Il grande caldo

Un sergente di polizia indaga sul suicidio di un ex collega che egli sospetta essere stato al servizio di una organizzazione criminale. Quando i malviventi uccidono la moglie del poliziotto, questi, destituito dall’incarico, continua le indagini per proprio conto. Tra i film realizzati da Fritz Lang negli Stati Uniti, questo è uno dei migliori: un noir straordinario, stilisticamente pregevolissimo, con numerosi riferimenti all’espressionismo tedesco. L’anno precedente, Gloria Grahame aveva vinto l’Oscar come attrice non protagonista con
Il bruto e la bella
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(andrea tagliacozzo)

La tela del ragno

Il dottor Stewart Melver dirige una clinica per malati di mente. Quando sua moglie suggerisce di cambiare la tappezzeria della biblioteca, nell’istituto si scatena un’aspra polemica: l’amministratrice è fermamente contraria, mentre Meg, la direttrice, pensa di affidare il compito di disegnare la nuova carta da parati a uno dei ricoverati, Steven. Tra i film meno riusciti del grande Vincente Minnelli, anche se lo stile raffinato del regista e alcune sue felici intuizioni narrative riescono ad aggirare le trappole del soggetto (tratto da un romanzo di William Gibson).
(andrea tagliacozzo)

Odio implacabile

Il regista Edward Dmytryk torna ad affrontare il problema dei reduci di guerra (come già in
Anime ferite
, girato l’anno precedente) inserendovi lo scottante tema dell’antisemitismo. Accecato dall’odio razziale, un sergente dell’esercito americano, veterano del secondo conflitto, uccide un ebreo. Poi tenta di addossare la responsabilità del delitto a un commilitone. Tratto da un romanzo di Richard Brooks, il film è un dramma di grande vigore, cupo e ricco di tensione, tra i migliori realizzati nell’immediato dopoguerra. Nell’ottimo gruppo d’attori spiccano Robert Ryan (il sergente razzista) e Gloria Grahame.
(andrea tagliacozzo)

La vita è meravigliosa

L’angelo di seconda classe Clarence si deve guadagnare le ali salvando dal suicidio il probo George Bailey che si trova sull’orlo della bancarotta. Parabola dickensiana, che cela un angosciante pessimismo di fondo: non a caso il perfido e avaro Potter è lasciato impunito. Considerato a torto un prodotto della fase calante di Capra, è invece uno dei suoi film più complessi e problematici, fondendo in modo perfetto commedia, dramma e invenzioni fantastiche e dove la visione della città “senza Bailey” non si limita a un quadretto miserabilistico ma ipotizza, con stupefacete preveggenza, il trionfo dell’inscindibile accoppiata denaro & sesso.Musiche di Dimitri Tiomkin. Cinque Oscar (Film, Regia, Montaggio, Attore Protagonista e Sonoro) ed altrettante nomination.

Il bruto e la bella

Un giovane e ambizioso organizzatore cinematografico, figlio di un produttore caduto in rovina, non esita a servirsi degli amici più cari e calpestare i sentimenti dei suoi collaboratori pur di raggiungere il successo. Ma il fiasco di un nuovo film, del quale ha voluto curare anche la regia, lo riduce sul lastrico. Uno straordinario melodramma sull’ambiente del cinema, tratto da un soggetto di George Bradshaw. Il giovane produttore è interpretato con grande vigore da Kirk Douglas: l’attore, candidato all’Oscar, si vide soffiare la statuetta da Gary Cooper (interprete di
Mezzogiorno di fuoco
). Il premio andò invece a Gloria Grahame (attrice non protagonista), a Charles Schnee (per la sceneggiatura), alla costumista Helen Rose e al team di scenografi.
(andrea tagliacozzo)