Scuola di ladri

Dalmazio, Egisto e Amalio, che pur non essendo cugini non si sono mai conosciuti, vengono riuniti da un misterioso zio, un tempo famoso lestofante, il quale, tramite i nipoti, vorrebbe continuare la sua disonesta attività. A questo scopo, impartisce loro un corso accelerato di truffa, furto e rapina. Ottavo film di Neri Parenti con Paolo Villaggio, del tutto simile agli altri sette, ma decisamente peggiore rispetto a quelli della serie
Fantozzi
.
(andrea tagliacozzo)

Salvo D’Acquisto

La storia di Salvo D’Acquisto, il vice brigadiere dei carabinieri di Torrimpietra che, il 23 settembre 1943, si sacrificò per salvare la vita a 22 civili innocenti. A causa di uno scoppio accidentale di una bomba a mano, un comandante delle SS decide di effettuare un’efferata rappresaglia sulla popolazione civile, gridando all’attentato. Il vice brigadiere D’Acquisto cerca in vano di convincere il nazista che non si possono uccidere 22 innocenti per capriccio, ma quando vede che i tedeschi sono decisi, si offre come unico colpevole per salvare gli altri 22. Ben interpretato dagli attori, un convincente Ranieri riesce a rendere bene il personaggio del ventitreenne carabiniere, senza scadere nella facile retorica. Affidabile la ricostruzione storica e le dinamiche delle storie parallele.
(andrea amato)

L’uccello dalle piume di cristallo

Un romanziere americano assiste casualmente all’accoltellamento di una donna e s’improvvisa detective alla caccia del misterioso colpevole. Quest’ultimo, dopo aver attentato per due volte alla vita dello scrittore, minaccia di uccidergli la fidanzata. Promettente esordio dietro la macchina da presa di Dario Argento, in precedenza sceneggiatore per Sergio Leone in C’era una volta il West, con un giallo intrigante e ben costruito. Notevole la fotografia di Vittorio Storaro. (andrea tagliacozzo)

La lunga notte del ’43

A Ferrara, nel 1943, il partito fascista è lacerato da due diverse correnti: quella moderata del Bolognesi e quella più ortodossa e fanatica del federale Artuisti. Quest’ultimo fa assassinare il rivale e incolpa gli antifascisti, scatenando un’immediata rappresaglia da parte delle camicie nere. Felice esordio dietro alla macchina da presa del giornalista politico Florestano Vancini con un film di grande intensità, scritto da Ennio De Concini e Pier Paolo Pasolini. Ottimo Enrico Maria Salerno, premiato con il Nastro d’argento, mentre il film si aggiudicò il premio come Opera prima al Festival di Venezia.
(andrea tagliacozzo)

L’armata Brancaleone

Nell’Italia del tardo Medioevo, il soldato di ventura Brancaleone si associa a un gruppo di briganti per raggiungere il feudo di Aurocastro che, in base a un documento rubato a un viaggiatore, dovrebbe diventare suo. Esilarante avventura picaresca, realizzata con intelligenza, brio e grande inventiva, sia per quanto riguarda le situazioni comiche che per i dialoghi, parlati in un italiano finto arcaico che mescola il latino con l’italiano dell’alto Lazio. Grande prova di Gassman che cinque anni dopo, sempre diretto da Monicelli, tornerà a interpretare lo stesso personaggio in
Brancaleone alle crociate
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(andrea tagliacozzo)

Scuola di ladri – Parte seconda

Seguito di
Scuola di ladri
, realizzato l’anno prima dallo stesso team. I cugini Dalmazio ed Egisto si incontrano casualmente in una lussuosa villa che entrambi intendevano svaligiare. Miracolosamente scampati alla cattura della polizia, i due, rendendosi conto di aver bisogno di una più curata organizzazione per riuscire nelle loro imprese, chiedono aiuto allo zio che già una volta li aveva beffati. Già il primo film non brillava per qualità. Questo sequel è ovviamente peggiore.
(andrea tagliacozzo)

L’assassinio di Trotsky

Joseph Losey racconta alla sua maniera i fatti che nell’agosto 1940 portarono all’assassinio del grande avversario di Stalin, Leone Trotsky (Richard Burton), per mano del misterioso Frank Jackson (Alain Delon). Non è uno dei migliori film del regista, anche se non mancano i buoni momenti e alcuni spunti interessanti (come la figura dell’assassino, ben interpretato da Delon).
(andrea tagliacozzo)

Anonimo veneziano

Esordio alla regia dell’attore Enrico Maria Salerno premiato con un enorme (addirittura esagerato) successo di pubblico. A Venezia, un suonatore d’oboe sa di essere affetto da un male incurabile e chiede alla moglie, da cui da tempo è diviso e che vive in un’altra città, un ultimo incontro. La donna dapprima diffida del marito, poi acconsente. Insopportabilmente melenso, il film è una sorta di versione nostrana di
Love Story
realizzata quasi in contemporanea con la fortunata pellicola di Arthur Hiller. Famosissimo il tema settecentesco di Benedetto Marcello.
(andrea tagliacozzo)