Frenesie…militari

Mentre il secondo conflitto mondiale sta volgendo al termine, Eugene Jerome, giovane ebreo con velleità letterarie, arriva nella caserma di Biloxi per un breve periodo d’addestramento. La vita militare è resa più dura dai soprusi del cinico sergente Toomey. Una deliziosa commedia nostalgica, tratta dalla pièce di Neil Simon
Biloxi Blues
(seconda parte di una trilogia teatrale a carattere autobiografico). Particolarmente brillante il dialogo, costellato di memorabili battute («È la prima volta?», chiede una prostituta a Eugene, che si appresta a perdere la verginità; «No, è la seconda. La prima volta era chiuso», risponde lui) e le interpretazioni degli attori (su tutti Broderick e lo straordinario Walken). Da brividi le considerazioni finali del protagonista poco prima dei titoli di coda.
(andrea tagliacozzo)

Danger Zone – Fuga dal futuro

Un giovane pilota spaziale riceve l’ordine di addestrare alcune scimmie per una missione top secret. Solo in seguito viene a sapere che gli animali devono servire da cavie per esperimenti sugli effetti delle radiazioni atomiche. Un piacevole film per ragazzi al quale ben si adatta Matthew Broderick, già protagonista di
War Games
. Il chiaro messaggio ecologista, ben inserito nel contesto della storia, non toglie nulla al divertimento.
(andrea tagliacozzo)

Conciati per le feste

Steve Finch è un oculista del New England. Vive con l’affascinante moglie Kelly e i due figli, l’adolescente Madison e il piccolo Carter, in una bella e grande casa in un quartiere immerso nel verde. Una notte, tra scossoni e frastuoni, nell’abitazione di fronte a quella della famiglia Finch arriva Buddy Hall insieme alla moglie e alle due figlie gemelle. Le feste si avvicinano e Steve è un tradizionalista, programmatore e artefice del Natale più impeccabile: a partire dal primo dicembre ogni giorno è dedicato a un attività legata alla ricorrenza, dalla ghirlanda all’addobbo dell’albero, dalla foto di famiglia alla preparazione delle pietanze. Quest’anno il titolo di Re del Natale di Steve sarà conteso dall’invadente Buddy, agente di vendita in una concessionaria d’automobili. Quest’ultimo inizia da subito ad adornare la propria casa con luci di tutte le specie e colori, fino a trasformare la sua casa in un vero e proprio caleidoscopio luminoso, con pannelli di led distribuiti sull’intera facciata e sul tetto. Dopo una serie infinita di scontri e inganni, i due deporranno le armi e festeggeranno spensieratamente il Natale insieme.

Il boss e la matricola

Broderick, studente di cinema della New York University, si unisce a un’eccentrica famiglia mafiosa capeggiata da Brando in questa commedia contagiosa e bizzarra. Di per sé non eccezionale, ma un gran cast e l’ambientazione newyorkese — più la sceneggiatura originale e divertente dello stesso Bergman — lo fanno funzionare. La cosa migliore è l’incredibile performance di Brando (vi ricorda qualcuno?) e la sua amicizia con il protagonista.

Godzilla

Godzilla

mame cinema GODZILLA - STASERA IN TV IL FAMOSO KOLOSSAL scena
Una scena del film

Remake dell’omonimo film giapponese del 1954, Godzilla è un kolossal fantascientifico ambientato nella Polinesia Francese. Lì, infatti, i francesi stanno effettuando test atomici. Gli unici abitanti di questi atolli, le iguane, vengono quindi esposti alle radiazioni e si trasformano in mostri giganteschi. Ma solo una di queste creature sopravvive: è Godzilla, che riesce ad arrivare fino a New York. Ovviamente, si scatena il panico e il terrore per le strade.

Che cosa succederà ai newyorkesi? Ci sarà qualcuno in grado di fermare questa terribile creatura? Oppure, saranno proprio gli umani a pagare le conseguenze dei loro pericolosi esperimenti? E, soprattutto, la creatura è unica o è forse in grado di riprodursi?

Curiosità

  • Il regista del film, Roland Emmerich, ha diretto anche il celebre Independence Day.
  • Prima della distribuzione di Independence Day, Emmerich e il produttore Dean Devlin accettarono l’incarico di produrre la pellicola, ma a condizione di farlo come volevano. Inizialmente, però, avevano entrambi rifiutato l’incarico.
  • Emmerich decise di reinventare il mostro protagonista, affermando che il disegno originale giapponese era privo di senso.
  • Godzilla del 1998 è il ventitreesimo film della serie, ma è stato il primo a essere prodotto interamente in uno studio cinematografico americano.
  • Furono progettati dei sequel, ma si preferì una serie di cartoni animati intitolata Godzilla: The Series.
  • Le scene ambientate a New York durarono 13 giorni, mentre quelle tropicali furono girate alle Hawaii.
  • Le riprese vennero accelerate per far coincidere l’uscita della pellicola con il Memorial Day.
  • Nonostante sia stato il nono film più redditizio in America, ha vinto due Golden Raspberry Awards del 1999 per il peggior remake/sequel e per la peggior attrice non protagonista.

Conta su di me

Sammy e Terry sono due fratelli rimasti orfani da piccoli. Molto legati, non potrebbero essere più diversi: Sammy ha accettato le regole della piccola comunità in cui vive, mentre Terry preferisce vagare per il mondo senza una meta. Quando Terry torna a casa, fra lui e il figlioletto di Sammy si instaura un rapporto intenso e affettuoso. E cominceranno anche i problemi…
Conta su di me
, opera prima di Kenneth Lonergan (già autore dello script di
Terapia e pallottole
), nonostante sia stato prodotto da Martin Scorsese e Barbara De Fina non è che un filmetto leggero e gradevole. Giocato quasi esclusivamente sui dialoghi e sulla recitazione di un gruppo di attori simpatici e intonati (Laura Linney, Mark Ruffalo e Matthew Broderick), ha una regia acerba e pretese non enormi. Gioca sulle mezze misure e sul garbo, tessendo le lodi di un giovane che si prende cura di un nipote con il tatto e il necessario senso di irresponsabilità di un padre putativo. Nonostante qualche frecciata – invero piuttosto svogliata – indirizzata all’ipocrisia della borghesia e un finale intriso di amarezza e malinconia, né conciliatorio né edificante,
Conta su di me
non osa più di tanto: non esagera, non graffia e lascia intravedere la mano di un regista già pronto per entrare nel circuito delle grosse produzioni. In Italia però, di fronte ai Muccino e ai
Pane e tulipani
, un film rigorosamente medio come questo fa un figurone.
(anton giulio mancino)

Ladyhawke

Nel Duecento, in un borgo francese, un malvagio vescovo per gelosia ha trasformato due innamorati in animali: lui diventa un lupo di notte, quando lei è una bella fanciulla; lei è un falco di giorno, quando lui è un prode cavaliere. Probabilmente il miglior lavoro di un cineasta discontinuo e spesso impersonale come Richard Donner (Arma letale ). Merito soprattutto dell’ottima sceneggiatura di Edward Khmara e degli interpreti. Girato interamente in Italia, il film si avvale dell’ottima fotografia di Vittorio Storaro. (andrea tagliacozzo)

The Producers

Max Bialystock (Nathan Lane) è un produttore teatrale di mezza età, la cui carriera si trova ormai in un vicolo cieco: lo chiamano il più grande produttore di fiaschi di tutta Broadway e per finanziare i suoi spettacoli è costretto a vendere le sue prestazioni amorose a uno stuolo di aristocratiche vecchine. Ma un giorno incontra Leo Bloom (Matthew Broderick), un giovane contabile senza spina dorsale che, accidentalmente, gli propone un metodo sicuro per diventare ricchi: produrre il più grande flop della storia, che possa fallire già alla prima serata, così da poter scappare con i finanziamenti ottenuti. Ma come si fa a ottenere un fiasco sicuro? Elementare: scegliendo la peggior sceneggiatura del mondo e affidandola al peggior regista disponibile. La sceneggiatura in questione è presto individuata: si intitola
Primavera per Hitler,
un’esaltazione della figura del führer scritta da un pazzo nostalgico del Reich. Ai produttori non resta altro da fare che mettere in piedi lo spettacolo…

La recensione

Remake di
Per favore, non toccate le vecchiette,
primo successo di Mel Brooks risalente al 1968. Storia interessante di circolarità: nel 2001 è stato realizzato un adattamento teatrale in forma d

Glory – Uomini di gloria

La pellicola si basa sulla storia vera di Robert Goul Shaw, giovane capitano dell’esercito nordista, al quale, durante la guerra di secessione, venne affidato il comando del primo plotone interamente formato da uomini di colore. Film avvincente e spettacolare, interpretato da un manipolo di bravissimi attori, al quale si può rimproverare solo di aver dato un punto di vista troppo WASP a una vicenda in cui i veri protagonisti dovrebbero essere gli afroamericani. Denzel Washington vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista. Altre due statuette andarono alla bellissima fotografia di Freddie Francis e al suono. Putroppo nei film seguenti il regista Edward Zwick si è perso per strada, realizzando assolute mediocrità come Vento di passioni, Il coraggio della verità e Attacco al potere. (andrea tagliacozzo)

La donna perfetta

Johanna Eberhart (Nicole Kidman) è una manager di successo. Quando la tv per la quale lavora la licenzia in seguito a un incidente, decide insieme al marito (Matthew Broderick) di lasciare la città per trasferirsi a Stepford, esclusiva località del Connecticut. La vita scorre tranquilla ma la cittadina ha qualcosa di strano, che non sfugge all’occhio attento di Johanna: le donne, tutte casalinghe, ordinate, precise ed eleganti, sembrano il prodotto dell’immaginario maschile più retrogrado. Johanna decide di indagare e, con il marito e l’amica scrittrice (Bette Midler) scopre il segreto di Stepford. Remake del film del 1975 di
Bryan Forbes
La fabbrica delle mogli.

Sono affari di famiglia

Adam, ragazzo abile e spregiudicato, dà un grande dispiacere al padre, l’onesto Vito, decidendo di lasciare l’università. Come se non bastasse, propone al nonno Jessie, vecchio furfante, un colpo da compiersi ai danni di un laboratorio scientifico. Una commedia multigenerazionale piuttosto deludente, anche in considerazione dei prestigiosi nomi impiegati nell’operazione. Discreta la prova di Matthew Broderick, per nulla intimidito dal carisma dei suoi ben più illustri colleghi.
(andrea tagliacozzo)

Wargames – Giochi di guerra

Una sorta di A prova di errore per la generazione “Pac-Man”: un film “pop” su un genietto del computer che si inserisce nel sistema di preallarme del governo e per poco non fa scoppiare la terza guerra mondiale. Divertente fino a un certo punto ma sempre più artefatto via via che procede, per poi concludersi come un conciliante vecchio B-movie. Per inciso, è semplice capire perché ha avuto così tanto successo tra i ragazzi: quasi tutti gli adulti del film sono stupidi. Tre nomination agli Oscar (fotografia, sonoro e sceneggiatura).

Election

All’apparenza
Election
è uno dei tanti film americani sui college e sugli intrighi tardo-adolescenziali, leggero e dozzinale. L’opera seconda di Alexander Payne è in realtà un film abbastanza feroce e piacevolmente intelligente, che si riallaccia a una tradizione collaudata del cinema indipendente degli anni Settanta in cui anche commedie ambientate tra i banchi di scuola come
Rock’n’Roll High School
(per non parlare di
Animal House
) potevano veicolare contenuti polemici e per nulla edulcorati. Tutta la vicenda ruota attorno alle imminenti elezioni al George Washington Carver High, in cui la bionda Tracy Flick, ragazza insopportabile e arrivista, si prepara a trionfare. A cercare di impedirglielo maldestramente sarà Jim McAllister (Matthew Broderick), insegnante pacato e onesto dalla vita privata abbastanza incasinata. Sarà infatti lui a dar man forte, ricorrendo anche a mezzi sleali, a un candidato maschile, l’allampanato e innocente Paul Metzler. Dietro questo ritratto corale di sentimenti e ripicche si cela una disamina sconsolata sull’America dei «primi della classe», pronti a tutto pur di emergere e che, a partire dalle circostanze più insospettabili e acerbe, iniziano la loro carriera di mascalzoni. Morale della favola: i malvagi cominciano il loro apprendistato già da ragazzi, vantando una vocazione precoce e un sistema di coperture familiari che fungono da cattivo esempio vincente. Perché in
Election
vincono i peggiori, irrimediabilmente legati a un ruolo che una società altrettanto ingiusta e corrotta non può fare a meno di incoraggiare, garantire e tutelare. E l’eroe della storia, sconfitto dalla ragazza piena di sé e già pronta a frequentare le persone che contano, resta questo insegnante senza qualità, zavorrato da una proverbiale sfiga che lo rende ancora più umano e determinato.
(anton giulio mancino)