Operazione Crossbow

Durante la seconda guerra mondiale, i servizi segreti inglesi apprendono che la Germania è impegnata nella costruzione di armi sempre più sofisticate. Tre agenti britannici riescono ad infiltrarsi sotto mentite spoglie in una fabbrica tedesca dove la progettazione di un missile di micidiale potenza sta per essere ultimata. Film bellico senza infamia e senza lode, con qualche buona sequenza d’azione, ma anche non poche lungaggini. Poco più che una partecipazione speciale per la Loren. (andrea tagliacozzo)

La domenica della buona gente

Da una commedia che Vasco Pratolini scrisse per la radio. La partita di calcio Roma-Napoli fa da sfondo alle vicende di tre persone: un ex calciatore, in crisi familiare, spera di trovare lavoro come allenatore; un pensionato, a cui servono 300.000 lire per rimettere a posto il bilancio, crede di aver fatto tredici; un disoccupato, invece d’incontrarsi con lo zio della fidanzata per un lavoro, diserta l’appuntamento e va allo stadio. Buono lo spunto, un po’ meno tutto il resto, forse a causa della scarsa vena del regista.
(andrea tagliacozzo)

Il ragazzo sul delfino

Primo film girato da Sophia Loren negli Stati Uniti. In un’isola dell’arcipelago greco, una pescatrice di spugne rinviene dai fondi marini il frammento di un’antichissima statuetta raffigurante un ragazzo a dorso di un delfino. Al ritrovamento s’interessano un archeologo americano, interpellato dalla donna, e un losco mercante d’arte, che vorrebbe trafugare l’oggetto. Il regista sembra più interessato alle bellezze del paesaggio (e della Loren) piuttosto che alla storia.
(andrea tagliacozzo)

Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova, si sospettano moventi politici

Durante i primi anni del fascismo, un avvocato (Mastroianni) e un bandito (Giannini) si innamorano di una vedova siciliana (Loren): lei ricambia l’affetto di entrambi. Il film è chiassoso e pretenzioso, ma manca completamente il bersaglio.

La miliardaria

La Loren è una ricca ereditiera convinta che i soldi possano comprare tutto, finché non incontra Sellers, un medico indiano, per niente disposto a vendere il suoi principi, né tanto meno il suo amore. Sophia è splendida, ma come adattamento della commedia di G.B. Shaw il film risulta un po’ pesante. CinemaScope.

Ieri oggi e domani

Premiato con l’Oscar come miglior film straniero: un impeccabile trio di racconti comici, con la Loren mai così bella nei panni di un’italiana che utilizza il sesso in modi diversi per ottenere ciò che vuole. Lo strip-tease per Mastroianni è una tra le scene più famose della sua carriera (e in parte resta coperta). Techniscope.

Qualcosa di biondo

Dopo tre fortunati film con Francesco Nuti, Maurizio Ponzi dirige la Loren in una delle sue sporadiche interpretazioni degli anni Ottanta. Per trovare il denaro necessario a sottoporre il figlio a una costosa operazione alla vista, l’ex cameriera Aurora parte alla ricerca di colui che crede essere il padre del ragazzo: l’americano Dave. Ritmo lento e poche idee per una storia poco intrigante ed eccessivamente lacrimevole. Buono il cast da esportazione.
(andrea tagliacozzo)

La baia di Napoli

L’improvvisa morte del fratello chiama a Napoli un avvocato americano. L’uomo scopre che durante il lungo soggiorno italiano il congiunto ha avuto un figlio, ora affidato allo cure di una vivace ragazza del luogo. Commedia turistica piuttosto banale, interpretata da un Clark Gable, all’epoca sessantenne, ormai anzianotto per il ruolo del seduttore (l’attore morirà in quello stesso anno per un attacco di cuore).
(andrea tagliacozzo)

La contessa di Hong Kong

Il tentativo del regista/sceneggiatore/compositore (ha persino una piccola parte da attore) Chaplin di far affondare questa vecchia commedia romantica — sebbene anche altri contribuiscano all’opera — è perfettamente riuscito. La Loren si imbarca clandestinamente nascondendosi nella cabina del diplomatico Brando. Girato malamente, mal sincronizzato e con una pessima colonna sonora. Un peccato, soprattutto perché si tratta del canto del cigno cinematografico di Chaplin.

Carosello napoletano

Una famigliola di guitti fa da trait d’union a una storia di Napoli attraverso una serie di canzoni. Un gioiello del cinema italiano, sfortunato all’uscita e recuperato decenni dopo dalla critica. Troppo costoso, forse troppo colto, non poteva fare scuola e rimane un unicum, l’indicazione di un qualcosa che non è stato; anzi, è forse l’unico musical della storia della cinematografia nazionale. Una cavalcata storica in una Napoli da cartolina, ma da cartolina filologica e di gran classe (co-sceneggiatore è Giuseppe Marotta, nello stesso anno de
L’oro di Napoli
), lontanissima dai film-rivista di Paolella-Infascelli e diretta da un regista teatrale che non ci riprovò più col cinema. Fotografia a colori, scenografie e coreografie sono tutte di altissimo livello.
(emiliano morreale)

Peperoni ripieni e pesci in faccia

Una coppia di mezz’età, Maria e Jeffrey, festeggiano l’onomastico di lei invitando i figli con le rispettive famiglie. Sarà un momento di confronto ma anche di forti tensioni a causa della presenza di un ex-spasimante di Maria.

Cassandra Crossing

A Ginevra, due terroristi entrano in un laboratorio dove si sperimentano armi chimiche e contraggono un pericoloso virus. Uno dei due riesce a fuggire e a salire su un treno diretto in Svezia. Per evitare un’epidemia, le autorità dirottano il convoglio verso la Polonia. Spettacolare ma prevedibile prodotto del filone catastrofico che cerca di sopperire alle mancanze della sceneggiatura con le fugaci apparizioni di vecchie glorie del cinema mondiale. (andrea tagliacozzo)

La fortuna di essere donna

Una ragazza di folgorante bellezza si ritrova sulla copertina di una rivista. Il suo fidanzato vorrebbe fare causa al fotografo che, a sua insaputa, l’ha catturata in una posa spregiudicata, ma questi riesce a convincere la ragazza che quella foto potrebbe essere solo il primo passo verso la celebrità. Vivace commedia, tra le più note degli anni Cinquanta, ben sorretta da una sceneggiatura di ferro (alla quale collaborò, tra gli altri, Ennio Flaiano) e da un solido gruppo d’attori. Mastroianni e la Loren erano già stati diretti da Blasetti l’anno prima in Peccato che sia una canaglia. (andrea tagliacozzo)

La ciociara

La Loren ha meritatamente vinto l’Oscar per questo ritratto strappacuore di una madre italiana che, insieme alla figlia, viene violentata da soldati marocchini alleati durante la seconda guerra mondiale. La storia della loro sopravvivenza è estremamente toccante. Sceneggiatura di Cesare Zavattini, da un romanzo di Alberto Moravia. La Loren riprese il ruolo in un film tv in due parti del 1989.

C’era una volta

Durante la dominazione spagnola, nel Mezzogiorno d’Italia, il principe Rodrigo s’innamora della bella campagnola Isabella, specialista nella preparazione di gnocchi dai poteri magici. Rosi cambia radicalmente genere rinnovando la favola di Cenerentola, ma senza rinunciare del tutto alla prediletta tematica meridionalista. Il risultato, comunque, è nettamente inferiore alle attese e all’epoca deluse non poco la critica.
(andrea tagliacozzo)

Peccato che sia una canaglia

Da un racconto di Alberto Moravia. Un tassinaro si innamora di una bella ragazza, figlia di un ladro e ladruncola pure lei. Cerca di redimerla, ma ogni sforzo è inutile. Anzi, lei finisce per cacciarlo in una serie di situazioni imbarazzanti. Una commedia prevedibile, ma diretta con garbo e interpretata da un terzetto d’attori in stato di grazia. Tra gli sceneggiatori figura anche il grande Ennio Flaiano. (andrea tagliacozzo)

Una giornata particolare

Nel 1938, mentre Roma festeggia l’arrivo di Hitler in visita al duce, in un caseggiato popolare nasce una tenera e intensa amicizia tra la moglie di una camicia nera, donna ancora piacente ma provata da sei maternità e dalla fatica, e un suo coinquilino, ex annunciatore della radio esonerato dal servizio perché omosessuale. Quasi una pièce teatrale – il film si svolge quasi in tempo reale – con due interpreti in stato di grazia. Buona la regia di Scola, anche se a corrente alternata. Da notare l’incertezza (un lieve ma percepibile ondeggiamento) del carrello all’indietro nell’ultima inquadratura del film con la Loren alla finestra (quasi uno specchio fedele del film: suggestivo ma imperfetto). La pellicola ottenne due candidature agli Oscar 1977: miglior attore (Mastroianni) e miglior film straniero.
(andrea tagliacozzo)

Le sei mogli di Barbablù

Totò, costretto a sposarsi con la forza, abbandona la moglie e fugge all’estero. Tornato di nascosto in Italia, l’uomo, scambiato per un celebre investigatore, si trova a dare la caccia a Barbablù, un criminale che ha rapito sei giovani donne dopo averne ucciso i rispettivi mariti. Solito tour de force di Totò che si fa in quattro per tenere in piedi un debole e sgangherato canovaccio. Nello stesso anno Bragaglia diresse il comico napoletano in altri tre film: Totò cerca moglie, Figaro qua… Figaro là e 47 morto che parla. Sofia Loren, che nel cast è ancora Sofia Lazzaro, interpreta il ruolo di una delle mogli di Barbablù. (andrea tagliacozzo)

Miseria e nobiltà

Felice e Pasquale vivono con le rispettive famiglie nello stesso, misero appartamento. Un giovane nobile, innamoratosi della figlia di un cuoco arricchito contro il parere dei genitori, ingaggia le due famiglie per impersonare i congiunti. Da un classico di Eduardo Scarpetta (sceneggiato dal regista con Ruggero Maccari), uno dei migliori film di Totò (il suo capolavoro con
Totò, Peppino e la malafemmina
), che si esibisce in alcune sequenze a dir poco memorabili (la foto con gli sposini, la lettera con il cafone, il ballo con gli spaghetti). Non si contano le battute pronunciate nel corso della pellicola dal comico napoletano ormai entrate nella memoria collettiva («A casa nostra, nel caffelatte non ci mettiamo niente: né il caffè, né il latte»; Pasquale a Totò: «Non pigliare la pasta grossa ché non la digerisco». Totò: «Pasqua’, tu con questa fame digerisci pure le corde di contrabbasso»; o ancora Pasquale a Totò: «In questa casa si mangia pane e veleno! ». Totò: «No Pasqua’, solo veleno!). Nello stesso anno, Mattoli diresse il comico napoletano ne
Il medico dei pazzi
, sempre una commedia di Scarpetta.
(andrea tagliacozzo)

Sabato, domenica e lunedì

Pozzuoli 1934: una coppia sposata da trent’anni (Loren e De Filippo) vive apparentemente felice e senza screzi. Quando però il marito umilierà la moglie, superba cuoca, con un tradimento gastronomico, quest’ultima gliela farà pagare suscitando in lui la gelosia per un professore (De Crescenzo) che frequenta la loro casa. Bravissima la Loren.

Tototarzan

Un uomo, vissuto selvaticamente fin da piccolo nei meandri della giungla e noto agli indigeni come «la scimmia bianca», eredita un ingente patrimonio. Tre avventurieri, desiderosi d’impadronirsi del denaro, si recano nella giungla e riescono a catturare il selvaggio. un suo parente si allea con i furfanti. Lo salverà l’amore di una donna… Trama labilissima compensata da un fuoco di fila di gag e da un Totò scatenatissimo. In una piccola parte appare anche una giovanissima Sophia Loren (accreditata come Sofia Lazzaro).
(andrea tagliacozzo)

Un giorno in pretura

In un tribunale romano, durante un’intensa giornata, il pretore Lorusso passa in rassegna diversi casi: da un ladruncolo che per fame ha rubato dei gatti, al figlio di un ex deputato accusato di aver baciato una ragazza; da un caso di abbandono del tetto coniugale, a un altro di oltraggio al pudore. Memorabile soprattutto quest’ultimo episodio con Alberto Sordi che dà vita a uno dei suoi personaggi più famosi: Nando Mericoni, l’americano «de Roma».
(andrea tagliacozzo)

Matrimonio all’italiana

Dalla commedia di Eduardo De Filippo «Filumena Marturano». Per farsi sposare dall’amante Domenico, Filumena si finge in punto di morte. Accortosi di essere stato ingannato, lui vorrebbe far annullare il matrimonio. Ma la donna, dopo avergli confessato di avere tre figli, gli rivela che uno di questi è nato proprio dalla loro relazione. Una buona riduzione cinematografica del lavoro teatrale di Eduardo, ben interpretata da entrambi i protagonisti, anche se non riesce a rendere sullo schermo tutta la forza del testo originale. Sceneggiatura di Renato Castellani, Tonino Guerra, Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. (andrea tagliacozzo)

Il viaggio

L’ultimo film di Vittorio De Sica, tratto dall’omonima novella di Luigi Pirandello. Una donna, costretta tempo prima a sposare il fratello dell’uomo che ama, apprende di essere gravemente malata. Scomparso il marito in un incidente, nessun ostacolo si frappone più tra lei e il cognato, così i due decidono d’intraprendere un viaggio. Una melodramma mediocre e melenso, indegna chiusura della carriera di un grande cineasta. (andrea tagliacozzo)

Lady L

Sesta regia dell’attore inglese Peter Ustinov. Durante il periodo napoleonico, la giovane lavandaia Louise s’innamora di Armand, ladro dal cuore tenero, braccato dalla polizia di Parigi. Fugge con l’uomo in Svizzera per rifarsi una vita, ma l’irrequieto Armand entra a far parte di una organizzazione terroristica che vuole uccidere il re di Baviera. A dispetto dei grandi nomi del cast, un film non molto riuscito. (andrea tagliacozzo)