Spider

Un film intrigante ma implacabilmente deprimente su un uomo gravemente disturbato, paralizzato dai ricordi della sua infanzia con un padre che abusava di lui e una madre grande lavoratrice e ben intenzionata. Scopriamo l’origine della sua sofferenza attraverso i flashback, ma quando i pezzi si combinano non sono poi così sorprendenti. La Richardson che si destreggia con maestria in più ruoli è la cosa migliore del film e Fiennes è bravo come al solito. Patrick McGrath ha sceneggiato il suo romanzo.

Ballando con uno sconosciuto

La storia vera di Ruth Ellis che, accusata dell’omicidio di un giovane di nobili origini, fu l’ultima donna a essere stata giustiziata in Gran Bretagna, quattordici anni prima dell’abolizione della pena di morte. All’epoca molto apprezzato dalla critica, il film è realizzato con proverbiale classe britannica: recitazione, fotografia e décor sono impeccabili. Il risultato, comunque, è irrimediabilmente gelido e raramente coinvolgente, a dispetto dell’ottima prova di Miranda Richardson, qualche anno più tardi candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista con
Il danno
.
(andrea tagliacozzo)

Fred Claus – Un fratello sotto l’albero

Babbo Natale, Nicholas Claus, ha un fratello molto diverso da lui: Fred, la pecora nera della famiglia. Un vero fannullone che ora ha anche dei problemi di natura economica. Nicholas decide così di dargli una possibilità e lo assume nella sua fabbrica di giocattoli al fianco degli elfi. Il Natale però si avvicina e Fred potrebbe creare dei problemi irreparabili.

Mio caro dottor Gräsler

Dal racconto di Arthur Schnitzler
Il Dottor Gräsler medico termale
. Frastornato dal suicidio della sorella Friederike, alla quale era morbosamente legato, il dottor Gräsler torna al proprio lavoro in Ungheria. Dopo due sfortunate avventure sentimentali, l’uomo si lega a una giovane vedova che somiglia in modo impressionante alla defunta sorella. Impeccabile, almeno dal punto di vista formale, il film è un po’ statico narrativamente ma interpretato da uno stuolo di bravissimi attori. Faenza, comunque, ha realizzato in seguito il ben più interessante
Jona che visse nella balena
.
(andrea tagliacozzo)

Un principe tutto mio

Paige Moran (Julia Stiles), studentessa del Wisconsin, sogna un futuro da medico e vorrebbe lavorare in giro per il mondo. A sconvolgere i suoi piani interviene però uno studente straniero, Eddie (Luke Mably), del quale si innamora perdutamente. Eddie, infatti, è nientemeno che l’erede al trono di Danimarca, un giovane dal futuro già deciso che arriva in America per godersi gli ultimi giorni di libertà. Paige si troverà così a dover decidere se inseguire la sua vocazione oppure rinunciare a tutto per amore del bel principe.

Kansas City

Ritratto ricco di atmosfera, ma spento dal punto di vista drammatico, della Kansas City degli anni Trenta, un focolaio di racket, macchine della politica, e jazz, che gira intorno a Belafonte, capobanda locale, al giovane arrogante Mulroney, e a sua moglie, Leigh. Tanto sapore ma poca sostanza e una trama ridondante. Parte migliore: il jazz che è suonato quasi continuamente (spesso in diretta) da tutta una schiera di star tra cui Nicholas Payton, Joshua Redman, Mark Whitfield, Christian McBride, Cyrus Chestnut, e Ron Carter.

Il mistero di Sleepy Hollow

Il mistero di Sleepy Hollow

mame cinema IL MISTERO DI SLEEPY HOLLOW - STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto dal famoso regista Tim Burton, Il mistero di Sleepy Hollow (1999) è ambientato nel 1799. Il giovane agente di polizia Ichabod Crane (Johhny Depp) viene inviato da New York a un piccolo villaggio di Campagna, Sleepy Hollow. Lì, infatti, sono state uccise tre persone e le loro teste sono scomparse. Lì Ichabod conosce la graziosa Katrina Van Tassel (Christina Ricci), che lo aiuterà nelle indagini. Le autorità del villaggio, inoltre, raccontano all’investigatore la storia del Cavaliere Senza Testa, un mercenario dell’Assia diventato famoso per la sua abilità nel decapitare i nemici. Una volta catturato, anche al Cavaliere è stata mozzata la testa e il suo corpo è stato sepolto nei boschi del villaggio.

Adesso, però, sembra che il Cavaliere sia risorto, tornando a seminare il terrore e a spargere sangue. Ma perché uccide? Che senso hanno questi omicidi? Quali sono i veri scopi dell’assassino? E, soprattutto, esiste un modo per fermarlo?

Curiosità

  • Come nel caso di Edward mani di forbice, Depp fu la prima scelta di Burton per la parte, benché fosse chiesto al regista di esaminare altre opzioni prima di ingaggiarlo. Fu offerto Brad Pitt per il ruolo, mentre Liam Neeson e Daniel Day-Lewis furono presi in considerazione. Burton fu alla fine capace di persuadere lo studio per Depp. Voleva inoltre ingaggiare Christina Ricci per il ruolo di Katrina, perché gli ricordava una romanzesca figlia di Peter Lorre e Bette Davis.
  • Nel ruolo del Cavaliere senza testa Burton scelse Christopher Walken, che già aveva diretto in Batman – Il ritorno. Inoltre, Burton volle nel cast anche Michael Gough che aveva precedentemente lavorato con lui in Batman e in Batman – Il ritorno. Durante il casting di Il Mistero di Sleepy Hollow, Gough era deciso ad andare in pensione, ma Burton lo persuase di unirsi al cast.
  • Christopher LeeMartin Landau (precedentemente vincitore di un Premio Oscar nel film di Tim Burton Ed Wood) e la poi fidanzata di Burton Lisa Marie sono tutti inseriti come cammei.
  • Il cast e lo staff hanno spesso detto che “La sensazione che si aveva camminando per i set di Sleepy Hollow, particolarmente nella città di Lime Tree, era quasi come se stessi camminando all’interno della testa di Burton”.
  • Con un budget stimato in 100 milioni di dollari, il film ha incassato 101 071 502 $ in Nord America e 206 071 502 $ a livello globale.

The Hours

Virginia Woolf, Laura Brown e Clarissa Vaughan. La prima vive negli anni Venti, la seconda nei Cinquanta e la terza ai giorni nostri. Sussex, Los Angeles e New York. Tre storie, un unico filo conduttore: il libro Mrs Dalloway. Virginia Woolf (Nicole Kidman) nel 1921 inizia a scrivere il libro che verrà pubblicato nel 1925, Mrs Dalloway appunto. Vive fuori Londra, in una casa di campagna, accudita dal marito e dai medici. La sua malattia mentale avanza e la scrittrice se ne accorge. Laura Brown (Julianne Moore) vive a Los Angeles e nel 1952 inizia a leggere il libro della Woolf. La sua vita sembra normale: ha un marito che la ama molto e un figlio adorabile. La lettura del romanzo, però, le sconvolge la vita e mette in discussione, per la prima volta, tutte le sue certezze. Clarissa Vaughan (Meryl Streep) vive a New York e sta preparando la festa per il suo amico poeta, ex amante, Richard, malato terminale di Aids. Richard la chiama Mrs Dalloway, perché lei ne è l’incarnazione in chiave moderna. Le tre donne ricercano la propria esistenza, il significato della loro vita e, come diceva la Woolf, la vita di ognuno è legata in qualche modo a quella di altri. Tratto dall’omonimo romanzo di Michael Cunningham, pubblicato nel 1998 e premiato con il Pulitzer nel 1999, The Hours è un film sulle fragilità umane, non solo femminili. Tre spaccati di vita, in tre epoche diverse, ma tutte intercambiabili l’una con l’altra. Ottima la regia, il montaggio, la fotografia, le scene, i costumi e, ovviamente, la sceneggiatura. Come spina dorsale del film le tre attrici, al solito insuperabili. Oscar alla Kidman e altre otto nomination. (andrea amato)

Actors

O’Malley, un attore navigato (Michael Caine) e il suo giovane pupillo Tom (Dylan Moran) trascinano stancamente la loro carriera in un teatro
off
di Dublino. Preso dalla disperazione, il primo prende a frequentare un maneggione (Michael Gambon), proprietario di una bettola e padre di una avvenente aspirante attrice (che O’Malley vorrebbe, neppure tanto segretamente, concupire). Dall’amicizia tra l’oste e l’attore scaturisce l’opportunità di fregare un bel po’ di soldi a un misterioso debitore londinese del primo, giocando sul fatto che i due non si sono mai visti prima. O’Malley dovrà però ricorrere alla complicità di Tom, che finirà, tra mille travestimenti, bugie e inseguimenti, per ritrovarsi non ricco ma vivo e soprattutto innamorato della bella figlia dell’oste (Lena Headey). La nipotina di Tom (l’esordiente Abigail Iversen) saprà trarre tutti dall’impiccio e condurli verso il prevedibile lieto fine.

Invidiabile. Invidiabile commedia scritta da Neil Jordan
(In compagnia dei lupi, Mona Lisa, La moglie del soldato, Michael Collins)
e diretta senza meriti particolari da Conor McPherson, questo
Actors.
Invidiabile perché manca nel cinema italico di oggi questo tocco leggero, questo
divertissement
garbato e coinvolgente. E manca ancor di più ora che anche Nino Manfredi se n’è andato, pure lui come Sordi, senza lasciare veri e propri eredi. No, non ci dimentichiamo dei Verdone, dei Salemme, dei Virzì ma ci è troppo presente l’altro modello di commedia all’italiana, quella dei natali sul Nilo, per non invidiare questo cinema fatto di situazioni, ritmo, garbato umorismo. Certo, se non fosse per il sostegno offerto da Michael Caine, sempre più simile al Barolo per la sua capacità di migliorare con il trascorrere degli anni (siamo certi che apprezzerebbe il paragone ma per piacere non andateglielo a dire), il film non meriterebbe particolare menzione. Ma Caine c’è e quindi noi menzioniamo. Invidiabile.

(enzo fragassi)