Sciarada

A Parigi, una ragazza americana apprende che il marito, dal quale stava per divorziare, è morto in circostanze misteriose. Uno sconosciuto aiuta la giovane a sfuggire ad alcuni brutti ceffi che cercano di recuperare un’ingente somma trafugata anni prima dal consorte. Un intricatissimo giallorosa, divertente, ironico, ma anche ricco di suspense, con un insolito Walter Matthau nella parte del cattivo. Straordinari anche gli altri due protagonisti, con un Cary Grant attempato ma in grande forma. Elegante la regia di Stanley Donen. (andrea tagliacozzo)

Guerra e pace

Il complicato romanzo di Tolstoj perde molta della sua forza, diventando prolisso e troppo semplificato. Il cast di tutte stelle e le spettacolari scene di battaglia (dirette da Mario Soldati) non possono compensare una sceneggiatura rozza (alla quale hanno contribuito sei autori tra i quali anche il regista Vidor) e alcuni marchiani errori di casting. Rifatto con molto più successo nel 1968. VistaVision.

Arianna

Dimenticate la differenza d’età fra Cooper e la Hepburn e divertitevi con questa frizzante commedia romantica, con Chevalier nei panni del padre/investigatore privato della Hepburn. McGiver è un’ottima spalla in questa brillante pellicola di ambientazione parigina. Primo film di Wilder scritto con I.A.L. Diamond, e tributo al suo idolo Ernst Lubitsch.

Cenerentola a Parigi

Stilizzatissimo musical con Astaire nel ruolo di un fotografo di moda che a Parigi trasforma la Hepburn in un’elegante modella. Con un’eccellente colonna sonora di Gershwin (How Long Has This Been Going On, He Loves and She Loves, S’Wonderful, Funny Face), un sorprendente uso del colore e una divertente prova della Thompson nella parte della direttrice della rivista. Fotografia di Ray June e John P. Fulton. Leonard Gershe ha basato la sceneggiatura su un musical teatrale non realizzato; il personaggio di Astaire è ispirato a Richard Avedon, accreditato come consulente d’immagine. VistaVision. Quattro nomination agli Oscar.

Quelle due

La versione più recente della pièce di Lillian Hellman è più esplicita sotto molti aspetti, tra i quali il lesbismo, rispetto all’originale La calunnia (realizzato sempre da Wyler), ma non ne ha nemmeno metà della bellezza. Manca d’impatto nonostante la MacLaine e la Hepburn nella parte delle due insegnanti, la Hopkins come zia impicciona e la Bainter nella parte della nonna assillante. Cinque nomination agli Oscar.

Vacanze romane

In visita a Roma, una principessa elude l’opprimente sorveglianza dei suoi custodi. Vagando per la capitale, incontra casualmente un giornalista americano che, all’insaputa della ragazza, decide di realizzare un servizio fotografico esclusivo. Un classico della commedia americana, godibile e raffinata nell’esecuzione del regista William Wyler, anche se prevedibile e priva del mordente dei similari film realizzati in seguito dal collega Billy Wilder ( Sabrina e Arianna , sempre interpretati dalla Hepburn). La giovanissima Audrey Hepburn, straordinaria nella sua freschezza, vinse l’Oscar 1953 come migliore attrice protagonista. Si aggiudicarono la statuetta anche i costumi (di Edith Head) e il soggetto, ufficialmente attribuito a Ian Hunter McLellan, ma in realtà scritto da Dalton Trumbo, che non ebbe la possibilità di firmarlo essendo finito sulla lista nera anticomunista del senatore McCarthy. Sceneggiatura dello stesso Ian Hunter e di John Dighton. In totale tre statuette e sette nomination. (andrea tagliacozzo)

Colazione da Tiffany

Colazione da Tiffany

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Audrey Hepburn in una scena del film

Diretto da Blake Edwards, Colazione da Tiffany (1961) è ambientato a New York. Protagonista delle vicende è Holly Golightly (Audrey Hepburn), che passeggia di fronte alle vetrine del prestigioso brand Tiffany mangiando un croissant. Poco tempo dopo, la ragazza conosce un suo nuovo vicino di casa, Paul Varjak (George Peppard). Tra i due nascerà uno strano rapporto, attraverso eventi decisamente non convenzionali. Holly, infatti, è una giovane donna anticonformista che vive “alla giornata”, con un modo di fare smaliziato e scanzonato. Ma, tra relazioni poco raccomandabili e atteggiamenti imprudenti, riuscirà a non mettersi nei guai? E che ruolo avrà Paul nella sua vita?

Curiosità

  • Lo scrittore Truman Capote vendette i diritti della sua opera alla Paramount Pictures mettendo bene in chiaro che la protagonista avrebbe dovuto essere interpretata da Marilyn Monroe. Di conseguenza, quando la Paramount scelse la Hepburn, lo scrittore si arrabbiò. L’interpretazione dell’attrice, tuttavia, ebbe un grande successo.
  • Un altro elemento che non piacque all’autore fu la modifica del romanzo, che venne adattato alle convenzioni cinematografiche dell’epoca. Per esempio, l’ambientazione delle vicende viene spostata dagli anni ’40 agli anni ’60 e viene omesso il personaggio di Joe Bell. Il personaggio di Liz, invece, fu totalmente inventato.
  • Inoltre, nel libro vengono fatte allusioni in merito alla bisessualità di Holly, un altro dettaglio omesso nel film. E il rapporto della ragazza con gli uomo, sempre nel romanzo, è stato definito dallo scrittore come quello di una sorta di “geisha americana”. Holly, infatti, accompagna uomini facoltosi in svariate occasioni, ricevendone in cambio doni e favori.
  • Anche il finale è radicalmente diverso nel romanzo.
  • Per consentire le riprese, la gioielleria Tiffany aprì per la prima volta di domenica (2 ottobre 1960).
  • Audrey Hepburn odiava i biscotti al burro danesi che il suo personaggio mangia a colazione, ma il regista rifiutò di sostituire l’alimento.
  • La colonna sonora della pellicola, composta e selezionata da Henry Mancini, vinse il premio Oscar del 1962.

Always-Per sempre

Mieloso senza ritegno, modulato sulle note di
Smoke Gets in Your Eyes
, è però uno dei lavori in cui la nostalgia di Spielberg per la vecchia Hollywood si fa più limpida, specie nei momenti in cui tralascia il racconto e le sue trappole e si mette a gironzolare sull’aereo, nell’hangar. Senza grandi effetti speciali, un remake di Joe il pilota e di mille altri fantasy avio-consolatori della seconda guerra mondiale (tra cui il capolavoro
Scala al paradiso
di Powell e Pressburger, di cui Spielberg comprò i diritti impedendone per anni la circolazione). Molto anni Novanta, con Dreyfuss che sembra emerso da certi film semitrasgressivi di due decenni prima e uno scialo di vecchi aerei wellmaniani che il regista adora da sempre (
L’impero del sole
,
La missione
). Di gran lunga preferibile allo Spielberg più serio tipo
Soldato Ryan
. Non incassò granché e fu in parte plagiato da Zucker in
Ghost
, che è una schifezza su tutti i fronti e ha la colpa supplementare di aver lanciato Demi Moore.
(emiliano morreale)

E tutti risero

Originale commedia romantica, più di stile che di sostanza, sulle avventure e gli amori di quattro investigatori privati. Punta i riflettori su alcune belle donne, fa un uso eccellente delle location newyorkesi, ma sta al gusto personale di ognuno il giudizio sul suo livello di successo. Ferrer è il figlio della Hepburn e di Mel Ferrer. La Stratten fu uccisa prima dell’uscita del film.

Storia di una monaca

Gustosa trasposizione filmica del libro di Kathryn Hulme, con la Hepburn nei panni di una suora che presta servizio nel Congo belga e in seguito lascia il convento. Elettrizzante Colleen Dewhurst nel ruolo di una paziente omicida. Sceneggiatura di Robert Anderson. Otto nomination agli Oscar (tra cui regia, Film, Montaggio, Fotografia, Montaggio e Sceneggiatura) ma nessuna statuetta.

Due per la strada

Ottima recitazione in questo film su una coppia che battibecca (Hepburn e Finney) e si ferma a ricordare i propri dodici anni di matrimonio, cercando di salvare la propria felicità. Sensibile, accattivante e ben diretto. Squisito tema musicale di Henry Mancini; sceneggiatura di Frederic Raphael. Fotografia di Christopher Challis, in deliziose location francesi. Panavision. Quattro nomination agli Oscar.

Gli inesorabili

Una giovane orfana viene allevata da una famiglia di allevatori. Quando si sparge la voce che la ragazza è di origini indiane, i parenti adottivi vengono emarginati dal resto della comunità, mentre la tribù degli indiani Kjowa vorrebbe riprenderla. Maltrattato dalla critica alla sua uscita, il film, come molti altri di John Huston, è stato rivalutato solo in seguito. La Hepburn e la Gish sono le migliori di un cast tutto di stelle. (
andrea tagliacozzo
)

Sabrina

Sabrina, figlia di un modesto autista, torna dopo un lungo soggiorno parigino a fa perdere la testa a David, rampollo di una ricca famiglia. Il maturo Larry, fratello di David, tenta dapprima di allontanare la ragazza, ma poi finisce a sua volta per innamorarsene. Da una commedia di Samuel Taylor, una straordinaria commedia sofisticata costruita (quasi) su misura per la Hepburn, fresca vincitrice dell’Oscar per Vacanze romane. La Hepburn tornerà a lavorare con Wilder nel 1957 in Arianna. Rifatto nel 1995 da Sydney Pollack, ebbe ben sei nomination ma una sola statuetta (costumi). (andrea tagliacozzo)

Occhi della notte

Due giovani coniugi vengono casualmente in possesso di una bambola nella quale è stata nascosta una partita di stupefacenti. Proprio quando tre malviventi, alla ricerca della droga, riescono ad individuare la coppia, la donna, una non vedente, viene lasciata sola in casa dal marito. Un ottimo thriller, interpretato magistralmente dalla Hepburn (candidata all’Oscar) e da un agghiacciante Alan Arkin nei panni di uno dei criminali. (andrea tagliacozzo)