Conflitto di classe

Un battagliero avvocato intraprende un’azione legale contro un’azienda produttrice di automobili non rispettosa delle norme, mentre l’altezzosa figlia rappresenta la sua controparte. Le interpretazioni brillanti delle due star nei ruoli dei combattivi padre e figlia rendono questo film degno di essere visto, sebbene la storia diventi ovvia nel momento clou.

Triplo eco

Nel 1942, una donna, che vive in un’isolata cascina nella brughiera inglese, s’innamora di una giovane recluta, in forza a un non lontano distaccamento militare. Quando il giovane diserta, rifugiandosi in casa della donna, è costretto a indossare abiti femminili per non destare sospetti nel vicino villaggio. Un sergente, credendolo una donna, finisce in seguito per innamorarsi di lui. Esordio cinematografico di Michael Apted, al suo miglior film assieme al successivo Stardust . Eccellenti i protagonisti. Oliver Reed e Glenda Jackson avevano già lavorato insieme due anni prima in Donne in amore (e in quell’occasione la Jackson vinse l’Oscar). (andrea tagliacozzo)

Bring on the Night – Vivi la notte

Documentario musicale di gran classe sulla nascita della band rock-jazz di Sting, culminante nel primo concerto: il repertorio è quello estratto dal serio e piuttosto politicizzato album The Dream of the Blue Turtles. Più di un semplice film-concerto, soprattutto grazie alla regia di Apted. Molto elegante la fotografia di Ralf Bode.

Le Cronache di Narnia – Il viaggio del veliero

Nuovo viaggio per Edmund e Lucy Pevensie, che insieme al cugino Eustace Scrubb, tornano a Narnia, per aiutare il loro caro amico, il Principe Caspian, ora salito sul trono, il quale ha promesso di ritrovare i sette signori perduti di Narnia. Il loro sarà un viaggio verso la fine del mondo, a bordo del veliero reale, durante il quale non mancheranno gli imprevisti e le difficoltà.

Extreme Measures – Soluzioni estreme

Un medico del pronto soccorso fiuta qualcosa di losco dopo che un morto scompare misteriosamente dai registri dell’ospedale. Questo thriller su una cospirazione medica inizia piuttosto bene, ma poi scade nell’ovvio e nel superficiale. Grant interpreta qui una delle sue parti migliori nelle vesti di uno zelante dottore; la sua ragazza dell’epoca, Elizabeth Hurley, ha prodotto la pellicola. Il regista David Cronenberg è l’avvocato dell’ospedale. 

Cuore di tuono

Un agente dell’Fbi per metà di sangue Sioux (Kilmer) si riavvicina alle proprie origini quando gli viene assegnata un’indagine su un omicidio in una riserva Oglala. Un thriller avvincente, da segnalare per l’intensa attenzione ai dettagli dei riti e della spiritualità Sioux, nonché per il suo illuminato punto di vista. Ispirato a fatti reali avvenuti negli anni Settanta nella riserva di Pine Ridge nel South Dakota, luogo in cui sono state effettuate le riprese. Co-prodotto da Robert De Niro; prima di questo film, Apted ha girato il documentario Incident at Oglala, sull’attivista pellerossa Leonard Peltier.

La ragazza di Nashville

La storia dalle stalle alle stelle della cantante country Loretta Lynn è una tra le migliori biografie musicali mai realizzate, nonostante nell’ultima parte scivoli un po’ su qualche dettaglio “down side”. La Spacek ha vinto il meritatissimo Oscar (ha cantato senza playback), ma Jones, la D’Angelo, Helm (il batterista di The Band) sono altrettanto bravi. Sceneggiatura di Tom Rickman.

Gorky Park

Dall’omonimo bestseller di Martin Cruz Smith. Nel Parco Gorky di Mosca vengono ritrovati, semicoperti dalla neve, i cadaveri orribilmente sfigurati di tre giovani. L’ispettore di polizia Arkadi Renko, incaricato delle indagini, grazie a un paio di pattini, trovati indosso a una delle vittime, risale fino a Irina, una ex dissidente sovietica. Un film poco convincente, nonostante l’atmosfera e alcuni bei momenti. Gli esterni sono stati girati a Helsinki. (andrea tagliacozzo)

Gorilla nella nebbia

Basato sulla vita di Diane Fossey. Negli anni Sessanta, in Congo, la giovane Diane studia il comportomento dei gorilla. La sua attività trova però ostacoli non indifferenti: la donna deve vedersela con una tribù locale e con un cinico commerciante di animali. Nel frattempo, s’innamora del fotografo Bob Campbell. Il film riuscito solo in parte, superficiale nell’affrontare la figura della Fossey, ma indubbiamente valido sul piano puramente spettacolare. Straordinaria, comunque, l’interpretazione di Sigourney Weaver, candidata senza fortuna all’Oscar 1988 (la statuetta poi andò a Jodie Foster, protagonista di Sotto accusa ). (andrea tagliacozzo)

Nell

La morte di una donna eremita in una cittadina del Sud conduce un dottore nel bosco, dove scopre che la defunta aveva una figlia cresciuta senza alcun contatto col mondo civilizzato: ne resta affascinato, e così pure una scienziata ricercatrice di un’università locale, che vorrebbe “catturarla”. Una premessa intrigante si appiattisce man mano che la storia perde concentrazione e le motivazioni e le relazioni tra i personaggi diventano confuse. La Foster dà un’interpretazione di grande bravura, ma ciò che risulta difficile dimenticare è proprio il fatto che si tratta di un’interpretazione. 

Chiamami Aquila

Un giornalista viene inviato sulle Montagne Rocciose per realizzare un servizio su una graziosa ornitologa. Dopo un iniziale scontro, tra i due inizia una tenera storia d’amore. Divertente commedia sentimentale, leggera, a volte prevedibile, ma senza troppo pretese, con un John Belushi insolitamente misurato nell’inedito ruolo dell’uomo comune. Il copione del film, penultimo di Belushi prima della prematura scomparsa avvenuta nell’82, porta la prestigiosa firma di Lawrence Kasdan. (andrea tagliacozzo)

007 – Il mondo non basta

Bello anche se come al solito troppo lungo, questo film che vede 007 vendicare l’assassinio di un industriale grande amico di M. Brosnan è ok, così come le sequenze d’azione: ma M (Dench) è descritta come una folle e la Richards è totalmente fuori luogo nei panni di un fisico nucleare (in pantaloni corti!), con dialoghi ridicoli in abbondanza. Carlyle è perfetto come cattivo, in un ruolo sotto le righe; la Marceau è deliziosa nella parte di Elektra. Ultimo film per Llewelyn come Q. 

Via dall’incubo

Una ragazza, Slim, dal passato difficile, fa la cameriera in una tavola calda a Los Angeles. Un giorno incontra l’uomo della sua vita, Mitch, in maniera fortuita. Si sposano, comprano una casa bellissima, fanno una bambina, Gracie. Tutto sembra perfetto, la felicità sembra fare parte della vita di quella famiglia. Una sera, dopo otto anni, in maniera incidentale, Slim scopre l’amante del marito, che cambia subito atteggiamento. Da premuroso e affettuoso che era, diventa arrogante, violento e prepotente. Dopo mesi di violenze e soprusi, Slim prende la bambina e scappa, inseguita dal marito e dai suoi scagnozzi. La caccia dura per molto tempo, fino a quando la donna si stanca di scappare e inizia a rincorrere. Detto così potrebbe anche sembrare un film interessante, nonostante la poca originalità della trama. Invece si tratta di una delle peggiori pellicole dell’anno, interpretata da una delle peggiori attrici dell’anno. Non si capisce come si possa pensare di buttare via soldi per produrre film del genere, o forse si spera che la presenza di una star come Jennifer Lopez possa fare da traino. Non c’è un’idea originale, tante citazioni maldestre e goffe e anche nei momenti più drammatici la gente non può fare a meno di ridere per il grottesco in cinemascope. Con tutto quello che c’è nelle sale, questo è proprio un film da evitare. (andrea amato)

Incidente a Oglala

Voce narrante originale di Robert Redford. Tagliente documentario sul presunto reato di Leonard Peltier, nativo americano imprigionato nel 1975 per un incidente alla riserva di Pine Ridge nel South Dakota, che portò alla morte di due agenti dell’Fbi. Da vedere in parallelo al tematicamente collegato Cuore di tuono, anch’esso diretto da Apted. Redford è anche produttore esecutivo.

Amazing Grace

Dramma storico sincero e illuminante su William Wilberforce che, verso la fine del XVIII secolo, impiegò 20 faticosi anni nel tentativo di convincere i suoi colleghi membri del Parlamento a bandire la schiavitù nell’Impero Britannico. L’impressionante passerella di attori dà vigore a questo film di ottima fattura, ma che in qualche modo non raggiunge mai i picchi drammatici che dovrebbe, tenuto conto della natura appassionata del suo protagonista e della nobiltà della sua causa.

Occhi nelle tenebre

Ha visto davvero l’assassino? È questa la domanda attorno a cui ruota la vicenda, che vede protagonista una bella (e brava) musicista (Stowe), cieca fin da quando era bambina: ora riesce a vedere di nuovo grazie alla chirurgia, ma è possibile che, come reazione all’intervento, la donna sperimenti episodi di “retro-visione”? La nota più positiva di questo film è la performance della Stowe, l’idea della cieca-in-pericolo invece è abbondantemente già vista. Breve apparizione per The Drovers, gruppo musicale irlandese-americano. 

Enigma

1943: i sommergibili nazisti stanno per attaccare un convoglio nell’Atlantico, e il decifratore di codici Tom Jericho, reduce da un esaurimento nervoso, torna nel centro supersegreto di Bletchey Park dove scopre che la collega Claire, di cui era innamorato, è misteriosamente scomparsa… Nel romanzo di Robert Harris il complesso intreccio di elementi funziona: ma l’adattamento di Tom Stoppard e la regia di Apted sono da sceneggiato televisivo. L’ambizione è di girare come si faceva una volta: il risultato, però, è povero di emozione. Prodotto da Mick Jagger che ha anche un cammeo.