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I figli della violenza

A Città del Messico, Jaibo, scappato dal riformatorio, si pone alla guida di una banda di piccoli delinquenti. Il giovane uccide un compagno, colpevole di averlo denunciato, e ricatta con sordide minacce l’amico Pedro, che ha assistito al barbaro omicidio. Uno dei capisaldi del cinema di Buñuel (che aveva esordito nel 1929 con Un chien andalou ), la pellicola ottenne il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1951. Sebbene d’ispirazione realista, non mancano durante il film diverse sequenze oniriche tipiche del regista spagnolo. (andrea tagliacozzo)

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