L’inferno sommerso

Il capitano Mike Turner raggiunge il relitto semiaffondato e capovolto del Poseidon, una nave da crociera naufragata per oscuri motivi la notte di capodanno. All’interno dello scafo, Turner trova alcuni superstiti miracolosamente scampati al naufragio. Il regista Irwin Allen ripete la formula che ha decretato la fortuna di alcuni suoi film precedenti come L’inferno di cristallo e Swarm : un cast ricco di stelle unito ad eventi catastrofici. Il risultato, però, è decisamente mediocre. (andrea tagliacozzo)

Frankenstein junior

Il dottor Friedrich von Frankenstein, perfetto americano moderno, torna in Europa e rimane invischiato nel progetto del suo celebre avo di ridare la vita ai morti. E in una notte di tempesta, la Creatura di Frankenstein verrà alla vita. Una delle migliori parodie cinematografiche di sempre, di certo l’unico film perfettamente riuscito di Mel Brooks. Pur risentendo del gusto camp anni Sessanta, che trova nelle bizzarrie dell’horror un terreno fecondo, Brooks fa un equilibrato, raffinatissimo, ipnotico clone dei classici della Universal anni ’30 (Frankenstein, ovviamente, ma anche La moglie di Frankenstein e Il figlio di Frankenstein , di cui è in effetti il remake). Alcuni dei maggiori nomi dell’umorismo ebreo-americano si ritrovano in un film esilarante, tutto giocato sull’idea che Hollywood ha dell’Europa: Wilder non è mai stato così bravo, Marty Feldman è un’icona. La parodia non scantona mai verso il demenziale metafilmico (tipo Io, Beau Geste e la legione straniera , o tipo Zucker and Abrahams). Tutto è millimetricamente mantenuto sul filo del calco: non si esce mai dal genere, ma si ride come raramente è capitato. La Creatura è Peter Boyle, il vecchio cieco Gene Hackman. (emiliano morreale)

Atmosfera zero

Sulla terza luna di Giove, in una confortevole stazione spaziale, alcuni operai, dipendenti di una potente società che estrae ossido di titanio dalle miniere locali, cadono in preda a eccessi di follia. Il capo della polizia, che vorrebbe indagare, trova la ferma opposizione del direttore generale della compagnia. Una curiosa commistione tra poliziesco e fantascienza, in alcune sequenze anche piuttosto avvincente. Nell’88, Hyams tornerà a dirigere Connery in
Presidio
.
(andrea tagliacozzo)

Pluto Nash

2087: Eddie Murphy è il proprietario di un night-club situato sulla Luna, in pericolo a causa di un boss della malavita che vuole trasformarlo in casinò. Costoso flop: paragonato a fiaschi storici come quelli di Howard the Duck e Ishtar, è stato il più grande fallimento al botteghino della carriera del comico afro-americano. Cammeo di Alec Baldwin.

Monster’s Ball – L’ombra della vita

Nel Sud degli Stati Uniti, dove ancora i pregiudizi razziali sono forti, le vite di molte persone si incontrano, si scontrano e cambiano. Hank e Sonny sono padre e figlio, entrambi secondini del penitenziario di Jackson, sono addetti al braccio della morte ed è imminente l’esecuzione della condanna a morte inflitta a Lawrence. Hank (Billy Bob Thornton) odia suo figlio (Heath Ledger) perché gli ricorda la moglie, lo vede debole, non riesce a comportarsi come lui vorrebbe, come suo padre (Peter Boyle) ha preteso da lui. L’esecuzione di Lawrence li mette definitivamente in conflitto. Parallelamente la famiglia del condannato, la moglie Leticia (Halle Berry) e il figlio Tyrell, vive con angoscia quel momento. Altre tragedie colpiranno entrambi i nuclei familiari, fino a far incontrare Hank e Leticia, un incontro che cambierà entrambi, in una sorta di mutuo soccorso. Halle Berry, premiata al Festival di Berlino con l’Orso d’Argento e agli Oscar come migliore attrice protagonista, ha finalmente fatto il salto di qualità, regalando una prestazione matura e convincente. Stesso discorso per Billy Bob Thornton, quest’anno magistrale interprete di
Un uomo che non c’era
(dei fratelli Coen), ma snobbato da nomination e premi vari. Il film è forse un po’ troppo pieno di eventi drammatici e prima di arrivare al nocciolo della questione ci sono già troppi morti sul piatto. La regia ha qualche sbavatura e la fotografia non è molto azzeccata, non riuscendo a trasmettere la luce del Sud. Da antologia la scena di sesso tra i due protagonisti.
(andrea amato)

Gli amici di Eddie Coyle

Dal racconto di George V. Higgins, adattato per lo schermo da Paul Monash. Eddie Coyle, gregario di una banda di trafficanti d’armi ormai ritiratosi a vita privata, è costretto, dalle circostanze e dai ricatti di un commissario, a diventare un informatore della polizia. Gli ex colleghi se ne accorgono e incaricano il suo migliore amico di eliminarlo. Probabilmente il miglior film di Peter Yates, memorabile sia per le interpretazioni di Robert Mitchum e Peter Boyle che per la descrizione ultrarealistica dell’ambiente criminale. (andrea tagliacozzo)

Danko

Il rude capitano Danko viene inviato a Chicago dal governo sovietico per catturare un trafficante di droga sfuggitogli in patria. Giunto a destinazione, riceve la collaborazione di un estroverso collega americano. Nettamente inferiore a molti altre realizzazioni di Walter Hill, ma pur sempre uno spettacolare e divertente film d’azione. Rimarrà famoso per essere stata la prima produzione americana ad avere avuto il permesso di girare alcune scene nelle Piazza Rossa di Mosca.
(andrea tagliacozzo)

La guerra privata del cittadino Joe

Film dal successo inatteso ha portato Boyle in evidenza nel ruolo di un fanatico, operaio edile, che esercita un raffinato ricatto sul pubblicitario Patrick, che ha ucciso il boyfriend hippie della figlia. Film superquotato deve molto alla caratterizzazione di Boyle, non alla trama artificiosa. Debutto cinematografico della Sarandon.

Il prossimo uomo

Durante un’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Khalil Abdul, afferma che per migliorare la situazione economica dell’area mediorientale sarebbe auspicabile un’alleanza con Israele. Le clamorose dichiarazioni finiranno per portare il diplomatico nel mirino di una killer professionista. Un discreto melodramma con molti scenari (New York, Bavaria, Londra, Marocco ecc.) e uno Sean Connery nelle inusuali vesti dell’arabo (già indossate l’anno precedente ne
Il vento e il leone
). Il film, curiosamente, anticipò la svolta di Sadat, protagonista, nel 1977, dello storico accordo con lo Stato ebraico.
(andrea tagliacozzo)

Taxi Driver

Palma d’oro come miglior film al Festival di Cannes 1976. Un reduce del Vietnam, disperatamente solo e sofferente d’insonnia, trova lavoro come tassista notturno. Alle prese con i clienti più disparati e con storie quotidiane di ordinaria follia, l’uomo si erge a paladino di una minorenne (Jodie Foster) biecamente sfruttata sul marciapiede. Già fattosi notare con gli eccellenti
Mean Streets
e
Alice non abita più qui
, Martin Scorsese realizza il suo primo, vero capolavoro, disperata e angosciante discesa nella solitudine e negli inferi della violenza urbana. Oltre alla stilizzata regia di Scorsese, straordinaria anche la sceneggiatura firmata da Paul Schrader, che tornerà a lavorare con il cineasta newyorkese in
Toro Scatenato, L’ultima tentazione di Cristo
e
Al di là della vita
. La Foster, appena tredicenne, fu candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Hammett – Indagine a Chinatown

Il primo film americano di Wenders è una vera chicca per gli amanti delle “detective story”: un adattamento del romanzo di Joe Gores sul coinvolgimento del celebre giallista Dashiel Hammett in una vicenda misteriosa (cui lo scrittore avrebbe attinto per i suoi successivi racconti). Impossibile chiedere di meglio a una ricostruzione degli anni Trenta: magnifico da vedere (e da ascoltare). La realizzazione ha richiesto diversi anni e corre voce che il produttore esecutivo Francis Coppola abbia rigirato gran parte del materiale, ma il risultato finale è inappuntabile.

Mi gioco la moglie… a Las Vegas

Cage e la Parker decidono di cacciarsi nei guai — a Las Vegas — e lui perde lei sfidando il gangster Caan in una partita di poker truccata. La briosa farsa del regista-sceneggiatore Bergman contiene abbastanza capovolgimenti e humour assurdo da tener vivo il film dall’inizio alla fine… incluso un gruppo di “Elvis volanti”. La musica di Presley (interpretata da molte star, da Billy Joel a Bono) riempie la colonna sonora.

Hardcore

Non avendo più notizie della figlia, l’imprenditore Jack Van Dorn affida all’investigatore privato Andy Mast il compito di ritrovargliela. Il detective scopre che la ragazza, allevata dal padre con i severi princìpi calvinistici, è finita nel giro della pornografia e della prostituzione. Eccellente opera seconda di Paul Schrader, già sceneggiatore per Martin Scorsese in
Taxi Driver
, che aveva esordito alla regia nel ’78 con
Blue Collar
. Un film intenso e disperato, che si giova (e non poco) della magnifica prova di George C. Scott.
(andrea tagliacozzo)

4 pazzi in libertà

Un giovane psichiatra riceve il permesso di portare quattro malati di mente a New York per assistere a una partita di baseball. Il medico, separatosi momentaneamente dal gruppo, è testimone oculare di un omicidio. Ridotto in brutte condizioni dai responsabili, l’uomo viene ricoverato in ospedale, mentre i quattro, rimasti senza accompagnatore, vagano per la città alla ricerca dello psichiatra. Una commedia senza impennate, ma non priva di momenti divertenti, soprattutto per merito dell’ottimo cast.
(andrea tagliacozzo)