Per grazia ricevuta

Fin da bambino ossessionato dalla Chiesa e dal sesso, da grande Benedetto cerca di sfuggire ai fantasmi del passato grazie agli insegnamenti del suocero anarchico.

Dieci anni dopo il bell’episodio de
L’amore difficile
, Manfredi (foto) torna alla regia con una commedia autobiografica e sofferta e ci consegna uno dei più cattivi film italiani sulla religione. Il ritmo non sempre regge, ma l’Italia prima magica e poi laica dipinta dall’attore-regista è affascinante, gli attori (Mario Scaccia, Delia Boccardo, Lionel Stander) sono bravissimi e i momenti felici non mancano di certo: dall’infanzia quasi felliniana, con sant’Eusebio e il «popi-popi», alla raccolta degli anti-miracoli. La commedia all’italiana, poco prima di decedere, era ancora capace di questi memorabili colpi di coda. Consigliato come digestivo post-giubilare.
(emiliano morreale)

New York, New York

Un sassofonista e una cantante si conoscono nel 1945, a New York, durante una grande festa organizzata per celebrare la fine della guerra. Si innamorano, poi si sposano, ma, come scopriranno, la vita matrimoniale non è tutta rose e fiori. Anche se alla sua maniera, Martin Scorsese rende omaggio alla vecchia Hollywood (il film è ispirato, anche se alla lontana, a
Io amo – The Man I Love
, 1946 – di Raoul Walsh), in uno splendido dramma a ritmo di musica, che alterna momenti divertenti (le briose sequenze dell’incontro tra i due) ad altri più seri e riflessivi. Grandi interpretazioni, specialmente della Minnelli che canta la celebre canzone che dà il titolo al film composta da John Kander e Fred Ebb. Inizialmente distribuito in una versione da 153 minuti, la pellicola è stata successivamente ridotta a 137. Commercialmente, un clamoroso flop, nonostante la fama di cui ha goduto in seguito.
(andrea tagliacozzo)

Don Camillo e i giovani d’oggi

Il giovane e irrequieto figlio di Peppone procura un notevole dispiacere al genitore causando dissapori in seno al partito. Anche Don Camillo, che deve badare a una una nipote ribelle e contestatrice, ha i suoi problemi. Lionel Stander e Gastone Moschin ce la mettono tutta per sostituire degnamente Gino Cervi e Fernandel. Purtroppo i risultati sono piuttosto deludenti e la mancanza dei due grandi attori si fa spesso sentire. (andrea tagliacozzo)