A letto con il nemico

A letto con il nemico

mame cinema A LETTO CON IL NEMICO - STASERA IN TV scena
Una scena del film

Basato sull’omonimo romanzo di Nancy Price, A letto con il nemico ha come protagonista una coppia di coniugi, Martin (Patrick Bergin) e Laura (Julia Roberts) Burney. I due vivono in un quartiere esclusivo di Cape Code e la loro vita sembra felice e spensierata. Ma, come spesso accade, si tratta solo di apparenza. Martin, infatti, è un uomo dalla personalità ossessiva-compulsiva e picchia spesso sua moglie per futili motivi. Laura, disperata, progetta una fuga e scompare. Tuttavia, Martin non si arrende, essendo troppo possessivo per ammettere che lei possa essere viva e più serena da qualche altra parte. Riuscirà Laura a liberarsi per sempre di questo marito violento? Oppure, ha lasciato dietro di sé tracce che rischiano di rigettarla nell’incubo?

Curiosità

  • Il film ha ottenuto quattro nomination per i Saturn Awards del 1992 per Miglior film horror, Miglior attrice protagonista a Julia Roberts, Miglior attore non protagonista a Patrick Bergin e Migliore colonna sonora a Jerry Goldsmith.
  • In più, la pellicola ha vinto ai BMI Film & TV Award del 1992 per la Miglior colonna sonora.
  • Con un budget di 19 milioni di dollari, il film ha incassato quasi 175 milioni di dollari. Un successo, quindi, inaspettato.
  • Inoltre, la pellicola è stata trasmessa per la prima volta in Italia su Canale 5 nel 1993, totalizzando 7.208.000 telespettatori. Anche gli italiani, di conseguenza, hanno apprezzato A letto con il nemico.
  • Tuttavia, il regista Joseph Ruben si è aggiudicato gli Yoga Awards del 1992 per il Peggior film straniero.

Unbreakable-Il predestinato

David Dunn (Bruce Willis), il solo scampato a un terribile disastro ferroviario senza un graffio arriva a trovare il senso della propria vita dopo lunghi interrogativi e tanti dubbi, accompagnato nella comprensione e nell’accettazione di sé da uno strano individuo, Elijah Price (Samuel L. Jackson), nato con una disfunzione che rende le sue ossa fragili come il vetro. Dunn riesce così a dare finalmente un equilibrio e un significato a tutta la sua esistenza…
La deontologia critica non lo permetterebbe, ma non è semplice parlare di
Unbreakable
senza partire dallo svelamento finale, che attribuisce senso a una delle tracce poste dallo script. Ed è, per dirla tutta, l’unico senso – e l’unica traccia – che abbiamo apprezzato: la creazione di una mitologia moderna per mezzo di atti di terrorismo. Ma meno si dice meglio è, per non svuotare del tutto lo shock conclusivo… E con
Il sesto senso
– precedente fortunatissima pellicola di Shyamalan – alla mano, non ci vogliono grandi capacità divinatorie per capire come la sua messinscena ovattata e monocorde sia tutta tesa a una rivelazione che sigilla il racconto e dovrebbe scioccare il pubblico. Voleva così
Il sesto senso
, ma si trattava, a conti fatti, di una bufala. In
Unbreakable
, invece, il meccanismo funziona e il risvolto che chiude la storia ombreggia il film di nero rivoluzionario, e perfino pericoloso. Forse più sulla carta, a dir la verità: perché Shyamalan, prima dei titoli di coda, fa rientrare tutto in un contesto di «falsa realtà» che infastidisce non poco. Così come infastidisce l’asse di senso portante dell’intero film: capire, prima o poi, qual è il proprio posto e ruolo in questo mondo e in questa vita.Suona molto New Age, è in effetti lo è. Shyamalan non è uno stupido, ed è persino consapevole di molto cinema che conta degli ultimi tempi (quello, per intenderci, che annebbia la comprensione delle cose con ostacoli alla visione: tra i tanti,
In the Mood for Love
di Wong Kar-wai e
Yi Yi
di Edward Yang), intento com’è a riprendere i personaggi attraverso «impedimenti», ma non riesce a far a meno di una sceneggiatura a tratti imbarazzante. Jackson sfoggia una pettinatura inquietante, e Willis è – come sempre – bollito. Musica vergognosa di James Newton Howard.
(pier maria bocchi)