La moglie di mio fratello

L’irresponsabile Barney (John Ritter, protagonista della serie TV
Tre cuori in affitto
), che con il suo atteggiamento anticonformista si è spesso attirato le critiche della famiglia, ha passato più di vent’anni alla vana ricerca della donna dei sogni. Riesce finalmente a trovarla. Ma, per ironia della sorte, si tratta della moglie di suo fratello. Prodotto di poche ambizioni realizzato per la televisione. Ritter si conferma attore discreto anche se, ad eccezione di
E tutti risero
e
Skin Deep
, raramente riesce a prendere parte a un film che riesca a valorizzarne le doti.
(andrea tagliacozzo)

Rumori fuori scena

Energica trasposizione cinematografica della commedia di Michael Frayn: un’intelligente variazione della tradizionale farsa britannica sul sesso, con l’aggiunta della dimensione del tumulto dietro le quinte di una troupe di attori. Questo genere di commedia da porte sbattute non sempre funziona sullo schermo: ma Bogdanovich se la cava come nessuno prima, supportato da un cast volenteroso.

Babbo Bastardo

Due lestofanti si fanno assumere in un grande magazzino e, vestendo i panni di Babbo Natale e di un elfo, si impegnano per svaligiarlo durante la notte di Natale. Le cose cambieranno quando i due incontreranno un simpatico bambino che gli spiegherà il vero significato della festa più attesa dell’anno.
Già regista dell’ottimo Ghost World (2001), Terry Zwigoff stavolta se la prende con i buoni sentimenti che fra qualche settimana ci investiranno con puntualità inesorabile: quelli legati al Natale. Un Billy Bob Thornton tutto sommato a suo agio anche in una commedia regge con efficacia il ruolo dell’emarginato che, fra cattiverie assortite e battute di grana grossa, approfitta della festa più attesa dai bimbi per guadagnarsi la pagnotta in maniera disonesta. Prodotto dai fratelli Coen («da un’idea dei fratelli Coen», strilla furbamente la locandina) il film rappresenta una validissima alternativa ai classici film natalizi che anche quest’anno non mancheranno di invadere le sale. Peccato solo che esca con anticipo eccessivo e che, a meno di miracoli, difficilmente a Natale sarà ancora nei cinema. John Ritter, al suo ultimo film, è il gestore del negozio. (maurizio zoja)

E tutti risero

Originale commedia romantica, più di stile che di sostanza, sulle avventure e gli amori di quattro investigatori privati. Punta i riflettori su alcune belle donne, fa un uso eccellente delle location newyorkesi, ma sta al gusto personale di ognuno il giudizio sul suo livello di successo. Ferrer è il figlio della Hepburn e di Mel Ferrer. La Stratten fu uccisa prima dell’uscita del film.

Skin Deep – Il piacere è tutto mio

Ritratto di un tipico maschio in carriera della West Coast, abituato ad aver più donne e guai che tempo per riflettere e mettere ordine nella sua vita. Non è affatto vero che gli anni Ottanta non siano stati fecondi per Blake Edwards, acclamato autore de
La pantera rosa
e
Hollywood Party
: basta infatti considerare che vi hanno visto la luce un paio di capolavori come
Victor Victoria
e
S.O.B.
All’attivo c’è però anche un’opera all’apparenza minore, scatenata e malinconica a un tempo, come
Skin Deep-Il piacere è tutto mio
: un’esplorazione della solitudine maschile sulla falsariga del truffautiano
L’uomo che amava le donne
, di cui Edwards ha anche diretto un modesto remake con Burt Reynolds.
Skin Deep
è il ritratto di un tipico maschio in carriera della West Coast, abituato ad aver più donne e guai che tempo per riflettere e mettere ordine nella sua vita. Il film non vuole essere, pur riuscendoci magnificamente, solo uno sfrenato veicolo comico del protagonista John Ritter. È anche – e naturalmente – un mesto e impietoso bilancio di un’esistenza sciupata alla ricerca infantile di un piacere autoreferenziale e narcisistico. Da antologia la sequenza in cui i due rivali in amore si fronteggiano nella stanza buia, ciascuno con un preservativo fosforescente e colorato calzato sul membro eretto.
(anton giulio mancino)

Tadpole – Un giovane seduttore a New York

Siamo a New York, nel quartiere alto borghese dell’Upper East Side ed è la vigilia del giorno del Ringraziamento. Un quindicenne sta tornano a casa dal collegio in cui vive e confessa al suo migliore amico di essere innamorato. In breve tempo si scopre che il giovane studente, un autentico personaggio rinascimentale, sensibile e compassionevole, appassionato di Voltaire e dei classici, è innamorato della moglie di suo padre, ben più grande di lui. La sua inquietudine e il suo amore proibito lo porteranno a cacciarsi in situazioni imbarazzanti, ma si accorgerà ben presto che piace molto alle donne mature, a partire dalle amiche della matrigna. Una commedia contemporanea, arguta, fresca e irriverente, scoperta al Sundance Film Festival di Robert Redford, girata in soli quattordici giorni con una videocamera digitale e con un budget limitato. Molto ben scritto e ben interpretato, soprattutto dal giovane Aaron Stanford, al suo debutto cinematografico, perfettamente calato nel ruolo. Un’altra bella scoperta del Sundance, immediatamente catturata dalla Miramax, che negli Usa ne ha fatto un caso con un buon successo al box office. La Manhattan di sfondo è molto rilassata e perfetta complice di questi giochi proibiti. L’effetto della camera digitale, anche se all’inizio può fare storcere il naso, risulta essere la scelta vincente, come un occhio che spia che cosa succede in questi condomini alto borghesi. Probabilmente la commedia meglio riuscita dell’anno. (andrea amato)