Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro

Mortimer “Mo” Folchart (Brendan Fraser) e sua figlia di dodici anni, Meggie (Eliza Hope Bennett), condividono la grande passione per i libri ed entrambi possiedono il dono unico e magico di dar vita ai personaggi dei libri, semplicemente leggendo ad alta voce le loro storie. Ma il loro incredibile dono è anche decisamente rischioso, perchè ogni volta che danno vita ad uno dei personaggi dei libri che leggono, una persona reale scompare nelle sue pagine.

Durante una delle loro visite in un negozio di libri di seconda mano, Mo sente delle voci che non aveva più sentito da molti anni. Mo individua il libro da cui provengono le voci e, all’improvviso, sente un brivido percorrergli la schiena. Si tratta di Inkheart, un libro che Mo cerca da quando Meggie aveva tre anni, quando Resa (Sienna Guillory), la mamma di sua figlia, è scomparsa all’interno del suo mondo fantastico. Il piano di Mo di utilizzare il libro allo scopo di trovare e salvare Resa…

Viaggio al centro della Terra

Durante una spedizione scientifica in Islanda, il visionario scienziato Trevor Anderson (Brendan Fraser), suo nipote Sean (Josh Hutcherson) e la loro affascinante guida locale Hannah (Anita Briem) si ritrovano inaspettatamente intrappolati in una caverna, in cui l’ unica via di fuga è la discesa sempre più in profondità negli abissi della terra. Viaggiando attraverso dei mondi mai visti, il terzetto si ritrova a fronteggiare delle creature inimmaginabili e irreali, tra cui delle piante che divorano gli esseri umani, dei piranha volanti giganti, dei volatili splendenti e dei terribili dinosauri provenienti dal passato. E, visto che l’attività vulcanica intorno a loro aumenta senza sosta, i tre esploratori capiscono rapidamente che devono trovare il modo di tornare sulla superficie terrestre prima che sia troppo tardi.

La mummia – Il ritorno

1933, Londra. Un legionario e un’egittologa vivono a Londra dove allevano il loro bambino. La vita tranquilla della famigliola viene sconvolta quando il corpo mummificato nel 1000 a. C. del sacerdote Imhotep ritorna alla vita per ricominciare la sua diabolica richiesta di immortalità… Dopo l’incredibile successo di due anni fa, il seguito de
La mummia
dovevamo aspettarcelo. A scanso di equivoci si intitola
La mummia – Il ritorno
e lo firma di nuovo, come regista e come sceneggiatore, uno
yes-man
del calibro di Stephen Sommers che sembra aver così scoperto un’inesauribile gallina dalle uova d’oro. Eppure Sommers, cineasta non proprio originale ma brillante, aveva firmato l’interessante e davvero pauroso Stephen
Deep Rising
che si potrebbe vantaggiosamente recuperare in videocassetta per confrontarlo con questi recenti lavori. Quello che si deve rimproverare alle due
Mummie
infatti è proprio la scarsa vocazione orrorifica. È però vera una cosa:
La Mummia – Il ritorno
è più divertente del film precedente, pur mantenendosi sempre nell’ambito di uno spettacolo freddo e programmato. Rispetto ai modelli del passato, dall’originale interpretato da Boris Karloff (regia di Karl Freund, anno 1932) al remake interpreto da Christopher Lee (regia di Terence Fisher, anno 1959), anche a questo secondo episodio manca la preziosa semplicità ed essenzialità che rende inimitabile un classico.

Fra effetti speciali digitali da luna-park e grande consapevolezza del patchwork,
La mummia – Il ritorno
esibisce piuttosto una parentela con il ciclo di Indiana Jones. Così, il piede resta perennemente sull’acceleratore e l’umorismo, lungi dal frustrare lo spavento come nell’opera precedente, diventa un ingrediente primario. Il risultato è che non ci troviamo più nei paraggi di un film dell’orrore, bensì di una commedia avventurosa leggera e leggermente irritante. E di cui, senza per questo pretendere di essere dei veggenti, siamo pronti ad attenderci tra uno o due anni un terzo capitolo. Frattanto, si accettano scommesse.
(anton giulio mancino)

La mummia (1999)

La mummia

mame cinema LA MUMMIA - STASERA IN TV IL PRIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA love
Imhotep e Anck-su-namun

Diretto da Stephen Sommers, La mummia (1999) ha inizio nell’antico Egitto, precisamente nel regno del Faraone Seti I (Aharon Ipalé). Il suo alto sacerdote Imhotep (Arnold Vosloo) ha una relazione segreta con Anck-su-namun (Patricia Velasquez), l’amante del Faraone. Il sovrano però li scopre e i due lo uccidono.

Sapendo che tale atto li ha condannati, Anck-su-namun decide di suicidarsi per dargli il tempo di fuggire, consapevole del fatto che Imhotep potrà riportarla in vita grazie al Libro dei Morti. Ma proprio mentre il sacerdote compie il rito, le guardie reali irrompono nel tempio e impediscono la resurrezione della donna. Imhotep e i suoi seguaci vengono catturati e torturati. Ma è proprio Imhotep a subire la pena più terribile: gli viene mozzata la lingua e viene sepolto vivo, con numerosi scarafaggi carnivori addosso. Tale rituale scatena una maledizione: chiunque riporterà in vita il sacerdote scatenerà le sette piaghe d’Egitto e lo renderà immortale.

mame cinema LA MUMMIA - STASERA IN TV IL PRIMO CAPITOLO DELLA TRILOGIA scena
Il ritrovamento del sarcofago di Imhotep

Molti secoli dopo, nel 1923, Evelyn e John Carnahan (Rachel Weisz e John Hannah) si trovano al Cairo, dove trovano un misterioso cofanetto. Essendo un’appassionata egittologa, Evelyn chiede dunque informazioni sull’oggetto a colui che lo ha trovato, Rick O’Connel (Brendan Fraser). Dopo averlo salvato dall’impiccagione, Evelyn si fa guidare da Rick verso Hamunaptra, la leggendaria città egiziana che cela innumerevoli tesori, ma anche terribili minacce. Infatti, nel tentativo di trovare il Libro D’Oro di Amon Ra, Evelyn, Rick e Jonathan si imbattono nel sarcofago di Imhotep. Un’altra squadra di esploratori presente sul posto riesce invece a riesumare il Libro dei Morti, oltre ai vasi canopi di Anck-su-namun.

Evelyn, incapace di trattenere la curiosità, legge la formula di resurrezione del Libro dei Morti, riportando involontariamente Imhotep in vita. E a questo punto, la maledizione della mummia si abbatte sull’Egitto e sul mondo intero. Riusciranno i protagonisti a fermare Imhotep prima che riesca a dominare l’umanità?

Curiosità

  • Il film è il remake de La mummia (1932), diretto da Karl Freund nel 1932 e con Boris Karloff nel ruolo di Imhotep. Il nome di Ardeth Bey nel film di Karl Freund era lo pseudonimo usato da Imhotep, qui è il nome del comandante degli Horas.
  • Le riprese sono state effettuate fra l’Arizona, il Marocco, l’Egitto e l’Inghilterra, oltre che in molte altre località.
  • La pellicola ha incassato 10.680.651 € in Italia, 155.385.488 $ negli Stati Uniti e 415.933.406 $ in tutto il mondo.
  • Il film fa parte di una trilogia che comprende La mummia – Il ritorno (2001) e La mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone (2008). Il secondo film ha inoltre avuto uno spin-off, Il Re Scorpione, che a sua volta ha generato un prequel, Il Re Scorpione 2 – Il destino di un guerriero, e due sequel, Il Re Scorpione 3 – La battaglia finale e Il Re Scorpione 4 – La conquista del potere.

Misure straordinarie

Partendo dalle sue radici di operaio, John Crowley ha finalmente cominciato ad assaporare il successo nell’America delle grandi aziende. Ma proprio mentre la sua carriera sta per decollare, viene a conoscenza di una malattia fatale diagnosticata ai due figli più piccoli, Megan e Patrik. Aiutato dalla moglie Aileen, l’uomo si rivolge al dottor Robert Stonehill, uno scienziato brillante ma sottovalutato e anticonformista: la loro improbabile alleanza si trasformerà in una battaglia contro le lobby dei medici votati al business, contro il sistema e contro il tempo.

Crash – Contatto fisico

Diverse storie si intrecciano, sullo sfondo la città di Los Angeles, con i suoi eccessi e le sue contraddizioni. Jean (Sandra Bullock) subisce una rapina mentre si trova in compagnia del marito Graham (Don Cheadle), procuratore federale. Autori del misfatto sono due giovani neri. Intanto, l’agente Ryan (Matt Dillon), sadico e razzista, umilia una coppia di afroamericani benestanti di mezza età, «pescati» in atteggiamenti equivoci a bordo del loro fuoristrada. Altri personaggi appaiono sulla scena: un fabbro latinoamericano, una coppia di coreani, un negoziante iraniano…
Nell’arco di trentasei ore, le loro vite sono destinate a scontrarsi.

Paul Haggis è uno degli sceneggiatori attualmente più richiesti sul mercato americano, già autore dello script di

Million Dollar Baby,
forse l’ultimo vero capolavoro del cinema hollywoodiano di stampo classico. La notorietà raggiunta grazie alla collaborazione con Clint Eastwood gli ha dato la possibilità di realizzare questo progetto, in cui si cala nel ruolo di regista senza imbarazzi e con ottimi risultati.

Crash – Contatto fisico
è infatti una pellicola solida, che si regge, e non poteva essere altrimenti, sulla forza del soggetto e della sceneggiatura, ma anche sull’abilità degli attori protagonisti, che si dice abbiano accettato compensi irrisori pur di fare questo film. Nel gruppo spicca senza alcun dubbio Matt Dillon, che interpreta in modo molto convincente l’agente Ryan,
character
negativo ma anche estremamente sfaccettato e complesso, che dapprima è carnefice, per diventare poi vittima ed infine quasi eroe positivo.

Si arriva dunque a parlare di un altro dei punti di forza di
Crash,
la caratterizzazione dei personaggi: questi ultimi infatti, pur rappresentando nella maggior parte dei casi veri e propri
exempla
del loro gruppo etnico e sociale, non sono mai troppo semplici e schiacciati sullo stereotipo, ma vivi e credibili, fatti in ugual misura di pregi e difetti, e visti con uno sguardo che evita giudizi morali o di valore. Anzi, il gioco di Haggis sta proprio nel ribaltare continuamente i ruoli, giocando con le aspettative dell’
audience.

Altro pregio del film è che non si avverte il peso dell’artificiosità intrinseca dell’intreccio. Infatti un gran numero di vicende si intersecano andando a formare un affresco unitario, ma senza forzature eccessive: il patto di «sospensione dell’incredulità» stipulato tra regista e spettatore non risulta mai troppo oneroso per quest’ultimo.

Crash
dimostra come si possa fare cinema mainstream senza rinunciare alla qualità. Peccato solo per alcune piccole cadute di tono, soprattutto il finale con nevicata (va bene il classico hollywodiano, ma questo è troppo!) e per la pessima scelta della canzone di chiusura del film,
Maybe Tomorrow
degli

Stereophonics:
con tutto il rispetto, forse si poteva fare una scelta un po’ più originale e soprattutto più azzeccata. Invece rimane più di un sospetto che si tratti di una marchetta.
(michele serra)

Looney Tunes: Back in Action

La vice presidente del settore commedie della Warner (Elfman) è costretta a unire le forze con l’ex guardia dello Studio Fraser per riprendere Daffy Duck a lavorare da loro, non sapendo che è caduto preda delle macchinazioni del malvagio presidente della Acme. Bugs Bunny, Duffy e i loro amici sono divertenti come al solito, ma la storia dei personaggi in carne ed ossa è tirata. Anche altri misteriosi personaggi dei cartoon Warner fanno la loro breve ma gradita apparizione. Come sempre, Dante riempie il film di strizzatine d’occhio per gli appassionati (guardate con attenzione!) e cammei. Super 35.

Demoni e dèi

Eccezionale (per quanto del tutto fittizio) studio sulla figura del regista James Whale (meglio conosciuto per i film Frankenstein e La moglie di Frankenstein), il quale negli anni Cinquanta si ritrovò solo alla fine della vita, e in preda alla paura di diventare pazzo. Squisita la ricreazione d’ambiente e d’epoca; superba l’interpretazione di McKellen, uguagliato solo da Fraser, il giardiniere oggetto del desiderio del regista, mentre la Redgrave è esilarante nelle vesti della severa e adorabile governante. Un film volontariamente lento. Bellissimo l’effetto dato dalla combinazione unica di flashback e allucinazioni. Il regista Condon vinse l’Oscar per l’adattamento del romanzo Father of Frankenstein di Cristopher Bram. Nomination anche per McKellen e la Redgrave.

George re della giungla…?

Commedia della Disney recitata da attori veri, ispirata ai cartoni animati di Jay Ward degli anni Sessanta su di un maldestro re della giungla. Rivolto a un pubblico di bambini, che dovrebbero trovarlo molto divertente. Gli adulti invece finiranno con lo scocciarsi per le reiterate stupidaggini e i continui colpi di scena, ma Fraser e la Mann sono proprio adorabili. Perché non hanno trovato qualche battuta divertente per il gorilla Ape? Nel 2003 è uscito un sequel solo in homevideo.

Scambio d’identità

L’innocente Lake rimane incinta del suo ragazzo buonanulla che la caccia di casa. Un incontro casuale sul treno con un’altra donna in dolce attesa porta a uno scambio di identità per cui la Lake finirà presso una ricca famiglia di Boston convinta che lei sia un membro della stessa. Una commedia promettente, che non riesce a ingranare, ma beneficia comunque di intense interpretazioni. Basato su I Married a Dead Man di Cornell Woolrich, già portato sullo schermo, con migliori risultati, in Non voglio perderti (1950) e in I Married a Shadow (1982). Paula Prentiss compare non accreditata nel ruolo dell’odiosa infermiera.

The Air I Breathe

È il racconto delle vicende di quattro personaggi, simboli di quei quattro elementi di cui parla un proverbio cinese e sui quali il film è costruito: felicità, piacere, dolore, amore. Si narra di un timido uomo d’affari che mette a repentaglio la vita scommettendo alle corse, di una giovane popstar la cui carriera sembra in pericolo, di un gangster che vede nel futuro e deve decidere se seguire le proprie visioni, di un dottore che vuole salvare la vita alla donna che ama.

La Mummia – La tomba dell’imperatore dragone

Rick O’Connell deve combattere il risorto Imperatore cinese accanto a suo figlio Alex, alla moglie archeologa Evelyn e al truffaldino fratello di lei, Jonathan. E questa volta gli O’Connell devono fermare una mummia che è stata risvegliata da una maledizione vecchia di duemila anni che rischia di far precipitare il mondo in un disastro senza fine. Condannato dalla maledizione di una strega alla quale era stato fatto un grave torto, l’Imperatore è costretto a vivere per l’eternità in uno stato d’animazione sospesa, con i suoi diecimila guerrieri rimasti in stasi per migliaia di anni, sepolti nell’argilla come un enorme esercito di terracotta. Ma quando l’avventuroso Alex O’Connell, figlio di Rick, cade nella trappola e risveglia lo spaventoso governante dal suo sonno eterno, il giovane archeologo è costretto a chiedere l’aiuto delle uniche persone che ne sanno più di lui su come trattare con i non morti: i suoi genitori.