Lo stato dell’unione

Più attuale che mai, questa commedia drammatica di origine letteraria (adattata dalla pièce di Howard Lindsay e Russel Crouse) vede Tracy nei panni di un industriale che lotta per mantenere la sua integrità mentre viene inghiottito dai meccanismi della politica nella corsa alla presidenza. La Hepburn è sua moglie e la sua coscienza, la Lansbury una milionaria assetata di potere che sostiene la campagna, Van Johnson il sardonico manager della campagna. Grande intrattenimento.

Il padre della sposa

Stanley Banks viene colto di sorpresa quando Carla, sua figlia, annuncia in famiglia che intende sposarsi con il giovane Poldo Herbert. Le spese del matrimonio, ovviamente, saranno a carico del padre della sposa. L’uomo vorrebbe organizzare un ricevimento piccolo e non troppo costoso, ma la moglie e la figlia sono di diverso avviso e finiscono per cacciarlo nei guai. Magistrale interpretazione di Spencer Tracy, vero mattatore di un film costantemente inventivo e divertente. Praticamente perfetta anche la sceneggiatura di Albert Hackett e Francis Goodrich e la regia di Minnelli.
(andrea tagliacozzo)

Capitani coraggiosi

Una nave, con a bordo l’impertinente e viziatissimo figlio di un milionario, affonda in mezzo all’Oceano. Il ragazzo, salvato da una goletta di pescatori e costretto per un lungo periodo a fare l’umile mestiere del mozzo, ammorbidisce notevolmente il suo carattere. Straordinario adattamento cinematografico di un classico di Rudyard Kipling. Spencer Tracy, nel ruolo di un pescatore portoghese, vinse l’Oscar come migliore attore protagonista.
(andrea tagliacozzo)

L’ultimo urrà

Una vecchia volpe della politica dai metodi piuttosto spregiudicati, ripropone la sua candidatura a sindaco di una cittadina del New England. Per aiutarlo, chiama accanto a sé il nipote, che dapprima si mostra riluttante, ma poi rimane affascinato dalla personalità del vecchio. Il film, che si ispira alla figura del sindaco di Boston James M. Curley, è tratto dal romanzo di Edwin O’Connor. Splendida l’interpretazione di Spencer Tracy, attorniato da uno stuolo di caratteristi altrettanto straordinari. La pellicola ha avuto un nuova versione nel ’77, ma con esiti ben lontani da questa di Ford.
(andrea tagliacozzo)

Vincitori e vinti

Ricostruzione del processo di Norimberga che nel 1948 vide imputati i criminali di guerra nazisti. Alla sbarra, davanti a tre americani guidati dal giudice Dan Haywood (Tracy), tre criminali nazisti e un quarto (lancaster) anti Hitler e contro il nazismo. L’impostazione quasi teatrale (il film si svolge quasi interamente in un’aula di tribunale con i testimoni che si avvicendano a raccontare le loro storie) non toglie forza narrativa alla pellicola, interpretata da un magnifico cast d’attori in cui spiccano Spencer Tracy nei panni del giudice Dan Haywood, Montgomery Clift, Marlene Dietrich, Judy Garland e Maximilian Schell, premiato con l’Oscar come migliore attore per la sua interpretazione dello scaltro avvocato della difesa. Ottima anche la sceneggiatura di ferro di Abby Mann, anche a lui vincitore di una statuetta.
(andrea tagliacozzo)

San Francisco

Intrattenimento di prima categoria con una produzione altamente sontuosa. Jeanette esagera un po’ nel ruolo di una bellezza di San Francisco, ma la musica, la prova di Tracy e la scena clou del terremoto sono ancora belle. In origine c’erano sequenze del Golden Gate Bridge in costruzione; altre immagini di San Francisco montate con ritmo furono cambiate in una successiva versione. Sceneggiatura di Anita Loos. Esiste anche in versione colorizzata al computer. Un Oscar e altre cinque nomination.

Indovina chi viene a cena?

L’ultimo film di Spencer Tracy, scomparso in quello stesso anno in seguito a un attacco di cuore. Una giovane bianca s’innamora di un coetaneo di colore e decide di sposarlo credendo di avere la sicura approvazione dei genitori. Ma questi ultimi, sebbene di estrazione liberale, esitano a dare il loro consenso. Una commedia interrazziale dai buoni propositi, ma dai toni fin troppo blandi, che affronta il tema in modo quasi semplicistico. Sebbene sia tratto da un soggetto originale, il film sembra inoltre avere un’impostazione teatrale, anche se i dialoghi sono sufficientemente brillanti da compensare la staticità dell’azione. La Hepburn, una spanna sopra gli altri interpreti, vinse il suo secondo Oscar. Una statuetta andò anche a William Rose per il soggetto e la sceneggiatura, ma il film era in lizza con dieci nomination.
(andrea tagliacozzo)

Mare d’erba

Un ricco proprietario terriero sposa una spigliata ragazza di città, ma le due diverse mentalità vengono presto a contrasto e turbano l’armonia familiare. I rapporti fra i due s’incrinano del tutto quando la donna, sedotta da un giudice, avversario del marito, ha un momento di debolezza e cede. Uno dei film più famosi della coppia Hepburn-Tracy, tratto da un romanzo di Conrad Richter, anche se non uno dei loro migliori, nonostante la prestigiosa regia di Kazan, qui al suo secondo film.
(andrea tagliacozzo)

Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo

Un vecchio gangster morente, vittima di un incidente stradale, rivela ai suoi soccorritori che in un luogo di Las Vegas è sepolto l’ingente bottino di una rapina. Questi ultimi si scatenano l’uno contro l’altro in una indecorosa, folle corsa verso il denaro. Del malloppo vorrebbe entrare in possesso anche un anziano ufficiale di polizia. Commedia iperspettacolare, ispirata alle vecchie commedie «slapstick» dei tempi del muto. La gag non sempre sono originali o risultano divertenti, ma l’insieme è tenuto saldamente in mano dalla regia di Stanley Kramer, anche grazie all’apporto dell’ottimo cast. Il regista tornerà a dirigere Spencer Tracy quattro anni più tardi in
Indovina chi viene a cena?
. Dovevano far parte del cast anche Groucho Marx che rifiutò per questioni di soldi e Stan Laurel, che si sentiva troppo vecchio per far ridere.
(andrea tagliacozzo)

Passaggio a Nord-Ovest

Intorno al 1760, mentre Francia e Inghilterra combattono per il dominio del Nord America, il maggiore Rogers e i suoi rangers hanno il compito di compiere una spedizione punitiva contro un villaggio di indiani, alleati dei francesi. Spettacolare adattamento cinematografico di un romanzo di Kenneth Roberts ispirato alla controversa figura del maggiore Robert Rogers, capo storico dei rangers. (andrea tagliacozzo)

Furia

Il primo e, forse, il migliore dei film girati negli Stati Uniti da Fritz Lang. Il giovane Joe viene arrestato con l’accusa di aver rapito una bambina. La folla inferocita assalta la prigione e provoca un incendio, nel quale l’accusato viene creduto morto. Ma le indagini successive ne dimostrano la più completa innocenza. La vibrante interpretazione di Spencer Tracy, unita alla vigorosa regia di Lang e all’intelligente copione scritto dal regista assieme a Norman Krasna e Bartlett Cormack, fanno di questo film uno dei migliori pamphlet contro l’intolleranza delle masse, l’inciviltà e la pena di morte. Inquietante e ancora attuale, nonostante il finale consolatorio voluto dal produttore, Joseph Leo Mankiewicz.
(andrea tagliacozzo)

La settima croce

Sette prigionieri riescono a fuggire da un campo di concentramento nazista. Vengono ripresi tutti tranne uno, che raggiunge Magonza, la sua città. Sebbene l’ex fidanzata si rifiuti di aiutarlo, l’uomo, grazie all’intervento di alcuni amici, evita la cattura. Avvincente film bellico, decisamente superiore ad altri prodotti di propaganda realizzati nello stesso periodo. Più di quarant’anni dopo, gli attori Hume Cronyn e Jessica Tandy si ritroveranno per girare i due episodi di Cocoon . (andrea tagliacozzo)

La costola di Adamo

Marito e moglie, entrambi avvocati, sono rispettivamente accusatore e difensore di una donna che ha sparato – senza peraltro ucciderlo – al marito fedifrago. Le schermaglie processuali si intrecciano con quelle private, e la vicenda diventa un’occasione per riflettere finalmente sul matrimonio. Tarda commedia sofisticata di Cukor, con la coppia Tracy-Hepburn al suo meglio. Forte del suo contorno forense, è una delle partiture più «speculative» donate a Cukor da un altro magnifico duo, gli sceneggiatori Garson Kanin e Ruth Gordon (anche loro marito e moglie nella vita). La superba sobrietà cukoriana si mostra qui in un rigore da manuale per rispetto dei tempi comici, finezza di osservazione, gioco sul fuori-campo. Basti ricordare le sequenze in tribunale, i lunghi piani fissi o il gioco sugli spazi in cui è divisa la casa; oppure, ancora, la geniale trovata della proiezione del filmino familiare, che ha una sorta di pendant nei siparietti coi burattini che scandiscono le scene. Temibile e fascinosa la Hepburn, mai così autoironico Tracy, perfetta anche l’altra coppia Tom Ewell-Judy Holliday.
(emiliano morreale)