Al di là del bene e del male

Liberamente ispirato alla realtà storica. È la storia di un ménage a tre tra Lou Von Salomé, il filosofo Friedrich Nietzsche e Paul Rée. Le cose vanno nel modo peggiore e Nietzsche impazzisce, mentre Rée trova la morte per mano di alcuni teppisti. Pellicola molto densa e a tratti pretenziosa, con momenti decisamente poco riusciti.

Il giardino dei Finzi Contini

A Ferrara, alla vigilia della secondo conflitto mondiale, Giorgio, giovane ebreo, è innamorato della ricca Micol, sua coetanea e correligionaria. La ragazza però rivolge le sue attenzioni a Giampaolo, un comune amico. Intanto incombe la tragedia: le leggi razziali e la guerra sconvolgeranno per sempre le loro esistenze. Elegante (ai limiti dello stucchevole) trasposizione del romanzo di Giorgio Bassani. Il film, pur non essendo uno dei migliori di Vittorio De Sica, vinse l’Oscar 1970 per il miglior film straniero. Rimane comunque una delle cose più convincenti dell’ultimo periodo del regista, caratterizzato da una preoccupante inclinazione verso il patetico. (andrea tagliacozzo)

Così bella, così dolce

In un lungo flashback, un marito usuraio rievoca la propria esistenza di fronte al cadavere della moglie suicida. Una tormentatissima riflessione sul senso della vita, a partire dalla traccia di un racconto di Dostoevskij, riambientato nella Parigi degli anni Sessanta, e rielaborato in uno stile secco e scarno: i personaggi non hanno nemmeno dei nomi e il film diventa una marcia verso il suicidio. E’ il primo film a coloro di Bresson che però evita i forti contrasti cromatici.

Novecento

In un paese della Bassa Emiliana, agli albori del Novecento, Alfredo, futuro erede dei possedimenti terrieri di famiglia, nonostante i privilegi di casta stringe amicizia con Olmo, figlio di una contadina e di padre ignoto. Nel secondo atto del film, girato contemporaneamente al primo, le vicende politico-sentimentali dei protagonisti – tra i quali spiccano De Niro e Depardieu – si dipanano negli anni che vanno dall’inizio del secolo alla seconda guerra mondiale. Sullo sfondo, le lotte contadine, il fascismo e la Resistenza. Bertolucci, un cast d’eccezione e la splendida fotografia di Vittorio Storaro danno vita a un racconto epico e spettacolare, anche se non sempre il regista riesce a coniugare le esigenze dello spettacolo con il discorso politico in un’ambiziosa e didattica Storia della lotta di classe in Italia.
(andrea tagliacozzo)

Garage Olimpo

Argentina, 1978. Una maestra elementare che milita nell’opposizione viene rapita dagli squadroni della morte e portata nel famigerato Garage Olimpo. Inizia per lei un incubo fatto di torture e di ambigue lusinghe, mentre le autorità fingono di non sapere nulla. Il regista Marco Bechis, che all’epoca dei fatti faceva il maestro elementare in Argentina, fu davvero imprigionato e torturato, e riuscì a salvarsi solo perché cittadino italiano. A vent’anni di distanza ricompone le esperienze e realizza uno dei film più onesti e agghiaccianti sulla banalità del Male nelle dittature latinoamericane (e non solo); una pellicola che lascia impietriti per il repentino passaggio dalla quotidianità all’abisso e alla violenza, e per la compresenza dei due universi paralleli. La città di Buenos Aires appare in squarci brevissimi: poi si è subito ricondotti all’interno del garage, dal quale non è possibile fuggire. Bechis sconta forse qualche incertezza nella parte «diurna», ma Garage Olimpo rimane un esempio di rigore della messinscena, soprattutto se si tiene conto della difficoltà del tema. I rumori e la luce al neon di questo film non si scordano facilmente, il «volo» (fisico e narrativo) finale è mozzafiato e necessario. (emiliano morreale)

Caboblanco

Liberamente ispirato (anche se non ufficialmente) a
Casablanca
. Alla fine della seconda guerra mondiale, uno sparuto gruppo di uomini, tra i quali si nascondono (ma non troppo) alcuni ex nazisti, si disputa il prezioso carico che è affondato assieme al piroscafo Britannia. Entreranno a far parte del gioco anche il proprietario di un night-club, una misteriosa ragazza francese e il capo della polizia locale. Per quanto dignitoso nella realizzazione, il film non riesce a elevarsi oltre la soglia della mediocrità.
(andrea tagliacozzo)

I fiumi di porpora

Il commissario Niémans si reca a Guernon per indagare sul decesso di un ex studente della locale università, ritrovato ferocemente mutilato. A 300 chilometri di distanza, il commissario Kerkérian indaga sulla profanazione della tomba di una bimba morta vent’anni prima. Fatalmente le due indagini s’incrociano e rivelano agghiaccianti retroscena sull’attività scientifica dell’università di Guernon. Kassovitz numero quattro. Dopo il fallimento (meritato) di
Assassin(s)
, l’ex ragazzo prodigio del cinema d’Oltralpe – definito da Spike Lee «il tizio col nome buffo che mi copia in Francia» – si ricicla come muscolare esecutore di thriller seriali. Penalizzato da uno script inetto e privo di interesse (con soluzione finale telefonata già dopo il primo quarto d’ora), da interpreti simpatici ma qui inefficaci, da un’ambientazione montanara da film turistico svizzero e da un finale inutilmente tonitruante, il film si archivia immediatamente con il secondo e probabilmente definitivo scivolone di Kassovitz. Si salva solo l’«inutile» combattimento in palestra, con tanto di polvere di gesso che si solleva dagli abiti di Cassel.
(giona a. nazzaro)

Novecento

Travolgente spaccato dell’Italia del XX secolo, incentrato su due famiglie in contrasto. Un film ambizioso e potente che creò uno straordinario scompiglio anche in America, dove uscì in una versione di 243 minuti. Il restauro del 1991 sembra ancora discontinuo, ma le immagini — poderose e bellissime — compensano una durata oppressiva.

Il conformista

Inquietante connubio di analisi dei personaggi e del contesto storico degli anni Trenta: l’omosessualità repressa indurrà Marcello Clerici (Trintignant) a cercare di condurre una “vita accettabile” come membro dei servizi segreti fascisti e a trovarsi una fidanzata borghese, finché una serie di eventi lo porterà a commettere un omicidio. Un film di straordinaria tensione e intensità. Da uno scritto di Moravia.