Domani accadrà

Verso la metà dell’Ottocento, Edo e Lupo, due butteri maremmani, tentano una rapina ma falliscono miseramente e si danno alla fuga. Vagabondano per le campagne della Toscana fino a quando i due arrivano alle porte di uno strano castello. Esordio alla regia di Daniele Lucchetti, non felicissimo, nonostante l’occhio vigile del produttore Nanni Moretti. Interessante, comunque, l’ambientazione della Maremma riletta quasi in chiave western.
(andrea tagliacozzo)

La bestia nel cuore

Cristina Comencini unisce il suo talento per la scrittura con quello per il cinema. Da un suo romanzo infatti nasce il soggetto de  La bestia nel cuore, travaglio esistenziale e sentimentale di Sabina (Giovanna Mezzogiorno ) che, saputo di essere incinta, comincia a sognare cose orribili e inquietanti. Decide così di allontanarsi dal marito Franco (Alessio Boni) per raggiungere negli Usa il fratello Davide (Luigi Lo Cascio).

Io, loro e Lara

Padre Carlo Mascolo è un missionario che vive in un villaggio nel cuore dell’Africa dove – parole sue – fa ” il medico, il preside, l’agricoltore, il meccanico e lo sceriffo a tempo pieno”. Da qualche tempo avverte i sintomi di una crisi spirituale che lo angoscia sempre di più. Dunque decide di tornare a Roma per parlarne ai suoi superiori. Il suo padre spirituale lo tranquillizza, a volte è necessaria una pausa di riflessione. Lo esorta a trascorrere un po’ di tempo in famiglia per ritrovare se stesso attraverso il calore dei propri cari. Intanto da un’altra parte della città, in un minuscolo appartamentino di periferia, una misteriosa ragazza fa dei colloqui con un assistente sociale. Sembra che la ragazza, Lara, abbia avuto dei seri problemi in passato che adesso sta cercando di risolvere. Ma nonostante l’aria da educanda che ostenta con l’assistente sociale, Lara conduce una doppia vita. Di notte, di fronte ad una web cam si trasforma in una sensualissima modella in latex e tacchi a spillo…

Lezioni di volo

Pollo e Curry sono amici per la pelle. Il primo è italiano, il secondo è indiano ma è stato adottato da una famiglia italiana. Bocciati all’esame di maturità, decidono di fare un viaggio in India. Uno farà i conti con le proprie radici, l’altro troverà l’amore.

Mio fratello è figlio unico

Accio (Elio Germano) è un ribelle e come tutti i ragazzi della sua età e della sua epoca non conosce le mezze misure. La sua famiglia vive a Latina e, nonostante viva davanti alla tv gli eventi a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta, la sua voglia di emulazione è irrefrenabile. Diventa un picchiatore fascista e, di conseguenza, la pecora nera della famiglia: suo padre operaio e suo fratello maggiore (Riccardo Scamarcio) stanno dall’altra parte, dalla parte dei comunisti. Accio cresce a suon di botte e in continuo litigio con il fratello. Deluso dai suoi compagni di partito, si converte e passa dall’altra parte, proprio quando suo fratello partecipa all’assassinio del direttore di una fabbrica. I due sono costretti a separarsi e partono entrambi per il Nord. Due anni dopo si ritrovano a Milano ma il fratello muore per mano della polizia.

I mostri oggi

In sedici episodi caustici, vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell’Italia contemporanea. Perché passano gli anni, passano i decenni ma i difetti che affliggono l’Italia sono sempre gli stessi, qui illustrati in episodi divertenti, amari, grotteschi, fulminanti: cinismo, avidità, indifferenza, falso perbenismo, cialtroneria, vanità e via “difettando”.

Ciascun episodio, di durata e struttura diverse, ruota intorno a delle figure centrali, in genere caricaturali, che saranno interpretate da tre attori principali (Diego Abatantuono, Giorgio Panariello e Claudio Bisio), i quali compariranno sia alternativamente che insieme, così come in altri episodi con Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso e molti altri ancora…

Il portaborse

Per arrotondare le proprie scarse entrate finanziarie, un professore di liceo accetta di lavorare per un importante Ministro al quale dovrà scrivere i discorsi, gli interventi e le dichiarazioni ufficiali destinate alla stampa. Inizialmente affascinato dal politico, l’insegnante scopre solo in seguito i retroscena e gli intrallazzi che si nascondono dietro a una facciata apparentemente rispettabile. Film schematico e prevedibile nei suoi sviluppi, ma a suo modo coraggioso ed efficace, che alla sua uscita suscitò molte polemiche. Il ritratto del politicante senza scrupoli, magistralmente interpretato da Nanni Moretti, irritò soprattutto quella classe dirigente che di lì a poco verrà spazzata via (anche se non del tutto…) dallo scandalo di Tangentopoli.
(andrea tagliacozzo)

Un giorno perfetto

Emma e Antonio, genitori di due figli, l’adolescente Valentina e il piccolo Kevin, sono separati da circa un anno. Mentre Antonio vive solo nell’appartamento che era stato di famiglia, Emma e i figli si sono trasferiti dalla madre di lei. Ma una notte, una vicina di Antonio chiama la polizia, dicendo di avere sentito degli spari venire dall’appartamento. Gli agenti della volante fanno così irruzione nella casa dell’uomo… Il film è il racconto di ciò che accade nelle ventiquattro ore precedenti questo momento, la vita della famiglia e di un gruppo di personaggi che entrano in contatto con loro durante questo “giorno perfetto”.

Volere Volare

Maurizio, eccentrico rumorista di cartoni animati, s’innamora di Martina, una ragazza che fornisce curiose prestazioni a pagamento a maniaci di ogni tipo. Durante un sospirato incontro con la ragazza, Maurizio si accorge che si sta trasformando in un cartoon. Lanciato (con un po’ di esagerazione) come «la risposta italiana a Roger Rabbit», il film è piacevole quanto si vuole e tecnicamente tutt’altro che disprezzabile, ma alla lunga finisce per mostrare tutti i suoi limiti. Un coraggioso tentativo, comunque, di uscire fuori dagli schemi del solito cinema italiano. Nichetti e Manuli hanno lavorato dal ’70 al ’78 nello studio d’animazione di Bruno Bozzetto.
(andrea tagliacozzo)

Non ti muovere

Non ti muovere

mame cinema NON TI MUOVERE - STASERA IN TV IL SUCCESSO ITALIANO scena
Timoteo e Italia

Diretto da Sergio Castellitto, Non ti muovere (2004) ha come protagonista Timoteo, interpretato dallo stesso Castellitto. L’uomo è un chirurgo, ma stavolta si trova in ospedale solo come un semplice padre. Sua figlia, infatti, ha avuto un incidente mentre viaggiava sul proprio motorino ed è in pericolo di vita. Timoteo decide di attendere mentre la ragazzina viene operata da un suo collega. E, durante questa logorante attesa, si affaccia alla finestra e scorge una donna seduta sotto la pioggia, della quale vede solo il profilo di spalle. Ai piedi, la misteriosa figura indossa delle scarpe rosse con il tacco.

La visione riporta Timoteo indietro nel tempo, quando, più di quindici anni prima, si è imbattuto in Italia (Penélope Cruz), una giovane donna extracomunitaria residente nella periferia romana. I due si incontrano in un bar, dove Timoteo sperava di poter trovare un telefono per avvertire la moglie Elsa (Claudia Gerini) del guasto della propria macchina. E dove l’uomo si ubriaca, essendo la vodka l’unica bevanda fresca disponibile. Italia lo invita a casa sua per permettergli di usare il telefono, ma Timoteo è fuori di sé a causa dell’alcol e la violenta, andandosene poi sconvolto dal proprio atto.

Alcuni giorni dopo, Timoteo torna dalla donna per scusarsi, ma non riesce a trattenersi e la stupra di nuovo. Tra i due ha così inizio una perversa relazione, che però si approfondisce e si intenerisce con il passare del tempo. Ma gli amanti vengono da mondi troppo diversi: Timoteo ha una splendida moglie con la quale vive in una grande casa, mentre Italia ha alle spalle solo violenze e povertà. Una storia appassionata e appassionante, che però non può avere un lieto fine.

Curiosità

  • Il film è tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice Margaret Mazzantini, la quale è inoltre la moglie di Castellitto. Nella scena finale l’autrice appare in un cameo, in cui incrocia Timoteo mentre questi si sta recando a rendere omaggio a Italia.
  • Nel cast ci sono anche Marco Giallini, Angela Finocchiaro, Pietro De Silva ed Elena Perino.
  • Nella colonna sonora sono presenti brani di Leonard CohenNino BuonocoreToto Cutugno e Vasco Rossi con la canzone Un senso.
  • Nel film l’attrice Penélope Cruz recita in lingua italiana e la sua interpretazione è stata elogiata dalla stampa di tutto il mondo. Il San Francisco Chronicle l’ha definita «la nuova Anna Magnani del XXI secolo, in grado di comunicare la sua essenza in italiano meglio di quanto non riesca a fare in inglese».
  • Castellitto e la Cruz si sono aggiudicati il David di Donatello rispettivamente come Miglior attore protagonista e Miglior attrice protagonista.
  • Il film ha anche vinto quattro premi Nastro d’argento per Migliore sceneggiatura, Migliore montaggio, Migliore scenografia, Migliore canzone originale (Un senso).

Assolto per aver commesso il fatto

L’ex funzionario della S.I.A.E. Emilio Garrone riesce, con alcuni raggiri ai danni di diverse emittenti private, a mettere in piedi un piccolo impero radiotelevisivo. Garrone si dimostra tanto abile da precedere il potentissimo cavalier Serra nell’acquisto di un importante network statunitense. Il riferimento all’attualità (Parretti, Berlusconi) poteva essere pertinente e dare nerbo al film, ma il Sordi attore non è più quello di una volta e come regista non è mai stato un granché. La satira, poi, è all’acqua di rose.
(andrea tagliacozzo)

Il muro di gomma

Rocco, giovane giornalista del
Corriere della Sera
indaga sul mistero del DC 9 esploso in volo nei pressi di Ustica. Ma scalfire il muro di silenzio sollevato dagli esperti militari e dai magistrati è un’ardua impresa che si protrae per più di dieci anni. Sceneggiato da Andrea Purgatori (giornalista che nella realtà ha indagato sul caso) con Stefano Rulli e Sandro Pretaglia, il film è indubbiamente ben interpretato e tecnicamente tutt’altro che disprezzabile, anche se il tono da pellicola impegnata e di denuncia, troppo scoperto e didascalico ne limita inevitabilmente la fluidità narrativa e il coinvolgimento dello spettatore. La voce del direttore del giornale, che si ascolta attraverso un altoparlante, appartiene al padre del regista, Dino Risi.
(andrea tagliacozzo)