Frenesie…militari

Mentre il secondo conflitto mondiale sta volgendo al termine, Eugene Jerome, giovane ebreo con velleità letterarie, arriva nella caserma di Biloxi per un breve periodo d’addestramento. La vita militare è resa più dura dai soprusi del cinico sergente Toomey. Una deliziosa commedia nostalgica, tratta dalla pièce di Neil Simon
Biloxi Blues
(seconda parte di una trilogia teatrale a carattere autobiografico). Particolarmente brillante il dialogo, costellato di memorabili battute («È la prima volta?», chiede una prostituta a Eugene, che si appresta a perdere la verginità; «No, è la seconda. La prima volta era chiuso», risponde lui) e le interpretazioni degli attori (su tutti Broderick e lo straordinario Walken). Da brividi le considerazioni finali del protagonista poco prima dei titoli di coda.
(andrea tagliacozzo)

Tutto quella notte

Una baby sitter riceve la chiamata di soccorso di un amica che si trova dall’altra parte della città. Non potendo abbandonare i bambini che le hanno affidato in custodia, li porta con sé, trascinandoli in una notte che non tarderà a rivelarsi avventurosa. Esordio dietro la macchina da presa del futuro regista di Mamma ho perso l’aereo , Mrs. Doubtfire e Harry Potter e la pietra filosofale con una commedia prevedibile, ma tutto sommato divertente. (andrea tagliacozzo)

Pronti a tutto

A Philadelphia, un poliziotto viene trasferito per punizione nel quartiere più malfamato della città, dove si ritrova a collaborare con un collega nero. Dapprima in contrasto, i due finiscono per diventare amici. Film dall’intreccio debole e ormai risaputo (come se non si fosse mai vista la coppia di poliziotti che a forza di litigare finiscono per diventare amici). Criminalmente sprecato Forest Whitaker, che l’anno precedente aveva vinto il premio come miglior attore al Festival di Cannes con Bird di Clint Eastwood. (andrea tagliacozzo)

Carlito’s Way

Carlito Brigante esce di prigione e vorrebbe rifarsi una vita, ma il suo avvocato lo coinvolge nella vendetta contro un boss mafioso. Uno dei più bei De Palma di sempre, un film in cui il citazionismo (pur presentissimo) è lasciato decantare e in cui domina un sentimento amaro del destino, un’apologia del loser, un sontuoso senso di morte. Anche il più postmoderno dei registi degli anni Ottanta tende a una consistenza dolorosa, e segna la fine del manierismo di quel decennio. Pur impastato di cinema, Carlito’s Way è un film le cui preoccupazioni centrali non sono essenzialmente cinefile. E varrebbe la pena di vederlo solo per ammirare il duetto tra lo stoico Al Pacino e un irriconoscibile Sean Penn nei panni dell’ambiguo avvocato: affascinante, tragico, demoniaco. (emiliano morreale)

Risvegli

Nel 1969, Malcolm Sayer, medico del Bainbridge Hospital di New York, sperimenta su un malato affetto da encefalite letargica, Leonard Lowe, un nuovo farmaco. Dopo ripetuti tentativi, il paziente mostra segni di ripresa e torna lentamente a una vita normale. Un film furbo e melenso, ma ben confezionato e, soprattutto, magistralmente recitato dai due protagonisti. La sceneggiatura, tratta dal libro di Oliver Sacks, è scritta da Steven Zaillian, premiato con l’Oscar nel ’94 per
Schindler’s List
.
(andrea tagliacozzo)

Charlot (Chaplin)

Riverente e amorevole biografia di Charlie Chaplin: dalla squallida infanzia a Londra ai primi passi da regista con Mack Sennett, alla fama e al successo internazionale e agli scandali. Downey è incredibilmente bravo nei panni del protagonista; il film inizia alla grande, ma scende di livello verso la metà e cerca di mettere troppa carne al fuoco. Geraldine Chaplin interpreta la propria nonna, la nevrotica e dispotica madre di Charlie.

Il boss e la matricola

Broderick, studente di cinema della New York University, si unisce a un’eccentrica famiglia mafiosa capeggiata da Brando in questa commedia contagiosa e bizzarra. Di per sé non eccezionale, ma un gran cast e l’ambientazione newyorkese — più la sceneggiatura originale e divertente dello stesso Bergman — lo fanno funzionare. La cosa migliore è l’incredibile performance di Brando (vi ricorda qualcuno?) e la sua amicizia con il protagonista.

Un poliziotto alle elementari

Per rintracciare l’ex moglie e il figlioletto di un trafficante di droga, nascosti in una cittadina di provincia sotto falso nome, il poliziotto John Kimble si finge maestro d’asilo. Proprio quando Kimble è riuscito a individuare sia la donna che il bambino, ai quali si è nel frattempo affezionato, il criminale piomba in città deciso a riprendersi il figlio. Dopo
I gemelli
dell’88, il regista di Ivan Reitman torna a usare, con alterni risultati, il colosso Arnold Schwarzenegger in un ruolo comico. A tratti divertente, ma per avere un grande Schwarzy sul versante della commedia bisognerà aspettare quattro anni e il
True Lies
di James Cameron.
(andrea tagliacozzo)

Dead Bang

Un abile poliziotto di Los Angeles, in crisi per il recente divorzio, è sulle tracce di un killer che ha ucciso un suo collega e un negoziante. La pista lo porta in Oklahoma, nel mezzo di una pericolosa cricca di neonazisti. A metà tra il poliziesco e il western moderno, un action movie di buon livello – convenzionale ma con un paio di sequenze d’antologia – efficacemente diretto dal veterano John Frankenheimer.
(andrea tagliacozzo)

The Messengers

La famiglia Solomon (padre, madre, la figlia adolescente Jess e il piccolo di tre anni, Ben) si trasferisce dalla caotica Chicago in una sperduta fattoria del North Dakota. Un luogo decadente, quasi abbandonato, in cui i Solomon cercano il riscatto dopo anni di avversità. La meno entusiasta sembra essere Jess, ancora legata al ricordo dei vecchi amici.