanzata di Burton Lisa Marie sono tutti inseriti come cammei.
  • Il cast e lo staff hanno spesso detto che “La sensazione che si aveva camminando per i set di Sleepy Hollow, particolarmente nella città di Lime Tree, era quasi come se stessi camminando all’interno della testa di Burton”.
  • Con un budget stimato in 100 milioni di dollari, il film ha incassato 101 071 502 $ in Nord America e 206 071 502 $ a livello globale.

Alice in Wonderland 3D

Nuova versione, in stile gotico, dell’affascinante storia di Alice nel Paese delle Meraviglie. Questa volta troviamo un’Alice un po’ più grande, che abbandonato un party troppo noioso, finisce per inseguire il Bianconiglio dentro la sua tana, precipitando nel mondo fantastico che già dieci anni prima aveva visitato. Alice, però, di quel viaggio non ricorda niente ed ora deve decidere se aiutare gli strani abitanti di questo posto nel preparare la loro attesa rivolta…

Big Fish

Edward Bloom ha sempre raccontato storie fantastiche, eccessive, surreali. A se stesso, agli altri e soprattutto a suo figlio. Che vuol capire finalmente chi è suo padre. Vuole capire una volta per tutte dov’è la realtà e dove la fantasia. Perché teme che il padre racconti tutte quelle storie per nascondere qualcosa d’altro. Edward Bloom infatti sta morendo. Will ascolterà ancora una volta tutte quei racconti favolosi, per comprendere forse che quel padre non è stato poi così svitato, infantile e fantasioso…

Tim Burton firma un film visionario, folle, fantastico, poetico, bellissimo. Una favola. Tra Fellini e
Il mago di Oz,
tra
Alice nel paese delle meraviglie
e
Freaks.
C’è una madre che vuol far fare la pace a un padre e a un figlio prima che sia troppo tardi. E allora ecco che con una serie di flash back il protagonista – da vecchio è un bravissimo Albert Finney, da giovane Ewan McGregor
(Moulin Rouge!, Abbasso l’amore)
davvero somiglianti – racconta per l’ennesima volta (questa volta alla giovane nuora incinta) la sua vita. Da quando stava stretto nel suo paesello e voleva andare alla conquista del mondo in compagnia di un gigante (numero di piede 62½, Guinness mondiale). Ma prende una strada sterrata e si ritrova in un paese di sogno dove tutti sono a piedi scalzi, non fanno nulla se non sorridere e da dove nessuno se n’è mai andato… Ecco, qui comincia l’avventura meravigliosa di questo ragazzo che con la fantasia, l’ottimismo e la tenacia ha conquistato la donna dei suoi sogni (Jessica Lange che, da ragazzina negli anni Cinquanta, è Alison Lohman), è riuscito a farsi la casa con la balaustra bianca… Ha camminato in foreste magiche, si è imbattuto in una donna con un occhio in cui si vede il futuro, in un lupo mannaro, in due gemelle siamesi, in un pesce enorme che non si fa catturare… Un lungo viaggio tra magie e incubi che scivola via come un sogno. Bravi tutti i protagonisti (con perle di Danny De Vito e Steve Buscemi), perfetta la ricostruzione degli anni Cinquanta della provincia americana, mai pesanti gli eccessi di fantasia, splendida la fotografia. Un film per sognare e per evadere. Perché «senza storie, ci resterebbero solo la politica e i supermarket. E che razza di mondo sarebbe un mondo così?».
(d.c.i.)

Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street

Nella Londra del diciannovesimo secolo, Benjiamin Barker è un felice padre di famiglia. La gelosia di un giudice invaghitosi di sua moglie lo porta ad essere rinchiuso ingiustamente in carcere. Scontata la pena farà ritorno a Londra per consumare la sua vendetta trasformandosi nel sanguinario Sweeney Todd.

La fabbrica di cioccolato

Willy Wonka è il proprietario di una delle fabbriche di cioccolata più grandi al mondo. All’interno dell’enorme stabilimento produce le leccornie più deliziose e impensate, sogno di ogni bambino. Un giorno però, dopo aver subito ripetute fughe di notizie riguardo le formule dei suoi dolciumi, il magnate delle barrette di cioccolata decide di chiudere i battenti. Diverso tempo dopo, la fabbrica ricomincia a sbuffare fumo dai suoi camini: la produzione è misteriosamente ripresa. Chi mai lavorerà al suo interno? Che fine ha fatto Willy Wonka? Tutti se lo chiedono e, inaspettatamente, un giorno d’inverno, Wonka bandisce un concorso: cinque fortunati bambini che troveranno il Golden Ticket all’interno delle proprie barrette di cioccolata potranno trascorrere una giornata con lui visitando la misteriosa fabbrica e in più uno di loro riceverà un’incredibile sorpresa. In tutto il mondo è caccia ai biglietti. Alcuni bambini trovano il tagliando dorato grazie alla speranza e alla fortuna, altri invece fanno di tutto per averlo forzando il destino dalla propria parte. Tra i primi c’è il piccolo Charlie, che vive vicino alla fabbrica di cioccolata insieme alla famiglia . In compagnia del nonno entrerà nel meraviglioso mondo di Willy Wonka, fatto di alberi di zucchero e fiumi di cioccolata.

Tim Burton ci regala un’altra delizia per gli occhi. Ripropone la pellicola del 1971 diretta da Mel Stuart e interpretata da Gene Wilder. Tiene fede all’originale ma l’arricchisce con quel tocco visionario e singolare che la storia richiede e che solo lui sa dare. Tutto è incredibile. Dalla monumentalità di facciata della fabbrica, all’inclinazione, al limite del crollo, della casa di Charile. Dall’eccentricità di Wonka, alla semplicità dei bambini. Dagli scoiattoli operai, alla pettinatura del fantasioso cioccolatiere. Visivamente molto vivace, la pellicola coinvolge con la sua purezza da fiaba, con la spontaneità dei suoi personaggi (siamo tutti con Charlie durante la ricerca del biglietto vincente) e con le ambientazioni da sogno costruite da Burton, come la cascata di cioccolata e la nave a forma di ippocampo. Indimenticabili poi i simpatici lavoratori della fabbrica: gli Umpa-Lumpa (in realtà tutti impersonati da Deep Roy, poi moltiplicato digitalmente), fantomatici piccoli uomini provenienti da Lumpolandia al soldo di Wonka per una manciata di semi di cacao. Si odono gli echi di
Edward Mani di Forbice
in diverse sequenze e, per chi ama il regista, è proprio un bel sentire. Nel cast primeggia Johnny Depp che sfodera un’interpretazione memorabile miscelando con bravura il suo Ed Wood visto nell’omonimo

film
di Burton, e l’irrefrenabile carisma del pirata Jack Sparrow, cui ha dato vita ne

La maledizione della prima luna.
(mario vanni degli onesti)

Pee-wee’s Big Adventure

Pee Wee, sorta di infantile cartoon vivente, attraversa mezza America per recuperare la propria bicicletta rubata, giungendo infine a Hollywood. È il primo lungometraggio del geniale Tim Burton (allora ventiseienne), che sfrutta per lo schermo un popolare personaggio della tv per bambini. E non è un film comune. Infatti, se questa specie di Ridolini isterico che ne è il protagonista risulta figura un po’ balorda e non molto cinematografica, Burton inzeppa l’intreccio di trovate come in una rilettura infantile della storia del cinema (c’è perfino, nella colonna sonora di Danny Elfman, un ripetuto omaggio a Fellini e Rota). E nella descrizione degli orrendi turisti che visitano Hollywood, il suo critico infantilismo ricorda quello di Frank Tashlin e Jerry Lewis. Per i fanatici di Burton, un prezioso incunabolo; per i bimbi, un film divertente e non stupido. Il personaggio di Pee-wee scomparve prematuramente allorché il protagonista Paul Reubens fu beccato a masturbarsi in un cinema porno. La sua carriera fu bruciata, e lui riapparve solo in qualche film di Burton (è il padre del Pinguino nel secondo Batman).
(emiliano morreale)

Beetlejuice – Spiritello porcello

Una giovane coppia, passata a miglior vita, è costretta a cacciare i nuovi inquilini dalla loro casa per conquistare la pace eterna. Dopo una serie di maldestri e inutili tentativi, si fanno aiutare da uno spettro anti-umani. Una divertente black comedy, dominata dagli effetti speciali, ma anche dalla irrefrenabile fantasia di Tim Burton, al suo secondo film. Scatenato e irriconoscibile Michael Keaton (che con il regista l’anno successivo realizzerà
Batman
) nei panni di Betelgeuse, lo spiritello porcello del titolo. Winona Ryder, qui in una spiritosa caratterizzazione della ragazza pessimista e quasi dark, tornerà agli ordini di Burton in
Edward mani di forbice
.
(andrea tagliacozzo)