Le amiche

Tratta dal romanzo Tra sole donne di Cesare Pavese, la pellicola è la storia di quattro donne della borghesia torinese: Clelia, Nene, Rosetta e Momina. Tradimenti, lavoro, noia e smania di successo, in un ritratto tra i più vivi e interessanti del primo Antonioni: uno studio psicologico innovatore nel cinema  italiano di quegli anni per la franchezza con cui viene messo a nudo il vuoto di un ristretto mondo colpito da improvviso benessere. Senza consolazioni e concessioni, e con un finale duro, asciutto e dalle molte sfumature. Uno dei film di Antonioni più “di interni” e in cui meno conta il rapporto con le architetture e le città. Leone d’Argento a Venezia.

Il portiere di notte

A Vienna, negli anni Cinquanta, un ex ufficiale nazista, ossessionato dai terribili ricordi del recente passato, è impiegato in un albergo della città come portiere di notte. Nello stesso hotel capita una donna ebrea, a suo tempo vittima dei campi di sterminio e ora sposata a un direttore d’orchestra, che lo riconosce. Il film che impose la Cavani all’attenzione del pubblico internazionale, ambizioso (le influenze, letterarie e cinematografiche, si sprecano) ma non completamente riuscito. In definitiva, più noto per lo scandalo che sollevò all’epoca piuttosto che per i suoi meriti artistici. Ma Dirk Bogarde, negli ingrati panni dell’ex carnefice, come al solito fornisce una prestazione maiuscola. (andrea tagliacozzo)

Agente 007 al servizio segreto di Sua Maestà

Un miliardario offre a James Bond la mano della figlia. L’agente 007, pur essendo attratto dalla ragazza, è occupato a dare la caccia al fantomatico capo della Spectre, Blofeld, che servendosi di un’arma batteriologica vorrebbe dominare il mondo. Tentativo poco riuscito di sostituire Sean Connery, ormai stanco del personaggio, con l’australiano George Lazenby, privo del carisma del predecessore. Ma il film, dopo una prima parte un po’ lenta e fiacca, almeno sul piano spettacolare funziona.
(andrea tagliacozzo)

Gli spadaccini di Siena

Lo spagnolo Don Carlos, tirannico governatore di Siena, è in procinto di sposarsi con la bella Orietta Arconti. L’uomo assolda tra i suoi l’abile spadaccino inglese Thomas Stanwood. Quest’ultimo, però, finisce per passare dalla parte dei ribelli, capeggiati dalla stessa Orietta, che intendono liberare la città dall’invasore. Granger è sufficientemente vivace nel ruolo del protagonista. Il punto debole del film è il copione: stiracchiato e banale.
(andrea tagliacozzo)

La lunga notte del ’43

A Ferrara, nel 1943, il partito fascista è lacerato da due diverse correnti: quella moderata del Bolognesi e quella più ortodossa e fanatica del federale Artuisti. Quest’ultimo fa assassinare il rivale e incolpa gli antifascisti, scatenando un’immediata rappresaglia da parte delle camicie nere. Felice esordio dietro alla macchina da presa del giornalista politico Florestano Vancini con un film di grande intensità, scritto da Ennio De Concini e Pier Paolo Pasolini. Ottimo Enrico Maria Salerno, premiato con il Nastro d’argento, mentre il film si aggiudicò il premio come Opera prima al Festival di Venezia.
(andrea tagliacozzo)

PERDUToAMOR

Ettore è bambino, negli anni Cinquanta, in Sicilia, in una famiglia alto borghese, dove il padre tradisce sistematicamente la madre. Vive serenamente, guidato da un colto aristocratico del paese che gli fa da mentore e lo inizia alla musica. Poi Ettore cresce, è un adolescente colto, si iscrive all’università, ha un amore e anche l’ambiente in cui vive cambia e cresce, siamo negli anni Sessanta in pieno boom economico. A Ettore la Sicilia inizia a stare stretta e così, dopo la morte del padre, decide di trasferirsi a Milano. Continua a suonare, ma trova piacere anche nella scrittura. Il capoluogo lombardo è in pieno fermento culturale ed Ettore fa incontri importanti per la sua completa maturazione. «Partiti da un soggetto assolutamente pretestuoso, con Manlio Sgalambro abbiamo scritto una sceneggiatura per un film-balletto. Il protagonista, un “cavaliere inesistente”, condivide con gli altri caratteri (stereotipi di comodo) l’incontro con lo “straordinario”… Così la lezione di cucito, di tantra, l’esoterismo, la filosofia. Il mio intento era quello di comporre e plausibilizzare questi sprazzi di veglia. La macchina da presa è il vero protagonista». Questa è la definizione che l’esordiente regista Franco Battiato dà del suo film. Tutto e niente, proprio come la sua opera. Un delirante acquerello in cui la vita di questo strano personaggio non sembra del tutto legare con il resto e trovare una continuità narrativa. Tante citazioni, tante parodie, tante gag surreali realizzate per divertirsi, divertire, ma anche per prendere un po’ in giro lo spettatore. Ogni scena è autonoma, potrebbe vivere separatamente. Questa frammentarietà, che per alcuni è un esercizio stilistico ammirevole, in realtà confonde lo spettatore che fino alla fine non si rende conto che cosa sta guardando. Un’operazione difficile e molto rischiosa. (andrea amato)

C’era una volta il West

Il pistolero Frank uccide Bret McBain, proprietario di una fattoria e di un terreno sul quale il bieco Morton, mandante del delitto, vuol far passare la ferrovia. La giovane vedova McBain, rimasta sola, trova due fedeli protettori in un meticcio e in un fuorilegge. Forse il miglior film di Sergio Leone, summa dei lavori precedenti in termini di stile, temi ed epica narrativa. Eccellenti tutti gli interpreti, tra i quali svetta un Henry Fonda davvero memorabile nell’inusuale ruolo del cattivo. La sceneggiatura del film, oltre alla firma del regista, porta anche quelle prestigiose di Dario Argento e Bernardo Bertolucci. Da antologia la sequenza iniziale, con cui Leone si riallaccia idealmente ai suoi primi tre western (la cosiddetta «trilogia del dollaro») .
(andrea tagliacozzo)

Un bellissimo novembre

Il diciassettenne Nino, catanese, è attratto dalla non più giovane ma ancora bellissima Cettina, sorella della madre. Benché sposata, la donna, annoiata da una gretta e monotona vita di provincia, ricambia le profferte del giovane nipote. Un film rigido e poco riuscito, piatto adattamento cinematografico un romanzo di Ercole Patti, autore noto per le sue storie sulla ricca borghesia siciliana.
(andrea tagliacozzo)

L’avventura

La Massari sparisce misteriosamente su un’isola disabitata dopo aver litigato con il fidanzato Ferzetti, costringendo quest’ultimo e l’amica (Vitti) a cercarla. L’allegoria sottile e acuta della decadenza spirituale e morale impone una visione impegnativa. Primo successo internazionale di Antonioni, è il primo capitolo di una trilogia che comprende anche La notte e L’eclisse. Contorto giallo psicologico che affronta le problematiche dell’incomunicabilità e della provvisorietà dei sentimenti attraverso intensi ritratti femminili: il cinema di Antonioni allo stato puro e nel momento del debutto internazionale, tra entusiasmi e stroncature. Inedita l’utilizzazione del paesaggio siciliano come protagonista implicito. Premio speciale della giuria a Cannes dove però il pubblico l’aveva sonoramente fischiato.