Gli uomini, che mascalzoni!

A Milano, un giovanotto corteggia la figlia di un tassista portandola a spasso con l’automobile del padrone. Dopo aver litigato con la ragazza per un banale equivoco, il giovane perde anche il posto d’autista. Un classico dell’epoca dei Telefoni Bianchi, con un simpatico Vittorio De Sica nei panni del protagonista. Briosa e a suo modo raffinata la regia di Mario Camerini, maestro indiscusso della commedia italiana degli anni Trenta. Nel ’53 Glauco Pellegrini ne girò un rifacimento con Walter Chiari nel ruolo che fu di De Sica. (andrea tagliacozzo)

I promessi sposi

Dignitosa trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Alessandro Manzoni realizzata con dovizia di mezzi dalla Lux. Verso la fine del ‘600, durante la dominazione spagnola, l’unione di due giovani lombardi è ostacolata dal perfido Don Rodrigo, innamorato della ragazza. Buona l’interpretazione di Gino Cervi nei panni di Renzo. (andrea tagliacozzo)

La figlia del capitano

Dall’omonimo romanzo di Aleksandr Puskin. Mentre si dirige a uno sperduto fortino della Siberia dove è stato assegnato, un giovane soldato soccorre un uomo assiderato, ignorando che si tratta di un ribelle ostile alle truppe dello zar. Un prodotto discretamente spettacolare, sceneggiato dallo stesso regista in collaborazione con Steno, Mario Monicelli, Carlo Musso e Ivo Perilli. Camerini tornerà a dirigere Amedeo Nazzari ne Il brigante Musolino del 1950. (andrea tagliacozzo)

Il signor Max

Grazie a un amico, un modesto edicolante riesce a ottenere un biglietto di prima classe per una crociera. Durante il viaggio, il giovanotto viene erroneamente creduto il conte Max. Approfitta dello scambio di persona per introdursi nel bel mondo e corteggiare una nobildonna. Tra le migliori commedie del periodo dei Telefoni bianchi, con un De Sica a dir poco strepitoso. Il film avrà due rifacimenti, entrambi intitolati Il conte Max : molto divertente il primo, realizzato nel ’57 da Giorgio Bianchi e interpretato da un ottimo Alberto Sordi; completamente da dimenticare il secondo, diretto e interpretato da Christian De Sica (figlio di Vittorio) nel ’91. (andrea tagliacozzo)

Il cappello a tre punte

La novella El sombrero de tres picos di Pedro A. de Alarcón trasportata dalla Spagna in Italia, e più precisamente a Napoli. Durante la dominazione spagnola, il governatore fa imprigionare il marito di una bella popolana di cui si è invaghito. L’uomo, riuscito a sfuggire alle guardie, vorrebbe rendergli pan per focaccia seducendo, a sua volta, la bella moglie del governatore. Una divertente commedia, anche se non sempre all’altezza del talento dei De Filippo. Rifatto nel 1955 da Camerini con il titolo La bella mugnaia. (andrea tagliacozzo)

Don Camillo e i giovani d’oggi

Il giovane e irrequieto figlio di Peppone procura un notevole dispiacere al genitore causando dissapori in seno al partito. Anche Don Camillo, che deve badare a una una nipote ribelle e contestatrice, ha i suoi problemi. Lionel Stander e Gastone Moschin ce la mettono tutta per sostituire degnamente Gino Cervi e Fernandel. Purtroppo i risultati sono piuttosto deludenti e la mancanza dei due grandi attori si fa spesso sentire. (andrea tagliacozzo)

Gli eroi della domenica

Il film segue il filone del più famoso Cinque a zero , girato da Mario Bonnard nel ’32, narrando i retroscena e le passioni che si agitano intorno a una squadra di calcio. Raf Vallone è un centravanti, al quale viene promessa una forte somma di denaro per non impegnarsi nell’ultima, decisiva, partita di campionato. A tratti interessante – specie come documento d’epoca – ma decisamente inferiore alle precedenti commedie del regista. (andrea tagliacozzo)

Crimen

Una coppia di coniugi si reca a Montecarlo per restituire a una vecchia e ricca signora il cane che questa ha smarrito a Roma. Ma la donna viene trovata morta e i due, assieme ad altre tre persone casualmente conosciute in treno, rimangono coinvolti nelle indagini. Più rosa che giallo in questa divertente commedia nera abilmente diretta Mario Camerini, regista dell’epoca dei telefoni bianchi , costruita intorno a un cast eccezionale. Nel 1971, Camerini ne realizzerà un rifacimento intitolato Io non vedo, tu non parli, lui non sente , mentre nel 1992 lo stesso soggetto verrà usato negli Stati Uniti per il deludente Sette criminali per un bassotto . (andrea tagliacozzo)