La carica dei 600

Un classico del cinema d’avventura, realizzato con grande larghezza di mezzi. Durante la guerra di Crimea, due lancieri inglesi, un maggiore e un tenente s’innamorano della figlia del comandante del reggimento. Per vendicare il massacro di Chuskoti, il maggiore guida una folle carica nella battaglia di Balaclava. Quest’ultima scena, la più spettacolare del film, è stata realizzata dallo specialista di pellicole d’azione B. Reeves Eason. Il trio Curtiz-Flynn-de Havilland aveva già riscosso un grande successo l’anno precedente con
Capitan Blood
. Regista e attori torneranno ancora assieme nel ’38 nell’altrettanto fortunato
Le avventure di Robin Hood
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(andrea tagliacozzo)

Il diavolo nello specchio

Versione cinematografica avvincente, anche se convenzionale, della commedia d’annata di Edward Wooll su un baronetto (che era stato prigioniero di guerra) chiamato in tribunale a dimostrare la sua identità, cosa che risulta alquanto difficile. Metroscope.

Via col vento

Nel profondo Sud, durante la guerra di Secessione, la giovane Rossella s’innamora del cugino che però le preferisce la cugina Melania. Al termine del conflitto, Rossella sposa Rhett Butler, affascinante avventuriero, ma il matrimonio si rivela tutt’altro che tranquillo. Dall’omonimo romanzo di Margareth Mitchell, uno dei film più celebri della storia del cinema, mastodontico nel suo sfarzo scenografico, nell’impianto narrativo e nella sua interminabile lunghezza. Com’era prevedibile, si aggiudicò numerosi Oscar, tra i quali quelli per il film, la regia, l’attrice protagonista (Vivien Leigh) e quella non protagonista (Hattie McDaniel, la prima nera a conquistare il premio). Gable, invece, si vide soffiare lo statuetta da Robert Donat, candidato con
Addio Mr. Chips!.
(andrea tagliacozzo)
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Bionda fragola

Un dinamico Cagney regge questa divertente storia di inizio Novecento, nei panni di un dentista infatuato della cercatrice d’oro Hayworth ma che poi sposa la de Havilland. Remake di Convegno d’amore (1933) con Gary Cooper; a sua volta rifatto nel 1948 (Una domenica pomeriggio). Una nomination agli Oscar.

Il conte di Essex

Dopo aver sconfitto la flotta spagnola, il conte di Essex torna a Londra acclamato dalla folla, ma la regina Elisabetta, sebbene ne sia da tempo innamorata, decide di umiliarlo pubblicamente per moderare la sua ambizione. Dramma storico elaborato e magniloquente, caratterizzato da un buon uso del colore. Le riprese del film furono caratterizzate dalle continue schermaglie tra i due divi, Errol Flynn e Bette Davis. La cosa non impedì a quest’ultima di fornire una delle sue più straordinarie interpretazioni.
(andrea tagliacozzo)
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In questa nostra vita

Secondo film di John Huston dopo lo straordinario esordio dell’anno precedente con
Il mistero del falco
. La giovane e viziata Stanley Timberlake abbandona il fidanzato sull’altare per fuggire assieme all’ex marito della sorella. Quando quest’ultimo si uccide, esasperato dalle angherie della donna, Stanley torna in seno alla famiglia. Durante una folle corsa in auto, la donna provoca la morte di una bambina. Per discolparsi, non esita ad accusare un innocente. Eccellente, come al solito, la Davis, in un ruolo non facile e totalmente negativo.
(andrea tagliacozzo)

La papessa Giovanna

Debole storia di una donna che, travestita da uomo, si fa strada fino al papato, solo per venire distrutta una volta smascherata. Gli interpreti sembrano essere imbarazzati, e ne hanno motivo; sceneggiatura di John Briley. Ne esiste anche una versione di 112 minuti. Riedito col titolo The Devil’s Impostor, con molto materiale tagliato. 

La porta d’oro

In Messico, un affascinante gigolò francese si trova bloccato in un paese situato nei pressi della frontiera americana, nella vana attesa di un visto per entrare negli Stati Uniti. Per ottenere in fretta la cittadinanza statunitense, l’uomo seduce, con l’intento di sposarla, una timida maestrina americana. Un soggetto apparentemente banale elevato ai massimi livelli dall’ottima sceneggiatura di Billy Wilder e Charles Brackett. Le molte annotazioni intelligenti sulla condizione dell’emigrante sono probabilmente dovute alla penna di Wilder, viennese trapiantato ad Hollywood. Il regista Leisen appare anche in veste d’attore (in pratica nel ruolo di se stesso).
(andrea tagliacozzo)

L’ereditiera

Superlativa rilettura cinematografica del romanzo Washington Square di Henry James: la de Havilland — premiata con l’Oscar — è una giovane benestante che si lascia irretire da Clift, spregiudicato arrampicatore sociale, nonostante i ripetuti avvertimenti del crudele genitore (Richardson). Anche la colonna sonora di Aaron Copland si è aggiudicata una statuetta. Adattato da Ruth e Augustus Goetz dalla propria pièce teatrale. Rifatto nel 1997 con il titolo Washington Square.

La storia del generale Custer

Cadetto inquieto, Custer diventa generale per errore ma poi si rivela ottimo ufficiale: non scamperà però al massacro di Little Big Horn. Così limpidamente classico che oggi forse non sembra nemmeno bellissimo, legato com’è al fascino spaccone di Errol Flynn e ai dinieghi di Olivia de Havilland. Di Walsh ci sono molto più vicini l’avventura convulsa di Tamburi lontani , il noir di Notte senza fine o il meraviglioso romanticismo de Gli amanti della città sepolta . E poi, dopo Il piccolo grande uomo , come si fa a guardare il massacro di Little Big Horn dalla parte dei bianchi? Eppure il film ha una sua grazia, più aristocratico mélo che puro western, accompagnato dalle note di un Max Steiner reduce da Via col vento e in gran forma. Se incappate nella versione colorizzata non è un dramma: basta azzerare il colore del televisore. (emiliano morreale)