Mississippi Burning – Le radici dell’odio

Nel 1964, nello Stato del Mississippi, alcuni giovani, bianchi e neri, vengono assassinati dal Ku Klux Klan locale. Due agenti dell’FBI vengono spediti sul luogo per compiere delle indagini. Tratto da una storia vera, il film suscitò alla sua uscita diverse polemiche, anche se risulta un po’ blando nella sua prevedibile (e giusta) retorica antirazzista proveniente – chissà perché – dall’unico punto dei vista dei bianchi. Alan Parker dirige con indubbio professionismo, ma scarso coinvolgimento emotivo (a parte l’emozionante sequenza d’apertura). Gli interpreti – Gene Hackman su tutti – sono comunque eccellenti. Sette candidature agli Oscar ’88, ma una sola statuetta vinta per la migliore fotografia (di Peter Biziou).
(andrea tagliacozzo)

Fuga di mezzanotte

Agli inizi degli anni Settanta, a Istanbul, un giovane americano prova a passare la dogana turca con addosso due chili di droga, ma viene scoperto e condannato a quattro anni di carcere. Le condizioni di vita all’interno della prigione si rivelano a dir poco allucinanti e il giovane, alla prima occasione, tenta la fuga. Primo lavoro importante di Alan Parker, all’epoca conosciuto solo per il divertente, ma tutto sommato modesto
Piccoli gangsters
. Tratto dalla storia realmente accaduta di Bill Hayes, il film è avvincente e di notevole impatto, specie per la brutalità con cui sono descritte le condizioni di vita dei prigionieri. Oliver Stone, autore della sceneggiatura (basata sul libro autobiografico di William Hayes), vinse l’Oscar nel 1977.
(andrea tagliacozzo)

Birdy – Le ali della libertà

In un ospedale psichiatrico dell’esercito, il sergente Al Columbato, reduce dal Vietnam, tenta di riportare in sé l’amico Birdy, ridotto a una larva umana in seguito a uno “choc” subito nella giungla del Sud Est asiatico. Tratto dal romanzo di William Wharton, il film, interpretato in maniera eccellente dagli emergenti Cage e Modine, riesce ad esaltare l’estro visivo di Alan Parker, che firma uno dei suoi lavori migliori prima d’intraprendere un precoce declino (brevemente interrotto da
The Commitments
). Le musiche sono di Peter Gabriel: alcune composte appositamente per il film, altre rielaborate dal materiale del suo quarto album.
(andrea tagliacozzo)

Piccoli gangsters

Alan Parker esordisce alla regia con una curiosa parodia dei film di gangster, ambientata nell’America dei ruggenti anni Venti e interamente interpretata da bambini. Un’idea originale, abbastanza divertente, ma non tanto da reggere la durata di un intero film. La colonna sonora composta da Paul Williams, già autore delle canzoni de
Il fantasma del palcoscenico
di Brian De Palma, venne candidata agli Oscar. Da notare che la giovanissima Jodie Foster era reduce dalle riprese di
Taxi Driver
, per il quale verrà candidata all’Oscar come attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Benvenuti in paradiso

Nel 1937, a Los Angeles, l’ex sindacalista Jack McGurn trova lavoro in una sala cinematografica del quartiere giapponese. Il giovanotto s’innamora di Lily, la giovane e graziosa figlia del suo datore di lavoro, e, sebbene la famiglia lei non sia d’accordo, i due si sposano. Nel 1941, all’indomani dell’attacco di Pearl Harbour, Lily, come altri suoi connazionali, finisce in un campo di concentramento. Ben interpretato dai due protagonisti, il film finisce per risentire dell’approccio freddo e accademico del regista a una storia che avrebbe meritato un maggior coinvolgimento emotivo.
(andrea tagliacozzo)

Angel Heart – Ascensore per l’inferno

Il detective privato Harry Angel (Mickey Rourke) viene assoldato dall’enigmatico Louis Cyphre (Robert De Niro) per ritrovare Johnny Favorite, un cantante che diversi anni prima, dopo essere stato dimesso con uno stratagemma da un clinica psichiatrica, ha lasciato perdere ogni traccia di sé. Una volta iniziate le indagini, per l’investigatore inizia una lenta, ma inesorabile discesa verso l’inferno. Thriller satanico dalle grandi ambizioni, ma dai risultati tutto sommato modesti. Intrigante nelle premesse e splendidamente fotografato da Michael Seresin, il film alla lunga diventa sempre più manierato e involuto, fino a giungere a un finale a sorpresa non del tutto imprevedibile. Scritto dallo stesso Parker da un romanzo di William Hjortsberg intitolato
Falling Angel
.
(andrea tagliacozzo)