Beyond

E’ una mattina di festa e una famiglia felice all’improvviso viene stravolta da una telefonata. La giovane madre, Leena, viene a sapere che sua madre è ricoverata in gravissime condizioni. Contro la sua volontà, il marito decide di portarla a trovare la donna, insieme alle due figlie ancora piccole.

Per Leena inizia così un doloroso viaggio interiore che la costringe a rievocare un passato cancellato con grande forza di volontà.
I genitori, due emigrati finlandesi che non si sono mai veramente sentiti a casa loro in Svezia, vivevano tra abuso di alcol e litigi violenti una passione devastante e cieca, mentre Leena e il fratellino cercavano di sopravvivere ciascuno a modo proprio.

Leena, che ha scelto di perseguire la normalità a tutti i costi mentendo a se stessa e agli altri, si trova ora di fronte all’ultima occasione per affrontare quel mondo oscuro da cui proviene e che, nonostante tutto, le appartiene.

Lavorare con lentezza. Radio Alice 100.6 Mhz

Sgualo
(Tommaso Ramenghi)
e Pelo
(Marco Luisi)
sono due ventenni di Safagna, periferia sud di Bologna. Della vita sanno che non vogliono ricalcare il destino dei padri proletari, ma a Safagna o fai l’operaio o il ladro, così i due s’arrangiano con qualche «lavoretto» per Marangon
(Valerio Binasco),
il ricettatore-filosofo che stavolta propone loro qualcosa di grosso: scavare un tunnel sottoterra, in centro, verso la Cassa di Risparmio. Il compenso è troppo ricco, la voglia di fuga troppo grande: accettano. Nelle lunghe notti di scavo li allieta una radiolina che capta solo una stazione, Radio Alice. È il vessillo del movimento studentesco del ’76, galassia di anarchia creativa, velleità contestatarie e provocazione sessuale. Per Sgualo e Pelo una sorta di «paese dei Balocchi» in cui scoprire piaceri e libertà che non potevano immaginare (nuovi linguaggi e musiche e amicizie, il sesso…)

Intanto i carabinieri controllano la radio alla ricerca di germi di sedizione, sebbene il tenente Lippolis
(Valerio Mastandrea)
pensi più a incastrare Marangon e a far carriera, ritenendo innocui quei quattro studentelli borghesi e bohémien. La favola del loro sogno di rinnovamento finisce quando, nel corso dei tafferugli vicino l’università, un carabiniere uccide uno del gruppo (nella realtà Francesco Lorusso, di Lotta Continua). Per due giorni si scatena la guerriglia urbana, la radio viene chiusa, Sgualo arrestato. Ognuno paga il suo fio alla Storia di un Paese impazzito: i ragazzi del movimento scoprono che le loro premesse non potevano che esplodere; Marangon deve fuggire perché il tunnel è stato scoperto; il tenente finisce in provincia, punito per l’uccisione dello studente; e i due di Safagna hanno creduto nella possibilità del cambiamento…

Guido Chiesa, che sulla storia di Radio Alice ha già realizzato un documentario
(Alice è in Paradiso,
2002), firma questa sceneggiatura con i Wu Ming (nuova identità collettiva degli ex Luther Blisset) e ne adotta la cifra stilistica, la «traiettoria ad effetto»: cioè, nascondere gli obiettivi dichiarati dell’operazione narrativa in un intreccio che sembra appena sfiorarli. Così può narrare il ’77 e l’esperienza rivoluzionaria dell’emittente bolognese senza scadere nei cliché della memoria e di un certo epos movimentistico. Di certo funziona l’idea dei borgatari apolitici che incontrano la temperie contestataria borghese, e il contributo del cast è lodevole, i personaggi ben costruiti e coerenti.

Meno coerente, va detto, è la scelta dei vari registri estetici, da quello ironico sui rivoluzionari (con siparietti in stile film muto), al realismo melodrammatico degli scontri, passando per le riprese a «modulazione di frequenza» (che cercano uno spazio di emozioni random) e gli scorci documentaristici della periferia. Ancor meno convince il finale consolatorio, che sciupa d’un tratto l’equilibrio con cui Chiesa aveva reso il difficile mosaico di storie. Viene da chiedersi perché non accettare la storia di quegli anni coi suoi fallimenti e delusioni? La speranza posticcia, che strizza l’occhio ai movimenti di oggi, non rischia di far rientrare dal retro la retorica catechistica che si voleva tener lontana? Comunque, al di là di queste riflessioni su storia e arte, il film diverte e commuove, e merita di essere visto.

(salvatore vitellino)

Il Truffacuori

Seduzione, inganni, sentimenti e coppie che scoppiano sono al centro della commedia che racconta gli aspetti più complicati e imprevedibili di quel pazzo sentimento chiamato amore.

Alex Lippi è un uomo irresistibilmente affascinante la cui professione è proprio il “sabotatore di coppie”. Il suo compito, infatti, è quello di separare le coppie su richiesta dei clienti, utilizzando il proprio charme per far capitolare la donna di turno e raggiungere l’obiettivo.

Quando, però, viene ingaggiato per sedurre una giovane ereditiera, Juliette Ven Der Becq, in procinto di convolare a nozze con il suo amatissimo fidanzato, il rubacuori si troverà di fronte alla missione più difficile della sua carriera…

Daybreakers – L’ultimo vampiro

Siamo nel 2019: una misteriosa malattia si è diffusa sul pianeta, trasformando la maggior parte degli esseri umani in vampiri. L’umanità è ormai una specie in via di estinzione costretta a nascondersi, ma Edward Dalton, vampiro e al tempo stesso ricercatore, rifiuta di nutrirsi di sangue umano: sta cercando di creare un sangue artificiale che possa nutrire i vampiri e al tempo stesso evitare l’estinzione della razza umana. Si troverà così al centro di una lotta per decidere le sorti del genere umano.

Sanctum

Dopo mesi di esplorazione delle grotte di Esa-ala, nell’Oceano Pacifico, il diver master Frank McGuire si trova di fronte ad un imprevisto.

La via d’uscita di una grotta viene bloccata da un’ improvvisa alluvione e Frank e la sua squadra, composta dal figlio diciasettenne Josh e il finanziere Carl Hurley, si trovano costretti a cambiare i piani.

Anche la ragazza di Carl, Victoria, e Crazy George fanno parte del gruppo, ma le provviste stanno finendo e i protagonisti devono superare un labirinto sottomarino per potercela fare.

La Principessa e il Ranocchio

La celebre fiaba dei fratelli Grim nella versione rivisitata dalla Disney: la principessa che trova il vero amore, baciando un ranocchio e trasformandolo in un magnifico principe, lascia spazio ad un risultato decisamente diverso: invece di vedere davanti a sè un principe, è la ragazza stessa che diventa una rana. In queste sembianze i due personaggi sembrano destinati a vivere nella palude; ma grazie all’aiuto dell’alligatore Louis e della lucciola Ray, andranno alla ricerca di Mamma Odie, una maga che dovrebbe riuscire a spezzare l’incantesimo. Ma il perfido dottor Facilier è in agguato…