Minnie e Moskowitz

La storia di Moskowitz, uno strano tipo con la mania delle auto, e Minnie, una donna non più giovane legata a un uomo sposato. I due s’incontrano casualmente e s’innamorano. Una insolita commedia, girata da Cassavetes con il solito stile asciutto, essenziale, con gli interpreti (tra i quali la moglie del regista, la bravissima Gena Rowlands) liberi d’improvvisare a soggetto. Il film è uscito in Italia solo sei anni dopo la sua realizzazione. (andrea tagliacozzo)

Love Streams – Scia d’amore

Dopo aver affrontato una penosa causa di divorzio, la nevrotica Sarah spera di trovare un poco di serenità rifugiandosi in casa del fratello Robert, uno scrittore di romanzi commerciali dedito all’alcool e a una interminabile serie di avventure sentimentali. Dal lavoro teatrale di Ted Allan, il film, penultimo del regista Cassavetes, vinse l’Orso d’oro al festival di Berlino 1984. Non è uno dei suoi migliori, anche se ha non pochi pregi (tra i quali le interpretazioni dei due protagonisti) e non lascia sicuramente indifferenti. (andrea tagliacozzo)

Quella sporca dozzina

Durante la seconda guerra mondiale, alla vigilia dello sbarco in Normandia, un ufficiale americano riceve l’incarico di distruggere una base nazista in Francia. Gli uomini per la rischiosa impresa vengono reclutati tra la feccia di un carcere militare: ai dodici prescelti viene promessa la libertà a missione compiuta. Un entusiasmante film bellico, spettacolare e ricco d’azione, diretto da Robert Aldrich con stile secco ed efficace. Ottimo il cast. Del film verranno realizzati tre sequel, nessuno dei quali minimamente all’altezza dell’originale. (andrea tagliacozzo)

Una moglie

Tipicamente lungo e autoindulgente, questo film di Cassavetes delinea vagamente le relazioni di una donna sull’orlo di un collasso nervoso e il suo autoritario marito che non è in grado di affrontare la situazione. Le forti interpretazioni di Rowland e Falk sono le principali virtù di questo film. Nominato per due statuette (Miglior Regia e Mglior Attrice Protagonista).

Di chi è la mia vita?

Un celebre scultore, vittima di un incidente stradale, rimane completamente paralizzato. Non potendo più usare le mani per il suo lavoro e sentendosi un essere ormai inutile, chiede ai dottori di lasciarlo morire. Al rifiuto di questi, l’artista decide di rivolgersi al tribunale. Un film non banale sul tema dell’eutanasia, interpretato da uno straordinario Richard Dreyfuss. L’attore tornerà a lavorare con Badham nell’87 in Sorveglianza… speciale . (andrea tagliacozzo)

La sera della prima

Myrthe è un’attrice di successo che non riesce ad accettare l’inesorabile vecchiaia e si trova ad interpretare sulla scena un personaggio molto simile a se stessa e alla sua situazione. Quando muore una sua giovane ammiratrice, in cui rivede la propria giovinezza, la crisi si acuisce. John Cassavetes – anche interprete, nel ruolo dell’ex amante della protagonista – è abile nel costruire un parallelismo tra il teatro e la vita reale, anche grazie all’apporto determinante degli attori, tutti straordinari. (andrea tagliacozzo)

Nel fango della periferia

Dopo aver disertato l’esercito, il giovane Alex vive alla giornata, costretto a nascondersi per non incappare nella polizia. Trovato un lavoro in una stazione ferroviaria come scaricatore, il disertore stringe amicizia con un simpatico caposquadra nero. Eccellente esordio dietro la macchina da presa di Martin Ritt, regista più volte impegnato in tematiche considerate difficili, se non addirittura scomode. Decisivo alla riuscita del film anche il considerevole apporto dei protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Il grande imbroglio

Un assicuratore ha bisogno di denaro per poter mandare i suoi tre figli alla prestigiosa Yale University, così viene coinvolto da una donna (D’Angelo) nell’organizzazione dell’omicidio del marito (Falk). Si riuniscono gli interpreti di Una strana coppia di suoceri del 1979, ma questa volta il film ha incontrato un sacco di problemi produttivi, e non è quasi stato distribuito. Andrew Bergman ha scritto la sceneggiatura con lo pseudonimo di Warren Bogle.

L’assassinio di un allibratore cinese

Sorta di “home movie” strano e autoindulgente (persino per Cassavetes), incentrato sul proprietario di un locale di spogliarelli, sui suoi frequentatori e su quelle che una volta venivano chiamate “B-girls”. I fedelissimi gradiranno, gli altri se ne guardino.

Fury

Sesto film del regista Brian De Palma, tratto dal romanzo omonimo di John Farris, autore anche della sceneggiatura. I servizi segreti americani decidono di utilizzare, a scopi militari, individui dotati di capacità extrasensoriali. Il giovane Robin, figlio di un ex agente federale, è uno di questi, ma rimane vittima di un rapimento. Un curioso horror d’azione diretto con sfoggio di grande tecnica da Brian De Palma. Ridondante, esagerato, ma divertente e ricco di pezzi di bravura da parte del regista e del direttore della fotografia, Richard H. Kline. Ottimo Kirk Douglas. (andrea tagliacozzo)

Ombre

Il primo film da regista di Cassavetes è un’improvvisazione innovativa e indipendente su una ragazza nera dalla pelle chiara (Goldoni) che ha una storia con un bianco (Ray). Senza forma, crudo, ma estremamente realistico, con un grande uso dell’ambientazione newyorkese. Brevi apparizioni di Cassavetes, Gena Rowlands, Seymour Cassel e Bobby Darin. Tre nomination ai BAFTA Awards.

Lo sperone insanguinato

Dopo un lungo periodo di assenza, Tony torna nella fattoria del fratello Steve. Quest’ultimo non tarda ad accorgersi che il primo, cresciuto in un ambiente di pistoleri e fuorilegge, è diventato irrimediabilmente violento e litigioso. Buon western dai risvolti psicologici scritto da Rod Serling. Ottima l’interpretazione di John Cassavetes che l’anno seguente esordì come regista con
Ombre.
(andrea tagliacozzo)

Una notte d’estate – Gloria

Leone d’oro al Festival di Venezia 1980, ad ex-aequo con Atlantic City, USA di Louis Malle. Jack Dawn, appartenente a un’ organizzazione mafiosa, temendo per la propria vita affida il figlioletto Phil a Gloria, un’amica della vicina. Mentre l’uomo e la sua famiglia vengono massacrati da alcuni sicari, la donna fugge assieme al bambino. Una vicenda da spettacolare film d’azione che viene trattata da Cassavetes con il suo solito stile scarno e asciutto, quasi realista. Bravissima, come al solito, Gena Rowlands. Rifatto nel 1999 da Sidney Lumet con Sharon Stone al posto della Rowlands. (andrea tagliacozzo)

Volti

Questo personalissimo dramma di infedeltà assortite è uno dei pochi film di Cassavetes che ha raggiunto il grande pubblico. Un’opera straordinaria con rimarchevoli prove d’attore, in particolare della Carlin e di Cassel. Tre nomination agli Oscar (Migliori Attore e Attrice Non Protagonisti e Mglior Sceneggiatura Originale).

Mariti

Cassavetes si rifà a Volti, ma l’esito non è al medesimo livello: la storia è incentrata su tre amici di mezza età che partono per l’Europa dopo la morte di uno di loro. Non mancano alcune buone scene, ma il film risente dell’abituale autoindulgenza di Cassavetes. Originariamente distribuito in una versione da 154 minuti. Una nomination ai Golden Globes per la sceneggiatura.